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Castel di Sangro

comune italiano
Castel di Sangro
comune
Castel di Sangro – Stemma Castel di Sangro – Bandiera
Castel di Sangro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoAngelo Caruso (centro-destra) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate41°47′03.2″N 14°06′30.69″E / 41.784222°N 14.108524°E41.784222; 14.108524 (Castel di Sangro)Coordinate: 41°47′03.2″N 14°06′30.69″E / 41.784222°N 14.108524°E41.784222; 14.108524 (Castel di Sangro)
Altitudine793 m s.l.m.
Superficie84,44 km²
Abitanti6 721[1] (30-9-2017)
Densità79,59 ab./km²
FrazioniRoccacinquemiglia, Torre di Feudozzo
Comuni confinantiMontenero Val Cocchiara (IS), Rionero Sannitico (IS), Rivisondoli, Roccaraso, San Pietro Avellana (IS), Scontrone, Vastogirardi (IS)
Altre informazioni
Cod. postale67031
Prefisso0864
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066028
Cod. catastaleC096
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 676 GG[2]
Nome abitanticastellani
Patronosan Rufo
Giorno festivo27 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel di Sangro
Castel di Sangro
Castel di Sangro – Mappa
Posizione del comune di Castel di Sangro all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Castel di Sangro (Caštiéllë in dialetto castellano) è un comune italiano di 6 721 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Costituisce il principale centro dell'Alto Sangro. È un attivo centro turistico data la vicinanza agli impianti sciistici di Roccaraso, Pescocostanzo e Rivisondoli.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 
Castel di Sangro visto da Colle S. Giovanni.

La città sorge sul limitare di una valle molto ampia, sulla riva destra del Sangro. Le sorgenti di questo corso d'acqua si trovano nei pressi della cittadina di Pescasseroli, nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Prima di raggiungere il territorio comunale di Castel di Sangro, il Sangro si immette nel Lago di Barrea, un bacino artificiale creato nel 1951. Dopo aver attraversato l'abitato di Castel di Sangro, il Sangro riceve l'acqua di altri affluenti e può essere considerato non più torrente ma fiume. Presso Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, il Sangro si immette nel Lago di Bomba, un altro bacino artificiale. Il Sangro termina il proprio percorso sfociando nel Mar Adriatico.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Castel di Sangro.
 
La Basilica di Santa Maria Assunta
 
Convento della Maddalena in una giornata nevosa

Castel di Sangro è caratterizzata da un clima appenninico, reso più rigido dagli influssi di aria fredda provenienti dall'Adriatico e dalla vicinanza ai massicci montuosi del Greco e delle Mainarde. Le estati sono secche e ventilate, con temperature che possono superare i 30 gradi. Rispetto al resto dell'Alto Sangro, gode di un clima più gradevole e relativamente meno nevoso.

StoriaModifica

Età anticaModifica

In seguito alla scoperta, ad opera di Antonio De Nino alla fine del XIX secolo, della vasta necropoli di Campo Consolino, presso la vicina Alfedena, è possibile affermare che le prime testimonianze certe di popolazioni stanziali nell'area di Castel di Sangro risalgono al VII secolo a.C.

La posizione della necropoli non è casuale poiché nelle sue vicinanze sorgeva l'antica Aufidena, un abitato di età italica, descritto nelle fonti antiche come uno dei principali insediamenti sanniti dell'intera area. Probabilmente, questo insediamento preromano si trovava sul monte dove successivamente è stata edificata la parte più alta e antica di Castel di Sangro. Nel 298 a. C., nel periodo conclusivo delle guerre sannitiche, Aufidena venne conquistata dai romani. Così, l'Alta Valle del Sangro subì la romanizzazione, con tutti i mutamenti sociali, politici ed economici che questo processo comportava. Successivamente, il territorio di Aufidena venne inserito nella IV regione augustea Sabina et Samnium ed attribuito alla tribù rustica Voltinia.

