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Carlo Maria Viganò

arcivescovo cattolico italiano

Biografia

Nasce a Varese il 16 gennaio 1941 ed è ordinato sacerdote il 24 marzo 1968 per la diocesi di Pavia. Nel 1989 viene nominato Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa.

Il 3 aprile 1992 viene nominato nunzio apostolico in Nigeria e arcivescovo titolare di Ulpiana

Il 4 aprile 1998 è nominato delegato per le Rappresentanze pontificie nella Segreteria di Stato della Santa Sede.

Il 16 luglio 2009 viene trasferito all'ufficio di segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, presieduto dal cardinale Giovanni Lajolo. La sua gestione, attraverso procedure contabili centralizzate e verificabilità dei costi, ha portato da un deficit equivalente ad oltre 10 milioni di dollari del 2009 a raggiungere un saldo positivo equivalente a circa 44 milioni di dollari l'anno successivo[1]. Dopo insistenti voci che lo volevano allontanato da questo incarico per attriti con vari elementi di spicco del Vaticano[2], il 19 ottobre 2011 è nominato nunzio apostolico negli Stati Uniti d'America. Vi resta fino al 12 aprile 2016, quando, dopo aver presentato le dimissioni come prescritto al compimento dei 75 anni, viene annunciata la nomina del suo successore.

Nel 2018 è stato condannato da un tribunale a pagare a uno dei suoi fratelli, don Lorenzo, un sacerdote disabile, un maxi-risarcimento: quasi due milioni di euro, oltre gli interessi legali e le spese processuali, per aver gestito da solo i proventi dei beni immmobili ricevuti in eredità dal padre[3].

Controversie

Lettere rivelate da Vatileaks

In una lettera riservata datata 8 maggio 2011 e indirizzata al Segretario di Stato Vaticano, cardinal Tarcisio Bertone[4] (resa pubblica per la prima volta in esclusiva da Il Fatto Quotidiano, con un articolo di Marco Lillo del 27 gennaio 2012[senza fonte]), monsignor Viganò faceva i nomi di diverse personalità operanti nella Santa Sede che avrebbero macchinato per metterlo in cattiva luce presso lo stesso Segretario di Stato per aver rivelato fenomeni di corruzione entro la Chiesa, a tal punto da indurre Bertone a mutare la considerazione di stima nutrita verso Viganò fino al punto di metterne in discussione perfino incarico presso l'organo del Governatorato.[2][5] Di altre lettere inviate da Viganò a papa Benedetto XVI, il 4 aprile del 2011, o al Segretario di Stato Tarcisio Bertone, il 27 marzo 2011, in cui mostrava dissenso e stupore verso la notizia circolante in merito alla sua eventuale rimozione, viene data notizia dalla trasmissione Gli Intoccabili, trasmessa da La7 il 25 gennaio 2012, e condotta da Gianluigi Nuzzi.[5][6]

La presidenza del Governatorato della Città del Vaticano ha dichiarato infondate le asserzioni contenute nelle lettere pubblicate[7].

Lettera sul caso McCarrick

 Lo stesso argomento in dettaglio: Theodore Edgar McCarrick § L'accusa di abusi sessuali e le dimissioni dal collegio cardinalizio.

Il 26 agosto 2018 Viganò pubblica su vari organi di informazione (in Italia sul quotidiano La Verità[8] e sul blog del vaticanista Aldo Maria Valli[9]) un dossier di una decina di pagine[10], in cui sostiene che i vertici della Chiesa cattolica, compreso papa Francesco, erano da anni a conoscenza degli abusi omosessuali del cardinale americano Theodore Edgar McCarrick e che l'hanno coperto a lungo, prima che fosse finalmente sospeso[11]. Viganò ha anche reclamato le dimissioni del Papa[12]. Il Papa ha dichiarato di non voler rispondere alle accuse, affermando che il documento parla da sé, e ha invitato i giornalisti a farsi un'opinione e a giudicare in modo libero a partire dalla lettura del dossier[13].

Sulla questione sono intervenuti numerosi prelati soprattutto statunitensi, alcuni con accenti più critici verso le accuse, altri più possibilisti. Fra i primi, il cardinale Donald William Wuerl, arcivescovo di Washington[14], il cardinale Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark[15], il cardinale Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago[16] (gli ultimi due oggetto di accuse da parte di Viganò[17][18]), e monsignor Robert McElroy, vescovo di San Diego[19].

