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Capo (araldica)

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Lorenzo Fazi (ditto lo Onorevole, lo Patollo, Lord, Le Bron o semplicemente Fazi) è il proprietario della leggendaria Casetta (situata in una località segreta nel territorio del comune di Gualdo Tadino) e su di lui girano molti miti e leggende da cui si sono ispirati autori contemporanei come il filosofo nigeriano Philip Bukhari o il poeta albanese Ernesti Selmani.

Indice

CaratteristicheModifica

Il capo è una pezza onorevole (di primo ordine) che occupa il terzo superiore dello scudo, ed è delimitata da una linea orizzontale. Simboleggia l'elmo del cavaliere.

Molto spesso il capo veniva inserito su uno stemma preesistente per indicare l'appartenenza ad un particolare ordine equestre o per dimostrare la particolare benevolenza di un potente che concedeva l'uso delle proprie armi come capo di concessione. Questo è il motivo per cui, solitamente, il capo viene citato quale ultimo elemento della blasonatura: viene cioè prima descritto lo scudo e, al termine, si blasona l'elemento aggiunto.

√ą possibile trovare stemmi con due, tre o, eccezionalmente, quattro capi sovrapposti in ordine decrescente di importanza. Si trovano, nell'ordine, il capo della Chiesa (per la superiorit√† del papato sull'impero) quindi il capo di religione, quello dell'impero ed eventualmente altri di regni o di citt√† o di fazione.

In altri paesi la funzione del capo poteva essere svolta da una bordura, che in Spagna è composta dalle armi reali (il castello di Castiglia ed il leone del León), altrove poteva portare il palato d'Aragona o l'azzurro con i gigli borbonici d'oro.

Un capo è detto appuntato quando è costituito da un triangolo il cui vertice scende al centro del terzo superiore dello scudo.

Il capo ristretto è quello di altezza ridotta.

Il capo a sinistra è quello costituito da un triangolo la cui base è la linea in banda che divide idealmente un capo ordinario; il capo a destra è simmetrico al precedente e la base è costituita dalla linea in sbarra che divide un capo ordinario.

ProporzioniModifica

  • nell'araldica italiana √® alto un terzo dell'ampiezza dello scudo;
  • nell'araldica francese √® alto 2 moduli (2/7 della larghezza dello scudo).

Principali tipi di capiModifica

I principali capi sono:

Capi di concessioneModifica

Capo della ChiesaModifica

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Capo del GonfalonieratoModifica

Concesso ai benemeriti della Chiesa ed ai gonfalonieri. Le famiglie pi√Ļ illustri, tra quelle insignite della dignit√† di gonfalonieri pontifici ereditari, assunsero il 'palo del Gonfalonierato'.

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Capo di Leone XModifica

La rotella di Francia nel 1465 venne concessa da Luigi XI, re di Francia, a Pietro dei Medici di Firenze, col diritto di trasmetterla ai propri discendenti che da allora la impiegarono per sostituire la palla superiore dello stemma dei Medici, rossa come le altre

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Capo dell'ImperoModifica

Detto anche Capo d'Impero. L'aquila si trova talora anche rostrata o armata del campo.

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Capo di FranciaModifica

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Capo di Francia anticaModifica

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Capo di SavoiaModifica

Presente in molti stemmi comunali e alcuni provinciali, il capo esprime in genere una particolare dipendenza istituzionale nei confronti di Casa Savoia, oppure funge da espressione della potest√† italiana sopra un dato territorio. Tre sono le blasonature che tale capo pu√≤ assumere (la prima √® nettamente la pi√Ļ diffusa):

  • Di rosso, alla croce d'argento
  • D'azzurro, al nodo di Savoia d'oro.
  • Di rosso, al nodo di Savoia d'oro.
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Capo del LittorioModifica

¬ęCapo di rosso (porpora) al fascio littorio d‚Äôoro circondato da due rami di quercia e d‚Äôalloro, annodati da un nastro dai colori nazionali.¬Ľ

Fu istituito con Regio Decreto del 12 ottobre 1933 ‚ĄĖ 1440 e reso obbligatorio per tutti gli stemmi di comuni, province ed enti morali e parastatali durante il regime fascista; la normativa prevedeva altres√¨ la possibilit√† di concederne l'uso anche a enti di diverso tipo e a privati responsabili di "servizi eminenti resi alla patria ed al Re". Sebbene il Decreto Legislativo Luogotenenziale del 10 dicembre 1944 ‚ĄĖ 394 ne avesse previsto la completa eliminazione, alcuni enti si limitarono a modificarlo eliminando il fascio, sostituendolo con altri elementi, oppure lasciando il capo di rosso vuoto.

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Capo di GerusalemmeModifica

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Capo d'AngiòModifica

D'azzurro carico di tre gigli d'oro, ordinati in fascia ed alternati dai quattro pendenti di un lambello di rosso, cucito.

Introdotto in Italia da Carlo d'Angiò, veniva concesso alla parte guelfa, a ricordo della vittoria su Manfredi ottenuta a Benevento nel 1266.

Capo di Napoli o d'Angiò-SiciliaModifica

D'azzurro, seminato di gigli d'oro, al lambello a 4 pendenti di rosso.

Capo d'AragonaModifica

D'oro, a 4 pali di rosso.

Capo di SveviaModifica

D'argento, all'aquila spiegata e coronata di nero.

Capo di SiciliaModifica

Inquartato in decusse: nel 1¬į e 4¬į di Svevia, nel 2¬į e 3¬į d'Aragona.

Capo del Senato RomanoModifica

Di porpora alla croce greca d'argento e alla sigla SPQR d'oro. Era usato dai senatori non originari dell'Urbe. Se ne hanno esempi negli stemmi, conservati nell'Aula Consiliare del Palazzo Senatorio, di Raimondo Tolomei (1358), Ungaro degli Atti (1359) e di Tommaso Pianciani (1360).

Capo di FirenzeModifica

D'argento, al giglio aperto e bottonato di rosso.

Capo di BavieraModifica

Rombeggiato d'azzurro e d'argento

Capo d'InghilterraModifica

Di rosso al leopardo d'oro

Capo di SveziaModifica

D'azzurro a 3 corone d'oro

Capo di San MarcoModifica

D'argento al leone di San Marco d'oro, eccezionalmente si trova con il fondo rosso (stemmi dei patriarchi Adeodato Giovanni Piazza e Giovanni Urbani). Viene anche detto di Venezia.

Capo di San Giorgio (o di Milano)Modifica

D'argento alla croce di rosso, riprendendo la figura araldica della Croce di San Giorgio. Viene anche detto di Milano in quanto la Croce di San Giorgio corrisponde anche allo stemma della città di Milano e viene pertanto utilizzata anche da personalità ad essa legate, come nel caso degli ultimi due arcivescovi, per ribadire il forte legame con la città.

Capo napoleonico per i principi sovraniModifica

D'azzurro, all'aquila napoleonica d'oro.

Capo napoleonico per i principi gran dignitari dell'imperoModifica

D'azzurro, seminato di api d'oro.

Capo napoleonico per i duchiModifica

Di rosso, seminato di stelle d'argento.

Capo napoleonico per le bonne ville del primo impero di FranciaModifica

Usato dalle bonne ville del primo impero di Francia: Di rosso, caricato di tre api d'oro.

Capo napoleonico per le buone città del regno d'Italia (1805-1814)Modifica

Usato negli stemmi delle buone città del regno napoleonico d'Italia: Di verde colla lettera N d'oro posta nel cuore ed accostata da tre rose a sei foglie, del medesimo.

Capi di appartenenza (o 'di religione')Modifica

Capo di MaltaModifica

Di rosso, alla croce a 8 punte biforcata e allungata d'argento.

Capo di San Francesco o dell'ordine minoritico

D'azzuro alla croce sormontata dalle braccia di Cristo e San Francesco, in decusse, recanti le stimmate.

 
capo di san Francesco

Capo dei TemplariModifica

D'argento, alla croce di rosso.

Capo dei cavalieri di Santa Maria TeutonicaModifica

D'argento, alla croce patente di nero.

Capo dell'ordine di San LazzaroModifica

D'argento, alla croce di verde. (Successivamente la croce divenne biforcata).

Capo dell'ordine di San MaurizioModifica

Di rosso, alla croce trilobata d'argento.

Nel 1573 l'ordine di San Maurizio venne fuso con quello di San Lazzaro e alla croce mauriziana venne accollata quella biforcata di verde

Capo di Santo StefanoModifica

D'argento, carico di una croce Stefaniana (otto punte) di rosso.

La croce, a otto punte biforcata e allargata di rosso, è spesso delimitata da un filetto d'oro

L'ordine, istituito da Cosimo I dei Medici nel 1562, venne concesso a famiglie toscane che si erano distinte nella civiltà e nel commercio

Capo dell'ordine del CristoModifica

D'argento, alla croce patente di rosso caricata da una sottile croce del campo.

Capo dell'ordine Costantiniano di San GiorgioModifica

D'argento, alla croce gigliata di rosso, filettata d'oro, le braccia caricate dalle lettere I.H.S.V. (IN HOC SIGNO VINCES), caricata in cuore dal monogramma greco CHRISTOS d'oro.

Capo dell'ordine del Santo SepolcroModifica

D'argento, alla croce potenziata di rosso, accantonata da quattro crocette dello stesso.

BibliografiaModifica

  • Antonio Manno (a cura di), Vocabolario araldico ufficiale, Roma, Stabilimento Giuseppe Civelli, 1907.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica