Carrozzeria Barbi

Azienda costruttrice di autobus
Carrozzeria Barbi
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1905 a Concordia sulla Secchia
Fondata daGalileo Barbi
Chiusura2018[1]
Sede principaleMirandola
SettoreAutomobilistico
Prodottiautobus
Fatturato6136983 €[2]
Dipendenti81[3]
Slogan«Guida l'emozione»
Sito webwww.barbi.it

La Carrozzeria Barbi è stata un'azienda italiana fondata nel 1905[4] a Concordia sulla Secchia in provincia di Modena, specializzata nella realizzazione di autobus granturismo.

StoriaModifica

Fondata nel 1905 da Galileo Barbi[5] come piccola officina artigiana per la produzione di carrozze a cavalli nella piccola frazione di Fossa[6], nel 1910 l'azienda fu trasferita a Concordia sulla Secchia.

Già dopo poco l'azienda vinse l'Esposizione Internazionale di Parigi nel 1911 per la qualità e la comodità delle carrozze prodotte[4][6].

Nel 1927, con l'avvento della motorizzazione, iniziò la produzione automobilistica e fu aperto lo stabilimento di Mirandola in cui si realizzavano carrozzerie per autoveicoli su telai Alfa Romeo, Ansaldo, Lancia Veicoli Industriali, Fiat e Officine Meccaniche. Dopo pochi anni, nel 1931, la produzione si concentrò sulla realizzazione di carrozzerie per veicoli industriali come furgoni, cabine per camion, autocarri e ambulanze, occupando circa 70 operai[6]. Successivamente, furono realizzati i primi autobus, prima con una struttura in legno e poi con tubolari in acciaio[7].

Tazio Nuvolari

Vista la qualità delle realizzazioni di Galileo Barbi, anche Enzo Ferrari commissionò un paio di carrozzerie per le sue autovetture Alfa Romeo da competizione. Tuttavia l'affare non andò in porto (forse per il prezzo troppo elevato), quindi Galileo Barbi iniziò a cercare un nuovo acquirente, arrivando fino al vicino mercato di Mantova dove incontrò Tazio Nuvolari che acquistò le carrozzerie dopo avere firmato parecchie cambiali. Dopo alcuni mesi, dopo essere stato ingaggiato per la Mille Miglia, il pilota di Castel d'Ario riusci a pagare il debito[6].

Durante la seconda guerra mondiale, la produzione fu temporaneamente riconvertita per le esigenze belliche del Ministero della Marina[6][7], mentre nel dopoguerra l'azienda partecipò ad esposizioni e manifestazioni del settore autobus (come la Rosa d'Oro di San Remo), che consentirono di far conoscere il marchio nel mercato italiano.

Nel 1962 morì il fondatore dell'azienda, che passò al figlio Sirner Barbi.

Gli anni 1970 furono caratterizzati da notevoli investimenti: vennero realizzati nuovi modelli, innovativi per l'epoca[6], come l'autobus a tetto apribile, l'autobus con piano rialzato e l'autobus con piantoni strutturali inclinati[7]. Successivamente furono introdotte innovazioni quali le porte telecomandate, l'isolamento acustico e termico, l'aria condizionata, le poltrone reclinabili, il riscaldamento, la radio e la televisione. I telai utilizzati furono: DAF, FIAT, MAN, Mercedes e Renault[7].

Negli anni 1980 prese avvio una collaborazione con la Volvo[7], preseguita fino al 2007.[8]

Alla morte di Sirner Barbi nel 1994[6], la gestione passò ai fratelli Alberto e Carlo Barbi e la fabbrica fu trasferita nella zona industriale Mirandola, a San Giacomo Roncole. Tra le produzioni più importanti vi furono i modelli ITALIA 99 ed Echo su meccanica Volvo.

Negli anni 2000 venne progettato il modello Genesis, dalla cui evoluzione nacque il Galileo nel 2008[4]. Nel 2007 vennero prodotti alcuni prototipi di van per trasporto di cavalli e cabine per funivie[9]. A partire dal 2009 venne commercializzato la nuova versione del Genesis, con motorizzazione Iveco e telaio Irisbus.

Nell'ultimo decennio, dopo la chiusura definitiva della carrozzeria Mauri di Desio, Carrozzeria Luigi Dalla Via di Schio, carrozzeria De Simon di Osoppo, Cacciamali di Brescia e carrozzeria Padane di Modena, la Carrozzeria Barbi rimase l'ultima grande carrozzeria di autobus italiana.

La società è stata liquidata nel 2018.[1]

ProduzioneModifica

 
Fiat 682 Superpanoramico
 
Fiat 306 carrozzato Barbi con la livrea della SEFTA (Modena, anni 1970)
 
Fiat 343 carrozzato Barbi in esposizione in piazzetta San Marco a Venezia nel 1974
 
Iveco Fiat 370 carrozzato Barbi, che compare nel film Fratelli d'Italia di Neri Parenti del 1989
 
Salone internazionale dell'automobile di Hannover 2010

Nella cultura di massaModifica

Un autobus Fiat Iveco 370 carrozzato Barbi compare nel film Fratelli d'Italia del 1989, nella scena dell'arrivo dei tifosi del Milan all'autogrill.

Un autobus Volvo B12 Italia carrozzato Barbi compare nell'episodio 2 della serie Suburra del 2017, nella scena dell'arrivo presso una manifestazione.[10]

NoteModifica

  1. ^ a b Procedura 19/2018 - Carrozzeria Barbi Srl in liquidazione, su portalecreditori.it, 2018.
  2. ^ Carrozzeria Barbi s.p.a., su reportaziende.it. URL consultato il 7 gennaio 2018 (archiviato il 7 gennaio 2018).
  3. ^ Carrozzeria Barbi spa, su ExpoMO. URL consultato il 25 dicembre 2014 (archiviato il 25 dicembre 2014).
  4. ^ a b c Mirandola, ecco il bus "Galileo" è l'ultimo nato in casa Barbi spa, in Gazzetta di Modena, 12 settembre 2008. URL consultato il 25 dicembre 2014 (archiviato il 25 dicembre 2014).
  5. ^ La Carrozzeria Barbi compie 100 anni (PDF), in Modena Economica, maggio 2005, p. 28. URL consultato il 7 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2018).
  6. ^ a b c d e f g G. P. Gatti, alle carrozze agli autobus, in Modena Industria, 2002. URL consultato il 25 dicembre 2014 (archiviato il 25 dicembre 2014).
  7. ^ a b c d e Storia, su Barbi.it. URL consultato il 25 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2014).
  8. ^ Francesco Mai, C’era una volta la Barbi, oggi c’è il deserto, in Popoff Quotidiano, 28 ottobre 2014. URL consultato il 7 gennaio 2018 (archiviato il 7 gennaio 2018).
  9. ^ Carrozzeria Barbi, in BusToCoach.com. URL consultato il 25 dicembre 2014 (archiviato il 25 dicembre 2014).
  10. ^ Volvo B12 in "Suburra - La serie", su IMCDb.org. URL consultato l'8 giugno 2022.

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