Capobastone

posizione gerarchica nel gergo della 'Ndrangheta

Il capobastone (dialettalmente capuvastuni) è il nome che nella 'ndrangheta si dà a chi comanda una 'ndrina, quindi al capo di una famiglia mafiosa locale calabrese.

CaratteristicheModifica

Il capobastone è colui che prende le decisioni più importanti, consultandosi con gli altri capibastone di altre famiglie dello stesso paese. Se è membro di una famiglia potente può decidere e influire sulle decisioni di tutta la 'ndrangheta. È così detto in quanto solitamente si fregia di un bastone di legno, simbolo del potere della 'ndrangheta, la cui forma ricorda quella di uno scettro; questo viene tenuto di traverso sulle spalle.

Secondo il pentito Giuseppe Vrenna, fino agli anni settanta i locali attivi anche senza società formata o con solo buon ordine, dipendevano dal locale di Crotone ed in particolare da suo padre Luigi Vrenna che aveva il ruolo di capobastone, specifica però che questo ruolo è inferiore a quello di capo-società.[1]

Capibastone importantiModifica

Capibastone storici furono Santo Corio, Domenico Tripodo, Antonio Macrì, Luigi Vrenna e Girolamo Piromalli. In seguito si sono "distinti" anche Paolo De Stefano, Giuseppe Morabito e Pasquale Condello.

Altri sono stati:

NoteModifica

  1. ^ Nando dalla Chiesa e Federica Cabras, Rosso mafia. La 'ndrangheta a Reggio Emilia, Milano, Bompiani, 2019, p. 68, ISBN 9788830100961.

Voci correlateModifica