Casato di Egmond

Casato di Egmond
Wapen van Egmont.svg
StatoPaesi Bassi
TitoliCroix pattée.svg Duchi di Gheldria
Croix pattée.svg Principi di Gavere
Croix pattée.svg Conti di Egmond
Croix pattée.svg Conti di Buren e Leerdam
Croix pattée.svg Conti di Zutphen
Croix pattée.svg Signori di IJsselstein
Croix pattée.svg Signori di Arkel
FondatoreWouter van Egmond
Data di fondazioneXIII secolo
Data di estinzioneXVII secolo
Etniaolandese

Il casato di Egmond o Egmont prende il nome dalla città olandese di Egmond, nella provincia dell'Olanda Settentrionale, e durante il Medioevo giocò un importante ruolo nella storia dei Paesi Bassi.

StoriaModifica

Gli Egmond furono una delle principali famiglie nobili della Contea d'Olanda durante il Medioevo.[1] Si ritiene che il casato discenda dai re di Frisia e dai primi conti della futura Olanda, mantenendo una certa quantità di potere a causa della loro carica ereditaria di Voogd (advocatus, protettore) della potente abbazia di Egmond, nell'Olanda Settentrionale. La casata costruì la propria residenza ad Egmond aan den Hoef e divennero Signori di Egmond. Grazie a matrimoni opportunamente combinati furono in grado di aggiungere ai propri domini alcuni possedimenti strategicamente importanti, come la Signoria di IJsselstein[2] e il territorio semi-sovrano dei Signori di Arkel.[3]

La famiglia raggiunse una ancor maggiore prominenza nel periodo del dominio borgognone e asburgico dei Paesi Bassi. Nel tardo XV secolo, il ramo primogenito ottenne il controllo sul Ducato di Gheldria, mentre il ramo cadetto si divise in quello dei Conti di Egmond (elevati in seguito al rango di Principi di Gavere nel 1553) e in quello dei Conti di Buren e Leerdam.[4][5] I rami maggiori della famiglia si trasferirono fuori dall'Olanda nei secoli XVI e XVII secolo, ma alcuni rami illegittimi (come quello dei conti bavaresi di Geldern-Egmond[6]) prosperarono fino al XX secolo.

L'esecuzione di Lamoral, conte di Egmond, nel 1568 aiutò ad innescare la rivolta olandese che infine portò all'indipendenza dei Paesi Bassi, mentre Anna van Egmond-Buren,[7][8] meglio nota in Olanda come Anna van Buren, fu la prima moglie di Guglielmo il Silente, guida del movimento di sollevamento nazionale. Ironicamente, nel 1573 sia l'abbazia di Egmond che il castello di Egmond vennero distrutti su ordine di Guglielmo.

Benché al giorno d'oggi il nome della famiglia non sia più utilizzato, esistono ancora discendenti in linea diretta del casato di Egmond.

