Apri il menu principale
Capitan Tsubasa
キャプテン翼
(Kyaputen Tsubasa)
Capitan-tsubasa.jpg
La copertina del primo numero di Capitan Tsubasa pubblicato in Italia
Generespokon
Manga
AutoreYōichi Takahashi
EditoreShūeisha
RivistaWeekly Shōnen Jump
Targetshōnen
1ª edizione1981 – 1988
Tankōbon37 (completa)
Editore it.Star Comics
Collana 1ª ed. it.Techno
1ª edizione it.febbraio 2000 – Febbraio 2003
Periodicità it.mensile
Volumi it.37 (completa)
Seguito daCapitan Tsubasa World Youth

Capitan Tsubasa (キャプテン翼 Kyaputen Tsubasa?) è un manga giapponese sul calcio, ideato come fumetto da Yōichi Takahashi nel 1981. In seguito al successo del manga sono stati pubblicati quattro sequel (World Youth, Road to 2002, Golden 23 e Rising Sun) e numerosi speciali.

Esistono anche due anime su questa serie chiamati in Italia Holly e Benji, due fuoriclasse e Holly e Benji: Sfida al mondo.

Storia editorialeModifica

Nel 1980 venne pubblicata sul numero 18 della rivista Shōnen Jump una storia autoconclusiva, Captain Tsubasa, che viene considerato l'episodio pilota della serie. L'episodio pilota narra della storia di un ragazzo, Tsubasa Taro, che aspira a vincere il campionato studentesco delle scuole medie con la sua squadra, la Nankatsu, di cui è il capitano. La Nankatsu si qualifica alla finale contro la Shutetsu del fortissimo portiere Genzo Wakabayashi, amico d'infanzia e rivale di Tsubasa. Alla vigilia della finale, dopo essersi rilassato ai bagni pubblici della famiglia del compagno di squadra Ryo Ishizaki, Tsubasa ascolta di nascosto una conversazione tra Wakabayashi e Aki (manager della Nankatsu nonché amica di infanzia di Tsubasa, anche se viene insinuato spesso dagli altri personaggi che i due siano innamorati) in cui il portiere cerca di farsi promettere dalla ragazza che sceglierà come fidanzato il vincitore della sfida tra lui e Tsubasa. Tsubasa, intenzionato a non perdere la fidanzata in favore del rivale, affronta la sfida con una determinazione e una combattività sorprendente rispetto al suo carattere usuale, decidendo di rimanere in campo nonostante un infortunio rimediato in uno scontro di gioco con Wakabayashi. Alla fine la Nankatsu vincerà la partita per 1-0 grazie al gol su punizione di Tsubasa Taro, che approfittò in questo caso dell'eccessiva arroganza di Wakabayashi, che fece rimuovere la barriera nella convinzione che nessuno gli avrebbe segnato da fuori area. Il successo dell'episodio pilota, che vinse il premio mensile opera scelta, convinse la stessa casa editrice Shueisha a permettere all'autore Yoichi Takahashi di realizzare una serie intera sulle avventure di Tsubasa e così l'anno dopo sul numero 18 di Shonen Jump (13 aprile 1981) fu pubblicato il primo episodio di Captain Tsubasa, manga che conseguì un notevole successo e che continuò a essere serializzato su Shōnen Jump fino al numero 22 del 9 maggio 1988.

