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Capri vista dai pittori

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La voce Capri vista dai pittori comprende un elenco ragionato di dipinti, ad olio o ad acquarello, che rappresentano vedute dell'Isola di Capri, i suoi paesaggi, la sua Grotta Azzurra, i suoi Faraglioni e aspetti della vita dei suoi abitanti.

William Stanley Haseltine, Arco Naturale, Capri, 1870, National Gallery of Art

Nota introduttivaModifica

Nel 1826 il poeta prussiano August Kopisch, il pittore Ernst Fries, accompagnati dal marinaio caprese Angelo Ferraro, dal locandiere e notaio Giuseppe Pagano e dall'asinaro Michele Federico esplorarono una grotta caprese che antiche leggende dicevano infestata da spiriti maligni. Kopisch la chiamò Grotta Azzurra, per i riflessi nell'acqua. La scoperta animò la curiosità di speleologi, di naturalisti, di turisti e di pittori; ma la grotta era già nota e visitata.

Non solo Grotta Azzurra e Faraglioni, tuttavia: i pittori che arrivavano a Capri, prima su barche a vela, poi su vapori a ruote, infine nel Novecento sui vaporetti, videro e dipinsero la vegetazione mediterranea abbarbicata alle rocce, i pergolati di uva sostenuti da colonnine, le piantagioni di limoni, le stradine con le case bianche coperte da cupolette e anche spighe bionde di grano, piantato nei pochi spazi pianeggiati dell'interno. Nella popolazione locale - che discendeva da fenici, da greci e da romani - videro esempi tangibili d'immortale bellezza classica.

I pittori della Scuola di Posillipo all'inizio si limitavano a tracciare il profilo di Capri, sullo sfondo di marine della costa napoletana, popolate da pescatori; poi arrivarono in massa. I pittori stranieri sbarcavano a Capri, la visitavano, alcuni vi presero casa e vi morirono.

 
Maurice Prendergast, Marina Grande, Capri, 1899

Primi esempi di pitturaModifica

Il pittore olandese Thomas Wijck ci ha lasciato la prima visione di Capri, che è databile circa 1640: la realtà della vita quotidiana la rappresentò in una veduta d'esterno, con lavandaie, uomini al lavoro, un orientale con il turbante, facchini (Staatliche Kunsthalle Karlsruhe). Wijck trasferiva a Capri la tipologia romana, tipica dei Bamboccianti.[1] Il pittore gallese Thomas Jones dipinse una Veduta di Capri dal monte Tiberio, databile 1778-1783 (National Library of Wales). Alla Reggia di Caserta si conserva una tempera del pittore tedesco Jakob Philipp Hackert, Lo palazzo sullo sfondo del Monte Solaro, del 1792: era la residenza caprese del re di Napoli che si recava a Capri per la caccia alla quaglia. Si vede la Scala fenicia che sale sul costone del monte Solaro.

Il pittore austriaco Joseph Rebell arrivò a Napoli nel 1813 e ci restò due anni, ma continuò a dipingere vedute del Golfo di Napoli: fece nel 1817 Marina Grande con effetti luministici, all'ora del tramonto e Scogli a Marina Grande, nel 1818. Il pittore svizzero Louis Léopold Robert ci ha lasciato Donne nell'isola di Capri.[2] Saverio della Gatta, pittore leccese di cui non si sa più nulla dopo il 1828 e che si firmava Xavier della Gatta, ha dipinto una veduta di Capri sul Monte Solaro.[3]

 
Christian Wilhelm Allers, Autoritratto a Capri, a Villa Allers, 1898

Il profilo dell'isola, un po' sfocato, appariva sullo sfondo di vedute del Golfo di Napoli. Sull'isola la natura appariva inaccessibile e i viaggiatori era spaventati da leggende sulle dissolutezze di Tiberio e forse anche dall'abbacinante luce mediterranea. I primi visitatori scoprivano Villa Jovis e le rovine che dall'attuale porto si stendevano fino ai Bagni di Tiberio. A Damecuta visitavano i ruderi di una villa romana, in un pianoro ondulato - a mezza costa fra il Solaro e la Grotta Azzurra - ricco di querce e di olivi. I primi dipinti della Grotta Azzurra mostravano, in controluce, figurine di gentiluomini con tuba e di dame con ombrellino.

