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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il cardinale, vedi Carlo Visconti.
Signoria di Milano Casato dei Visconti
(1277-1395)
Coat of arms of the House of Visconti (1277).svg
'Vipereos Mores Non Violabo'
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Nipoti
Matteo I
Galeazzo I
Figli
Azzone co-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore coi fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore coi fratelli Matteo II e Bernabò
Figli
Bernabò co-signore coi fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
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Bernabò Visconti e Beatrice, genitori di Carlo

Carlo Visconti (Milano, novembre 1359agosto 1403) fu un nobile milanese.

BiografiaModifica

Signore di Parma, era figlio di Bernabò Visconti, signore di Milano e di Beatrice della Scala.

Nel 1379 Bernabò divise i suoi territori tra i cinque figli maschi legittimi Marco, Ludovico, Carlo, Rodolfo e Gianmastino: Carlo ottenne Cremona, Borgo San Donnino e Parma[1].

Dapprima promesso sposo di Valentina Visconti, figlia di suo cugino Gian Galeazzo Visconti[1], sposò nell'agosto del 1382 Beatrice d'Armagnac, figlia di Giovanni II Conte d'Armagnac e vedova di Gastone IV di Foix[1].

Da Beatrice ebbe quattro figli[2]:

  • Marco (1383-?);
  • Verde (1384), morta neonata;
  • Bona (ottobre 1385-1433), che sposò Guglielmo di Montauban;
  • Giancarlo, detto Gianpiccinino, (?-1418).

Il 6 maggio 1385 Gian Galeazzo Visconti fece, con uno stratagemma, catturare lo zio Bernabò con i figli Marco e Rodolfo. Tutti e tre furono rinchiusi nel castello di Trezzo, luogo in cui finirono i loro giorni. Con questo colpo di stato, Gian Galeazzo si impadronì di Milano.

Carlo, costretto all'esilio, fuggì a Verona per cercare l'aiuto degli Scaligeri. Sua moglie Beatrice si recò invece con il primogenito dai Savoia[1]. Sia Bona sia Giancarlo nacquero durante l'esilio[1].

A Milano Carlo non fece più ritorno: il 19 settembre 1391 infatti, accordandosi con Gian Galeazzo, ormai unico signore di Milano, firmò un pattò a Venezia in cui rinunciava ai suoi diritti ereditari sulla signoria in cambio però di un vitalizio. Inoltre si obbligò a risiedere in Baviera. Tuttavia, successivamente, gli fu concesso da Gian Galeazzo di stabilirsi a Venezia[1].

NoteModifica

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