Carlo Liberati

arcivescovo cattolico italiano
Carlo Liberati
arcivescovo della Chiesa cattolica
Coat of arms of Carlo Liberati.svg
Christus nos liberavit
 
TitoloPompei
Incarichi attualiPrelato emerito di Pompei (dal 2012)
Incarichi ricoperti
 
Nato6 novembre 1937 (83 anni) a Matelica
Ordinato presbitero12 luglio 1962 dal vescovo Macario Tinti
Nominato vescovo5 novembre 2003 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo10 gennaio 2004 dal cardinale Angelo Sodano
Elevato arcivescovo7 luglio 2007 da papa Benedetto XVI
 

Carlo Liberati (Matelica, 6 novembre 1937) è un arcivescovo cattolico italiano, dal 10 novembre 2012 prelato emerito di Pompei.

BiografiaModifica

Nasce a Matelica, in provincia di Macerata e diocesi di Fabriano-Matelica, il 6 novembre 1937.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Nel 1950, dopo aver frequentato le scuole primarie a Matelica, fa ingresso nel seminario diocesano di Fabriano-Matelica, dove resterà fino al compimento degli studi ginnasiali. Prosegue gli studi al Pontificio Seminario Regionale di Fano, per conseguirvi il baccellierato in teologia nel giugno 1962.

Il 12 luglio 1962 è ordinato presbitero, nella cattedrale di Matelica, dal vescovo Macario Tinti.

Dopo l'ordinazione diventa vicario cooperatore della cattedrale e ricopre anche le funzioni di professore di lettere presso il Seminario, di assistente dell'Azione Cattolica Giovanile (GIAC) e di redattore del settimanale diocesano l'Azione. Prosegue gli studi, iscrivendosi al biennio di teologia pastorale nella Pontificia Università Lateranense, e consegue la laurea nel 1969. Sei anni dopo, nel 1975, presso la stessa università, si laurea in diritto canonico con il massimo dei voti; durante gli studi viene chiamato alla cancelleria del Tribunale della Rota Romana. Insegna religione al Liceo Tasso di Roma. Frequenta i corsi della Pontificia accademia ecclesiastica durante tutto l'anno 1972.

Dal 1º gennaio 1980 è chiamato a far parte della Congregazione delle cause dei santi in qualità di aiutante di studio e vi percorre tutto l'iter di servizio ecclesiale. Per circa ventidue anni, svolge presso quel dicastero della Curia romana il ruolo di docente nello Studium, notaio dei Congressi, redattore dei Fogli di Udienza per i decreti sulle virtù e la conclusione delle cause di beatificazione e canonizzazione. Nel 1990 contribuisce in modo determinante al consolidamento, restauro e ristrutturazione della chiesa di San Salvatore in Lauro. Si impegna affinché sia impresso un ritmo più consono e rapido ai lavori di manutenzione degli edifici sede dei dicasteri pontifici.

Il 20 gennaio 2001 papa Giovanni Paolo II lo nomina delegato della sezione ordinaria dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica[1]; succede ad Alfonso Badini Confalonieri, precedentemente nominato vescovo di Susa.

Ministero episcopaleModifica

Il 5 novembre 2003 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo prelato di Pompei e delegato pontificio per il santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei[2]; succede a Domenico Sorrentino, precedentemente nominato segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Il 10 gennaio 2004 riceve l'ordinazione episcopale, nella basilica di San Pietro in Vaticano, dal cardinale Angelo Sodano, coconsacranti l'arcivescovo Domenico Sorrentino ed il vescovo Giancarlo Vecerrica. Il 24 gennaio successivo prende possesso della prelatura.

Il 7 luglio 2007 papa Benedetto XVI lo eleva alla dignità di arcivescovo[3].

Il 19 ottobre 2008 accoglie papa Benedetto XVI in visita al santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

Il 10 novembre 2012, a 4 giorni dal suo 75º genetliaco, papa Benedetto XVI accoglie la sua rinuncia per raggiunti limiti d'età[4]; gli succede Tommaso Caputo, fino ad allora nunzio apostolico a Malta e in Libia.

In un'intervista dichiara che i migranti musulmani sono da considerare incompatibili con l'Europa cristiana che sta rischiando di scomparire mostrandosi vicino alle politiche dell'allora ministro dell'interno Matteo Salvini. Esorta quindi i cristiani a ribellarsi a questa "invasione" non essendo schiavi dell'Islam[5][6].

Genealogia episcopaleModifica

La genealogia episcopale è:

NoteModifica

  1. ^ Rinunce e nomine. Nomina del delegato della sezione ordinaria dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, su press.vatican.va, 20 gennaio 2001. URL consultato il 3 novembre 2020.
  2. ^ Rinunce e nomine. Nomina del vescovo prelato di Pompei (Italia) e delegato pontificio per il santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, su press.vatican.va, 5 novembre 2003. URL consultato il 3 novembre 2020.
  3. ^ Rinunce e nomine. Elevazione alla dignità di arcivescovo del prelato di Pompei (Italia), su press.vatican.va, 7 luglio 2007. URL consultato il 3 novembre 2020.
  4. ^ Rinunce e nomine. Rinuncia dell'arcivescovo prelato di Pompei (Italia) e delegato pontificio per il santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei e nomina del successore, su press.vatican.va, 10 novembre 2012. URL consultato il 3 novembre 2020.
  5. ^ Bruno Volpe, Monsignor Liberati: "L'avanzata dell'Islam è colpa di noi cristiani", in La Fede Quotidiana, 3 ottobre 2017. URL consultato il 3 novembre 2020.
  6. ^ Bruno Volpe, Monsignor Liberati (prelato emerito di Pompei): "I migranti musulmani incompatibili con l'Occidente", in La Fede Quotidiana, 29 giugno 2018. URL consultato il 3 novembre 2020.

BibliografiaModifica

  • Antonio Ferrara e Angelandrea Casale, I Prelati del Pontificio Santuario di Pompei dal 1890 al 2012. La storia, la cronotassi, i ritratti, i cenni biografici e gli emblemi araldici, Sarno, Edizioni Santuario di Pompei, 2012.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN220609122