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BiografiaModifica

Da ragazzo si trasferì con la famiglia a Roma. Frequentò il liceo Tasso dove ebbe come compagni di scuola Vittorio Gassman, Luigi Squarzina e Luigi Silori. Dopo la maturità classica, frequentò fino al diploma l’Accademia d’arte drammatica nella medesima classe di Alberto Sordi e dello stesso Gassman. Dopo la guerra lavorò in teatro accanto ad attori come Sergio Tofano e Anna Proclemer e prese parte a riviste come Ritorna Za Bum e Pasquino. Debuttò come attore cinematografico nel 1946 nel film di Mario Soldati Le miserie del signor Travet; successivamente ebbe parti secondarie in una trentina di pellicole (non amava, tra l'altro, che gli venissero ricordate le sue partecipazioni ad alcuni film di Totò)[senza fonte].
L’esperienza teatrale e cinematografica diede a Mazzarella la possibilità di incontrare I personaggi italiani più rappresentativi dell’epoca. Ennio Flaiano, Vittorio Gassman ed Alberto Sordi sono stati i sui amici fraterni, ma probabilmente fu Flaiano ad imprimere maggiormente nella sua crescita intellettuale.

Di sicuro quella curiosità unita a quel sottile umorismo o sarcasmo ereditato dal suo amico Flaiano non trovò appiglio nel mondo dello spettacolo e da allora Mazzarella preferì la carta stampata.

Carlo Mazzarella scrisse per Il Giorno, Il Messaggiero e per molti anni per Il Giornale di Indro Montanelli, ma fu come giornalista televisivo della RAI che riscosse il maggior successo e popolarità.

Le sue interviste sono da cineteca: da ricordare quelle con Salvador Dalì, Walt Disney e molti altri artisti, personaggi dello spettacolo e del mondo politico. Inizialmente, in RAI fu inviato alle Mostre del Cinema a Venezia e ai Festival dei Due Mondi a Spoleto, ma con il passare degli anni preferì la politica al mondo dello spettacolo. Come inviato speciale della RAI cominciò a specializzarsi sugli Stati Uniti d’America. Una grande notorietà arrivò a metà degli anni Sessanta, quando Mazzarella realizzò un servizio speciale per la RAI dal titolo Viaggio tra i negri d’America, per il quale venne insignito della Medusa d'oro" al V "Premio dei Colli per l'inchiesta filmata; il servizio, oltre che per l'attualità dei contenuti e l'impegno sociale, si distingueva per lo stile giornalisticamente vivace e immediato, adatto al grande pubblico. Nello stesso anno prese parte al programma televisivo di varietà Za-bum. Da allora i suoi reportage dagli USA degli anni Settanta e Ottanta (e dall’Estremo Oriente negli anni Novanta) lo resero popolare presso il grande pubblico, che seguiva i suoi frequenti servizi anche durante l’edizione principale della sera del telegiornale; di questa esperienza conservò la straordinaria capacità di parlare al pubblico, che rivelò di possedere nella sua professione di telecronista, metà giornalista e metà uomo di spettacolo, come fu definito.
Alla fine degli anni Cinquanta e all'inizio del 1960 si prodigò, insieme con molti colleghi di diversa estrazione politica, alla promozione del progetto Cronache dal Mondo, dal quale però si dissocia pochi anni dopo.
Celebre per i suoi servizi dall'Oriente e dagli Stati Uniti, per il suo sottile umorismo e per la coniazione di soprannomi affibbiati ai personaggi televisivi: ad esempio, diede ad Emilio Fede il soprannome Sciupone l’Africano, dato che Fede era corrispondente dall'Africa e amante del gioco d’azzardo. Mazzarella amava discorrere con il suo pubblico in modo spigliato e mostrò a lungo questa attitudine nelle rubriche da lui curate la domenica per il TG2 delle 13.00. Era sua consuetudine commentare ‘a braccio’, cioè senza un sottotesto o un ‘gobbo’ da leggere, quindi in presa diretta.

Visse sempre a Roma, dove ebbe i suoi cari, pur sognando di trasferirsi a New York. Si sposò due volte: la prima negli anni Sessanta con una attrice americana, Janine Hendy; poi, negli ultimi anni di vita, con una signora orientale, Elisabeth Soy, dalla quale lo separavano ben 50 anni di differenza di età. Il figlio, nato nel 1964 da Janine Hendy, si chiama Damiano Mazzarella.

Carlo Mazzarella, in definitiva, fu uno dei personaggi più rappresentativi della RAI televisione Italiana già dagli albori, sia per la sua indiscussa eleganza e bravura, sia per acutezza e capacità di dialogo.

FilmografiaModifica

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN233150508 · ISNI (EN0000 0003 6790 8876 · SBN IT\ICCU\SBNV\026671 · WorldCat Identities (EN233150508