Fra i più favorevoli, invece, con posizioni variegate, il cardinale Daniel DiNardo, presidente della conferenza episcopale degli Stati Uniti d'America[20], monsignor Thomas John Joseph Paprocki, vescovo di Springfied in Illinois[21], monsignor Jean-François Lantheaume, già primo segretario alla nunziatura e citato come testimone da monsignor Viganò[22], monsignor Thomas Olmsted, vescovo di Phoenix[23], il cardinale Raymond Leo Burke[24], monsignor David Konderla, vescovo di Tulsa[25], monsignor Joseph Strickland, vescovo di Tyler[26], e monsignor Robert Morlino, vescovo di Madison[27].

Per chiarire e difendere la sua posizione, Viganò concede un'intervista al vaticanista della Rai Aldo Maria Valli[28].

Accuse nei confronti di papa Francesco

Viganò ha dichiarato che nel 2007 fu egli stesso a scrivere un secondo memoriale che includeva del materiale dell'esperto di abusi sessuali del clero, Richard Sipe.[17] Viganò disse che fu a fronte di questa lettera che papa Benedetto XVI nel 2009 o nel 2010 a porre delle severe restrizioni sui movimenti di McCarrick e sul suo ministero pubblico, non permettendogli di uscire oltre il seminario dove viveva e non permettendogli di celebrare la messa in pubblico.[29][17] Malgrado ciò, secondo Viganò, papa Francesco avrebbe rimosso queste sanzioni ed avrebbe creato McCarrick "suo fidato consigliere", anche se Francesco "sapeva almeno dal 23 giugno 2013 del comportamento di McCarrick. Sapeva che era un uomo corrotto e lo ha coperto sino alla fine".[17][29]

Nella lettera contenente queste accuse, Viganò disse inoltre che papa Francesco e tutti coloro che avevano coperto la condotta di McCarrick avrebbero dovuto dimettersi.[17][29] Viganò disse: “In questo momento estremamente drammatico per la chiesa universale, Lui [papa Francesco] deve riconoscere i propri errori e, facendo fede ai principi proclamati di tolleranza zero, papa Francesco deve essere il primo a dare il buon esempio a cardinale e vescovi che coprirono gli abusi di McCarrick e rassegnarsi con loro... Dobbiamo abbattere la cospirazione del silenzio con la quale vescovi e preti si sono vicendevolmente protetti a spese della loro fede, una cospirazione del silenzio che agli occhi del mondo rischia di mostrare la chiesa come una setta, una cospirazione del silenzio non dissimile da quella che si trova nella mafia.”[30]

Accuse contro altri

Nella sua lettera, mons. Viganò ha accusato anche tre segretari di stato vaticani consecutivi, i cardinali Angelo Sodano, Tarcisio Bertone e Pietro Parolin, i quali sapevano a sua detta dei comportamenti di McCarrick ma non fecero nulla contro di lui.[senza fonte]

Nella sua lettera, mons. Viganò ha fatto il nome di molti alti prelati della curia che sapevano delle restrizioni imposte da papa Benedetto su McCarrick, tra cui il cardinale Donald William Wuerl, il cardinale William Joseph Levada, il cardinale Marc Ouellet, il cardinale Lorenzo Baldisseri, l'arcivescovo Ilson de Jesus Montanari, il cardinale Leonardo Sandri, il cardinale Fernando Filoni, il cardinale Giovanni Angelo Becciu ed il vescovo Robert McElroy.[31] La lettera di Viganò evidenzia come questi cardinali e prelati sapessero della condotta sessuale di McCarrick con alcuni giovani seminaristi; egli ad ogni modo non evidenzia che si sapesse degli abusi di McCarrick su minori.[32]

Viganò riportò inoltre come McCarrick abbia a sua detta "orchestrato" le nomine di Blase J. Cupich ad arcivescovo di Chicago e di Joseph William Tobin ad arcivescovo di Newark.[17][29]

