Cassano Magnago

comune italiano
Cassano Magnago
comune
Cassano Magnago – Stemma Cassano Magnago – Bandiera
Cassano Magnago – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoNicola Poliseno (centrodestra) dall'11-06-2017 (2º mandato)
Territorio
Coordinate45°41′N 8°50′E / 45.683333°N 8.833333°E45.683333; 8.833333 (Cassano Magnago)Coordinate: 45°41′N 8°50′E / 45.683333°N 8.833333°E45.683333; 8.833333 (Cassano Magnago)
Altitudine261 m s.l.m.
Superficie12,34 km²
Abitanti21 731[1] (31-12-2018)
Densità1 761,02 ab./km²
Comuni confinantiBusto Arsizio, Cairate, Carnago, Cavaria con Premezzo, Fagnano Olona, Gallarate, Oggiona con Santo Stefano
Altre informazioni
Cod. postale21012
Prefisso0331
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012040
Cod. catastaleC004
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticassanesi
Patronosan Maurizio
Giorno festivo22 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cassano Magnago
Cassano Magnago
Cassano Magnago – Mappa
Posizione del comune di Cassano Magnago nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Cassano Magnago (Cassan Magnagh in dialetto varesotto AFI: [kaˈsãː maˈɲɑːk]) è un comune italiano di 21.731 abitanti[1] della provincia di Varese in Lombardia, ed ha una superficie territoriale con un'altimetria che varia dai 242 m s.l.m. ai 321 m s.l.m. Cassano Magnago è stata elevata al rango di città a seguito del Decreto del presidente della Repubblica 10 novembre 1997.

Geografia fisicaModifica

IdrografiaModifica

Cassano Magnago è bagnata da numerosi torrenti. Il torrente Rile, proveniente dalla zona collinare di Caronno Varesino, attraversa il centro di Cassano sotto il livello stradale, torna allo scoperto a sud del centro, scorrendo rettilineo verso Busto Arsizio, dove sfocia insieme al Tenore in un'area naturale di spagliamento, oggi confinata da una serie di vasche. A nord del centro cassanese, il Rile riceve le acque del torrente Riofreddo, che nasce tra Cassano ed Oggiona con Santo Stefano. In questa zona, proprio vicino al centro sportivo Milanello (di cui due terzi del terreno sono proprio nel territorio di Cassano Magnago), sono presenti importanti vasche di contenimento che negli ultimi anni hanno salvato la popolazione di Cassano Magnago da pericolose e nefaste alluvioni.

È presente sul territorio comunale anche un laghetto denominato Boza le cui acque di scolo finiscono nella valle dell'Arno. Tale bacino era in origine una cava di argilla mentre oggi è adibita ad oasi LIPU, importante luogo di rifugio per gli uccelli. A nord est lambisce Cassano il torrente Arno. Presso San Martino confluisce nel Rile il modesto torrente Valle Pozzolo, che scorre tombinato nel tratto finale. Nella zona sud ovest di Cassano si trova il torrente Tenore, che scorre tra le campagne fino a raggiungere Busto, dove a nord della città raccoglie le acque del Rile.

StoriaModifica

Età anticaModifica

Si pensa che Cassano fosse abitata sin da epoche remote, ipotesi sostenuta dal ritrovamento di un reperto archeologico, un'urna cineraria risalente al periodo tra il 600 ed il 450 a.C., riconducibile alla cultura di Golasecca (dal 1000 al 500 a.C.). Nei secoli successivi giunsero nel paese nuove migrazioni di popoli. La zona tra il Ticino e l'Adda fu occupata dagli Insubri e pare che il nome di Cassano Magnago derivi proprio da questa antica popolazione celta. Ritrovamenti poi dell'epoca romana sono dati da tipi vari di sepoltura, monete bronzee, ecc.[senza fonte].

