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Canzone per un'amica
ArtistaFrancesco Guccini
Autore/iFrancesco Guccini
GenereMusica d'autore
Pop
Esecuzioni notevoliNomadi, Enrico Ruggeri
Pubblicazione
IncisioneFolk beat n. 1
Datamaggio 1967
EtichettaLa voce del padrone
Durata3 min : 37 s
Folk beat n. 1 – tracce
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Noi non ci saremo
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Venerdì santo

Canzone per un'amica (nota anche come In morte di S.F.) è una canzone di Francesco Guccini, scritta nel 1967 e pubblicata nello stesso anno all'interno del suo primo album, Folk beat n. 1. È famosa per essere stata da sempre la canzone di apertura di ogni suo concerto[1].

Indice

StoriaModifica

La genesi della canzone deriva dalla morte di una cara amica di Guccini nel 1966 (Silvana Fontana).[2] Così racconta Franco Ceccarelli componente della band Equipe 84, di cui Francesco era collaboratore:

«Eravamo al Festival Nazionale dell'Unità a Ferrara[3]. Pochi minuti prima di salire sul palco, qualcuno ci venne a dire che Silvana, una della compagnia del bar Grande Italia[4] era appena morta, in un incidente stradale. Ma davanti a noi c'erano circa cinquantamila persone che ci aspettavano, e non sapevano che Silvana era una nostra cara amica, e che se n'era andata»

(Franco Ceccarelli[5])

La notizia arrivò alle orecchie del cantautore mentre stava finendo di registrare le canzoni del suo album di esordio Folk beat n. 1 a Milano; tornato a Pavana, scrisse quindi un brano in suo onore, In morte di S.F., con gli accordi del chitarrista Deponti, e lo inserì all'ultimo minuto nell'album[6]. Il brano In morte di S.F., fu poi ridepositato dopo l'iscrizione di Guccini alla SIAE, con il testo a suo nome (la musica rimase intestata a Deponti), con delle lievi modifiche, ma soprattutto col titolo cambiato (per consentirne il rideposito) in Canzone per un'amica. L'ANAS, infatti, fece pressioni per evitare una cattiva pubblicità in tema di sicurezza stradale, riuscendo a farle cambiare il titolo e a censurarla[7].

Nell'archivio delle opere musicali SIAE[8] sono presenti, come opere distinte, sia In morte di S.F. sia Canzone per un'amica, e per entrambe l'unico autore è Francesco Guccini. Guccini, nelle incisioni dal vivo, userà sempre il nuovo titolo.

Il brano piacque così tanto anche ad Augusto Daolio, allora leader dei Nomadi, che la volle incidere l'anno successivo con la sua band (è contenuta nell'album I Nomadi).

Nel 1979 Guccini cantò la canzone al concerto tenuto all'Arena Civica di Milano il 14 giugno per Demetrio Stratos, sul disco derivante da quel concerto la canzone è accreditata con il titolo Per un amico.

Nel 1995 Enrico Ruggeri eseguì la canzone in versione rock (con il titolo Canzone per una amica) per l'album Tributo ad Augusto dedicato al cantante storico dei Nomadi Augusto Daolio.

Nel 1997 gli Aton's ne hanno inciso una versione prog-rock nella compilation Zarathustra's Revenge (Mellow Records).

DescrizioneModifica

Silvana viene descritta come una ragazza allegra che affronta un viaggio in autostrada accanto al suo fidanzato in una giornata della "dolce" estate. Viene messo in evidenza il dramma di come una giornata di felicità possa tramutarsi in una giornata di morte e l'assurda, forse, imprevedibilità dell'esistenza umana in cui a vent'anni, in una giornata carica di aspettative di felicità, il nostro destino possa compiersi in modo così drammatico. Guccini descrive il momento dell'incidente mescolando la narrazione della realtà con immagini di grande forza poetica e si chiede cosa abbia provato "quando la macchina è uscita di lato e sopra un'altra è finita", quando - con una straordinaria immagine poetica - "anche il cielo di sopra è crollato" e la vita le è fuggita via.

Ma non vuole soffermarsi troppo sulla disgrazia e vuole lasciare agli amici una speranza: continuare a immaginare la ragazza ancora viva, sperare che Silvana possa, magari da lassù, ancora ascoltare le sue canzoni e sorridere, come ha sempre fatto prima.

L'incidente stradaleModifica

Il sinistro che fu all'origine della canzone avvenne alle ore 15 del 2 agosto 1966, sull'autostrada del Sole. A circa 10 km dal casello di Reggio Emilia, la Rover 2000 TC su cui viaggiava Silvana Fontana con il fidanzato, improvvisamente valicò l'aiuola spartitraffico, piombando sulla corsia di senso opposto e scontrandosi frontalmente con la Fiat 1500 di due bolognesi, che morirono sul colpo, mentre Silvana spirò tre ore dopo nel nosocomio del vicino capoluogo provinciale. L'unico a salvarsi fu il fidanzato.[9]

NoteModifica

  1. ^ Biografia Archiviato il 9 gennaio 2014 in Internet Archive. sul sito ufficiale di Guccini
  2. ^ antiwarsongs #47379
  3. ^ agosto 1966
  4. ^ un allora famoso bar di Modena ed ora inesistente
  5. ^ Franco Ceccarelli, Io ho in mente te: Storia dell'Equipe 84, 1996, Zelig, Milano, p. 63
  6. ^ Francesco Guccini, Stagioni, Einaudi, Torino, 2000, ISBN 88-06-15712-4
  7. ^ Flaminia Festuccia, Do re mi fa sol tabù. La censura musicale in Italia dal dopoguerra a Morgan, Sovera Edizioni, 2010, p. 28
  8. ^ SIAE, Ricerca Opere Musicali
  9. ^ La Stampa, 3 agosto 1966, pag.5

BibliografiaModifica

  • Francesco Guccini, Portavo allora un eskimo innocente. Autobiografia aggiornata raccolta da Massimo Cotto, Giunti, 2007
  • Paola Maraone e Paolo Madeddu, Da una lacrima sul viso..., Kowalski, Milano, 2006, pp. 147 e segg.
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