 
Albert Bierstadt, Marina Piccola, Capri, 1859

Pittori stranieri a CapriModifica

Johan Christian Dahl fu invitato nel 1820 dal principe Christian Frederik (poi divenuto Cristiano VIII di Danimarca) a trascorrere un soggiorno a Napoli, come suo ospite alla reggia di Quisisana, dove si poteva passeggiare nei boschetti ornati da fontane e da statue e riposare sui sedili di pietra del belvedere. Dahl dipinse vedute a Pozzuoli, sul Vesuvio, a Castellammare di Stabia, agli scavi archeologici di Pompei, a Posillipo e all'isola di Capri. Dahl dipinse un Naufragio sulla costa caprese, datato 1824 e probabilmente tratto da schizzi precedenti, fatti sul posto. Il pittore e incisore tedesco Heinrich Reinhold (1788–1825), morto di tubercolosi a Roma, lasciò incompiuta una tela, dal titolo Isola di Capri.

Rudolf von Alt a Capri dipingeva volentieri ad acquarello, riproducendo le trasparenze del cielo e le sfumature di verde della vegetazione. Si avvicinava all'impressionismo. John Singer Sargent nell'estate del 1878 arrivò a Napoli, conobbe Antonio Mancini e Francesco Paolo Michetti e ne trasse ispirazione. A Capri fu attratto dalla fisionomie degli abitanti locali: dipinse, fra l'altro, Testa di una ragazza di Capri e Ragazze di Capri sopra un tetto. Il pittore polacco Henryk Siemiradzki era specializzato in ricostruzioni fantasiose, ambientate nel mondo antico greco-romano. Non fu mai a Capri, a trarre spunti sul paesaggio mediterraneo, per la monumentale sua tela con le presunte orge di Tiberio, così fosca nelle tinte. Oswald Achenbach fece due viaggi in Italia e solo nel secondo visitò Capri.

 
Giacinto Gigante, Ponte levatoio a Capri

Nato a Buffalo (New York), Charles Caryl Coleman aveva studiato a Parigi. Arrivò a Capri intorno al 1880 e trovò una casa: era un conventino del Seicento che adattò ad abitazione-studio e chiamò Villa Narcissus, dal nome del ragazzo della mitologia greca, rimasto incantato dalla propria bellezza. Dalla finestra del suo studio vedeva Vesuvio, che dipinse molte volte, anche in eruzione. Charles Caryl Coleman documentò un'attività poi scomparsa, La calcara, cioè il forno di produzione della calce viva, con cui i capresi tingevano di bianco le case.[4] A Capri è morto ed è stato sepolto.

Rosina Ferrara, nata ad Anacapri, divenne la modella preferita del pittore statunitense Charles Sprague Pearce, di John Singer Sargent, del ritrattista inglese Frank Hyde, del pittore francese Jean Benner che sposò una ragazza caprese e del pittore statunitense George Randolph Barse che divenne suo marito e che Rosina seguì in America. Barse si uccise, quattro anni dopo la morte di Rosina.

Il paesaggista danese Peder Mørk Mønsted nel 1882 si trasferì prima a Roma, poi sull'isola di Capri, attratto dalla viva luce mediterranea e dai colori della vegetazione e del mare. Many Benner, nato a Capri dal pittore di Jean Benner e che era nato a Capri, dipinse donne isolane calate in una realtà semplice, in una atmosfera di serenità senza tempo. Sophie Gengembre Anderson era una pittrice britannica che arrivò a Capri nel 1871 e prese dimora a Villa Castello. A Capri soggiornarono e dipinsero il pittore inglese simbolista e preraffaellita Frederic Leighton e il pittore Édouard Sain che in Rito matrimoniale a Capri - con la sposa che bacia la mano della suocera - ci ha lasciato uno spaccato di vita caprese d'altri tempi.