Età medievaleModifica

Il lungo periodo di pace interna assicurato dalla conquista romana si interruppe tra gli ultimi decenni del VI secolo e la metà del VII secolo, quando il territorio corrispondente all’ attuale Abruzzo fu diviso fra i due ducati longobardi di Spoleto e di Benevento. Per tutto l'alto Medioevo, nonostante il territorio di Castel di Sangro facesse parte del ducato di Benevento, fu l'ordine benedettino, rappresentato dal monastero di San Vincenzo al Volturno, a costituire l'unico vero centro di potere nella zona. Verso la metà dell'XI secolo, l'abitato di Castel di Sangro si trovava nell'attuale sito e per indicarlo comparirono le prime attestazioni del nome Castrum Sari.

In questo periodo storico, su Colle S. Giovanni, fu eretto un castello sui resti di fortificazioni preesistenti, probabilmente di età antica.

Con il periodo normanno, l'Alta Valle del Sangro venne unificata al resto del Mezzogiorno, del quale condividerà l'assetto politico nei secoli a venire. Castel di Sangro, nel XII secolo, dopo essere stato un possedimento della famiglia dei Borrello passò sotto il controllo dei Di Sangro.

Per quanto riguarda il XIII secolo, nel 1228 le truppe del cardinale Colonna incendiarono e distrussero il borgo e il castello di Castrum Sari per punire l'appoggio dato da Rinaldo II di Sangro all'imperatore Federico II di Svevia.

Nel frattempo, sul trono del Regno di Sicilia, alla dinastia normanna seguì quella sveva che regnò fino al 1266 quando venne sconfitta da Carlo d’ Angiò. Nel 1273, il primo re angioino spezzò l'unità amministrativa del Justitiaratus Aprutii creando due nuove province: l’ Abruzzo Ulteriore e l’ Abruzzo Citeriore. L'Alto Sangro, trovandosi a sud del fiume Pescara, venne inserito nell'Abruzzo citeriore con capitale Chieti. Intanto, la dinastia dei Di Sangro si estingueva nella linea maschile e tra il XIII secolo e il XVI secolo furono le famiglie dei D'Aquino, dei D'Avalos, dei D'Afflitto e dei Caracciolo a contendersi il dominio di Castel di Sangro e degli altri feudi alto sangrini.

Nella seconda metà del XV secolo, l'industria armentizia, in seguito al riordino attuato dall'amministrazione aragonese, rappresentava la principale fonte di reddito per le popolazioni dell'Abruzzo montano. Castel di Sangro, difatti, trovandosi lungo i percorsi di due importanti tratturi, quali il Pescasseroli-Candela e L'Aquila-Foggia, costituiva uno dei principali centri attraversati dalla Via degli Abruzzi, l'asse commerciale che attraverso gli altipiani e le valli fluviali dell'Abruzzo interno collegava Napoli alle fiorenti città dell'Italia centrale come Perugia e Firenze. Nonostante a Castel di Sangro si fosse sviluppata, grazie ai commerci, una piccola borghesia, la maggior parte della popolazione viveva di un’economia prevalentemente di sussistenza che ne rendeva omogenee le condizioni di vita.

Età modernaModifica

Nel 1656, gli abitanti di Castel di Sangro furono colpiti da un'epidemia di peste che però non spense la vivacità della piccola borghesia castellana tanto che quasi un secolo più tardi, nel 1744, Carlo III di Borbone insignì Castel di Sangro del titolo di Città.

Età contemporaneaModifica

Castel di Sangro non beneficiò dell'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. Inoltre, la generale crisi della fine del XIX secolo contribuì al declino della pastorizia transumante.

Per quanto riguarda il XX secolo, le dirette conseguenze della Seconda Guerra Mondiale furono sofferte dai castellani a partire dal 1943, quando, nei pressi delle loro case, si assestò il fronte della linea Gustav, a cui seguì, il 7 novembre dello stesso anno, la distruzione dell'intero centro abitato compiuta dalle truppe tedesche per rallentare l'avanzata delle forze alleate.

Le sofferenze subite dalla popolazione castellana durante il periodo bellico vennero riconosciute mediante il conferimento alla cittadinanza della medaglia di bronzo al merito civile.

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Concessione di re Carlo III di Napoli e Sicilia»
— 1744
  Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Resisteva impavidamente ai bombardamenti e alle vessazioni del nemico invasore, subendo dure perdite di vite umane e di beni materiali. Ottobre 1943 - Maggio 1944
— Castel di Sangro (AQ)

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Parziale della facciata della Basilica di Santa Maria Assunta
 
Altare maggiore della Basilica di Santa Maria Assunta
 
Interno della chiesa dell'Orazione e Morte
 
Immagine di età medievale ritraente la Crocifissione, conservata presso il Convento della Maddalena.
Basilica di Santa Maria Assunta

È la Chiesa principale del paese. Di origini medievali, fu riedificata in forme barocche tra il 1695 e il 1725. Conserva l'originaria pianta basilicale semi ottagonale con tre navate. In seguito al terremoto del 1706, fu l'architetto Giovan Battista Gianni a lavorare al consolidamento della struttura. L'impianto è costituito da un vano centrale a ottagono coperto da una cupola rialzata con quattro ambienti di forma rettangolare. Ha una facciata con un portico a due ordini. Quest' ultima è abbellita da logge di santi e da due campanili gemelli laterali. All'interno sono presenti tele di Francesco De Mura e Domenico Vaccaro, appartenenti alla scuola napoletana settecentesca.

Chiesa di San Giovanni Battista

Fu costruita nel 1430 per volere della famiglia Marchesini. Nel XVII secolo subì rimaneggiamenti barocchi che andarono in parte perduti con il bombardamento del 1943. La chiesa fu ricostruita fedelmente al progetto originale, con facciata monumentale in pietra, animata da due ordini di lesene. L'interno medievale è a tre navate, con l'oratorio rinascimentale del Santissimo Rosario. Vi sono dipinti dei Misteri del Rosario risalenti al XVIII secolo.

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano

È una cappella dell'XI secolo. Venne edificata accanto al castello con pietre prelevate sul luogo di costruzione. Ha una pianta rettangolare con abside posteriore e campanile turrito. L'interno, in stile romanico, è molto sobrio.

Chiesa dell'Orazione e Morte

venne edificata nel 1736 per volontà della Confraternita che con la bolla papale del 1683, aveva preso sede nella chiesa di Sant'Antonio abate. La prima testimonianza della nuova costruzione è data dalla visita del vescovo di Trivento Fortunato Palombo il 28 ottobre del 1736. La chiesa ha una pianta centrale semi-rettangolare, con una navata unica provvista di scanni lignei destinati alle riunioni della confraternita. A scandire lo spazio del vano sono i pilastri che sostengono la cupola e che portano a formare delle piccole cappelle con dipinti su tela. La decorazioni in stucchi è della metà del Settecento, l'esterno è preceduto da una scala a doppia rampa che dà uno slancio all'edificio. Essendo innalzata rispetto al piano stradale, era provvista di cripta per la sepoltura dei confratelli. L'interno infatti è pieno di decorazioni che richiamano al tema della morte, con la presenza di teschi sul portale, sulla balaustra della scalinata, e sui pennacchi. Anche le pitture abbracciano questo tema, e si ricordano Il martirio dei sette fratelli di Antioco e Giuda Maccabeo e La guarigione del paralitico di Gerusalemme.

 
Dintorni di Castel di Sangro e vallata in un disegno di Karl Stieler (1877)
Chiesa di Maria Maddalena ed ex convento

si trova a poca distanza dal fiume Sangro, e fu convento Frati Minori Osservanti, sorto nella metà del XV secolo. Si racconta che fosse sorto sopra un piccolo romitorio fondato dal pontefice Celestino V, quando nella metà del Duecento, ancora frate Pietro Angelerio, andò a peregrinare tra Palena e Castel di Sangro. La struttura del convento posta su due livelli, si sviluppa attorno al chiostro quadrato sul quale si apre un portico ad arcate a tutto sesto e pozzo centrale, mentre gli affreschi sulle pareti sono del XVII secolo, riguardanti la vita di San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio di Padova. Fino al 1860 rimase un convento, soppresso con le leggi piemontesi, nel 1878 divenne scuola elementare, poi nel 1901 carcere distaccato da Sulmona. Dopo le vicende alla seconda guerra mondiale, la chiesa è stata restaurata, ma spogliata degli antichi arredi, e nel 1999 nell'ex convento è stato allestito il Museo civico aufidenate che raccoglie reperti archeologici degli antichi Sanniti Pentri, della tribù di Aufidena, ossia del comune di Alfedena. La chiesa ha sulla facciata un rosone lavorato in pietra con lo stemma della famiglia d'Avalos del Vasto, e un portale a tutto sesto con lunetta, nello stile tardo romanico. L'interno a navata unica ha nove altari dedicati alla Madonna del Carmine, San Matteo, San Francesco, all'Immacolata Concezione, a San Diego, San Pasquale Baylon, alla Madonna degli Angeli e Sant'Antonio di Padova. Prima del 1943 la chiesa era impreziosita anche da un soffitto a cassettoni lignei dorati e intagliati.

Chiesa di San Nicola di Bari

in via Riviera, all'ingresso del corso Vittorio Emanuele. La chiesa è una delle più antiche di Castel di Sangro insieme alla cappella di Santa Lucia, un tempo grancia dell'ordine dei Cavalieri di Malta di San Tommaso a L'Aquila. La chiesa ospitò l'eremita Pietro da Morrone ossia Celestino V durante le prime fasi della sua peregrinazione tra Palena e la Majella, prima di giungere a Sulmona. Nel 1294 durante il viaggio con Carlo II d'Angiò a L'Aquila per essere incoronato pontefice a Collemaggio, Pietro Angelerio vi si fermò una seconda volta. La chiesa oggi presenta vistosi restauri del dopo-guerra, anche se conserva l'aspetto romanico, con una facciata scandita da un portico non sporgente a tre arcate. L'impianto è rettangolare, con un'abside posteriore semicircolare, e un campanile in cemento armato posticcio. L'interno è a navata unica, con trabeazione che corre lungo tutto il perimetro, ed ha ornamenti in stucchi settecenteschi

Chiesa dei Santi Crispiano e Crispino

si trova lungo il corso Vittorio Emanuele, e risale al dopo sisma del 1456. Molto semplice nell'esterno, ha l'entrata laterale, segno che la chiesa fu ampiamente rimaneggiata dopo evidenti distruzioni, e forse quella del terremoto del 1706 fu fatale per l'antico edificio. L'ingresso è dato da un portale con forti strombature, che ricorda il passaggio dal romanico al gotico abruzzese tipico de L'Aquila, sormontato in alto da tre finestre quadrotte. L'interno a navata unica è poco più che una cappella, con pochi arredi, e un altare in marmo policromo per la Madonna.

Cappelle e chiese secondarieModifica

Cappella di Santa Lucia

si trova nella campagna ad est del centro. Si tratta della chiesa più antica di Castel di Sangro dopo l'abbazia di Santa Maria di Cinquemiglia (oggi distrutta), e risale all'XI secolo. La semplicità della costruzione, la facciata a coronamento a capanna, il piccolo campanile a vela, conferiscono alla chiesetta un aspetto di austerità, favorito dai contrafforti laterali. Presenta un interno angusto a navata unica, impreziosito da altare in muratura sovrastato da una nicchia con la statua della santa. Un vano modesto funge da sacrestia. Nel 1132 fu donata da Ruggero II di Sicilia all'arcipretura di Santa Maria Assunta, e fino al XX secolo era usata per il cimitero delle fosse comuni degli ammalati.

 
Veduta della facciata della chiesa confraternale dell'Orazione e Morte
Chiesa della Madonna delle Grazie

in via Monte Greco, incrocio con via Porta Napoli, la chiesa risale al XVII secolo, anche se si presume che la cappella risalga all'epoca rinascimentale. Vari sono i rimandi all'interpretazione abruzzese della corrente cinquecentesca con il tipico portico sporgente ad arcate a tutto sesto come quello di questa chiesa. La facciata è settecentesca, con finestra centrale, e coronata da due campanili a vela gemelli. L'impianto è rettangolare, con un interno a navata unica ornato da stucchi e trabeazione che corre lungo tutto il perimetro.

