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Carlo I De Mari
Principe di Acquaviva
Stemma
In carica 1665-1697
Predecessore nuova carica
Successore Carlo II De Mari
Marchese di Assigliano
In carica 1665-1697
Predecessore Giambattista De Mari
Successore Carlo II De Mari
Nascita Genova, 1624
Morte Genova, 1697
Dinastia De Mari
Padre Giambattista De Mari
Consorte Geronima Doria
Figli Giambattista, Teresa
Religione Cattolicesimo

Carlo I De Mari (Genova, 17 ottobre 1624Genova, 10 dicembre 1697) è stato un nobile italiano.

BiografiaModifica

 
Il palazzo De Mari ad Acquaviva delle Fonti.

Figlio di Giambattista (o Giovan Battista), I marchese di Assigliano, nacque a Genova nel 1624, in seno ad una delle famiglie più importanti della repubblica, arricchitasi con l'attività bancaria.

Nel 1653 sposò Geronima, della prestigiosa famiglia genovese dei Doria, nipote di Ambrogio, 94º doge di Genova.

La famiglia di banchieri genovesi già da tempo faceva affari presso il regno di Napoli, tanto da possedere un banco nella città partenopea tramite il quale, tra le altre cose, aveva prestato alla corte vicereale spagnola un milione di ducati nel 16° secolo[1]. La famiglia così intessé importanti relazioni che portarono diversi esponenti dei De Mari a ricoprire posizioni di rilievo nell'amministrazione del regno di Napoli.

Il 5 aprile 1664, Carlo comprò i feudi di Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle, in Terra di Bari, per 216 mila ducati, per liquidare i creditori del precedente feudatario, il marchese Paride Pinelli, morto nel 1622[2].

Il 9 aprile del 1665 Carlo acquistò anche la città di Castellaneta, in Terra d'Otranto[3], e il 18 dicembre Marianna d'Austria gli conferì il titolo di I principe di Acquaviva delle Fonti.

Nel 1666 Carlo si stabilì nel vecchio castello di Acquaviva delle Fonti, trasformandolo in un'elegante dimora[4].

Nel 1686 Carlo I fu nominato dal padre "erede di tutti i beni mobili e stabili, burgensatici, feudali..., di qualsivoglia titolo, censo, annue entrate, dinari, gioie, argento lavorato e non lavorato, suppellettili, animali, nomi di debitori", compresi alcuni oneri nei confronti dei suoi fratelli, tutti esponenti delle alte sfere clericali[3].

Il 7 agosto 1690 la famiglia De Mari fu ascritta al Seggio napoletano di Porto, sancendo l'ingresso tra la nobiltà di Napoli.

Carlo, che morì nel 1697, ebbe 2 figli: Giambattista (1655-1691) e Teresa (1661-1689). Il primo morì prima del padre ma lasciò un erede alla casata, Carlo II De Mari. Teresa andò in sposa a Ottaviano de' Medici, principe di Ottajano[5].

NoteModifica

  1. ^ Raffaele Colapietra, Genovesi in Puglia nel Cinque e Seicento, 1982, pp. 21-71.
  2. ^ Paolo Losapio, Quadro istorico - poetico sulle vicende di Gioja in Bari detta anche Livia, Palermo, 1834, pp. 128.
  3. ^ a b I de' Mari, su cassarmonica.it.
  4. ^ Palazzo De Mari, su comune.acquaviva.ba.it.
  5. ^ Famiglia de Mari, su nobili-napoletani.it.