Casa degli spiriti

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Una casa degli spiriti (in lingua birmana: နတ်စင် o နတ်ကွန်း, traslitterati nat hcai e nat kwann; in lingua thai: ศาลพระภูมิ, traslitterazione RTGS san phra phum; in lingua khmer: rean tevoda o pteah phum; in lingua lao: ຫໍພະພູມ, traslitterato ho pha phum) è un piccolo santuario in miniatura dove, secondo una credenza di origine animista, ha dimora lo spirito che protegge il luogo in cui la casa degli spiriti si trova. Viene di solito costruita nei giardini di pertinenza di case, edifici commerciali, templi ecc. ed è diffusa in Thailandia,[1][2] Laos,[3] Cambogia[4] e Birmania.[5]

Cerimonia di inaugurazione di due case degli spiriti celebrata da un bramino a Koh Samui, in Thailandia

Associazione con il buddhismoModifica

Gli abitanti di questi Paesi sono in grande prevalenza devoti al buddhismo theravada ma conservano alcune delle tradizioni dell'animismo che era praticato prima dell'introduzione del buddhismo; i riti animistici, insieme a quelli del brahmanesimo e dell'induismo, fanno tuttora parte della loro vita quotidiana.[1] In particolare si è ipotizzato che l'associazione di due religioni così diverse come il buddhismo, legato ad aspetti spirituali, e l'animismo, che si basa spesso su aspetti materiali, possa appagare i diversi bisogni psicologici che ciascuna delle due religioni soddisfa solo parzialmente e le renda quindi in parte complementari malgrado siano sotto diversi aspetti in conflitto tra loro.[5]

DescrizioneModifica

La casa degli spiriti ha la forma di una casa o di un tempio, è sorretta da una colonna e può essere riccamente decorata, una spoglia capanna ecc. Viene eretta in un luogo propizio scelto dal bramino che presiede alla cerimonia con cui si invita lo spirito a proteggere l'immobile. Si pensa che lo spirito possa inoltre portare benessere agli abitanti e ai proprietari dell'immobile stesso. In segno di ringraziamento vengono di frequente poste nella casa degli spiriti delle semplici offerte votive, spesso sotto forma di cibo.[1]

Altri tipi di case degli spiritiModifica

 
Bangkok. La casa degli spiriti all'angolo dell'hotel Grand Hyatt Erawan, la più famosa della Thailandia[1]

Nei complessi di grandi centri commerciali o in spazi pubblici nelle zone centrali di grandi città dei suddetti Paesi si possono trovare case degli spiriti di grandi dimensioni situate su un basamento sopraelevato anziché su una colonna, nelle quali molti fedeli vanno a pregare per ottenere la protezione degli spiriti e portare offerte votive.[1] Oltre che nei maggiori centri abitati, dove sono concentrate le etnie buddhiste di thai, laotiani, cambogiani e birmani, anche negli sperduti villaggi delle minoranze etniche dove si professa esclusivamente l'animismo vi sono case degli spiriti, seppur dislocate, costruite e celebrate in maniera diversa.[3] Anche in Vietnam, dove la fede theravada è quasi inesistente mentre buona parte della popolazione professa il buddhismo Mahāyāna, vengono a volte costruite case degli spiriti, ma sono molto diverse in quanto legate, secondo il culto degli antenati, agli spiriti dei familiari deceduti.[6]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Casa degli Spiriti, su turismothailandese.it, Ente Nazionale per il Turismo Thailandese. URL consultato il 28 dicembre 2017 (archiviato il 28 dicembre 2017).
  2. ^ Winzeler, 2015, p. 214.
  3. ^ a b (EN) Jeremy Atiyah, Southeast Asia, Rough Guides, 2002, pp. 560-561, ISBN 1-85828-893-2.
  4. ^ (EN) Peter North, CultureShock! Cambodia: A Survival Guide to Customs and Etiquette, Marshall Cavendish International Asia Pte Ltd, 2008, p. 56-58, ISBN 981-4408-91-3.
  5. ^ a b Winzeler, 2015, pp. 92-94.
  6. ^ (EN) Bobbie Kalman, Vietnam: The people, Crabtree Publishing Company, 2002, p. 13, ISBN 0-7787-9356-7.

BibliografiaModifica

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