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Il casale, è un gruppo di poche case rurali, in aperta campagna, senza mura che la difendevano. Un caso a parte è costituito dai casali pugliesi di epoca medievale

Differenza tra cascina, casale, casolare, casinoModifica

Mentre la cascina, struttura a corte definita nel Dizionario di architettura Hoepli di Giacomo Ravazzini come "stalla in prateria per allevamento delle mucche, con fabbricato annesso per fare burro e formaggio", il casale è un insieme di edifici rustici isolato nella campagna, dunque dedito ai soli fini residenziali. Il termine è tuttavia attestato, nel Dizionario Etimologico Cortelazzo-Zolli anche con il significato di "casa di campagna", il che lo rende affine al "casolare", dimora rustica sempre secondo l'autorevole dizionario, e al termine "casino" (in uso per "casa di campagna" fin dal XVII secolo, come riferisce la Garzantina Architettura).

I casali pugliesi di epoca medievaleModifica

In Puglia, nella zona del nord e del sud barese, in particolare nel territorio di Bisceglie, Monopoli, Conversano, Martina Franca e Ostuni, per casale, dal medioevo fino a tutto il XX secolo, nei documenti storici e nella tradizione popolare, si intende un agglomerato abitativo di una certa consistenza (50-100 "fuochi"), caratterizzato da un'economia mista, agricolo, pastorale, artigianale e commerciale, con qualche minimo servizio collettivo, quasi sempre una chiesa. Il casale è, nella maggior parte dei casi, privo di mura o fortificazioni, spesso però è dotato di una torre di avvistamento. Quasi tutti i casali furono distrutti per eventi bellici tra l'inizio dell'XI secolo e la fine del XII secolo.

I casali sopravvissuti si sono evoluti, tra il XV e il XVIII secolo, in centri urbani (definiti "Terre" nei documenti del XVIII secolo) come Bisceglie, Fasano e Martina Franca o, dalla metà del XIX secolo, sono rinati sotto forma di contrade (aggregati di abitazioni sparse costituiti da residenze agricole e da seconde case e ville).

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