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EtimologiaModifica

Il nome scientifico della sottofamiglia deriva da quello del cardellino, Carduelis carduelis[2]. Esso venne ideato e introdotto dallo zoologo irlandese Nicholas Aylward Vigors, nel 1825[3][4].

DescrizioneModifica

A questa sottofamiglia vengono ascritte sia le specie di minori dimensioni (lucherino andino e lucherino dorsonero con 9,5 cm di lunghezza e 8,4 g di peso) che le più grandi (frosone dal collare con 24 cm di lunghezza e 83 g di peso, nonché singoli esemplari di ciuffolotto delle pinete che misurano fino a 25,5 cm e di frosone vespertino pesanti 86,1 g) in seno ai fringillidi[5][6].

Pur presentando forma e dimensioni variabili, i membri della sottofamiglia Carduelinae presentano tutti dei caratteri generali comuni, riconducibili alla conformazione del cranio[7]. L'aspetto è solitamente tozzo e massiccio, con testa arrotondata, occhi vivaci, ali appuntite e generalmente più unghe della coda, che è squadrata o al più forcuta: il becco presenta foggia variabile ma è generalmente conico, a volte di eccezionale robustezza (frosoni), altre volte sottile e ricurvo (molti drepanidini), altre ancora incrociato (crocieri), ma generalmente non molto lungo. Il piumaggio risulta anch'esso piuttosto diversificato nelle varie specie, presentandosi in genere dominato dalle tonalità del grigio-bruno o del rosso, con tendenza a schiarirsi ventralmente ed a scurirsi su testa e dorso, con presenza in un certo numero di specie di barre alari più chiare: in molte specie è presente dicromatismo sessuale, coi maschi più vivacemente colorati rispetto alle femmine.

BiologiaModifica

Gli appartenenti alla sottofamiglia hanno dieta essenzialmente granivora: a differenza degli altri passeriformi (come passeri e zigoli), essi sono specializzati nel nutrirsi direttamente dalle fonti di cibo, piuttosto che nel cercare il cibo al suolo[8]. La forma del becco spesso è un adattamento alla dieta specializzata dell'animale: i becchi massivi dei frosoni servono a rompere i noccioli più coriacei, il becco incrociato dei crocieri ben si adatta ad estrarre i pinoli, mentre i lunghi e sottili becchi dei drepanidini hawaiiani si rivelano utili a suggere il nettare dai fiori.

I Carduelinae si muovono perlopiù in coppie o in stormi: durante il periodo riproduttivo, tuttavia, le coppie tendono a isolarsi divenendo territoriali. I pulli, a differenza di buona parte dei passeriformi, vengono nutriti dai genitori in massima parte con semi rigurgitati, e solo una piccola percentuale del loro nutrimento è di origine animale[7].

Distribuzione e habitatModifica

Carduelinae è una sottofamiglia praticamente cosmopolita: se ne trovano rappresentanti un po' in ogni parte del globo (eccezion fatta per l'Australia e le aree polari), con tendenza a concentrarsi in Eurasia e a dare tipicità per una singola regione (i drepanidini alle Hawaii, i carpodacini in Estremo Oriente, Crithagra in Africa, etc.): in generale, essi possono essere osservati in qualsiasi ambiente dove vi sia presenza di acqua e vegetazione per nidificare e nutrirsi, dalle aree semidesertiche e desertiche alle zone innevate montane e alla tundra.

TassonomiaModifica

La tassonomia della sottofamiglia è sempre stata piuttosto tormentata: con l'avanzamento delle analisi genetiche, tuttavia, è stata fatta chiarezza sui legami filogenetici in seno al taxon, portando ad alcune modifiche consistenti:

Pertanto, attualmente la sottofamiglia è organizzata come segue:

Sottofamiglia Carduelinae

 
Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula)
 
Ciuffolotto scarlatto (Ciuffolotto scarlatto)
 
In alto akialoa maggiore
Al centro nukupuu
In basso a sin ula-ai-hawane
In basso a dx ou.
 
Cardellino (Carduelis carduelis)

La sottofamiglia si mostra vicina a quella degli Euphoniinae, con la quale forma un clade distanziato dai Fringillinae, più basali[1]: al suo interno, oltre ai Coccothraustini più basali, si trova il clade Carpodacini-Drepanidini (con questi ultimi discendenti diretti dei primi[9]), i Pyrrhulini e, leggermente meno affini, i Carduelini[1].

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Fringillidae: Finches, Euphonias, su TiF Checklist. URL consultato il 16 novembre 2016.
  2. ^ Jobling, J. A., The Helm Dictionary of Scientific Bird Names, Christopher Helm, 2010, p. 91, ISBN 978-1-4081-2501-4.
  3. ^ Bock, W. J., History and nomenclature of avian family-group names, in Bulletin of the American Museum of Natural History, nº 222, 1994, p. 264.
  4. ^ Vigors, N. A., Sketches in ornithology, in Zoological Journal, vol. 2, nº 7, 1825, p. 398.
  5. ^ Peter Clement, Finches and Sparrows, Princeton University Press, 1999, ISBN 978-0691048789.
  6. ^ John B. Dunning Jr., CRC Handbook of Avian Body Masses, CRC Press, 1992, ISBN 978-0-8493-4258-5.
  7. ^ a b Ian Newton, Finches, in The New Naturalist Library (Taplinger), nº 55, 1973, ISBN 0-8008-2720-1.
  8. ^ Groth, J. G., Finches and Allies, in The Sibley Guide to Bird Life and Behavior, Knopf, A. A.; Elphick, C.; Dunning, J. B. Jr.; Sibley, D. A., 2001, p. 552–560, ISBN 978-1-4000-4386-6.
  9. ^ a b Zuccon D, Prys-Jones R, Rasmussen PC and Ericson PGP, The phylogenetic relationships and generic limits of finches (Fringillidae) (PDF) [collegamento interrotto], in Mol. Phylogenet. Evol., vol. 62, 2012, pp. 581-596, DOI:10.1016/j.ympev.2011.10.002.
  10. ^ Nguembock B, Fjeldså J, Couloux A, Pasquet E, Molecular phylogeny of Carduelinae (Aves, Passeriformes, Fringillidae) proves polyphyletic origin of the genera Serinus and Carduelis and suggests redefined generic limits, in Molecular phylogenetics and evolution, vol. 51, nº 2, 2009, pp. 169-181, DOI:10.1016/j.ympev.2008.10.022.
  11. ^ Arnaiz-Villena, A.; Guillén, J.; Ruiz-del-Valle, V.; Lowy, E.; Zamora, J.; Varela, P.; Stefani, D.; Allende, L.M., Phylogeography of crossbills, bullfinches, grosbeaks, and rosefinches, in Cellular and Molecular Life Sciences, vol. 58, nº 8, 2001, p. 1159–1166, DOI:10.1007/PL00000930, PMID 11529508.

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