Il pittore Ernst Hanfstaengl, nato a Dresda e morto a Capri, il 20 febbraio 1897, dipinse con una tavolozza di tinte materiche e un po' bruciate le stradine, le pergole, la vegetazione spontanea caprese e donne mentre trasportano acqua dentro una giara e che sembrano figure venute dell'antichità greco-romana. Albert Wenk, bavarese, riprodusse il moto capriccioso delle onde che si frangono sugli scogli capresi.

Karl Wilhelm Diefenbach, artista tedesco visionario e cupo, avvolgeva la donna in un mantello scuro che la trasfigurava, la rendeva inquieta. Dipingeva paesaggi capresi con strani esseri volanti e con contrasti violenti di luce e di buio.[5] Fu un pioniere del nudismo e del movimento pacifista. Sull'analisi della sua esperienza di vita, così fuori dal comune, il regista Mario Martone ha ricavato il film Capri-Revolution (2018).

 
Karl Wilhelm Diefenbach, Tramonto, ante 1913

Pittori italiani e CapriModifica

Giacinto Gigante arrivò a Capri da ragazzo, nel 1823, e più tardi dettò la moda ad altri pittori della Scuola di Posillipo (italiani o italianizzati grazie all'arte): a Consalvo Carelli, Anton Sminck van Pitloo (olandese di nascita, ma napoletano di adozione), Salvatore Fergola, Achille Vianelli e al pittore belga Frans Vervloet. A Napoli Gigante incontrò Camille Corot (di cui si conosce un piccolo disegno su Capri) e William Turner.[6] Un disegno di Giacinto Gigante Ponte levatoio e accesso a Capri è al Museo nazionale di San Martino.[7]

La scuola di Resìna sbarcò un po' più tardi sull'isola, con Marco De Gregorio che dipinse Anacapri. La natura sembrava moderare il suo volto roccioso: sorgevano nuove case, per i nuovi ospiti e una locale casa di cura, il Quisisana, fu adattata ad albergo; ma tenace restava il mito di natura incontaminata. Pratella, Vincenzo Migliaro, e Vincenzo Irolli dipinsero il mare e le rocce dell'Isola di Capri; Giuseppe Casciaro ne dava rapide impressioni, a pastello.

Arrivò dalla Toscana Guglielmo Ciardi che dipinse due vedute - Marina Grande e monte Solaro e Scogli a Marina Grande e monte Tiberio - oggi conservate alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma.[8]

Nuova generazione di pittoriModifica

Tra gli altri artisti che hanno vissuto a Capri del Novecento, l'austriaco Hans Paule, personaggio eccentrico e definito pittore cavernicolo da Edwin Cerio - perché per un periodo aveva abitato in una grotta. Alla nuova generazione appartengono il pittore e incisore Carlo Perindani e Michele Federico, pittore di marine, nato e vissuto a Capri e che fu allievo di Antonino Leto.

MostreModifica

  • Negli anni Venti, per smontare il mito della natura incontaminata caprese, Enrico Prampolini tentò una Interpretazione futurista del paesaggio di Capri, in una mostra all'Albergo Quisisana.
  • Nel 1994, alla Canonica della Certosa di Capri, mostra Capri nell'Ottocento, da meta dell'anima a mito turistico, che fu poi presentata a Napoli, al Museo Pignatelli Aragona Cortes nel 1995 e a Firenze a Palazzo Pitti nel 1996.[9]
  • Nel 2002, a Capri mostra Viaggio nell'isola: maestri della pittura dell'Ottocento a Capri.[10]