Impatto della lettera sui media

The New York Times ha dichiarato che la lettera di Viganò contiene "accuse non comprovate ed attacchi personali", e l'ha descritta come "una straordinaria e pubblica dichiarazione di guerra contro il papato di Francesco in un momento nel quale è più vulnerabile."[29] Il vescovo ha evidenziato come nel periodo in cui McCarrick era soggetto alle restrizioni al suo ministero, McCarrick continuò comunque a celebrare messa e persino ad unirsi ad altri vescovi nel presentare la torta di compleanno nell'anno 2012 a papa Benedetto.[29] McCarrick prese parte alla messa del 2010 nel concistoro dove venne Donald Wuerl, suo successore come arcivescovo di Washington, venne creato cardinale.[33] McCarrick fece anche una apparizione pubblica alla Biblioteca del Congresso nel 2011 e si unì ad altri vescovi americani nell'incontro con papa Benedetto del gennaio del 2012.[33] Durante questo periodo compì inoltre dei viaggi in Vaticano,[33] e prese parte ad una messa con altri vescovi statunitensi sulla tomba di San Pietro durante la visita del gennaio del 2012.[34]

Secondo altre fonti papa Benedetto XVI non avrebbe imposto sanzioni formali a McCarrick ma semplicemente avrebbe avanzato una richiesta informale al cardinale affinché assumesse un profilo più basso. Secondo queste stesse fonti questo avrebbe indotto più facilmente McCarrick a trasgredire l'ordine ricevuto.[35][36] L'arcivescovo Georg Gänswein, segretario personale di papa Benedetto e suo "fidato luogotenente", ha descritto i fatti presenti nella lettera di Viganò relativi a papa Benedetto come "fake news."[33]

I giornalisti all'epoca della nomina sia di Cupich che di Tobin riportarono come McCarrick avesse avuto un ruolo decisivo nel raccomandarli entrambi alle loro posizioni rispettive di arcivescovo di Chicago e Newmark, come del resto riportato da Viganò nella sua lettera.[35] "The Guardian" ha riportato: "collegare papa Francesco alla protezione degli abusi sessuali è falso. Ma la collera dietro a lui non scompairà"[37]

La rivista cattolica America, pubblicato dai Gesuiti negli Stati Uniti, ha indicato diverse altre apparizioni pubbliche di McCarrick durante il medesimo periodo indicato da Viganò.[32] America ha proposto diverse ragioni per cui la lettera debba essere ritenuta credibile, incluso il ruolo di Viganò dall'interno in queste questioni e la "mancanza di urgenza" di papa Francesco riguardo agli abusi sessuali; esso propone ad ogni modo diverse ragioni per mostrarsi scettici nei confronti della lettera, tra cui "l'ostilità nei confronti di papa Francesco" mostrata da Viganò per averlo rimosso dal proprio incarico nel 2016 allo scadere dei limiti di età, adducendo al fatto che Viganò fosse "divenuto troppo invischiato nelle guerre culturali statunitensi, in particolare in quelle riguardanti i matrimoni tra persone del medesimo sesso".[32] Viganò avrebbe inoltre secondo quanto presunto cercato di far annullare un'inchiesta relativa all'arcivescovo di Saint Paul e Minneapolis, mons. John Nienstedt, per cattiva condotta nei confronti di alcuni seminaristi, ed il National Catholic Reporter ha dichiarato che Viganò avrebbe distrutto le prove relative al caso di Nienstedt.[32][38] (Nienstedt successivamente si dimise comunque.)[38] Viganò ha discusso questi fatti con un commento al sito internet LifeSiteNews. Egli ha dichiarato che il caso si era originato dall'errore compiuto da due altri vescovi che avevano partecipato alle indagini, e riportò delle prove di come egli avesse tentato di chiarificare il problema senza porre fine alle indagini.[39] Viganò dichiarò inoltre alla Associated Press di come il fatto che egli avesse tentato di abbreviare le investigazioni fosse un falso.[38]

La Associated Press ha stigmatizzato Viganò come "un conservatore la cui linea dura e le visioni anti-gay sono ben note", e per questo la lettera deve essere "letta in parte come un attacco omofobico a Francesco ed ai suoi alleati."[38]

Il 1 settembre 2018, il Times ha riportato che Viganò si era personalmente presentato a McCarrick con un premio per il servizio missionario nel 2012 al Pierre Hotel di Manhattan e lo aveva lodato come "molto amato da tutti noi."[33] L'articolo riporta inoltre che "se l'arcivescovo Viganò sarà creduto, per certo stava nascondendo un segreto." I media conservatori sono andati contro tali asserzioni suggerendo quanto egli non fosse in grado di ritirarsi dalla cerimonia e non poteva esercitarne il controllo.[33] Viganò stesso ha dichiarato di non poter "dare la minima impressione di avere qualcosa contro il cardinale in pubblico."[40]

