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Castel San Pietro
Verona, Province of Verona, Italy - panoramio (49).jpg
Stato attualeItalia
CittàVerona
Coordinate45°26′53.16″N 11°00′10.8″E / 45.4481°N 11.003°E45.4481; 11.003Coordinate: 45°26′53.16″N 11°00′10.8″E / 45.4481°N 11.003°E45.4481; 11.003
Informazioni generali
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Il Castel San Pietro è un edificio militare di Verona. L'edificio sorge sul colle San Pietro, su una spianata in cui, in età romana, si trovava un tempio collegato al teatro romano.

Indice

StoriaModifica

 
Veduta del castello visconteo dipinta da Antonio Joli (1700-1777).

Un castello visconteo sorgeva sul colle San Pietro, luogo strategico per il controllo del fiume e dell'intera città, a destra e a sinistra dell'Adige. Qui sono state trovate le più antiche tracce di insediamento pre-romano, risalenti all'Età del Ferro, tali da ipotizzare l'esistenza di un castelliere.

In età romana, all'inizio del I secolo a.C., vi sorgeva l’Arx, luogo sacro e fortificato posto a guardia del passaggio sull'Adige della via Postumia, dell'Oppidum posto ai piedi del colle, e, successivamente, della città sorta sull'opposta riva. Si ritiene che la chiesa dedicata a San Pietro, esistente e restaurata nell'VIII secolo, sia stata costruita su un preesistente tempio romano: all'inizio dell'Ottocento si potevano ancora vederne

«...l’antichissima chiesa di San Pietro, costrutta di antichi e preziosi marmi, ...frammenti di auguste fabbriche del Campidoglio ...ne restano ancora in piedi le pareti, e le colonne, e capitelli diversi, con qualche avanzo delle antiche pitture a fresco.”»

(Da Persico)

La funzione difensiva del colle si consolidò nel Medioevo. Si fa risalire a Berengario la sistemazione del Castrum nell'anno 890. La ricostruzione del 1393, voluta da Gian Galeazzo Visconti, ha cancellato le antiche preesistenze. In epoca veneta il castello, con nuovi fabbricati interni, era destinato anche alla residenza del comandante militare. Nel 1627 furono documentati lavori di restauro negli alloggi dei soldati, nelle abitazioni del Governatore di Castelli e del capo dei bombardieri. Nel 1703 la caserma di fanteria esistente venne ampliata per ospitare un presidio raddoppiato da 150 a 300 uomini.

Nel 1801 i francesi di Napoleone distrussero gran parte del castello e degli edifici interni, compresa la chiesa e il mastio, le cui rovine si trovano ancora all'interno del recinto. Tuttavia, i resti della cinta, per quanto rovinati, sono ancora considerevoli.

Tra il 1852 e il 1858 ci fu la progettazione e la costruzione della caserma austriaca, presente ancora oggi. Questa venne ordinata dal feldmaresciallo Radetzky e fu progettata dei genieri austriaci sotto la supervisione di Conrad Petrasch. Un primo progetto, del 1852, prevedeva tra l'altro la costruzione di torri a pianta circolare negli angoli, dove avrebbero trovato posto le scale. Venne scelto infine un edificio ispirato all'architettura tedesca.

StrutturaModifica

 
Castel San Pietro in una foto aerea dei primi anni '70.
 
Castel San Pietro verso la fine dell'800.
 
La scalinata che conduce al castello.

Il recinto del castello ha un tracciato irregolare, di forma allungata, derivato dalla morfologia del sito d'impianto, sulla sommità del colle: i lati a ovest e a sud sono rettilinei, il lato orientale è a linea spezzata. Originariamente il recinto era munito di dodici torri; è riconoscibile dalla muratura a corsi alternati di ciottoli e di mattoni. All'interno, verso l'estremità nordorientale, si elevava l'alto mastio, oggi in rovina. Due porte d'accesso dotate di ponte levatoio erano poste rispettivamente sul fianco orientale, e sul fronte meridionale. Inoltre, una via di soccorso condotta su un'alta muraglia, lo collegava dall'angolo nord-occidentale alla sottostante torre, appartenente alla cinta collinare scaligera.