Capri nell'OttocentoModifica

Autore e titolo Descrizione Immagine
Joseph Rebell, Costa caprese al tramonto olio su tela, 41,5x62 cm, 1817, Bayerische Staatsgemäldesammlungen (Monaco di Baviera)  
Johan Christian Dahl (1788-1857), Naufragio alla costa di Capri olio su tela, 1822, collezione sconosciuta  
Franz Ludwig Catel, Monaci nel chiostro della Certosa e Faraglioni di Capri olio su tela, 73x98 cm, 1823 circa, Spencer Museum of Art (Lawrence, Kansas)  
Carl Blechen, Rocce di Tiberio a Capri olio su carta su tela, 20,5x30 cm, 1828-1829, Niedersächsisches Landesmuseum (Hannover)  
Carl Blechen, Marina Grande, Capri olio su tela, 90x130 cm, 1829, Österreichische Galerie Belvedere (Vienna)  
Konstantin von Kügelgen (1810-1880), Grotta Azzurra a Capri olio su tela, 1833  
Heinrich Jakob Fried (1802-1870), Grotta Azzurra a Capri olio su tela, 50x63 cm, 1835, Kunsthalle Bremen  
Rudolf von Alt (1812-1905), Capri. La palma e la chiesa di Santo Stefano acquarello, 31,8x26,6 cm, 1835, Albertina (Vienna)  
Miklós Barabás (1810-1898), Vesuvio visto dall'isola di Capri acquarello su carta, 16,1x24,3 cm, 1835, Galleria nazionale ungherese (Budapest)  
Christen Købke, Marina Grande a Capri olio su carta, 29,9x39 cm, 1839, Collezione Hirschsprung (Copenaghen)  
Johann Wilhelm Schirmer, Chiesa di Santa Serafina a Capri olio su tela, 42x57 cm, 1840, Museum Zitadelle (Jülich)  
Christian Ferdinand Christensen (1805?-1883), Grotta Azzurra bozzetto per la scenografia di Napoli, 1842, Musikmuseet (Stoccolma)  
Louis Gurlitt, Marina Piccola a Capri olio su tavoletta, 48x70,1 cm, 1844 circa, Museo nazionale di Stoccolma  
Thorald Læssøe (1816-1878), Marina Piccola, Capri: luce diurna olio su tela, 1851, Statens Museum for Kunst (Copenaghen)  
Eduard Hildebrandt, Rocce di Capri con pescatori olio su tela, 24x33cm, 1852 circa  
Sanford Robinson Gifford, Vesuvio da Marina Grande, Capri olio su carta incollata su tela, 23,1x35,5 cm, 1857, Museum of Fine Arts (Boston)  
Frederic Leighton, Giardino della locanda Pagano a Capri olio su tela, 48,9x66,7 cm, 1859, Birmingham Museum and Art Gallery  [11]
Carl Friedrich Seiffert (1808-1891), Grotta Azzurra a Capri 1860, Alte Nationalgalerie (Berlino)  
William Stanley Haseltine, Isola di Capri: i Faraglioni olio su tela, 83x142 cm, 1870 circa, Princeton University  
Robert Heck (1831-1889), Capri. Palma dell'albergo Pagano e chiesa di Santo Stefano olio su tela, 58x46 cm, 1872  
Ascan Lutteroth (1842-1923), Marina Grande a Capri olio su tela, 61x101 cm, 1874  [12]
John Singer Sargent (1856-1925), Profilo di Ana di Capri 1º gennaio 1878  [13]
John Singer Sargent, Ragazzo in "reverie" 1878  
Henryk Siemiradzki (1843-1902), Orgia di Tiberio sull'isola di Capri olio su tela, 101,5x216 cm, 1881, Galleria Tret'jakov  
Antonino Leto, Case bianche, Marina Grande di Capri olio su tela, 1882 circa, Museo Nazionale di Palermo  
Carl Morgenstern (1811–1893), Marina Grande a Capri olio si tela, 28x42 cm, 1882  
Oswald Achenbach (1827–1905), Veduta di Capri olio su tela, 44x60,6 cm, 1884, Von der Heydt Museum (Wuppertal)  
John Singer Sargent, Rosina sulla terrazza di Capri olio su tela, 1887 circa, Yale University Art Gallery (New Haven, Conn.)  
Federico del Campo, Rosina olio su tavola, 20x12 cm, 1887, Lima Art Museum (Lima-Perù)  [14]
Peder Mørk Mønsted, Anacapri olio su tela, ante 1890  
Lesser Ury, Costa rocciosa a Capri olio su tela, 1890, Collezione privata  
Carl Wuttke (1849-1927), Processione a Capri olio su tela, 59,5x76,4 cm, 1893  
Ernst Hanfstaengl (1840-1897), Donne che lavano i panni ad Anacapri. Sullo sfondo il Vesuvio olio su tela, 94,5x77 cm, ante 1894  
Ernst Hanfstaengl, Anacapri olio su tela, 54,5x27,5 cm, ante 1897  [15]
Charles Caryl Coleman, All'ombra del vino, Capri olio su tela, 1898  [16]
Angel Andrade Blázquez (1866-1932), Marina Piccola a Capri olio su tela, 140x230 cm, 1898, Museo del Prado  
Albert Arnz (1832-1914), Veduta di Capri olio su tela, 85x135 cm  
Bernardo Hay, Motivo caprese olio su tela, 40x25 cm  
Francesco Mancini detto Lord, Capri acquarello su carta, 53,5x35,5 cm, seconda metà XIX secolo, Collezione privata  [17]
Othmar Brioschi (1854-1912), Capri olio su tela, 37,5x73 cm  [18]
Sophie Gengembre Anderson (1823-1903), Ragazza caprese con fiori olio su tela, 42x52 cm, XIX secolo, Russell-Cotes Art Gallery & Museum (Bournemouth)  
Karl Wilhelm Diefenbach, Capri olio su tela, 37x104 cm  
Andrea Cherubini, Pescatori a Capri olio su tela, 60x100 cm, XIX secolo  

