Carme CIX

1leftarrow blue.svgVoce principale: Liber (Catullo).

Il carme 109 è un breve componimento in versi di Catullo e fa parte del Liber; il poeta si rivolge agli dèi perché facciano in modo che le promesse d'amore eterno di Lesbia siano sincere e sia dunque possibile protrarre per tutta la vita l'aeternum foedus sanctae amicitiae, cioè "patto d'amore eterno", che sia anche accompagnato dalla reciproca amicizia oltre che dalla sola passione.[1]. Testo originale con traduzione di Mario Ramous[2]:

(LA)

«Iucundum, mea vita, mihi proponis amorem
hunc nostrum inter nos perpetuumque fore.
Di magni, facite ut vere promittere possit,
atque id sincere dicat et ex animo,
ut liceat nobis tota perducere vita
aeternum hoc sanctae foedus amicitiae.»

(IT)

«Eterno, anima mia, senza ombre
mi prometti questo nostro amore.
Mio dio, fa' che prometta il vero
e lo dica sinceramente, col cuore.
Potesse durare tutta la vita
questo eterno giuramento d'amore.»

NoteModifica

  1. ^ FRANCO PASTORE, CATULLO A NAPOLI, Franco Pastore, 4 febbraio 2015. URL consultato il 5 agosto 2017.
  2. ^ Diesse - Didatticae innovazione scolastica, http://lebotteghedellinsegnare.diesse.org/sites/default/files/file/PagineBotteghe/Latino/Latino_2012/LATINO%20materiali%20di%20lavoro%20-%20Testi%20di%20Catullo%20e%20Orazio.pdf, in Catullo e Orazio (PDF), Diesse.

BibliografiaModifica

  • M. Lechantin De Gubernatis, Catullo, Carmina selecta, Loescher Editore, Torino 1972. ISBN non esistente
  • Luca Canali, Catullo, Poesie, Giunti, Firenze 2007. ISBN 978-88-09-033-65-8