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BiografiaModifica

Di famiglia aristocratica, era figlio del barone Giuseppe Piccolo di Calanovella e di Donna Teresa Tasca Filangeri di Cutò e fratello del poeta Lucio Piccolo. Cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con il fratello e la sorella Agata Giovanna, fuggì dalla mondanità palermitana per trascorrere il proprio tempo a Villa Piccolo, la dimora di famiglia nelle colline di Capo d'Orlando, in un isolamento pressoché totale.

In gioventù, a Palermo, fu membro della Massoneria e della Società teosofica[1].

È ricordato soprattutto per i suoi acquerelli a sfondo esoterico e magico-simbolico: sceglieva quali soggetti prediletti figure fantastiche, tra cui elfi, fate, gnomi, folletti, ritratti nelle ore notturne, di ritorno dalle lunghe passeggiate all'interno del parco della villa[2].

All'amore per la pittura, affiancò la passione per la fotografia, con migliaia di scatti, oggi custoditi nel museo gestito dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella da lui istituita nella villa di famiglia.

NoteModifica

  1. ^ Biografia di Casimiro Piccolo sul sito fondazionepiccolo.it
  2. ^ I magici acquerelli di Casimiro Piccolo sul sito fondazionepiccolo.it

BibliografiaModifica

  • Alchimie della visione. Casimiro Piccolo e il mondo magico dei gattopardi, Mazzotta, Milano, 1998 (catalogo della Mostra tenutasi a Palermo nel 1998)
  • Tra magia e sogno. Gli acquarelli di Casimiro Piccolo, Fondazione famiglia Piccolo di Calanovella, Capo d'Orlando, 2002 (catalogo della Mostra tenutasi ad Agrigento nel 2002).
  • Il gioco delle lenti. Casimiro Piccolo, a cura di Salvatore Savoia, Bonanno, Roma, 2012
  • Casimiro Piccolo, Carin Grudda : fantasie visionarie, a cura di Lea Mattarella e Silvia Mazza, Il Cigno, Roma, 2015 (catalogo della mostra tenutasi a Taormina nel 2015)

Testi teatrali su Casimiro PiccoloModifica

  • Le notti di Casimiro, testo di Alberto Samonà, riduzione teatrale a cura della compagnia "La casa dei Santi" di Giovanni Calcagno e Alessandra Pescetta.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN78099563 · ISNI (EN0000 0000 3454 4680 · LCCN (ENn98098671 · GND (DE120718359 · BNF (FRcb137505397 (data) · WorldCat Identities (ENn98-098671