Chiesa parrocchiale di San Rocco

nella frazione Roccacinquemiglia, prima della distruzione della chiesa di San Giovanni Battista in cima al borgo nel 1943, era una chiesa secondaria, situata alle porte del borgo medievale. La chiesa è stata ampiamente restaurata, con una facciata ornata da un portale pseudo-romanico posticcio, e un campanile a vela superiore con tre arcate. Della vecchia chiesa di San Giovanni resta solo l'alta torre campanaria quadrangolare, priva di copertura sulla cima.

Resti dell'abbazia di Santa Maria di Cinquemiglia

si trovano tra Roccacinquemiglia e Castel di Sangro, presso il fiume Sangro. L'abbazia era una delle più antiche dell'Abruzzo, fondata nel IX secolo circa, dipendente dall'abbazia di San Vincenzo al Volturno, poco distante, ed aveva i feudi dell'alto Sangro, contendendoseli con i possedimento della diocesi di Valva, presso Sulmona. Con la fondazione nel XIII secolo dell'arciprepositura di Santa Maria Assunta (l'attuale basilica mariana di Castel di Sangro), l'abbazia di Santa Maria iniziò a perdere potere, anche per via della crisi di San Vincenzo al Volturno, e nel 1421 entrò direttamente nella giurisdizione della nuova parrocchia di Santa Maria a Castel di Sangro. Dopo il terremoto del 1456, l'abbazia andò sempre più in decadenza, fino a scomparire del tutto, con il terremoto catastrofico del 1706, salvo alcuni ruderi ancora oggi visibili.

Cappella della Madonna degli Eremiti

si trova nel bosco di Scodanibbio. Anche questa chiesa è molto antica, quasi quanto la cappella campestre di Santa Lucia, ed esisteva già prima del terremoto del 1456, quando venne ricostruita. La cappella è divisa in due edifici: il santuario del dopo sisma 1706, e la cappella medievale con arco ogivale come nartece e affreschi rinascimentali. Il santuario ha un aspetto molto semplice, con facciata a capanna ornata da portale e finestrone centrale. L'altare è posto verso Oriente secondo il costume cristiano, e dietro vi si trova la statua lignea della Madonna. Il santuario fu molto frequentato durante l'a grande stagione secolare della transumanza lungo il tratturo che portava a Isernia e Napoli, di cui Castel di Sangro era una delle stazioni principali per il collegamento dell'Abruzzo alla capitale del Regno.

La Civita e castello medievaleModifica

La Civita è il quartiere più alto e antico della città dove si trova la Basilica di Santa Maria Assunta. È costituita da case fortificate risalenti al XVI secolo. Si distingue il Palazzo De Petra, all'interno del quale oggi si trova la Pinacoteca patiniana. Il palazzo ha mantenuto l'originario aspetto risalente al XV secolo. Ha arcate gotiche e una torretta merlata.

Il castello è stato costruito nell'XI secolo su Colle S. Giovanni, sui resti di fortificazioni preesistenti, probabilmente di età antica. Il restante borgo, invece, si sviluppò nel XIII secolo. Il castello di Castel di Sangro serviva da presidio militare ma fu abbandonato nel XV secolo. Del castello rimane la pianta quadrata irregolare, delimitata dalle basi di tre torrioni circolari. In mezzo alle torri, si trova la chiesa dei Santi Cosma e Damiano.

Piazza PlebiscitoModifica

 
Piazza Plebiscito

Si tratta del cuore pulsante di Castel di Sangro, anche se si trova alla periferia del centro storico medievale. La piazza, dove si trovava anticamente Porta Napoli, era usata per il mercato, e nel XIX secolo divenne il nuovo salotto cittadino. Nel 1898 venne realizzata una fontana monumentale per le lavandaie, restaurata nel 1974, e prima dei bombardamenti del 1943-44, era dotata da ampi loggiati rinascimentali che correvano lungo tutto il perimetro della stessa e del Corso Vittorio Emanuele, fino alla chiesa di San Giovanni Battista. Tra questa chiesa e l'attuale Ufficio Servizi vi era la caserma della Gendarmeria Francese, installata nel periodo dell'occupazione 1799-1806, e poi dei Reali Carabinieri, mentre opposta alla chiesa v'è la scalinata di via De Petra, dove si trova il palazzo omonimo. Gran parte del loggiato rinascimentale con gli archi ogivali è andato perduto, tranne che in un pezzo, perché gli edifici dopo la guerra sono stati ricostruiti in forme moderne, anche se ripropongono dei porti e dei loggiati senza contrastare troppo con l'antico assetto dello slargo.