Risposte alla lettera

Il cardinale Daniel DiNardo, presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici Statunitensi ha rilasciato un'intervista dichiarando che la lettera di Viganò ha sollevato questioni che "richiedono risposte che siano conclusive e basate sull'evidenza. Senza queste risposte, un uomo innocente può essere intaccato da false accuse ed il colpevole può essere lasciato a ripetere i peccati del passato."[41]

Il caso McCarrick e le accuse di Viganò, presentatesi appena dopo la conclusione del rapporto sugli abusi sessuali del clero in Pennsylvania, ha prodotto quella che viene descritta come un'"insurrezione cattolica" o una "guerra civile cattolica". Un numero significativo di cattolici hanno chiesto che sia i vescovi che papa Francesco si dimettessero. Il problema ha aperto inoltre delle divisioni ideologiche interne alla chiesa. Un gran numero di conservatori, a molti dei quali papa Francesco è inviso da tempo, hanno chiesto le sue dimissioni e quelle di alcuni vescovi, mentre quelli più liberali, che hanno supportato il papato di Francesco, hanno più generalmente criticato la lettera e difeso il papa.[42][43][44] Matthew Schmitz, editore del giornale conservatore First Things, ha identificato tre fazioni in questa guerra civile: una più a "destra" che vuole schiacciare le tendenze favorevoli agli omosessuali nella chiesa, una più a "sinistra" che vuole cambiare gli insegnamenti della chiesa sull'immoralità dell'omosessualità, e quanti supportano "un modus vivendi disordinato" nel quale la chiesa continua a proclamare "che gli atti omosessuali siano sbagliati pur continuando a tollerarli tra il clero."[44]

Reazione di papa Francesco

Ad una domanda di un giornalista di rispondere alle accuse avanzate da Viganò, papa Francesco ha replicato, "Ho letto la dichiarazione questa mattina, e vi devo dire sinceramente che, lo devo dire, a lei [il reporter] ed a tutti gli interessati, leggete attentamente la dichiarazione e traetene un vostro giudizio. Non dirò una sola parola su questo. Credo che la dichiarazione parli da sé. E voi avete la capacità giornalistica di trarre le vostre conclusioni. È un atto di fiducia. Quando sarà passato del tempo e avrete tratto le vostre conclusioni, parlerò. Ma voglio che la vostra maturità professionale vi faccia fare questo lavoro. Sarà un bene per voi."[45][46][47][29][48] Secondo il veterano vaticanista John Allen, il "chiaro suggerimento" di Francesco è stato questo: "se avranno fatto ciò, i carichi crolleranno sotto i loro stessi pesi,"[49] mentre altri hanno visto il silenzio del Vaticano e la ferma insistenza di Viganò nel proporre di rendere pubblici i documenti relativi al caso.[35] Il 28 agosto, il vescovo Thomas J. Paprocki di Springfied, Illinois, ha dichiarato, in riferimento alla dichiarazione di papa Francesco: "Francamente, ma con tutto il rispetto, la risposta non è adeguata." Egli ha chiesto a tutti gli ufficiali vaticani, tra cui il papa, di "rendere pubblici i documenti relativi al fatto indicando chi sapesse e cosa... e provvedere quella trasparenza promessa dal Santo Padre."[21] Il vescovo Marian Eleganti ha detto che il rifiuto di Francesco "di dire una singola parola [sulle accuse contro di lui] è il classico diniego-non diniego."[50]

Il 3 settembre, il papa ha dichiarato: "con persone che non hanno buona volontà, con persone che cercano solo lo scandalo, che cercano solo divisione, che cercano solo distruzione, anche nelle famiglie", la risposta è il "silenzio. E la preghiera". Molti hanno ritrovato in queste parole un chiaro riferimento alla sua decisione di rimanere silente circa lo scandalo scoppiato.[51][52]

Nel concludere il sinodo, il 27 ottobre[53], il Papa tace sulle accuse di Viganò e sostiene che all’origine di tutto c’è piuttosto “il clericalismo”[54].