Oltre al cerro, il vero simbolo di Cassano Magnago è la torre di San Maurizio, per la sua antichità è stata riconosciuta monumento nazionale [senza fonte], infatti gli archeologi ipotizzano la sua costruzione in epoca tardo romana, ad uso come torre per segnalazioni, in seguito venne rialzata per trasformarla in campanile dell'omonima chiesa, poi demolita nel primo Novecento, mentre il campanile fu restaurato negli anni Settanta allo scopo di impedirne il crollo. Forse inalzata in epoca precedente a quella romana, come suggerirebbe una lunga fresatura ai piedi della collina che arriva fino all'argine del torrente Rile, la quale ha generato una parete verticale la cui altezza varia dai tre ai quattro metri, rendendo inaccessibile tutto il fronte sud della collina. Se fosse confermata la natura artificiale, ciò lascerebbe ipotizzare la presenza di una struttura costruita dai celti e utilizzata dai romani dopo la conquista del territorio, per collocarvi un avamposto allo scopo di sorvegliare il territorio.

Circa l'origine del nome occorre forse risalire alle origini celtiche degli antichi abitanti, mentre appaiono improbabili i riferimenti a fantasiosi nomi di proprietari latini; il varesotto e il comasco erano e sono un territorio fortemente celtizzato, nel quale fino alla cristianizzazione i romani rinunciarono ad insediare colonie latine, pertanto la religione gli usi e la parlata rimasero quelle tradizionali degli insubri.[senza fonte]

Secondo il Dizionario di Toponomastica edito dalla UTET, che a sua volta cita l'opera di Olivieri "Dizionario di toponomastica lombarda", del 1961, nel XV secolo vi era contrata Magnaghi, corrispondente alla parrocchia di San Giulio. Il nome deriverebbe da un proprietario latino di nome Manius o Magnius, con il suffisso -acus, che ne indicherebbe il possesso. Cassano deriverebbe da contrata Santa Maria apud Cerro Cassani, dal nome del proprietario latino Cassius, col suffisso -anus.

Tito Livio ne "La storia di Roma" racconta che nel 225 a.C., quando i romani conquistarono Milano, gli insubri più agguerriti si rifugiarono sulle colline del varesotto e del comasco, fondando 28 cittadelle fortificate con le quali si opposero ai romani con grande ostinazione fino al 196 a.C..[2]

Da ciò possiamo dedurre che nel 225 a.C esisteva una linea fortificata dal Seveso al Ticino che correva lungo la fascia collinare dove è situata anche Cassano Magnago.

La difesa del territorio, che si potrebbe chiamare "Seprio", costò agli insubri oltre quarantamila morti, ma ottennero una pace onorevole ed il diritto di eleggere i propri rappresentanti al Senato [senza fonte].

Sull'origine del nome di Cassano Magnago, Andrè Martinet, massimo esponente della linguistica e a suo tempo professore alla Sorbona, in "L'indoeuropeo, Lingue, Popoli e Culture" sostiene che Cassano era il nome Gallico della quercia, mentre Magnago sarebbe un aggettivo che deriva dalla radice del sanscrito magus (campo), quindi Maghnach da cui la derivazione in latino Magnagus e l'italiano Magnago, infine il nome di Cassano Magnago: "Cassano Maghnach", nella lingua dei celti significava, forse, Quercia campestre, da cui la tradizione del cerro (Quercus cerris) in piazza Santa Maria [senza fonte].

Per i popoli indoeuropei la quercia era l'albero sacro alla massima divinità, tanto che Plinio il Vecchio, nella sua Storia naturale cita il foedo Cassianum (federazione della quercia) un'alleanza tra le città latine sacra a Giove Cassio, il dio della quercia [senza fonte].

Anticamente piazza Santa Maria, dove è situato il cerro, era chiamata Valascia, toponimo originato dal sanscrito Varahi (centro spirituale), quindi la piazza era già un luogo sacro prima dell'arrivo dei cristiani. A conferma della sacralità del toponimo Valascia, nel Canton Ticino nell'alta val Leventina, il regno dei Leponti, c'è un altipiano situato a mille metri di quota chiamato appunto Valascia, mentre le due località situate nel territorio si chiamano Ambrì e Piotta, due toponimi la cui etimologia ci porta a "centro del piatto", come Mediolanum per esempio, ma anche ad ambone, podio sul quale predicavano i sacerdoti, derivante dall'indoeuropeo Omphalos (ombelico o centro spirituale), quindi si può ipotizzare che per gli insubri "Cassano Maghnach" e la sua "Valascia" erano un luogo sacro [senza fonte].