Capri nel NovecentoModifica

Autore e titolo Descrizione Immagine
Attilio Pratella, Pescatori sul molo olio su tela, 1900 circa, Artgate Fondazione Cariplo (Capri sullo sfondo)  
Charles Caryl Coleman, All'Isola di Capri, dalla finestra dello studio. Sera d'ottobre olio su tavola, 47,6x12,1 cm, 1901, Birmingham Museum of Art  
Charles Caryl Coleman, Capri olio su tela, ante 1910  
Georg Fischhof (1849-1914), Motivo caprese olio su tela, 70,5x100,5 cm, ante 1914  [19]
Salvatore Balsamo, Capri olio su tela, 1920 circa Collezioni d'arte della Fondazione Cariplo  
Aloïs Boudry, Capri 1921  
Fritz Stæhr-Olsen (1858-1922), Scena caprese con monaci olio su tela, 52x40 cm, 1921  [20]
Raffaele Armando Califano Mundo, Pergolato con fiori a Capri olio su tela, 22x38 cm, 1922  
Constantin Gorbatov (1876-1945), Porto di Capri olio su tela, 89х109 cm, 1928  
Paul von Spaun (1876-1932), Villa Jovis all'isola di Capri olio su tela, 80x110,4 cm, ante 1932  [21]
Albert Wenk (1863-1934), Sguardo sui Faraglioni olio su tela, 60x80 cm, ante 1934  
Albert Wenk, Capri olio su tela, 60x70 cm, ante 1934  [22]
Giuseppe Casciaro, Capri olio su tela, 52x61 cm, ante 1941  

Capri vista da Ferdinando GregoroviusModifica

«Tutto era silenzio e tranquillità, non si vedevano che un pescatore e due ragazzi intenti a bagnarsi presso uno scoglio, due giovanette sulla spiaggia, e tutto all'intorno rupi severe. Ero dunque giunto in una solitudine selvaggia e romantica insieme. Da quel punto della marina partiva un sentiero ripido e scosceso che, fra mura di giardini, conduceva alla piccola città. Quei giardini aperti nel seno della rupe erano coltivati a viti, ad olivi ed ad agrumi, ma la vegetazione ne era meschina, specialmente per chi ne veniva dalla lussureggiante Campania. Anche gli alberi a Capri sembrano eremiti. Si accede alla cittadina per un ponte di legno e per una vecchia porta, dall'aspetto romito, in cui par che regni la pace e s'ignorino le umane necessità. Alcuni abitanti, vestiti a festa, stavano ciarlando, seduti sui gradini della chiesa...Le case, piccole, con i tetti a terrazza, avevano quasi tutte una pianta di vite arrampicantesi per le mura. Un'angusta stradicciuola, non mai percorsa da nessun veicolo, ci condusse alla locanda di Don Michele Pagano, di fronte alla quale sorgeva una stupenda palma. Anche qui sembrava di arrivare in un eremo ridotto ad albergo per i pellegrini.»