Borgo medievale di RoccacinquemigliaModifica

Il borgo si trova lungo la strada statale che collega Castel di Sangro a Roccaraso. È adagiato sopra uno sperone roccioso, e nacque nell'XI secolo, quando fu costruito a protezione della locale abbazia dipendente dal monastero di San Vincenzo al Volturno. Il borgo, nel corso dei secoli, ha mantenuto la struttura circolare formatasi attorno al castello, dove più tardi venne costruita la chiesa di San Giovanni. Nel 1943, il paese venne distrutto dalle truppe tedesche in ritirata. A testimonianza di tali fatti d'armi resta la diruta chiesa di San Giovanni.

Palazzo De PetraModifica

 
Organo ligneo della Basilica di S. M. Assunta

Il palazzo oggi ospita la Pinacoteca Patiniana dedicata al pittore castellino Teofilo Patini. Si tratta di una dimora rinascimentale gotica, con di interesse un leone "Marzocco", realizzato in pietra grezza, presso il cortile, simbolo araldico della famiglia. Il palazzo è diviso in due corpi di fabbrica, uno più antico con archi gotici dei portali e le finestre bifore, e l'altro con decorazioni rinascimentali del loggiato superiore.

L'antica famiglia nobile De Petra possedeva beni feudali in Campania, Abruzzo e Molise fin dal tempo della dominazione normanna dell'Italia meridionale. Il Palazzo è abbellito da un leone in pietra, detto il Marzocco, che con la zampa destra artiglia un capo mozzato. Il leone compare anche sul blasone nobiliare dei De Petra. Vengono qui di seguito elencati i personaggi importanti della famiglia:

  • Niccolò I de Petra, firmatario di un appello a Roberto d'Angiò per un'esenzione dalle tasse a favore della città di Castel di Sangro (Registro Angioino del 1335/1336);
  • Nicola II de Petra, barone di Castel di Sangro e proprietario del palazzo detto "dei due scudi", costruito accanto alla Basilica di Santa Maria Assunta. Il 5 marzo del 1383, Nicola II de Petra ricevette un diploma da Carlo III d'Angiò con il quale gli venne concessa l'esenzione dalle tasse;
  • Giovanni, figlio di Nicola II de Petra, fu Signore di Collalto, Maestro Razionale della Gran Corte e Auditore di tutti gli Officiali del Regno durante il regno di Ladislao;
  • Michele de Petra, fu Vice Protonotario del regno e Presidente del Sacro Consiglio nel 1468, durante il regno di Ferdinando d'Aragona;
  • Donato Antonio Camerario di Castel di Sangro, il 23 dicembre 1530, per Privilegio dell'imperatore Carlo V, divenne Signore di Collalto e di Rocchetta al Volturno. Sua moglie, Caterina Quatrari, mediante un pubblico istrumento, redatto da Notar Onofrio Valentini il 5 marzo 1563, ottenne in enfiteusi una casa del Regio Capitolo di Santa Maria di Castel di Sangro;
  • Prospero de Petra, famoso giurista, fu Regio Uditore di Principato Citra e secondo barone di Vastogirardi. A Castel di Sangro sono presenti gli atti notarili risalenti al 1620 circa, con i quali acquistò il feudo di Varalli;
  • Vincenzo de Petra, aggiunse il feudo di Caccavone agli altri possedimenti della famiglia e fu l'ultimo dei De Petra a dimorare a Castel di Sangro poiché suo figlio, Carlo I de Petra, Regio Consigliere di Santa Chiara, eletto il 29 maggio 1679 Preside della provincia di Abruzzo Citra, si trasferì a Napoli.

