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Carta igienica

carta per pulirsi dopo la defecazione o la minzione
Un rotolo di carta igienica.
Carta igienica nei supermercati
L'orientamento over
L'orientamento under

La carta igienica è un prodotto in carta utilizzato per una sommaria igiene intima.

La sua composizione differisce dagli altri tipi di carta (ad esempio quella utilizzata per i fazzoletti monouso) perché è in grado di disfarsi con l'acqua e di decomporsi più rapidamente nelle fosse biologiche.

StoriaModifica

Le prime tracce dell'utilizzo della carta igienica risalgono al XIV secolo in Cina ad utilizzo della famiglia imperiale[1].

Nel 1857 negli Stati Uniti d'America viene prodotta industrialmente la prima carta per uso esclusivamente igienico da un tal Joseph Gayetty, il cui nome era stampato su ogni singolo foglio e poi nel 1879 la Scott Paper Company a Philadelphia nello Stato della Pennsylvania, mette in commercio la prima carta igienica in rotoli continui, seguiti poco dopo da quelli suddivisi in fogli, uniti tra loro da perforazioni in modo da poterli strappare e utilizzare singolarmente.

Nel 1942 viene prodotta nel Regno Unito la prima carta a doppio velo, la St. Andrew's Paper Mill, primo prodotto ad avere una carta più soffice e robusta.

Più recentemente, il formato più diffuso è il rotolo bianco a doppio velo goffrato, ma sono disponibili sul mercato rotoli colorati o decorati, profumati o a più veli (fino a cinque). Le misure standard del taglio sono 126 mm di altezza e 97 mm di larghezza. Sono disponibili anche rotoli caratterizzati da decorazioni come fumetti, barzellette, scudetti di squadre di calcio e volti di personaggi politici (con evidente scopo satirico). Esistono anche carte inumidite per la sostituzione del bidet, con emollienti come l'aloe e antisettiche, ma hanno una differente composizione del materiale (che include anche fibre tessili), in modo da risultare molto più resistenti.

Questa produzione richiede complessivamente il consumo di circa 42~52 milioni di tonnellate di legname per anno, corrispondenti a circa 400-500 milioni di alberi di medie dimensioni[2] abbattuti ogni anno per questo consumo.

L'uso nel MondoModifica

ItaliaModifica

Precedentemente alla carta, nei gabinetti della penisola, si potevano trovare dei brani di stoffa; ne attesta la diffusione Giovanni Della Casa nel 1558 che, nella sua pubblicazione Galateo overo de' costumi, li definiva "pezze degli agiamenti". Ancora prima, nel XIV secolo, nei gabinetti dei conventi, si utilizzavano per scopi igienici pezzi di vecchie tonache.[3]

Nel XVIII secolo si diffuse l'uso di piccoli foglietti di carta, definiti all'epoca "carta per usi igienici"; alcuni ventagli da donna celavano nel manico un appositio scomparto all'interno del quale le signore potevano riporre alcuni di questi fogli.[3]

Il primo a usare il lemma "carta igienica" fu Cesare Lombroso con l'articolo Cenni per una carta igienica d'Italia pubblicato nel 1863 sul Giornale di medicina militare n. 16, con significato diverso ovvero una mappa delle situazioni igieniche diverse dei territori italiani.

Con la diffusione della stampa, la carta dei giornali assolse anche alle necessità di pulizia fino all'invenzione della carta igienica[3] che, in Italia, fu considerata un lusso fino alla seconda metà del XX secolo, fino a quando non divenne un prodotto di uso popolare, inserita nel Dizionario Garzanti della lingua italiana nel 1965 con l'attuale significato.

RussiaModifica

Durante l'Unione sovietica questo prodotto di uso quotidiano (Туалетная бумага, Tauletnaja bumaga) è stato al centro di leggende metropolitane alimentate dal sua difficile reperibilità sul mercato; la sua distribuzione prioritaria era riservata agli hotel frequentati da stranieri e alle istituzioni elitarie. Una barzelletta sosteneva che il motivo della scarsa disponibilità fosse dovuta al fatto che i rotoli venivano dirottti alle industrie alimentari per la produzione di salame, in particolare del popolare e diffusissimo "salame del dottore" (doktorskaja kolbasa. Un'altra diceria affermava che le tirature dei quotidiani fossero sostenute dall'utilizzo alternativo della loro carta. Nei gabinetti pubblici enon, ionfatti, era impossibile trovare carta igienica, soetituita da svatriati tipi di fogli di carta, tagiati in forma triangolare per economizzarne lo spreco.[4]

Orientamento della carta igienicaModifica

Una curiosa questione, oggetto di studi sociologici e dibattiti di costume (in particolar modo nei paesi anglosassoni), legata all'utilizzo della carta igienica è quella dell'orientamento del rotolo posto nel portarotolo.

Considerando un portarotolo il cui asse orizzontale sia parallelo al muro, la carta può pendere sopra e davanti al rotolo stesso, approccio over, oppure sotto e dietro ad esso, approccio under.

La scelta, quando non è casuale, risponde in massima parte a preferenze personali dettate dalle abitudini o dalla comodità.

Nel 2015 si è ritrovato dal brevetto del 1891 di Seth Wheeler che l'estremità del rotolo deve stare all'esterno, ovvero "sopra".[5]


NoteModifica

  1. ^ Pierre-Marc de Biasi, La carta: avventura quotidiana, Electa/Gallimard, 1999, ISBN 88-445-0162-7.
  2. ^ Fonte parametrica CONAI (ripresa da Zanichelli) ricalcolata sul caso di specie
  3. ^ a b c Sara Zapponi, Breve storia della carta igienica, in Focus, 14 gennaio 2014. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  4. ^ Gian Piero Piretto, La vita privata degli oggetti sovietici, Sironi editore, 2012, pp. 115-120, ISBN 978-88-518-0203-5.
  5. ^ (EN) This 124-Year-Old Patent Reveals The Right Way To Use Toilet Paper

Voci correlateModifica

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