Canton Appenzello Esterno

cantone svizzero
Canton Appenzello Esterno
cantone
(DE) Kanton Appenzell Ausserrhoden
(FR) Canton d'Appenzell Rhodes-Extérieures
(RM) Chantun Appenzell dador
Canton Appenzello Esterno – Stemma Canton Appenzello Esterno – Bandiera
Canton Appenzello Esterno – Veduta
Herisau
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
Amministrazione
CapoluogoHerisau wappen.svg Herisau
GovernoRegierungsrat (5)
LegislatoreKantonsrat (65)
Lingue ufficialitedesco
Data di istituzione1513
Territorio
Coordinate
del capoluogo
47°22′59.98″N 9°16′00.02″E / 47.383329°N 9.266671°E47.383329; 9.266671 (Canton Appenzello Esterno)
Altitudine771 m s.l.m.
Superficie242,84 km²
Abitanti55 309[1] (31/12/2020)
Densità227,76 ab./km²
Distretti0
Comuni20
Cantoni confinantiCanton Appenzello Interno, Canton San Gallo
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2CH-AR
TargaAR
Cartografia
Canton Appenzello Esterno – Localizzazione
Canton Appenzello Esterno – Mappa
Sito istituzionale

Il Canton Appenzello Esterno (in tedesco Appenzell Ausserrhoden; in francese: Appenzell Rhodes-Extérieures; in romancio: Appenzell dador; in svizzero tedesco Appezäll Osserode) è un semicantone della Svizzera. La sede del governo e del parlamento cantonale è a Herisau, l'autorità giudiziaria è a Trogen. L'Appenzello Esterno si trova nel nord-est della Svizzera, confina con il Canton San Gallo (distretti di Toggenburg, di Wil, di San Gallo, di Rorschach e di Rheintal) e con il Canton Appenzello Interno. La sua superficie è di 243 km² e la popolazione è, al 2020, di 55 309 abitanti.[1]

Il Canton Appenzello Esterno era diviso in tre distretti (ora aboliti): Hinterland (13 604 ettari), Mittelland (6 031 ettari), e Vorderland (4 648 ettari).

StoriaModifica

I primi insediamenti nell'Appenzello si ebbero tra il VII e l'VIII secolo, lungo il fiume Glatt. Il monastero di San Gallo ebbe grande influenza sulla popolazione. Nel 907 Herisau viene menzionata per la prima volta, il Cantone (Appenzello: abbatis cella) viene nominato per la prima volta nel 1071.

Il cantone fu testimone di diverse battaglie, tra cui la battaglia di Vögelinsegg (1403) e la Battaglia dello Stoss (1405).

Nel 1513 l'Appenzello si unisce alla Confederazione Svizzera come 13º cantone. Nel 1597 il cantone venne diviso in due per ragioni religiose: da una parte l'Appenzello Esterno (Protestante) e dall'altra l'Appenzello Interno (cattolico).

A partire dal XVI secolo venne stabilita, poco alla volta, la produzione di lino. Imprese tessili sempre più grandi si svilupparono, diversificando in seguito l'attività in filatura e ricami. L'industria tessile collassò tra il 1920 e il 1939.

Nel 1834 venne adottata per la prima volta una costituzione, che subì delle riforme nel 1876 e nel 1908. La costruzione di numerose linee ferroviarie tra il 1875 e il 1913 aiutò l'industria locale e la popolazione crebbe fino a un massimo di 57 973 persone nel 1910 (comparate alle 53 200 del 2001).

Nel 1934, Johannes Baumann fu il primo cittadino dell'Appenzello Esterno a diventare Consigliere Federale. Il diritto di voto per le donne venne introdotto nel 1972 a livello locale, ma solo nel 1989 a livello cantonale. Nel 1994, per la prima volta, due donne vennero elette nel governo. L'assemblea pubblica (Landsgemeinde) venne abolita nel 1997.