Rispetto all'episodio pilota furono cambiati i nomi di alcuni personaggi (il cognome del protagonista fu cambiato da Taro a Ozora e il nome della fidanzata di Tsubasa cambiò da Aki a Sanae) e in parte il loro carattere (Tsubasa Taro era caratterizzato come remissivo e arrendevole, e solo in occasione della finale cambia atteggiamento per non perdere la propria fidanzata in favore del rivale, all'opposto di Tsubasa Ozora che in genere ha un temperamento combattivo e solo raramente si lascia prendere momentaneamente dallo sconforto, come ad esempio all'inizio del secondo tempo di Nankatsu-Musashi). Inoltre si passò dal campionato delle scuole medie a quello delle scuole elementari e fu eliminata la competizione sentimentale tra Tsubasa e Wakabayashi per la stessa ragazza. Takahashi, che aveva praticato il baseball ai tempi del liceo, dichiarò di essersi appassionato al calcio guardando in televisione i mondiali del 1978 e che aveva deciso di basare l'episodio pilota e i primi capitoli della serie regolare sulla rivalità tra un portiere e un attaccante influenzato dal baseball, che si basa essenzialmente sullo scontro tra lanciatore e battitore. Dopo i primi capitoli la serie aveva acquisito notevole popolarità tra i lettori balzando nei primi posti in classifica nei sondaggi, cosa che ne garantì la prosecuzione fino al 1988.[1]

Il manga è suddiviso ufficialmente in tre saghe: il Kids' dream (volumi 1-13), relativo al campionato delle elementari, il Boys' fight (volumi 13-25), relativo al campionato delle medie, e il J Boys' challenge (volumi 25-37), relativo al mondiale giovanile di Parigi. Takahashi ha dichiarato che inizialmente era previsto che Tsubasa partisse per il Brasile con Roberto subito dopo la vittoria del campionato delle elementari, per poi confrontarsi con nuovi avversari brasiliani, ma che poi, essendosi i lettori affezionati agli avversari giapponesi del protagonista, decise di rimandare la partenza per il Brasile di Tsubasa e di disegnare un altro campionato nazionale scolastico, questa volta delle scuole medie. Takahashi ha anche affermato che inizialmente la finale tra Nankatsu e Toho avrebbe dovuto terminare con la vittoria solitaria della Nankatsu, ma che poi decise di premiare gli sforzi di Hyuga facendo vincere entrambe le squadre ex aequo.[2]

Nel 1984 sulla rivista Fresh Jump della Shueisha viene pubblicato Boku wa Misaki Taro, una storia speciale che racconta della decisione di Taro Misaki di seguire il padre in Francia invece di andare a vivere con la madre. Questo speciale fu ristampato successivamente nel Netto Special (1985), nel tankoubon Boku wa Misaki Taro (1987) e nel volume 12 del Golden 23 (2008). Nel numero 22 di Shonen Jump del 9 maggio 1988 viene pubblicato l'ultimo capitolo che racconta la partenza di Tsubasa per il Brasile, dopo aver vinto il mondiale giovanile di Parigi. L'opera venne in seguito raccolta in 37 tankoubon (pubblicati in Giappone dal gennaio 1982 al marzo 1989). L'edizione tankoubon presenta 114 capitoli in luogo dei 356 serializzati su Shonen Jump: infatti, per la pubblicazione in tankoubon molti capitoli furono fusi tra loro per formare capitoli più lunghi, e per questo motivo diversi volumi contengono due o addirittura un solo capitolo. Una ristampa in 21 volumi in formato bunkoban è stata pubblicata in Giappone dall'8 dicembre 1997 al 18 febbraio 1999.

