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Casa del sarto

luogo citato nel romanzo de I Promessi Sposi
Casa del sarto
Casa del sarto.jpg
Casa del sarto
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàLecco
IndirizzoVia del sarto, 17
Coordinate45°49′26.34″N 9°25′08.4″E / 45.823983°N 9.419°E45.823983; 9.419Coordinate: 45°49′26.34″N 9°25′08.4″E / 45.823983°N 9.419°E45.823983; 9.419
Informazioni generali
Condizioniin uso
CostruzioneXVII secolo
UsoResidenza privata

La casa del sarto è uno dei luoghi citati da Alessandro Manzoni nel romanzo de I Promessi Sposi. L'abitazione si trova nel quartiere di Chiuso a Lecco, in Lombardia ed è considerata secondo gli studiosi di tipografia manzoniana come la residenza del sarto che ospitò Lucia dopo la conversione dell'Innominato.

Lo stile architettonico della casa è risalente al Seicento con un portale in pietra. Recentemente la residenza è stata ristrutturata ed adibita ad abitazione privata rendendola non più visitabile.

StoriaModifica

La casa viene citata nel capitolo XXIV del romanzo quando Lucia Mondella, rapita e tenuta prigioniera presso il castello dell'Innominato trova nuovamente la libertà grazie alla pietà e al ravvedimento dell'Innominato, che si convertì dopo il colloquio con il cardinale Federico Borromeo nella chiesa del Beato Serafino, nel rione di Chiuso. Don Abbondio e una buona donna, mandata proprio dal curato di quel villaggio, presso il quale era in visita il cardinale, si recano al castello per prendere Lucia. La lettiga su cui viaggiano si allontana dal castello e scende lungo la valle allontanandosi, per poi svoltare su per la piazzetta al cui fianco sorgeva la casa del parroco e lì vicina la casa della donna, moglie dell'umile ma acculturato sarto del villaggio. Qui Lucia trova ospitalità e ristoro dopo la sua liberazione ed incontra la madre Agnese. La loro casa fu espressamente citata da Alessandro Manzoni nella prima stesura del romanzo Fermo e Lucia: il piccolo isolato rione di Chiuso, descritto dallo scrittore, mantiene ancora le caratteristiche originali.

RomanzoModifica

Ecco una parte del romanzo "I promessi sposi" in cui viene descritto lo stato d'animo di Lucia appena entra nella casa del sarto:

«Tutto questo movimento, quel punto d’aspetto, il primo apparire di persone nuove, cagionarono un soprassalto d’agitazione a Lucia, alla quale, se lo stato presente era intollerabile, ogni cambiamento però era motivo di sospetto e di nuovo spavento. Guardò, vide un prete, una donna; si rincorò alquanto: guarda più attenta: è lui, o non è lui? Riconosce don Abbondio, e rimane con gli occhi fissi, come incantata. La donna, andatale vicino, si chinò sopra di lei, e, guardandola pietosamente, prendendole le mani, come per accarezzarla e alzarla a un tempo, le disse: – oh poverina! venite, venite con noi. Chi siete? – le domandò Lucia (...)»

(Alessandro Manzoni, capitolo XIV, I Promessi Sposi, 1840)

Galleria d'immaginiModifica

BibliografiaModifica

Andrea Spreafico, La topografia dei "Promessi sposi" nel territorio di Lecco, Lecco, Bartolozzi, 1923.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica