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Geografia fisicaModifica

Il quartiere di Capolago è situato sulla sponda meridionale del Lago di Lugano alle pendici del Monte Generoso e si estende per 1,77 km²[1].

StoriaModifica

Dal 1830 ospitò la Tipografia Elvetica, sede della stampa di libelli e testi di propaganda del periodo del Risorgimento italiano; cessò di esistere il 12 marzo 1853[2]. Nel gennaio del 1891 tale edificio fu sede del Congresso anarchico di Capolago[2], una riunione di 80 militanti anarchici, socialisti e rivoluzionari italiani (tra i quali Pietro Gori, Amilcare Cipriani, Francesco Saverio Merlino, Andrea Costa ed Errico Malatesta); in tale occasione gli anarchici e i socialisti italiani diedero vita al Partito Socialista Anarchico Rivoluzionario.

 
Il territorio del comune di Capolago prima degli accorpamenti comunali del 2009

Il quartiere era un Comune autonomo fin dal 1296 con il nome di Codelago, anche se rientrava nelle pertinenze di Mendrisio, i cui patrizi possedevano diversi immobili nella zona. Nel 2009 è stato ufficialmente accorpato a Mendrisio assieme agli altri Comuni soppressi di Arzo, Genestrerio, Rancate e Tremona.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[2]:

Abitanti censiti

 

Infrastrutture e trasportiModifica

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del quartiere.

NoteModifica

  1. ^ Capolago, su sito istituzionale del comune di Mendrisio, 11 gennaio 2017. URL consultato il 15 novembre 2017.
  2. ^ a b c d Stefania Bianchi, Capolago, in Dizionario storico della Svizzera, 18 gennaio 2017. URL consultato il 15 novembre 2017.
  3. ^ Martinola, 1975, p. 104.

BibliografiaModifica

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 75-76.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 265.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 104-114.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 333-335.
  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro, Diocesi di Como, La Scuola, Brescia 1986, 130, 245.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 51, 376nota, 404.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 417.

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