In Italia il manga è arrivato nel luglio 1998, pubblicato dalla Star Comics sulla rivista Express al ritmo di un capitolo al mese. Su Express furono pubblicati i primi sedici capitoli del manga (corrispondenti ai primi nove capitoli dell'edizione tankoubon, ovvero ai primi due volumi e al primo capitolo del terzo volume) fino al n. 16 del mensile datato ottobre 1999. In seguito alle proteste dei lettori per il ritmo di pubblicazione eccessivamente lento (fu stimato che, se la pubblicazione fosse proseguita su Express, per completare la serie sarebbero occorsi all'incirca una quarantina di anni), nell'estate 1999 la Star Comics decise di spostare Capitan Tsubasa sul mensile Techno a partire dal febbraio 2000.[3] I 37 volumi del manga furono così pubblicati dal febbraio 2000 al febbraio 2003 su Techno, al ritmo di un tankoubon originale al mese. Le traduzioni furono realizzate da Rieko Fukuda (volumi 1-8) e Monica Malavasi (volumi 9-37) mentre l'adattamento fu curato da Monica Carpino (volumi 1-2), Mario Rivelli (volumi 3-28) e Andrea Renzoni (volumi 29-37). Nell'edizione italiana, intitolata Capitan Tsubasa, furono mantenuti i nomi originali dei personaggi (a parte rari errori di trasliterazione, ad esempio Kojiro Hyuga viene chiamato erroneamente "Hiyuga"), anche se, per rendere la serie riconoscibile al potenziale lettore e incrementare così le vendite, fu aggiunto in copertina il sottotitolo "Holly e Benji". Per i primi due volumi furono riutilizzati i capitoli già usciti su Express (che pubblicava i capitoli così come erano stati pubblicati su Shonen Jump, senza tener conto degli accorpamenti apportati per l'edizione tankoubon), con il risultato che la suddivisione in capitoli è differente rispetto ai corrispondenti primi due tankoubon giapponesi. Le traduzioni dei primi due volumi erano inoltre caratterizzate da un utilizzo poco corretto del gergo calcistico (come l'uso predominante del termine "punto" in luogo del più corretto "gol", usando peraltro espressioni scorrette come "prendere punti" nel senso di segnare delle reti oppure "perdere punti" nel senso di subirle). Il problema fu risolto a partire dal terzo numero con l'affidamento dell'adattamento dei testi a un appassionato di calcio, Mario Rivelli (soprannominato Otto Gabos), il quale corresse le traduzioni affinché venisse adoperato il corretto e corrente gergo calcistico. A partire dal giugno 2014 la Star Comics pubblica in italiano anche l'edizione in 21 volumetti con una traduzione migliore.[4]

In Francia i 37 volumi della serie furono pubblicati dalla casa editrice J'ai lu con cadenza mensile dall'agosto 1999 al settembre 2002 mantenendo titolo e nomi originali, seppur aggiungendo in copertina il sottotitolo Olive et Tom (il nome dell'edizione francese dell'anime). I 37 volumi della serie furono successivamente ristampati da Glénat tra il 2010 e il 2017.

In Germania i 37 volumi della serie furono pubblicati dalla casa editrice Carlsen Verlag dall'aprile 2002 al giugno 2006 con il titolo originale (seppur aggiungendo in copertina il sottotitolo Die tollen fussballstars, il titolo dell'edizione tedesca dell'anime), mentre in Spagna furono editi da Glénat tra il 2003 e il 2007 con il titolo Capitàn Tsubasa (e sottotitolo Las aventuras de Oliver y Benji).

Esistono anche due anime su questa serie, chiamati in Italia Holly e Benji, due fuoriclasse e Holly e Benji: Sfida al mondo.

TramaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Capitoli di Capitan Tsubasa.

Kids' dreamModifica

La storia parla di un ragazzino giapponese, Tsubasa Ozora (Oliver Hutton, soprannominato "Holly", nell'edizione italiana dell'anime), il cui obiettivo è vincere il Campionato mondiale di calcio. Figlio di un capitano di navi e di una casalinga, Tsubasa si trasferisce quando sta per iniziare l'ultimo anno delle elementari nella città di Nankatsu (Fujisawa nell'adattamento italiano dell'anime).

Dopo aver conosciuto Ryo Ishizaki (Bruce Harper nell'adattamento italiano dell'anime), capitano della squadra delle elementari Nankatsu, decide di sfidare il portiere della rivale Shutetsu (Saint Francis nel doppiaggio italiano), Genzo Wakabayashi (Benjamin Price, soprannominato "Benji", nell'edizione italiana dell'anime), che gode della fama di essere pressoché imbattibile, primato che terminerà per colpa di Tsubasa.

Lo stesso giorno della sfida Tsubasa conosce Roberto Hongo (Roberto Sedinho nel doppiaggio italiano), grande giocatore brasiliano di origine giapponese, salvato dal padre di Tsubasa qualche tempo prima, dopo che aveva cercato di suicidarsi per via di un problema agli occhi che lo aveva costretto a terminare la carriera anzitempo. In segno di gratitudine diventerà l'allenatore personale di Tsubasa e ne affinerà la tecnica.

Dopo essere entrato nel club di calcio della Nankatsu (Niuppi[5] nell'edizione italiana dell'anime), Tsubasa inizia la sua prima partita giocando come difensore nel derby con la rivale Shutetsu, impedendo a Izawa, Taki e Kisugi di segnare nel primo tempo, mentre nella ripresa si sposta in attacco permettendo alla sua squadra di uscire imbattuta per la prima volta dal confronto con i rivali, complice anche l'intesa con il compagno di squadra Taro Misaki (Tom Becker), con cui forma la cosiddetta "coppia d'oro" (golden combi).

Viene creata una squadra con i migliori elementi di tutte le scuole della città per affrontare il campionato nazionale, e Tsubasa ne diventa la punta, trascinando la Nankatsu (New Team) alla vittoria finale, ottenuta battendo la Hanawa (Hot Dog) degli acrobatici gemelli Tachibana (Derrick) nella fase a gironi, la Naniwa del colossale portiere Nakanishi (Teo Sellers) agli ottavi, la Musashi (Mambo) del fuoriclasse malato di cuore Jun Misugi (Julian Ross) in semifinale, e infine la Meiwa (Muppet) di Kojiro Hyuga (Mark Lenders) in finale. Wakabayashi, infortunatosi appena prima del campionato, riesce a disputare solo la finale contro la Meiwa, rivelandosi decisivo. Al termine del campionato Wakabayashi segue il suo personal trainer Mikami in Germania mentre Misaki parte per la Francia a causa degli impegni lavorativi del padre pittore e girovago. Roberto è partito per il Brasile senza Tsubasa violando così la promessa che lo avrebbe portato con sé in caso di vittoria del campionato nazionale.

Boys' fightModifica

Dopo le partenze di Roberto, Misaki e Wakabayashi, la storia fa un salto narrativo di due anni, nel corso dei quali Tsubasa, mentre gioca con la squadra delle medie Nankatsu (New Team nel doppiaggio italiano), vince due campionati nazionali delle scuole medie, battendo in entrambi i casi la Toho di Kojiro Hyuga. Il suo obiettivo è vincere il campionato per la terza volta consecutiva (quarta contando anche quello delle elementari) per raggiungere in Brasile Roberto per diventare un giocatore professionista. In questi tre anni Tsubasa retrocede nella posizione di regista, che non abbandonerà mai più.

La Nankatsu si qualifica, non senza difficoltà, al campionato nazionale battendo per 3-1 l'Otomo di Shun Nitta (Patrick Everett) nella finale delle eliminatorie di Shizuoka. Nel frattempo la Toho di Kojiro Hyuga si qualifica anch'essa al campionato nazionale battendo per 3-2 nella finale delle eliminatorie di Tokyo la Musashi di Jun Misugi. Hyuga, accusato dal suo ex allenatore Kira (Jeff Turner) di aver perso la combattività di un tempo e di essersi rammolito, lascia senza permesso il ritiro della Toho per allenarsi con mister Kira e recupera la combattività di un tempo mettendo a punto anche un nuovo supertiro, il tiger shot (tiro della tigre). Tuttavia l'allenatore della Toho, Kitazume, decide di metterlo fuori squadra per motivi disciplinari e Hyuga riuscirà a stento a convincerlo a schierarlo in campo almeno per la finale contro la Nankatsu.

Nel frattempo il campionato nazionale comincia e la Nankatsu si qualifica alla finale battendo l'Azumaichi (Artic) del difensore Makoto Soda (Ralph Peterson) al primo turno, la Hanawa dei gemelli Tachibana agli ottavi, la Hirado di Jito (Yuma) e Sano (Winter) ai quarti, e la Furano (Flynet) di Hikaru Matsuyama (Philip Callaghan) in semifinale. La finale viene disputata contro la Toho di Kojiro Hyuga, appena reintegrato in rosa dopo la sua esclusione per motivi disciplinari, e Tsubasa la affronta gravemente infortunato alla spalla sinistra e alla gamba destra. La finale finisce 4-4 dopo i supplementari permettendo alla Nankatsu di Tsubasa di festeggiare il loro terzo titolo consecutivo delle medie, e alla Toho di Hyuga di vincere il suo primo campionato.

J Boys' challengeModifica

Convocato per la Nazionale Under 16 giapponese per disputare il torneo di Parigi, una sorta di mondiale giovanile, Tsubasa è costretto a saltare il ritiro per l'infortunio, e per questo motivo Hyuga e Matsuyama, esercitando il diritto di veto, gli impediscono di giocare le amichevoli di preparazione contro Amburgo e Werder Brema, in quanto convinti che reintegrare Tsubasa in nazionale costituirebbe una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha preso parte al ritiro ma è stato scartato. In seguito, cambiano idea e Tsubasa viene reintegrato, ritrovando dopo tre anni anche Misaki, che accetta di far parte della nazionale. Inoltre anche Wakabayashi si unisce alla nazionale, anche se disputerà soltanto la finale contro la Germania Ovest.

Trascinato dal suo capitano Tsubasa, il Giappone si rivela la sorpresa del torneo superando la fase a gironi battendo per 2-1 l'Italia di Gino Hernandez, ritenuto il miglior portiere europeo, e per 5-4 l'Argentina dell'asso Juan Diaz. La semifinale è contro i padroni di casa della Francia, i cui elementi migliori sono il regista Pierre e il bomber Napoleon: la Francia è favorita dall'arbitraggio e dall'infortunio di numerosi giocatori nipponici, ma alla fine il Giappone riesce a imporsi per 5-4 ai rigori dopo che i tempi supplementari erano terminati 4-4. In finale il Giappone batte per 3-2 la Germania Ovest del bomber Karl Heinz Schneider e del portiere d'acciaio Deuter Muller laureandosi così campione del mondo U-16.

Al rientro in patria, Tsubasa consegue la licenza media, si allena con una squadra di professionisti e debutta nella nazionale maggiore nell'amichevole contro il Grêmio (3-3), nel quale segna i 3 gol del Giappone dopo essere entrato nella ripresa con la sua squadra sotto 3-0. Inoltre si fidanza con Sanae Nakazawa (Patty) e parte per il Brasile.

Differenze tra anime e mangaModifica

Dal 1983 al 1986 in Giappone fu trasmesso anche un adattamento animato in 128 episodi (trasmesso in Italia con il titolo di Holly e Benji, due fuoriclasse) che tuttavia traspone in animazione solo i primi due archi, Kids' dream (volumi 1-13) e Boys' fight (volumi 13-25), anche perché il terzo e ultimo, J Boys' challenge (volumi 25-37), era ancora in corso nel manga e sarebbe stato ultimato soltanto nel 1988. Fu trasposto anche lo speciale Boku wa Misaki Taro nell'episodio 66. Per evitare di raggiungere troppo rapidamente il manga, nell'adattamento animato furono aggiunte nuove scene o addirittura interi episodi "riempitivi" (filler). Per esempio in diverse partite vengono aggiunte nuove azioni oppure le azioni già presenti nel manga vengono alterate per allungarle ulteriormente. Inoltre alcuni avvenimenti vengono "sdoppiati" rispetto al manga (per esempio nel corso della partita Nankatsu-Musashi, ovvero Newteam-Mambo, nell'anime Genzo/Benji interviene due volte per rimproverare Tsubasa/Holly perché aveva rinunciato a combattere e per spronarlo a recuperare la sua grinta, mentre nel manga ciò avviene solo una volta). Altri espedienti per rallentare la narrazione comprendono l'aggiunta di flashback oppure la realizzazione di diverse azioni al rallentatore, anche al fine di aumentare la suspense. Rispetto al manga sono state aggiunte anche delle scene di allenamento (come quando alla vigilia del campionato delle elementari Morisaki/Crocker chiede a Tsubasa di poter fare un allenamento extra con lui in modo da poter sostituire al meglio Wakabayashi fino al suo rientro).