«citazione in italiano»

( Ferdinando Gregorovius, Passeggiate per l'Italia. 1867-1877, Roma, U. Carboni, 1906, SBN IT\ICCU\CUB\0325357.)

NoteModifica

  1. ^ Mariella Utili,  p. 71.
  2. ^ Mariella Utili,  pp. 78-79 e 80-81.
  3. ^ Antonella Basilico Pisaturo.
  4. ^ Antonella Basilico Pisaturo,  p. 22.
  5. ^ Antonella Basilico Pisaturo,  p. 23.
  6. ^ Mariella Utili,  p. 66.
  7. ^ Mariella Utili,  p. 29.
  8. ^ Mariella Utili,  p. 67.
  9. ^ Giancarlo Alisio (a cura di), Capri nell'Ottocento: da meta dell'anima a mito turistico, Napoli-Capri, Electa-La Conchiglia, 1994, SBN IT\ICCU\PAL\0097854.
  10. ^ Antonella Basilico Pisaturo, Viaggio nell'isola: maestri della pittura dell'Ottocento a Capri, Capri, La conchiglia, 2002, SBN IT\ICCU\CFI\0542833.
  11. ^ Si vede la famosa palma, presente in molti dipinti dell'epoca.
  12. ^ Firmato e datato: A. Lutteroth 74.
  13. ^ La modella è Rosina Ferrara.
  14. ^ Firmato: F. del campo CAPRI 1887 ROSINA.
  15. ^ Firmato sul retro: Ernst Hanfstängl Anacapri.
  16. ^ Monogramma sul retro.
  17. ^ La ragazza ritratta potrebbe essere Rosina Ferrara.
  18. ^ Firmato: Oth. Brioschi. Rom.
  19. ^ Firmato con lo pseudonimo H. Wagner.
  20. ^ Firma in basso a destra: Fritz Stæhr-Olsen. In basso a sinistra: Capri 1921.
  21. ^ Firma e luogo in basso a sinistra: P. v. Spaun. Mchn (München).
  22. ^ Firmato: Albert Wenk München.

BibliografiaModifica

  • (DE) Saur Allgemeines Künstlerlexikon: die bildenden Künstler aller Zeiten und Völker, München [etc.], Saur-De Gruyter, 1983-, SBN IT\ICCU\BVE\0003309.
  • Mariella Utili, Capri, in Il mito e l'immagine: Capri, Ischia e Procida nella pittura dal '600 ai primi del '900 (Torino, Nuova ERI), 1988, pp. 59-128, SBN IT\ICCU\NAP\0085766.
  • (FR) Bénézit, Dictionnaire critique et documentaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs de tous les temps et de tous les pays, Paris, Gründ, 1999, SBN IT\ICCU\VEA\0108356.
  • Alberto Federico, Il filo di Arianna: pittori di Capri tra Ottocento e Novecento, Capri, La Campanina, 2006, SBN IT\ICCU\NAP\0361470.
  • Antonella Basilico, Giuseppe Aprea, Omaggio alla Venere caprese: modelli femminili a Capri nella pittura tra Ottocento e Novecento, Napoli, Edizioni La Conchiglia, 2007, SBN IT\ICCU\NAP\0415178.
  • Valter Benedetti, Stefania Diamanti, L'isola delle sirene e il porto dei sogni. Capri nella pittura tra '800 e '900, Roma, Recta Galleria d'Arte, 2011, SBN IT\ICCU\NAP\0515695.

Voci correlateModifica

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