Risposte di supporto

Monsignor Jean-François Lantheaume, che è stato primo consigliere alla nunziatura apostolica di Washington, D.C., ha dichiarato che "Viganò ha detto la verità," ma ha declinato il resto. Nella sua lettera, Viganò ha citato Lantheaume come una delle persone che gli hanno parlato dell'incontro "tempestoso" presumibilmente avvenuto tra McCarrick e Sambi nel quale Sambi ha informato McCarrick delle sanzioni poste su di lui.[22]

Thomas Olmsted, vescovo di Phoenix, ha dichiarato di aver "sempre conosciuto e rispettato [Viganò] come un uomo di verità, fede e integrità", e ha chiesto che le affermazioni presenti nella lettera "siano investigate a fondo."[55] Allo stesso modo, David Konderla, vescovo di Tulsa, ha detto che le accuse di Viganò sono "un buon punto da cui iniziare le investigazioni che dovranno esserci."[56] Joseph E. Strickland, vescovo di Tyler, si è spinto oltre, dichiarando di trovare "credibili" le accuse di Viganò.[57] Salvatore Cordileone, arcivescovo di San Francisco, ha detto che Viganò è un uomo di "dedizione disinteressata" con "integrità e sincero amore per la chiesa." Cordileone ha detto anche che le richieste delle dimissioni di papa Francesco "debbano essere prese seriamente."[58]

Robert C. Morlino, vescovo di Madison, ha dichiarato che Viganò ha un'"impeccabile integrità" e che ha "offerto un numero concreto di accuse reali nei suoi documenti recenti, dando nomi, date, luoghi e fatti a supporto dei documenti", e che queste accuse giustificherebbero da sole un'indagine canonica.[59] Morlino ha espresso inoltre disappunto per il fatto che papa Francesco non abbia dato una risposta diretta quando gli è stata chiesta sul fatto, accusando il National Catholic Reporter di "guidare la carica in una campagna di denigrazione contro l'arcivescovo Viganò."[59]

Paprocki ha chiesto a tutti gli ufficiali vaticani, tra cui papa Francesco, di "rendere pubblici i documenti pertinenti [al fatto] indicando chi sapesse, cosa e quando... e provvedere quella trasparenza promessa dal Santo Padre."[21] L'arcivescovo Paul Stagg Coakley ha detto di avere "il più profondo rispetto per l'arcivescovo Viganò e per la sua integrità personale" ed ha chiesto di avviare un'indagine per la "purificazione" della chiesa.[60] Il vescovo Athanasius Schneider del Kazakhstan ha dichiarato che "non vi è una ragionevole e plausibile causa per dubitare della verità contenuta nei documenti". Ha richiesto quindi "spietatezza e trasparenza" nel ripulire la chiesa dai demoni, in particolare dai "cliques e dalle reti omosessuali" in curia.[61]

Risposte critiche

Alcuni vescovi americani si sono dimostrati critici nei confronti della missiva di Viganò. Il cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, ha fatto delle affermazioni critiche nei confronti delle accuse avanzate da Viganò per "errori fattuali, insinuazioni e ideologia del terrore."[62] Il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, ha dichiarato che il linguaggio della lettera sembra politico: "E' così disordinato che è stato difficile da comprendere per capire se si tratti di ideologia o di una vendetta personale verso persone da cui in passato si è sentito maltrattato."[63] Cupich ha dichiarato di essere stato "colto di sorpresa" dal linguaggio negativo di Viganò nei suoi confronti.[63] Cupich ha descritto la lettera come una distrazione dalla "più grande agenda" della chiesa: "dobbiamo parlare dell'ambiente, dei poveri, raggiungere le persone che sono emarginate dalla società. Non possiamo distrarci in questo momento."[64] Sulle critiche a papa Francesco, il cardinale ha risposto: "Molto francamente, a loro non piace perché è un latinoamericano". Papa Francesco è nato in Argentina, ma i suoi genitori sono italiani.[65]

Robert McElroy, vescovo di San Diego, ha dichiarato che la lettera, anziché cercare una "Verità comprensiva" mostra "partigianeria, divisione distorsione" nella sua "selezione ideologica dei vescovi che vi sono attaccati, nel chiaro intento di sistemare vecchie faccende personali [...]"[19][66] Al contrario di quanto affermato da Viganò, un portavoce di Wuerl ha detto di non aver mai ricevuto informazioni da Viganò circa le restrizioni di McCarrick.[67] Il 30 agosto, Wuerl ha scritto una lettera ai sacerdoti dell'arcidiocesi dicendo: "Abbiamo bisogno di stringerci insieme nella preghiera e nella lealtà al Santo Padre, papa Francesco. Sempre più, è chiaro come egli sia oggetto di attacchi concentrati."[68]