Precedentemente alla costruzione della caserma asburgica, la parte meridionale del castello era occupata da vari fabbricati e per l'acquartieramento dei soldati, dalla chiesetta di San Pietro in Castello, distrutti nel 1801 dai napoleonici; il castello era dotato di una grande cisterna sotterranea, edificata nel Cinquecento, ancora conservata.

La caserma di fanteria si eleva all'interno dell'originario recinto fortificato del castello visconteo, ed è in parte sovrapposta al sito d'impianto dell'antica chiesa di San Pietro. La caserma è a corpo lineare tripartito: la parte centrale, di maggiore estensione planimetrica, si eleva su quattro piani, adattandosi al dislivello del terreno; le due testate a torre, sporgenti sul fronte principale, si innalzano di un ulteriore piano. L'impianto distributivo interno è regolato dagli elementi modulari dei grandi vani coperti da volte a sesto ribassato. Il corridoio, lungo il lato posteriore, è coperto all'ultimo piano da una volta a tutto sesto; su ogni livello disimpegna i grandi ambienti voltati (delle camerate comuni).

Il corpo scala è in posizione centrale. Nelle due torri di testata, dove termina il corridoio, l'asse delle volte è ruotato di 90 gradi, con vani in collegamento passante. I servizi igienici, su ogni piano, sono separati in un corpo a torre distaccato nel mezzo del fronte posteriore: sui tre piani erano collocate batterie circolari di servizi, collegate verticalmente a colonna. Oltre alle camerate, erano disposte all'interno della caserma gli uffici del comando, gli alloggi degli ufficiali, i laboratori di manutenzione degli equipaggiamenti e delle armi, i depositi.

La caserma poteva essere utilizzata da due compagnie di fanteria e 32 artiglieri, per un totale di 460 soldati. Il piazzale davanti a castel San Pietro poteva essere utilizzato dall'artiglieria per colpire la città dall'alto in caso di guerra.

Il Rundbogen (uno stile dell'arco a tutto sesto), allora adottato nel grande Arsenale di Vienna, viene applicato per la prima volta a Verona nel disegno neomedievale della Caserma di Castel San Pietro. Nelle sue facciate, con paramento di laterizio a vista e ghiere d'arco policrome, si riconoscono i caratteri del medioevo centroeuropeo e gli elementi della tradizione figurativa veronese. Consapevoli della speciale posizione nel paesaggio urbano, secondo le prescrizioni di Radetzky, i progettisti asburgici imprimono alla nuova caserma l'aspetto architettonico del castello, in accordo con le circostanti mura collinari scaligere. La copertura a terrazza, con le bianche merlature stilizzate, oltre che per la funzione militare, era pensata per l'osservazione prospettica dalla città nel suo quadro ambientale e paesaggistico.

Stato di conservazioneModifica

La caserma asburgica, ora inutilizzata, è quasi integralmente conservata, nonostante il lungo periodo di abbandono. Gli spazi esterni sono accessibili: il piazzale meridionale è meta preferita di turisti e veronesi; l'interno del castello è sistemato come parco pubblico. Negli anni venti si costruì una funicolare per il trasporto dei visitatori a Castel San Pietro, ma l'impianto è stato inattivo per molti anni. È in corso una ristrutturazione della caserma, alla conclusione della quale è prevista l'apertura di un museo raggiungibile dalla funicolare inaugurata nel giugno 2017.

Tra i fattori di degrado va menzionato la completa interruzione del rapporto un tempo esistente tra il castello e la cinta collinare, ora separati da una proprietà privata. La separazione è fisicamente accentuata dalla vegetazione, che sottrae alla vista l'intero fronte settentrionale del castello.

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Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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