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Caprino Bergamasco
comune
Caprino Bergamasco – Stemma Caprino Bergamasco – Bandiera
Caprino Bergamasco – Veduta
La parrocchiale di San Biagio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoDavide Poletti (lista civica) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°45′N 9°29′E / 45.75°N 9.483333°E45.75; 9.483333 (Caprino Bergamasco)Coordinate: 45°45′N 9°29′E / 45.75°N 9.483333°E45.75; 9.483333 (Caprino Bergamasco)
Altitudine315 m s.l.m.
Superficie8,78 km²
Abitanti3 056[2] (31-10-2018)
Densità348,06 ab./km²
FrazioniCelana, Perlupario, Sant'Antonio d'Adda, Celanella, Opreno, Formorone[1]
Comuni confinantiCisano Bergamasco, Palazzago, Pontida, Roncola, Torre de' Busi
Altre informazioni
Cod. postale24030
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016052
Cod. catastaleB710
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticaprinesi
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caprino Bergamasco
Caprino Bergamasco
Caprino Bergamasco – Mappa
Posizione del comune di Caprino Bergamasco nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Caprino Bergamasco (Cavrì in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 3 056 abitanti[2] della provincia di Bergamo, in Lombardia. Appartiene alla Comunità montana Lario Orientale - Valle San Martino.

Indice

Geografia fisicaModifica

Situato nella valle San Martino, dista circa 19 chilometri a nord-ovest dal capoluogo orobico.

StoriaModifica

Il paese ha una storia molto antica: già in epoca romana era un rinomato centro che, posto su un'importante strada di comunicazione che univa le città di Bergamo e di Como, era considerato il capoluogo della valle San Martino, territorio compreso tra l'isola bergamasca e il lago di Lecco.

La strada garantì per anni splendore al borgo, che si sviluppò notevolmente grazie ai commerci che questa garantiva, ma poi fu veicolo di incursioni di orde barbariche che portarono terrore tra gli abitanti. Dopo decenni di profonda instabilità, la situazione parve tranquillizzarsi con l'arrivo dei Longobardi, ai quali subentrarono i Franchi che instaurarono il Sacro Romano Impero.

Fu proprio a questi anni che risale il primo documento scritto che attesta l'esistenza del toponimo: nel 962 il re Berengario II certifica i terreni presenti nei suoi possedimenti, tra i quali è presente anche Caprino.

I secoli successivi si caratterizzarono però per i violenti scontri tra le opposte fazioni dei guelfi e ghibellini: il paese fu al centro di aspre contese tanto da doversi dotare di una serie di fortificazioni che ancor'oggi rammentano l'importanza del borgo in epoca medievale. Tra i tanti scontri va ricordato quello del 1373 in cui venne ucciso da contadini insorti Ambrogio Visconti, figlio naturale di Bernabò[5], il quale accorse immediatamente con le sue truppe e per rappresaglia mise a ferro e fuoco l'intera zona.

Il termine di questo periodo arrivò con la Pace di Ferrara nel 1433, nel quale venne sancito il passaggio di Caprino e dei borghi limitrofi alla Repubblica di Venezia. Da allora non si sono più verificati episodi di una certa rilevanza politica nel paese che, forte della ritrovata tranquillità, ha ricominciato a riprendere le attività economiche che lo avevano reso importante nei secoli precedenti. Soltanto alcune carestie e ondate epidemiche di peste di manzoniana memoria misero in seria difficoltà la popolazione, che seppe sempre rialzarsi e riprendere le proprie attività.

Da allora il borgo principale di Caprino ha cominciato ad assorbire nella propria entità amministrativa i vicini comuni di Celana, Formorone, Celanella, Perlupario e Opreno (che tuttora compongono il comune), assumendo l'attuale conformazione territoriale soltanto nel 1927, quando venne inglobato anche Sant'Antonio d'Adda.

Sant'Antonio d'AddaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sant'Antonio d'Adda.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
La parrocchiale di Celana

Le chiese di Caprino e Sant'Antonio dipendevano in passato dalla Pieve di Brivio e, anche se territorialmente bergamasche, fecero parte della diocesi di Milano sino al 1788, per poi venire aggregate alla diocesi di Bergamo. Da allora il vicariato di Calolzio-Caprino, pur facendo parte della diocesi di Bergamo, segue il rito ambrosiano e non quello romano.

In ambito religioso sono molto importanti la chiesa parrocchiale di San Biagio, fatta edificare nel 1760 seguendo il modello della chiesa di San Fedele a Milano, che conserva una tela del pittore luganese Giovan Battista Discepoli (1590-1654), e la parrocchiale di Celana, che custodisce una pala dell'Assunta eseguita da Lorenzo Lotto.

Il collegio convitto di Celana sorse nel 1579 per volontà di Carlo Borromeo. Fra i suoi allievi furono anche Angelo Roncalli, poi divenuto papa Giovanni XXIII, e Francesco Nullo, eroe del Risorgimento. Vi è ambientato l'esperimento sociale del docu-reality di Rai 2 Il collegio, andato in onda in tre edizioni dal 2017 con la voce fuori campo di Giancarlo Magalli: lo scopo del programma vede radunare diciotto studenti tra i 13 e i 17 anni che devono studiare per un periodo di quattro settimane in un collegio in stile anni sessanta, per conseguire il diploma di licenza media dell'epoca.

Architetture civiliModifica

Il territorio comunale è cosparso di edifici civili di grande valore storico ed artistico: nel centro storico spicca una torre che, edificata attorno al 1260, riporta alla memoria il periodo medievale. Più a monte si possono trovare resti di un'altra torre e di fortificazioni coeve.

Notevole interesse riscuote anche Palazzo Sozzi, costruito nel XVIII secolo dall'omonima famiglia.

A Celana si trova il collegio Vescovile, fondato da Federico Borromeo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 


Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti nel comune sono 225, ovvero il 7,3% della popolazione[8]. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

  1. Marocco, 39
  2. Senegal, 35
  3. Romania, 28
  4. Albania, 21
  5. Costa d'Avorio, 20

Infrastrutture e trasportiModifica

Il comune di Caprino Bergamasco è lambito nella sua parte meridionale dalla SS 342, nota come "Briantea" che collega la città di Bergamo con Como e Lecco. È servito dalla stazione di Cisano-Caprino Bergamasco, sulla linea Lecco-Brescia. È capolinea della linea automobilistica E3 Caprino-Olgiate Molgora FS e transita per il comune la linea C46 Como-Merate-Bergamo.

AmministrazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Rino Francia, Cenni storici, su comune.caprinobergamasco.bg.it. URL consultato il 2 marzo 2019.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2018.
  3. ^ Carmelo Francia e Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ AA.VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 138, ISBN 88-11305-00-4.
  5. ^ Viscónti, Ambrogio, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011, Treccani.it – Enciclopedie on line. URL consultato il 2 marzo 2019.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Bilancio demografico anno 2017, su demo.istat.it, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 2 marzo 2019.
  8. ^ Dati aggiornati al 31 dicembre 2017, sulla base di 3079 residenti totali[7].
  9. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 dicembre 2017, su demo.istat.it, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 2 marzo 2019.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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