In un'intervista rilasciata il 12 settembre il cardinale Rodríguez Maradiaga qualifica la condotta di McCarrick con queste due espressioni: «qualcosa di ordine privato», e: «una faccenda amministrativa» e aggiunge che : «Fare di qualcosa di ordine privato un titolo-bomba che esplode nel mondo, e le cui schegge fanno male alla fede di molte persone non mi pare corretto.»[69]

Il cardinale canadese Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi, in una lettera aperta definisce il dossier di Viganò come "Un attacco ingiusto e ingiustificato", una "montatura politica priva di un reale fondamento che incrimina il Papa e ferisce profondamente la comunione della Chiesa"[70].

Tutti i prelati sopra menzionati sono stati criticati nella lettera di Viganò.[71]

Genealogia episcopale

Onorificenze

  Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 4 ottobre 1985[72]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 6 marzo 2000[73]

Note

  1. ^ John L. Allen, Vatican denies corruption charges attributed to U.S. nuncio, in National Catholic Reporter, 26 gennaio 2012. URL consultato il 28 agosto 2018.
  2. ^ a b Marco Lillo, L'altro Vaticano: truffe, furti nelle ville pontificie e fatture contraffatte, in Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2012. URL consultato il 27 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2012).
  3. ^ Aldo Grasso, Quella predica dal pulpito sbagliato, in corriere.it. URL consultato il 18 novembre 2018.
  4. ^ Lettera Viganò Bertone
  5. ^ a b Diario Vaticano / Viganò, l'intoccabile
  6. ^ GLI INTOCCABILI - 08/02/2012 : LA LETTERA DI MONS. VIGANO' AL PAPA - LA7.it, su la7.it. URL consultato il 28 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2012).
  7. ^ Sala Stampa Archiviato il 4 settembre 2013 in Internet Archive.
  8. ^ Sito del quotidiano La Verità
  9. ^ Così monsignor Viganò mi ha dato il suo memoriale. Ed ecco perché ho deciso di pubblicarlo
  10. ^ Testimonianza di Carlo Maria Viganò, versione integrale sul sito aldomariavalli.it
  11. ^ Paolo Rodari, "Bergoglio coprì i preti pedofili Usa": le accuse dell'ex nunzio apostolico a Washington, in repubblica.it, 28 agosto 2018. URL consultato il 28 agosto 2018.
  12. ^ L’ex nunzio negli Usa Viganò: "Il Papa si deve dimettere", in LaStampa.it. URL consultato il 26 agosto 2018.
  13. ^ Paolo Rodari, Pedofilia, attacco a Francesco dall'ex nunzio. Il Papa: "Giudicate voi", in repubblica.it, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  14. ^ J.D. Flynn, Wuerl denies he was informed of Vatican restrictions on McCarrick, Catholic News Agency, 25 agosto 2018. URL consultato il 26 agosto 2018.
  15. ^ Statement in Response to "Testimony" of Archbishop Carlo Maria Viganò, Former Apostolic Nuncio to the United States, in sito dell'arcidiocesi di Newark, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  16. ^ Patrick M. O'Connell, Cardinal Cupich defends his record, Pope Francis in response to former Vatican official, in Chicago Tribune, 2 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  17. ^ a b c d e f Edward Pentin, Ex-nuncio accuses Pope Francis of failing to act on McCarrick's abuse reports, Catholic News Agency, 25 agosto 2018. URL consultato il 25 agosto 2018.
  18. ^ Jason Horowitz, Pope Francis Long Knew of Cardinal's Abuse and Must Resign, Archbishop Says, in "The New York Times", 26 agosto 2018.
  19. ^ a b Mary Rezac, Vigano testimony receives mixed response from US bishops, Catholic News Agency, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  20. ^ President of U.S. Conference of Catholic Bishops Renews Commitment for Greater Effectiveness and Transparency in Disciplining Bishops, in sito della Conferenza episcopale degli Stati Uniti d'America, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  21. ^ a b c Statement from Bishop Thomas John Paprocki Regarding the Testimony of the Former Apostolic Nuncio, Diocese of Springfield in Illinois, 28 agosto 2018. URL consultato il 28 agosto 2018.
  22. ^ a b Ed Condon, Former nunciature official: 'Vigano said the truth', Catholic News Agency, 26 agosto 2018. URL consultato il 26 agosto 2018.