Sovrani di EgmondModifica

Signori di EgmondModifica

Conti di EgmondModifica

Membri importanti della famigliaModifica

Giovanni I (prima del 1310 - 1369) - Signore di Egmond e IJsselstein, statolder d'Olanda
Arnoldo I (circa 1340 - 1409) - Signore di Egmond e IJsselstein
Giovanni II (circa 1385 - 1451) - Reggente di Gheldria, Signore di Egmond
Arnoldo (1410 - 1473) - Duca di Gheldria e conte di Zutphen
Maria (1434 - 1463) - Regina consorte di Scozia, come moglie di Giacomo II
Adolfo (1438 - 1477) - Duca di Gheldria e conte di Zutphen
Filippina (1467 - 1547) - Duchessa consorte di Lorena e Bar, come moglie di Renato II
Carlo (1467 - 1538 - Duca di Gheldria e conte di Zutphen
Caterina (1439 - 1496) - Reggente di Gheldria
Guglielmo IV (1412 - 1483) - Signore di Egmond e IJsselstein, statolder di Gheldria
Giovanni III (1438 - 1516) - I conte di Egmond, VIII signore di Purmerend, Purmerland e Ilpendam, statolder d'Olanda, Zelanda e Frisia Occidentale
Giovanni IV (1499 - 1528) - II conte di Egmond, IX signore di Purmerend, Purmerland e Ilpendam
Carlo I (m. 1541) - III conte di Egmond, X signore di Purmerend, Purmerland e Ilpendam
Lamoral (1522 - 1568) - IV conte di Egmond, principe di Gavere e Steenhuyze, XI signore di Purmerend, Purmerland e Ilpendam, statolder delle Fiandre e Artois, etc
Filippo (1558 - 1590) - V conte di Egmond, principe di Gavere e Steenhuyze, XII (e ultimo) signore di Purmerend, Purmerland e Ilpendam
Lamoral II (m. 1617) - VI conte di Egmond, principe di Gavere e Steenhuyze
Carlo II (1567 - 1620) - VII conte di Egmond, principe di Gavere e Steenhuyze, sposò Marie de Lens, signora d'Aubigny
Alberta - sposò René de Renesse, I conte di Warfusée
Luigi (1600 - 1654) - VIII conte di Egmond, principe di Gavere e Steenhuyze
Luigi Filippo (1630 - 1682) - IX (e ultimo) conte di Egmond, principe di Gavere e Steenhuyze
Giorgio (1504 - 1559) - Vescovo di Utrecht
Federico (circa 1440 - 1521) - Conte di Buren e Leerdam, signore di IJsselstein, etc
Fiorenzo (1470 - 1539) - Conte di Buren e Leerdam, statolder di Gheldria e Frisia
Massimiliano (1509 - 1548) - Conte di Buren, Leerdam e Lingen, statolder di Frisia
Anna (1533 - 1558) - Contessa di Lingen, Buren e Leerdam, signora di IJsselstein, etc
Anna la Maggiore (1504 - 1574) - Contessa di Horne
Gugliemo (m. 1494) - statolder di Gheldria

Stemma e varieModifica

Lo stemma del casato di Egmond è riportato nell'Armoriale di Gheldria, sul verso del folio 83. La famiglia irlandese dei Perceval, che erroneamente pretende di discendere dal casato di Egmond, è stata ammessa nella paria d'Irlanda come Conti di Egmont nel 1722.[9]

NoteModifica

  1. ^ J. Aalbers et al, De Bloem der Natie, Adel en Patriciaat in de Noordelijke Nederlanden, Amsterdam, 1987, p. 54
  2. ^ Dr. W.A.E. Dek, Genealogie der Heren en Graven van Egmond, L'Aia, 1958, p. 14
  3. ^ Dr. W.A.E. Dek, 1958, p. 18
  4. ^ Dr. W.A.E. Dek, 1958, pp. 21-33 e pp. 48-64
  5. ^ Thera Coppens, Buren, Egmond en Oranje; Over heren, graven en prinsen, Buren, 1989, pp. 14-46
  6. ^ Dr. W.A.E. Dek, 1958, pp. 21-33 e pp. 34-47
  7. ^ Dr. W.A.E. Dek, 1958, p. 67
  8. ^ Thera Coppens, Buren, Egmond en Oranje; Over heren, graven en prinsen, Buren, 1989, pp. 79-106
  9. ^ Charles Kidd, David Williamson, Debrett's Peerage and Baronetage, New York, 1990

BibliografiaModifica

  • J. Aalbers et al, De Bloem der Natie, Adel en Patriciaat in de Noordelijke Nederlanden, Amsterdam, 1987, p. 54
  • Thera Coppens, Buren, Egmond en Oranje; Over heren, graven en prinsen, Buren, 1989, pp. 14–46, 79–106
  • W.A.E. Dek, Genealogie der Heren en Graven van Egmond, L'Aia, 1958, pp. 14, 18, 21–64, 67
  • Charles Kidd, David Williamson, Debrett's Peerage and Baronetage, New York, 1990

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