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Carlo Croccolo

attore e doppiatore italiano

BiografiaModifica

Iniziò la carriera artistica nel 1950, interpretando alla radio la commedia Don Ciccillo si gode il sole, in teatro L'Anfiparnaso, diretto da Mario Soldati, e al cinema il film I cadetti di Guascogna.

Il cinemaModifica

 
Un giovane Carlo Croccolo (con alle sue spalle Michelangelo Verso)

Negli anni cinquanta e sessanta interpretò molti film con alcuni dei più grandi comici italiani, tra cui 47 morto che parla, Miseria e nobiltà, Totò lascia o raddoppia? e Signori si nasce con Totò, Ragazze da marito con Eduardo De Filippo, Non è vero... ma ci credo con Peppino De Filippo.

 
Carlo Croccolo con Totò nel film 47 morto che parla (1950)

In totale apparve in 118 film, tra cui vanno ricordati Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica, Una Rolls-Royce gialla con Ingrid Bergman, Casotto di Sergio Citti, 'O re di Luigi Magni (David di Donatello e Ciak d'oro come migliore attore non protagonista nel 1988), Camerieri di Leone Pompucci, Tre uomini e una gamba con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo e Li chiamarono... briganti! di Pasquale Squitieri, film incentrato sul brigante Carmine Crocco[3].

Nel 1971 scrisse e diresse i film western Una pistola per cento croci e Black Killer, firmandoli con lo pseudonimo Lucky Moore.

Vinse il David di Donatello nel 1989 per la sua interpretazione nel film 'O re.

Il doppiaggioModifica

Carlo Croccolo lavorò moltissimo anche come doppiatore, prestando, tra gli altri, la sua voce ad Oliver Hardy (succedendo in questo ruolo ad Alberto Sordi), prima negli anni cinquanta con Fiorenzo Fiorentini e poi negli anni sessanta con Franco Latini. In alcuni casi doppiò perfino entrambi i personaggi di Stanlio & Ollio, come ad esempio ne L'eredità o Tempo di pic-nic.

A partire dal 1957 inoltre doppiò Totò in alcune scene realizzate in esterno, a causa dei problemi alla vista del principe De Curtis. Croccolo fu l'unico doppiatore di Totò autorizzato dall'attore stesso. nel 1964 i due scrissero insieme la sceneggiatura per un film, Fidanzamento all'italiana, che non fu mai realizzato. Tra i doppiaggi di Croccolo nei film con Totò si ricordano la voce della baronessa in Totò diabolicus e quello nel film I due marescialli: nella scena finale, girata in una stazione, presta la voce anche a Vittorio De Sica.

Croccolo fu a sua volta doppiato da Carlo Romano in Frà Manisco cerca guai e da Giacomo Furia in Colpo grosso alla napoletana.

La televisioneModifica

La sua prima apparizione televisiva risale al 1956 nello sceneggiato L'Alfiere, in un ruolo secondario, seguita da una partecipazione a Il Musichiere, nel 1960 (entrambe sull'allora Programma Nazionale), e a Za-bum n.2, nel 1965 su Rai 2. Nel 1977, sempre su Rai 2, condusse la trasmissione televisiva Il Borsacchiotto. Tra il 1996 e il 1999 girò le serie televisive Dio vede e provvede, L'ispettore Giusti e il film tv Come quando fuori piove, andati in onda su Canale 5. Nel 2006, 2008 e 2010 partecipò alla fiction televisiva Capri, andata in onda su Rai 1, nella parte del pescatore Totonno.

Il teatroModifica

Molto intensa fu anche la sua attività teatrale, per la quale si segnalano le interpretazioni ne La grande magia di Eduardo De Filippo diretto da Giorgio Strehler e nelle commedie di Garinei e Giovannini Rinaldo in campo e Aggiungi un posto a tavola.

MorteModifica

È morto il 12 ottobre 2019 nella sua casa di Castel Volturno a 92 anni.[4]

FilmografiaModifica

 
Carlo Croccolo in Mi manda Picone (1983)

AttoreModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Regista e sceneggiatoreModifica

Programmi TVModifica

Prosa televisiva RaiModifica

DoppiaggioModifica

NoteModifica

  1. ^ Rita Celi, È morto Carlo Croccolo, alter ego di Totò, in la Repubblica, 12 ottobre 2019. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  2. ^ Carlo Croccolo è morto a 92 anni: addio al grande attore napoletano, in Sky TG 24, 12 ottobre 2019. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  3. ^ Li chiamarono briganti!, Corriere della Sera. URL consultato il 1-3-2010.
  4. ^ Francesco Prisco, Morto Carlo Croccolo, principe dei caratteristi di cinema e tv, in Il Sole 24 ORE, 12 ottobre 2019. URL consultato il 16 ottobre 2019.

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Controllo di autoritàVIAF (EN39670835 · ISNI (EN0000 0000 7847 6886 · SBN IT\ICCU\UBOV\489826 · LCCN (ENno2010038301 · GND (DE114694537X · BNF (FRcb15093138d (data) · WorldCat Identities (ENno2010-038301