Età medievaleModifica

Documenti antichi che parlano di Cassano risalgono al 1152. Alla fine del Duecento, nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani del Canonico Goffredo da Bussero, si apprende che già allora esistevano quattro chiese:

oltre a due Monasteri femminili (quello delle Umiliate sino al 1567).

Nel 1287 l'arcivescovo Ottone Visconti fece distruggere la roccaforte di Castelseprio e fece erigere un castello in Cassano Magnago tuttora esistente. Un'effigie marmorea di Ottone Visconti era inserita nelle mura del castello: probabilmente è scomparsa quando il castello fu rifatto nel 1808 per volere dei Marchesi Del Pozzo. Della costruzione ottoniana è rimasto intatto, infatti, solo l'ingresso settentrionale. Il bellicoso Arcivescovo forse non fece altro che rimaneggiare delle opere militari preesistenti. Oltre ai Visconti altre famiglie nobili furono importanti per la storia cassanese. In un documento del marzo 1364 sono nominati i Cagnola di Cassano Magnago: il loro cognome è legato all'origine della chiesa che era dedicata a San Rocco in Soiano, di cui diventarono patroni i Bossi, nobili milanesi. A loro subentrarono gli Agazzini e infine gli Oliva che presero il loro posto nel 1800. Più legati alla parrocchia di San Giulio furono i Crespi, che diedero alla parrocchia tre parroci: Bernardino (1516), Gaspare (1568) e Donato (1583) [senza fonte].

La pesteModifica

Anche questo territorio nel XVII secolo non fu risparmiato dalla peste, descritta con dovizia di particolari dal Manzoni. Il primo paese ad esserne colpito fu Busto Arsizio nel dicembre 1629. In tale frangente tutti i paesi vicini manifestarono la loro solidarietà: Cassano Magnago contribuì con mezzo sacco di pane, 56 dozzine di uova[senza fonte] , una staia e mezzo di legumi e 2 carri di paglia (tratto dalle "cronache" di Reguzzone). Nel 1630 anche il paese fu colpito dalla terribile epidemia: dati precisi sui decessi non ce ne sono ma è certo che fra le vittime ci fu l'allora parroco di Santa Maria, Francesco Pellegatta.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1960 PCI;PSI Sindaco
1960 1975 DC; Psdi Sindaco
1975 1985 PCI;PSI;Psdi Sindaco
1985 1990 Alessandro Zaupa PSI; DC; Psdi Sindaco
maggio 1990 18 aprile 1993 Mario Rigamonti Dc; Pci Sindaco
19 aprile 1993 20 novembre 1993 Giorgio Zanzi Commissario prefettizio
21 novembre 1993 15 novembre 1997 Domenico Uslenghi Lega Nord Sindaco
16 novembre 1997 26 maggio 2002 Domenico Uslenghi Lega Nord Sindaco
27 maggio 2002 10 giugno 2007 Aldo Morniroli Lega Nord; Forza Italia; Alleanza Nazionale Sindaco
11 giugno 2007 20 maggio 2012 Aldo Morniroli Lega Nord; Il Popolo della Libertà Sindaco
21 maggio 2012 12 giugno 2017 Nicola Poliseno Il Popolo della Libertà; Lista Nicola Poliseno Sindaco; Unione di Centro Sindaco
13 giugno 2017 in carica Nicola Poliseno Lista Nicola Poliseno Sindaco Sindaco

Infrastrutture e trasportiModifica

Fra il 1931[4] e il 1951[5] la località costituì il capolinea di una diramazione proveniente da Gallarate della tranvia Milano-Gallarate, gestita dalla STIE[6].

SportModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2017.
  2. ^ Tito Livio, XXXIII, 36, 9-18
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Giovanni Cornolò, Fuori porta in tram. Le Tranvie extraurbane milanesi 1876-1980, Ermanno Albertelli Editore, Parma, 1980, p. 107
  5. ^ Giovanni Cornolò, Fuori porta in tram. Le Tranvie extraurbane milanesi 1876-1980, Ermanno Albertelli Editore, Parma, 1980, pp. 240-241
  6. ^ Alessandro Albè, Guido Boreani, Giampietro Dall'Olio, La tramvia Milano - Gallarate, Calosci, Cortona, 1993. ISBN 9788877850867

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