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Cappelletta di Lègino - Cappella di San Cristoforo
Photo0127.jpg
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàSavona
ReligioneCattolica
Diocesi Savona-Noli
Consacrazione1700
Inizio costruzione1698
Completamento1700

Coordinate: 44°17′46.54″N 8°27′24″E / 44.296261°N 8.456667°E44.296261; 8.456667

La Cappelletta eretta nel 1700, è sita nel quartiere di Legino della città di Savona, un tempo era un'area campestre, circondata da orti, prati e qualche mulattiera, oggi si trova circondata da una strada a forte scorrimento veicolare ed al centro di una grande rotatoria di traffico circolare, che unisce il centro e la zona del porto commerciale al casello dell’autostrada, all'ingresso dell'abitato del quartiere di Legino.

Fino agli anni '80 del '900 davanti al portone di ingresso scendeva Via Costacavalli e si intersecava Via San Cristoforo. È dedicata a San Cristoforo patrono dei viandanti e dei viaggiatori. Ex cappella gentilizia della famiglia Garroni Carbonara cui appartiene ancora oggi. La chiesina di famiglia sembra però destinata a rimanere in disuso ancora per un po’. Sarebbe difficile, oggigiorno, ritirarsi al suo interno per un attimo di preghiera, nel frastuono dei camion in transito o dello sferragliare dei treni merci nelle vicine aree di proprietà delle ferrovie. Il progresso ha ormai avvolto la chiesina: indietro non si può tornare, i leginesi possono comunque godere della sua presenza passeggiando nelle aiuole che il Comune ha ricavato tutto intorno. E chi transita in macchina, spesso immerso in ben altri pensieri, può regalarsi un attimo di riflessione su come sia cambiato, in questi anni, il volto della città.

Indice

La famiglia di appartenenzaModifica

La famiglia Garroni Carbonara possidenti dei terreni adiacenti, ora tutti concessi e ceduti, ha usato la Cappelletta come chiesa di famiglia, ed è stata nel tempo anche adibita a sepoltura con le salme di alcuni membri, l'ultima nel 1926 circa.

La famiglia annovera nel proprio albero genealogico, personaggi di grande rilievo storico, un prefetto di Savona, Umberto ed un senatore del Regno d’Italia, ministro di Stato e ambasciatore di Turchia, Camillo. «Fu lui a consegnare all’Impero ottomano, la dichiarazione di guerra italiana durante la compagna di Libia» e nel 1922, proprio in veste di ambasciatore, partecipò alla Conferenza di Losanna. Entrambi i fratelli sono morti nel 1935. [1].

CaratteristicheModifica

 
L'interno

La piccola cappella a navata unica e con campanile a vela, ha la facciata colorata a strisce bicolori. L'interno è decorato da pitture e denota uno stato di abbandono che si protrae da diversi anni. La chiesina è ben tenuta se guardata dall’esterno, ma all’interno cade a pezzi, purtroppo servirebbe un grosso investimento per ristrutturarla e riportarla alle sue condizioni originarie.

Sopra l'altare si trovava una tela forse raffigurante la Vergine. L'epoca di costruzione non è chiara, ma non è certamente anteriore al XVII secolo. In facciata è riportata su una lastra di marmo la data del 1880, ma è probabile che si riferisca più ad un intervento di restauro che all'indicazione del periodo di costruzione.

NoteModifica

Voci correlateModifica