SocietàModifica

DemografiaModifica

Evoluzione della popolazioneModifica

Al 2020 i residenti permanenti in Appenzello Esterno erano 55 309, il numero più alto dal 1920, di cui 27 883 uomini (50,41%) e 27 426 donne (49,59%).[2] La popolazione è aumentata costantemente dal 1850 al 1910, per poi calare fino al 1940, mantenendosi pressoché stabile fino al 1980 dove ha iniziato di nuovo a crescere.[3] Nel periodo 1980-2020 tale crescita è dovuta in buona parte al tasso netto di migrazione positivo, pur registrandosi anche un tasso d'incremento naturale della popolazione positivo.[4]

Evoluzione della popolazione permanente di Appenzello Esterno[5]

Variazione della popolazione permanente di Appenzello Esterno per tipologia.[6]

██ Incremento naturale

██ Saldo migratorio e cambiamento tipo popolazione

██ Divergenza statistica

██ Variazione totale

Nuclei familiariModifica

Nello 2020 i nuclei familiari (o economie domestiche) ammontavano a 24 263, e più di due terzi di questi erano composti da una o due persone.[7] La prevalenza dei nuclei con uno o due componenti è simile al dato per l'intera Svizzera.[7]

Numero di componenti dei nuclei familiari in Appenzello Esterno (2020)[7]

██ Svizzera

██ Appenzello Esterno

DecessiModifica

Dal 1980 al 2020 il tasso di mortalità in Appenzello Esterno ha seguito una tendenza discendente, passando da 12-13 morti per 1000 persone all'inizio degli anni 1980 fino a 8-10 morti per 1000 persone nel 2018-2020.[8] Anche se il tasso rimane più alto di quello dell'intera Svizzera, la differenza si è ridotta nel tempo.[8]

Decessi per 1000 persone[8]

██ Svizzera

██ Appenzello Esterno

Appartenenza religiosaModifica

Nonostante alla sua nascita il cantone fosse ufficialmente protestante, al 2020 la maggioranza della popolazione del cantone si divideva tra protestanti (34,26%), cattolici (28,74%) e senza appartenenza religiosa (25,96%).[9] Fra le minoranze religiose di rilievo vi erano gli appartenenti a altre comunità cristiane (6,79%) e gli appartenenti a comunità islamiche (2,29%).[9]

Appartenenza religiosa (2020)[9]

██ Protestante (34,26%)

██ Cattolica romana (28,74%)

██ Altre comunità cristiane (6,79%)

██ Comunità islamiche (2,29%)

██ Senza appartenenza religiosa (25,96%)

██ Altri (1,96%)

Lingue e dialettiModifica

Secondo le stime dell'Ufficio Federale di Statistica, al 2020 in Appenzello Esterno la lingua più diffusa era il tedesco (incluso lo svizzero-tedesco), indicato come una delle lingue principali dal 91,40% della popolazione, seguito dall'inglese (3,90%) e dal gruppo del bosniaco, croato, montenegrino e serbo (2,82%).[10] Fra le altre lingue nazionali svizzere il francese era conosciuto da circa l'1,01% della popolazione, l'italiano dal 1,94% e il romancio dallo 0,45%.[10]

StranieriModifica

Al 2020, l'83,41% dei residenti permanenti in Appenzello Esterno era di nazionalità svizzera.[11] I restanti erano per la maggior parte possessori di un permesso di domicilio (11.23%) e di un permesso di dimora (4.67%).[11] I nati in Svizzera erano 44 181 (79.88%), e fra questi il 95.80% possedeva anche la cittadinanza svizzera.[11]

Fra le nazionalità stranieri più presenti, il gruppo più numeroso era quello dei cittadini tedeschi, seguito da italiani, portoghesi, austriaci e serbi.[12]

Nazionalità straniere (2020)[12]

██ Germania (28,46%)

██ Italia (9,85%)

██ Portogallo (7,09%)

██ Austria (6,73%)

██ Serbia (5,55%)

██ Turchia (3,87%)

██ Eritrea (3,66%)

██ Kosovo (3,5%)

██ Bosnia e Erzegovina (2,73%)

██ Spagna (2,69%)

██ Altri (25,87%)

MunicipalitàModifica

Le 20 municipalità (Einwohnergemeinden) del cantone sono:

DivisioniModifica

Infrastrutture e trasportiModifica

Rete stradaleModifica

 
Ponte sul fiume Sitter lungo la strada principale 463

In Appenzello Esterno non sono presenti autostrade, il collegamento con l'autostrada A1 viene effettuato tramite la strada nazionale 25, che include parti delle strade principali H8, H463 e H459.[13][14][15] È presente anche la semiautostrada cantonale Lustmühle–Teufen che collega le due località.[14]

In Appenzello Esterno sono presenti le seguenti strade principali:[14]

Rete ferroviariaModifica

 
Treno delle Appenzeller Bahnen lungo la linea Altstätten-Gais

L'Appenzello Esterno possiede diverse linee ferroviarie che collegano i principali comuni del cantone con San Gallo e Appenzello Interno, gestite prevalentemente da Appenzeller Bahnen e Schweizerische Südostbahn (i riferimenti sono ai quadri orario nella pubblicazione ufficiale).

CulturaModifica

TradizioniModifica

All'inizio del XIX secolo in Appenzello Esterno coesistevano da una parte il mondo della borghesia rurale caratterizzata da un'etica protestante e impegnata in circoli letterari e viaggi al di fuori del cantone, dall'altra il mondo contadino delle Alpi ancora legato alle antiche tradizioni. A partire dal 1820 queste due realtà iniziarono a incontrarsi, grazie anche al diffondersi di associazioni culturali, e certi usi e costumi tradizionali cominciarono a essere chiaramente definiti. Alcune delle tradizioni dell'Appenzello Esterno presero la loro forma odierna solamente a partire dalla fine del XIX secolo e inizio del XX secolo.[23]

Costumi tradizionaliModifica

 
Abito da lavoro femminile invernale (sinistra) ed estivo (destra)

Il costume tradizionale maschile dell'Appenzello è caratterizzato dal panciotto rosso sopra una camicia bianca decorata da un ricamo detto Chüelisteg. Se la giornata è fredda si indossa la Fueterschlotte, una giacca di lino gialla a maniche lunghe ricamata e foderata. I pantaloni sono di un tessuto misto lino marrone, mentre nei giorni di festa si indossano le braghe di cuoio aderenti, dette Gääle. I pantaloni sono retti da bretelle con borchie d'ottone raffiguranti delle mucche. Anche le scarpe nere sono ornate da fibbie decorate in modo simile. In testa viene indossato un cappello di feltro nero decorato con fiori oppure un cappello di cuoio sempre nero, traforato ai bordi e con una fodera colorata.[24]

Questo vestito è ornato da numerosi accessori: i pantaloni sono abbelliti da una catena d'argento, monete e medaglie, mentre il colletto della camicia è tenuto fermo da un bottone d'oro, noto anche come spilla (Brosche). All'orecchio viene portato l'Ohreschueffe, un orecchino con un piccolo mestolo collegato con una catenella a un fermaglio a forma di serpente. Infine come ulteriore accessorio viene indossato un fischietto a forma di pipa con un coperchio d'argento, detto Lindauerli.[24]

Il costume tradizionale femminile dell'Appenzello è relativamente recente, visto che il costume tradizionale cadde in disuso alla fine dell'Ottocento. Nel 1925, come conseguenza di un rinnovato sentimento nazionale, venne assegnato all'artista di Herisau Paul Tanner di ridisegnare gli abiti da lavoro e della festa. Il costume della domenica include un fisciù di tulle nero decorato a punto catenella, una camicietta bianca con sopra un corpetto di seta, e la Jupe, una gonna a strisce verticali che in Appenzello Esterno è contraddistinta dal Nollen, un motivo a strisce e punti in tessitura a punto raso. Il vestito è completato da un grembiule di taffetà e da un'alta cuffietta di seta nera con ali di tulle e pizzetto bianco. L'abito femminile di tutti i giorni è una larga gonna con camicetta bianca.[24]

Feste e manifestazioniModifica

 
Salita all'alpeggio a Urnäsch

In Appenzello Esterno si tengono diverse feste e manifestazioni che ruotano attorno al mondo dell'allevamento. Verso fine luglio e inizio agosto si tengono le Alpstobede o Alpstobete. La parola Stobiete originariamente significava una riunione in salotto e richiamava alle visite reciproche dei produttori caseari alpini. A inizio XXI secolo le Alpstobede comprendono sia danze maschili, chiamate Mölirad, sia balli di coppia, chiamati Hierig, dove si rappresentano in pantomima le gioie e i dolori di una relazione per poi riconciliarsi alla fine.[25][26]

Altra tradizione legata all'allevamento è la salita all'alpeggio (Alpfahrt) e la successiva discesa si svolgono in particolare nella regione del Säntis, e avvengono secondo un ordine ben preciso. In particolare ne fanno parte un pastorello e una pastorella con il loro gregge, l'alpigiano con tre mucche che indossano grossi campanacci, tre aiutanti, la mandria con il proprietario e un cane pastore, e infine un carrettiere con il necessario per la produzione del formaggio. Tutti i partecipanti indossano i loro abiti tradizionali.[27] Durante la pandemia di COVID-19, le date delle salite e delle discese sono state tenute segrete per evitare assembramenti.[28]

Il giorno di San Silvestro e del Capodanno giuliano si tengono le cosiddette Kläuse di San Silvestro o Silvesterchlausen, in cui gruppi di persone si recano nelle case delle persone per fare gli auguri di buon anno. Alcuni sono vestiti di eleganti costumi di velluto e altri con maschere demoniache e materiali naturali come rami, foglie e paglia.[29]

Altre iniziative sono ristrette a certi comuni. A Herisau e Waldstatt il Mercoledì delle ceneri si tiene una festa che ha come centro il funerale di Gidio Hosestoss, personaggio immaginario rappresentato da un pupazzo di paglia, morto per essersi strozzato con un dolcetto rubato. Il pupazzo viene portato in piazza e bruciato in una pira funeraria.[30][31] A Wald è particolarmente nota la festa per il lunedì di Pasquetta, mentre ogni due anni durante il lunedì prima del Mercoledì delle ceneri a Urnäsch si tiene una parata, detta Urnäscher Bloch, dove una compagnia di disparati personaggi (il boscaiolo, il carrettiere, il bracconiere, il musicista, il guardaboschi e il fabbro) trasportano un tronco d'albero nel centro del villaggio per celebrare il carnevale.[23][32]

Arte e artigianato popolareModifica

 
Pittura contadina tradizionale

In Appenzello Esterno esistono diversi tipi di artigianato, spesso collegato alle attività contadine tradizionali. Almeno a partire dal 1700 l'arte della selleria alpigiana produce oggetti di cuoio e guarnizioni di ottone, in particolare le cinture appenzellesi utilizzate nei costumi tradizionali e cinghie per tori, mucche e capre.[33]

 
Uomo in abiti tradizionali impegnato nell'intaglio del legno

L'artigianato del legno, nato originariamente a inizio XX secolo per passare il tempo durante i mesi invernali, si concentra sulla produzione di figurine rappresentanti la salita all'alpeggio o altri momenti della vita quotidiana dei contadini. Esistono anche dei popolari corsi di intaglio chiamati Chüeli-Schnitzerei.[34] Al contrario, il lavoro a macchina per il ricamo a mano, molto comune a inizio 1900, oggi è poco diffuso e viene promosso da alcune associazioni come il museo di arte popolare a Stein.[35]

Un'altra forma d'arte che riguarda attività legate all'allevamento come la salita all'alpeggio è la pittura contadina, presente in Svizzera orientale sin dal 1500. La pittura su mobili risale agli anni 1750-1850. A partire dal 1800 si diffusero le Sennenstreifen, scene d'alpeggio dipinte su strisce orizzontali di legno o carta, e i Melkeimerbödeli, decorazioni dei secchi utilizzati per la mungitura.[36]

Come in altre regioni della Svizzera, anche in Appenzello Esterno viene praticato lo Jodel naturale, noto anche come Zäuerli o Chlausezäuerli. Un'altra espressione musicale tipica della zona è la musica per strumenti a corda: il primo gruppo musicale di questo tipo in Appenzello Esterno, lo Streichmusik Alder Urnäsch, fu fondato nel 1884. Gli strumenti a corda vengono utilizzati come accompagnamento alle danze popolari delle Alpstobede.[37] Tipico strumento utilizzato in queste occasioni è il dulcimer, e in Appenzello esiste un artigianato locale dedicato alla sua produzione.[38]

Altre tradizioniModifica

Almeno dalla fine del XVIII gli appenzellesi sono noti per il loro spirito e la loro arguzia, tanto che a partire dal 1800 le barzellette dell'Appenzello hanno cominciato a essere riunite in raccolte. Tra le persone legate ad Appenzello Esterno note per la loro attività in questo campo sono Alfred Tobler, Ruedi Rohner e Carl Böckli.[39]

In Appenzello Esterno si conserva ancora la tradizione delle società di lettura, nate nei primi trent'anni del XIX secolo. Nel 2017 società di lettura sono presenti in 17 dei 20 comuni del cantone. Nelle società di lettura si discute della vita politica e culturale del comune e in alcuni casi politici eletti al parlamento cantonale ricevono il sostegno di tali associazioni.[40] Altra tradizione nata nell'Ottocento e ancora diffusa nel XXI secolo è la pratica della naturopatia, con 251 terapisti registrati nel cantone nel 2016.[41]

In Appenzello Esterno sono anche presenti tradizioni diffuse nel resto della Svizzera, come lo jodel, la lotta svizzera (Schwingen), la costruzione dei muri a secco, e l'uso del corno delle Alpi.[42][43][44][45]

Monumenti e luoghi di interesseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Beni culturali di importanza nazionale e regionale nel canton Appenzello Esterno.

CucinaModifica

I prodotti culinari tipici dell'Appenzello Esterno sono principalmente insaccati, formaggi e dolci. In molti casi queste specialità sono prodotti anche nell'Appenzello Interno e in parte del canton San Gallo. Molti degli insaccati possiedono la certificazione IGP.

CarneModifica

 
Il Mostbröckli
 
L'Appenzeller Pantli
  • Appenzeller Pantli (IGP): noto anche come Appenzeller Landjäger, è una salsiccia cruda affumicata ed essiccata a base di muscolo di manzo, di maiale e speck e insaporita con aglio e pepe. La salsiccia è lunga dai 30 ai 50 centimetri e pesa dagli 80 ai 400 grammi.[48][49]
 
L'Appenzeller Siedwurst
  • Appenzeller Siedwurst (IGP): salsiccia bianca bollita di manzo e maiale, e a volte anche di vitello. È insaporita principalemente con cumino, ma anche con aglio, pepe, sale e cipolle.[50][51]
  • Schwinigi Stückli: carne affumicata a forma di cotoletta proveniente dal collo del maiale, incluso il grasso e le ossa. Insaporito con sale, erbe e aglio.[52]
  • St. Galler Bratwurst (IGP): noto anche come Olma-Bratwurst, è una salsiccia bianca di maiale, vitello e latte, e insaporita con sale, pepe, macis e altre spezie. Sebbene tipica di San Gallo, è prodotta anche in Appenzello.[53]

FormaggiModifica

 
Taglio del formaggio Appenzeller
  • Appenzeller: formaggio aromatico a pasta semidura, la cui maturazione va dai tre ai sei mesi. È insaporito da una miscela di sale, vino, lievito ed erbe.[54]
  • Mutschli: piccolo formaggio semiduro alpino, solitamente di latte vaccino e spesso aromatizzato con aglio, pepe e altre spezie o erbe. Viene prodotto in molti cantoni svizzeri.[55]
  • Schlipfechäs o Schlipferchäs: formaggio fresco privo di crosta, immerso a fette sottili in acqua salata prima del consumo. Viene prodotto per il mercato locale.[56]
  • Schwägalpkäse: formaggio semiduro di latte vaccino termizzato, prodotto principalmente presso il passo del Schwägalp durante la stagione alpina. Il tempo di maturazione è di circa due o tre mesi.[57]

PaneModifica

  • Pane dell'Appenzello: tipo di pane rotondo e alto originario di San Gallo ma prodotto anche in Appenzello e Turgovia.[58]

DolciModifica

 
Un Appenzeller Biberli
  • Appenzeller Biber: biscotto di pan di zenzero al miele riempito di pasta di mandorle e decorato alla superficie. La versione più piccola è nota come Biberli.[59]
  • Appenzeller Biberfladen: biscotto di pan di zenzero rotondo e piatto che, a differenza del Biber, non ha ripieno.[60]
  • Hosenknöpfe ("bottoni dei pantaloni"): piccoli dolcetti secchi rotondi e duri a base di uova, zucchero, farina e olio di bergamotto. Hanno circa un centimetro di diametro.[61]
  • Leckerli: tipo di pan di zenzero piatto di colore marrone chiaro. In Appenzello Esterno questo dolce è tipico del carnevale, ed è presente anche nella versione Bacheschnette, ossia fritto in pastella e cosparso di zucchero alla cannella.[62]
 
La Schlorzifladen

BevandeModifica

  • Alpenbitter: amaro scuro a base di erbe con una gradazione alcolica di circa il 30%. La varietà più nota proviene da Appenzello, in Appenzello Interno, ma viene prodotto anche in Appenzello Esterno.[66]