Tra gli episodi riempitivi spicca un nuovo arco, quello relativo al torneo di Parigi (episodi 98-104), in cui Tsubasa, ricoverato in ospedale alla vigilia di Nankatsu-Toho (finale del terzo campionato delle medie), sogna nel corso della notte gli avvenimenti di tre anni prima, allorquando con la nazionale giovanile disputò un torneo internazionale a Parigi. In questi episodi, il Giappone di Tsubasa affronta ai quarti l'Inghilterra, in semifinale la Francia e in finale la Germania. La finale tra la Germania e il Giappone termina 2-2 e quindi entrambe le finaliste vengono proclamate campioni ex aequo. Questo arco narrativo utilizza gli stessi avversari europei introdotti nei quattro coevi lungometraggi animati della serie (Holly e Benji: La grande sfida europea, Holly e Benji: La selezione giovanile del Giappone, Holly e Benji: Corri per il domani! e Holly e Benji: La grande sfida mondiale: Jr World Cup!). In altri due episodi "riempitivi" Misaki scrive a Tsubasa raccontandogli i suoi viaggi in giro per l'Europa, per motivi di lavoro del padre.

Le differenze tra l'anime del 1983 e il manga tuttavia non si riducono alla mera aggiunta di scene o addirittura interi episodi "riempitivi". Alcune scene del manga non sono state trasposte in animazione, tra cui tutte quelle in cui comparivano Kanda (il pugile innamorato di Sanae/Patty) e Carlos (l'insegnante di portoghese di Tsubasa/Holly). Inoltre alcune azioni di gioco sono state alterate nonostante la modifica non allungasse la durata dell'azione. Ad esempio il secondo gol di Hyuga/Mark in Nankatsu-Meiwa 4-2 è stato alterato rispetto al manga, mentre in Nankatsu-Hirado 4-3 i ruoli di Taki e Kisugi nella realizzazione del gol della vittoria vengono scambiati rispetto al manga: nell'anime Kisugi supera in scivolata Jito ed è Taki a segnare, mentre nel manga era completamente l'opposto. Anche alcuni avvenimenti dei primi episodi sono stati alterati, ad esempio le circostanze in cui Tsubasa fa la conoscenza con Sanae/Patty e con molti dei suoi compagni alla Nankatsu/Newppy.

In alcuni casi l'aggiunta delle scene filler ha creato delle incongruenze interne. Ad esempio in una scena filler viene mostrato Genzo/Benji guardare alla TV in diretta l'azione del gol del pareggio dell'Hanawa/Hot Dog, ma in una scena dell'episodio successivo tratta dal manga il suo allenatore lo chiama mentre si allenava in giardino dicendogli di correre alla TV perché l'Hanawa ha pareggiato e Genzo appare sorpreso alla notizia, in contraddizione con quanto mostrato nell'episodio precedente.

L'anime si concluse nel 1986 con la conclusione del torneo delle medie, in quanto il manga era stato praticamente raggiunto. Fu solo tra il 1989 e il 1990 che l'arco conclusivo del manga (volumi 25-37) fu trasposto in 13 episodi OAV (la serie Shin Captain Tsubasa). Se i 128 episodi della prima serie erano penalizzati da una eccessiva lentezza nel ritmo, Shin Captain Tsubasa risultò fin troppo velocizzata, con il taglio di numerose azioni di gioco secondarie, nonché di diverse scene di approfondimento sui personaggi introdotti (ad esempio i problemi familiari di Karl Heinz Schneider). Furono inoltre tagliati i flashback sul primo impatto di Wakabayashi con la Germania e il calcio tedesco, e dei duri allenamenti del gigantesco portiere Deuter Muller con il suo allenatore personale, nonché due delle tre partite di allenamento della nazionale nipponica contro squadre delle superiori. Gli amici francesi di Misaki e i familiari di Schneider sono personaggi presenti solo nel manga. Almeno un risultato fu alterato: mentre nel manga Werder Brema-Giappone terminava 3-2, nella trasposizione OAV la partita in questione terminava 3-0. Inoltre la serie OAV terminò con l'incontro tra Tsubasa e Roberto e la promessa di quest'ultimo di portarlo subito in Brasile, evitando di trasporre l'ultimo volume e mezzo, in cui Tsubasa/Holly e Sanae/Patty si fidanzavano, Tsubasa debuttava nella nazionale maggiore e infine partiva per il Brasile, mentre Wakabayashi è già professionista in Bundesliga a 15 anni.

Successivamente furono realizzati tre remake della prima serie del manga. I primi 34 episodi (di cui l'ultimo mai doppiato e trasmesso in Italia perché episodio riepilogativo dei 33 episodi precedenti) dell'anime Captain Tsubasa J (trasmessi in Giappone tra il 1994 e il 1995) trasposero in forma alterata i primi 13 volumi della prima serie del manga, corrispondenti all'arco Kids' dream, fino alle partenze di Roberto, Genzo/Benji e Misaki/Tom. Rispetto al manga molti avvenimenti sono stati modificati, tra cui anche alcuni risultati o la sequenza delle reti. I primi 32 episodi dell'anime Captain Tsubasa Road to 2002 (andato in onda in Giappone tra il 2001 e il 2002 e trasmesso in Italia con il titolo di Holly e Benji Forever) trasposero invece l'intera prima serie, in forma pesantemente abbreviata e alterata (molte partite vengono completamente saltate mentre altre furono pesantemente alterate nello svolgimento). In compenso, nell'adattamento del J Boys' fight (episodi 20-32), seppur abbreviato e alterato, furono ripristinate diverse scene del manga tagliate dalla serie OAV Shin Captain Tsubasa, comprese alcune scene del volume 37 (in particolare il ritorno di Taro Misaki in Giappone e la partenza per il Brasile di Tsubasa). Ancora una volta venne omesso il fidanzamento e il successivo matrimonio tra Tsubasa/Holly e Sanae/Patty, ragion per cui nella parziale trasposizione animata del Road to 2002 Sanae tifa Tsubasa rimanendo in Giappone mentre nel manga lo seguiva in Spagna essendone la moglie. Infine, il terzo remake (Captain Tsubasa, trasmesso in Giappone tra il 2018 e il 2019) traspose in 52 episodi i primi due archi narrativi del manga (Kids' dream e Boys' fight) in maniera molto più fedele rispetto ai primi due remake, seppur alterando alcune scene al fine di ambientare le vicende ai giorni nostri (ad esempio facendo usare ai personaggi in luogo dei normali telefoni gli smartphone, che negli anni 80 non esistevano, oppure rimuovendo tutti i riferimenti al fatto che la nazionale nipponica non si era mai qualificata ai mondiali o alla scarsa diffusione del calcio in Giappone perché non più attuali) ed evitando di trasporre alcune scene minori. Nel remake del 2018 in compenso alcune scene del manga sono state trasposte in maniera maggiormente fedele rispetto al primo adattamento animato, con il debutto animato di Carlos (l'insegnante di portoghese di Tsubasa) e il ripristino di alcune scene del manga non trasposte nell'anime del 1983 (tra cui la scena in cui Roberto si intrufola nella casa di Genzo venendo aggredito dal cane e gli allenamenti di Tsubasa per riprodurre la rovesciata di Roberto).

NoteModifica

  1. ^ Parte 1.
  2. ^ Parte 2.
  3. ^ Notizie su "Holly e Benji" datate 1999-2000.
  4. ^ Capitan Tsubasa New Edition, Star Comics. URL consultato il 22 maggio 2014.
  5. ^ Holly e Benji, su Cartoni-animati.com. URL consultato il 10 novembre 2012.

BibliografiaModifica

  • (JA) Yōichi Takahashi, Captain Tsubasa, Shūeisha, 1981-1988. Trad. ita. in Capitan Tsubasa, Star Comics, febbraio 2000 - febbraio 2003.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa 3109 Nichi Zenkiroku, Shueisha, maggio 2003.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Anime e manga: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di anime e manga