  23. ^ Statement from Bishop Thomas Olmsted Regarding Archbishop Viganò’s Recent Testimony, in sito della diocesi di Phoenix, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  24. ^ Il cardinale Burke sulla denuncia di Viganò: "Adesso Papa Francesco deve fare chiarezza", in huffingtonpost.it, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  25. ^ post su Facebook senza titolo, in Facebook, 26 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  26. ^ Bishop Strickland's Public Statement to the Diocese, in sito della diocesi di Tyler, 26 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  27. ^ Statement from Bishop Robert C. Morlino (PDF), in sito della diocesi di Madison, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  28. ^ Aldo Maria Valli, Parla Viganò: “Non sono il corvo e non agisco per vendetta. Voglio solo che la verità emerga”, in aldomariavalli.it, 28 agosto 2018. URL consultato il 29 agosto 2018.
  29. ^ a b c d e f g Horowitz, Jason (August 26, 2018). "Pope Francis Long Knew of Cardinal's Abuse and Must Resign, Archbishop Says". The New York Times. Retrieved August 27, 2018.
  30. ^ Pope Francis failed to act on US abuse claims, says former Vatican envoy
  31. ^ Carlo Maria Viganò, Testimony, Catholic News Agency, 22 agosto 2018. URL consultato il 26 agosto 2018.
  32. ^ a b c d Michael J. O'Loughlin, Viganò's accusations: What we know and what questions they raise, in America, 26 agosto 2018. URL consultato il 26 agosto 2018.
  33. ^ a b c d e f Laurie Goodstein e John Horowitz, Why Was He Allowed at Gala Events?, in The New York Times, 1º settembre 2018. URL consultato il 1º settembre 2018.
  34. ^ https://insidethevatican.com/magazine/culture/people-march-2012/
  35. ^ a b c Dan Hitchens, Pope Francis and McCarrick: where does the evidence lead?, Catholic Herald, 31 agosto 2018. URL consultato il 1º settembre 2018.
  36. ^ Joseph Shaw, Why we know Vigano’s testimony is not just credible, but obviously true, Life Site News, 29 agosto 2018. URL consultato il 1º settembre 2018.
  37. ^ https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/sep/03/the-guardian-view-on-the-catholic-crisis-in-the-us-out-in-the-open
  38. ^ a b c d Nicole Winfield, Pope on McCarrick claims: "I won’t say a word about it.", in The Kansas City Star, Associated Press, 26 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2018).
  39. ^ Diane Montagna, Viganò issues new statement, documents to clear his name of false charges, Life Site News, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  40. ^ Edward Pentin, Archbishop Viganò Responds to Videos of Papal Meeting, Speech, National Catholic Register, 1º settembre 2018. URL consultato il 2 settembre 2018.
  41. ^ President of U.S. Conference of Catholic Bishops Renews Commitment for Greater Effectiveness and Transparency in Disciplining Bishops, in United States Conference of Catholic Bishops website, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  42. ^ Daniel Burke e Rosa Flores, Growing Catholic insurgency threatens top cardinal in Washington, CNN, 30 agosto 2018. URL consultato il 30 agosto 2018.
  43. ^ Ross Douthat, What Did Pope Francis Know?, The New York Times, 28 agosto 2018. URL consultato il 30 agosto 2018.
  44. ^ a b Matthew Schmitz, A Catholic Civil War?, in The New York Times, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  45. ^ Full text of Pope Francis' in-flight press conference from Dublin, Catholic News Agency, 26 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  46. ^ 'I will not say one word on this': Pope on his alleged knowledge of abuse by cardinal, in Canadian Broadcasting Corporation, Toronto, 26 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  47. ^ Inés San Martín, On charges of McCarrick cover-up, Francis tells reporters to do their jobs, in Crux, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  48. ^ 'No more apologies': Pope's visit fails to soothe Irish fury over abuse, in CNN, Atlanta, 20 giugno 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  49. ^ John L. Allen Jr., Making sense of McCarrick cover-up charges against Pope Francis, Crux, 27 agosto 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  50. ^ Bishop Eleganti: “The Pope’s silence is a classic non-denial!”, The Catholic World Report, 31 agosto 2018. URL consultato il 1º settembre 2018.
  51. ^ Hannah Brockhaus, Pope Francis says response to division should be silence, prayer, Crux Now, 3 settembre 2018. URL consultato il 3 settembre 2018.
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