NoteModifica

  1. ^ a b Bilancio demografico secondo il Cantone al 31 dicembre, su pxweb.bfs.admin.ch, Ufficio Federale di Statistica. URL consultato il 17 aprile 2022.
  2. ^ Bilancio demografico per Cantone, su pxweb.bfs.admin.ch, Ufficio Federale di Statistica.
  3. ^ Vedi grafico "Evoluzione della popolazione permanente di Appenzello Esterno"
  4. ^ Vedi grafico "Variazione della popolazione permanente di Appenzello Esterno per tipologia"
  5. ^ Anni 1850-2000: Evoluzione della popolazione dei comuni 1850-2000: Cantone di Appenzello Esterno, su bfs.admin.ch, Ufficio Federale di Statistica, 9 gennaio 2013. URL consultato il 27 aprile 2022.
    Anni 2010-2020: Bilancio demografico secondo il Cantone al 31 dicembre, su pxweb.bfs.admin.ch, Ufficio Federale di Statistica. URL consultato il 17 aprile 2022.
  6. ^ Bilancio demografico per Cantone, su pxweb.bfs.admin.ch, Ufficio Federale di Statistica. URL consultato il 30 aprile 2022. Le statistiche sono ottenute sommando i valori annuali.
  7. ^ a b c Economie domestiche secondo le unità geografiche istituzionali e la taglia dell'economia domestica, su pxweb.bfs.admin.ch, Ufficio Federale di Statistica. Le percentuali sono ottenute dividendo i valori assoluti per la corrispondente popolazione totale.
  8. ^ a b c (FR) Taux brut de mortalité selon le canton, de 1981 à 2020, su bfs.admin.ch, Ufficio Federale di Statistica, 30 settembre 2021.
  9. ^ a b c Ufficio Federale di Statistica, Appartenenza religiosa secondo il Cantone, su bfs.admin.ch. URL consultato il 15 aprile 2022. Percentuale ottenuta dividendo gli appartenenti a una religione per il totale della popolazione. Le stime dell'appartenza religiosa provengono dalla estrapolazione di un campione soggetto a errore statistico.
  10. ^ a b Lingue principali secondo il Cantone - Popolazione residente permanente di più di 15 anni o più, su bfs.admin.ch, Ufficio Federale di Statistica. URL consultato il 17 aprile 2022. Percentuali ottenute dividendo il numero di parlanti per la popolazione totale. Le stime dei parlanti sono una estrapolazione di un campione. Ogni intervistato poteva indicare fino a tre lingue principali.
  11. ^ a b c Popolazione residente permanente e non permanente secondo il Cantone, l'autorizzazione di residenza, il luogo di nascita, il sesso e l'età, su Ufficio Federale di Statistica. URL consultato l'11 maggio 2022. Le percentuali sono calcolate dividendo i valori assoluti per la popolazione residente permanente totale.
  12. ^ a b Popolazione residente permanente e non permanente secondo Anno, Cantone, Tipo di popolazione, Autorizzazione di residenza e Luogo di nascita, su Ufficio Federale di Statistica. URL consultato l'11 maggio 2022. Percentuale ottenuta dividendo gli appartenenti a una nazionalità per il totale della popolazione straniera.
  13. ^ Decreto federale concernente la rete delle strade nazionali (Decreto sulla rete stradale), FF 2017 6695, 10 dicembre 2012.
  14. ^ a b c Ordinanza concernente le strade di grande transito, RU 1992 341, 1º febbraio 1992.
  15. ^ Strada nazionale N25 (PDF), su astra.admin.ch, Ufficio federale delle strade.
  16. ^ Gossau SG – Herisau – Appenzell – Wasserauen (PDF), su quadri-orario.ch. URL consultato il 4 maggio 2022.
  17. ^ Appenzell-Gais-St. Gallen-Speicher-Trogen (PDF), su quadri-orario.ch. URL consultato il 4 maggio 2022.
  18. ^ Gais – Altstätten Stadt (PDF), su quadri-orario.ch. URL consultato il 4 maggio 2022.
  19. ^ Rorschach – Heiden (PDF), su quadri-orario.ch. URL consultato il 4 maggio 2022.
  20. ^ Rheineck – Walzenhausen (PDF), su quadri-orario.ch. URL consultato il 4 maggio 2022.
  21. ^ Romanshorn – St. Gallen – Wattwil – Rapperswil (PDF), su quadri-orario.ch. URL consultato il 4 maggio 2022.
  22. ^ Wil SG – St. Gallen/Herisau – St. Gallen – Altstätten SG (alle Züge) (PDF), su quadri-orario.ch. URL consultato il 4 maggio 2022.
  23. ^ a b Appenzello Esterno, su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 16 aprile 2022 (archiviato il 21 aprile 2021).
  24. ^ a b c (DE) Trachten (PDF), su museum-urnaesch.ch, Appenzeller Brauchtumsmuseum Urnäsch. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  25. ^ (DE) Alpstobede, su appenzell.ch. URL consultato il 16 aprile 2022 (archiviato il 5 dicembre 2021).
  26. ^ Alpstobete, su appenzellerland.ch. URL consultato il 16 aprile 2022 (archiviato il 9 marzo 2022).
  27. ^ Salite all’alpeggio in Appenzello e nel Toggenburgo, su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  28. ^ (DE) Aline Baumgartner, «Die Alpabfahrt ist nicht für die Touristen da»: Der farbenfrohe Abschluss des Alpsommers findet erneut im Geheimen statt, in St. Galler Tagblatt, 12 agosto 2021 (archiviato il 12 agosto 2021).
  29. ^ I «Kläuse» di San Silvestro («Silvesterchlausen»), su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  30. ^ (DE) Gidio Hosestoss - ein faszinierender Fasnachtsbrauch in Herisau!, su appenzellerland.ch. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  31. ^ (DE) Gidio Hosestoss, su herisau.ch. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato l'11 dicembre 2021).
  32. ^ (DE) Das Bloch (PDF), su museum-urnaesch.ch, Appenzeller Brauchtumsmuseum Urnäsch. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  33. ^ Selleria alpigiana, su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  34. ^ Intagli su legno degli alpigiani, su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  35. ^ Il ricamo a macchina di San Gallo, su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  36. ^ La pittura contadina nella regione del Säntis, su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  37. ^ Musica popolare in Appenzello e nel Toggenburgo, su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  38. ^ (DE) Hackbrettbau, su appenzellerland.ch. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
  39. ^ Le barzellette e la satira dell’Appenzello, su Tradizioni viventi, Ufficio Federale della Cultura. URL consultato il 17 aprile 2022 (archiviato il 17 aprile 2022).
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