Aree naturaliModifica

  • Bioparco faunistico d'Abruzzo: principale zoo della regione;
  • Oasi Parco del Sangro;
  • Lago di Torre Feudozzo;
  • Pista ciclopedonale lungo il fiume Sangro.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 


DialettoModifica

Il dialetto di Castel di Sangro rientra pienamente nei dialetti centro-meridionali secondo la più moderna classificazione dei dialetti italiani. Vengono qui di seguito elencati i fenomeni linguistici che il castellano possiede in comune con il resto del sistema centro-meridionale: vocalismo di tipo «napoletano», le cui caratteristiche più evidenti sono il sistema vocalico a quattro gradi di articolazione e il dittongamento metafonetico, generale scadimento nell'indistinta [ə] delle vocali atone, betacismo, assimilazione consonantica dei nessi -ND- > [nn], -MB- > [mm] e -LD- > [ll], lenizione postnasale, palatalizzazione dei nessi consonantici con [l] come secondo elemento, uso del possessivo enclitico con i nomi di parentela e l'uso dei continuatori del verbo TENĒRE in luogo dei continuatori del verbo HABĒRE (quando non svolge la funzione di ausiliare ma quella di possedere).[4]

CulturaModifica

IstruzioneModifica

MuseiModifica

 
Via Paradiso di Teofilo Patini (Pinacoteca Patiniana)

MediaModifica

Castel di Sangro è sede del quotidiano online TeleAesse.it. In passato, la città è stata sede di due televisioni private: Rete Sangro TV e TeleAesse, quest' ultima non più attiva dal 2012. Esisteva anche Radio Antenna Sangro, un'emittente radiofonica privata oggi non più in funzione.

EventiModifica

  • Estate Organistica (17-22 agosto), viene organizzata una serie di concerti. Il più importante di questi si tiene ogni anno all'interno della Basilica di Santa Maria Assunta;
  • Aufidena Musica, spettacoli musicali e teatrali;
  • Made in Italy Film Festival (ottobre-novembre), festival del cinema italiano d'autore.

La MatunataModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Maitunata.

Una tradizione castellana ormai caduta in disuso è quella della Matunata: il giorno di Capodanno, i giovani castellani giravano casa per casa cantando una canzone, detta la Matunata, con la quale chiedevano delle offerte.

Geografia antropicaModifica

ContradeModifica

Castel di Sangro può essere diviso in otto contrade:

CivitaModifica

È la parte più alta e antica della città.

Stazione

È il quartiere della stazione ferroviaria. Vi si trova l'ospedale.

Colle

Quartiere residenziale di recente fondazione.

Codacchiola

La Cudacchiola, quartiere posto a valle rispetto a quello della Civita.

Ara

Vi si trova lo stadio.

Piazza

La piazza prospiciente il Comune.

Ponte Nuovo

Il quartiere dove sono ubicate gran parte delle scuole secondarie di secondo grado della città.

Santa Lucia

Area agricola attraversata dal fiume Zittola.

FrazioniModifica

RoccacinquemigliaModifica

Sorge su un colle a 5 km dall'abitato di Castel di Sangro. È posta a 1.121 m. s.l.m. e conta 335 abitanti.

Torre di FeudozzoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Torre di Feudozzo.

È una località situata all'estremo sud del territorio comunale, in prossimità del confine con la regione Molise. Ospita il Centro per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato dove sono allevate rare razze bovine ed equine.

LocalitàModifica

Il Pontone è una località situata nella parte settentrionale del territorio comunale.

Località Sant'Angelo, è una zona residenziale.

EconomiaModifica

ArtigianatoModifica

Tra le attività tipiche è possibile annoverare quella della tessitura. A Castel di Sangro vengono prodotti tappeti e arazzi di pregio, arricchiti con figure geometriche.[5]

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Via XX Settembre in una giornata nevosa

Per via della sua posizione, Castel di Sangro è definito la "porta d'Abruzzo".

StradeModifica

Le principali strade sono:

  • Fondovalle Sangro, superstrada, in parte ancora incompleta, collega Castel di Sangro con la Val di Sangro e la costa adriatica;
  • SS 17, strada a scorrimento veloce che collega L'Aquila a Foggia;
  • superstrada Isernia-Castel di Sangro, in funzione dal 2011[6], permette di dimezzare i tempi di collegamento tra l'Alto Molise e l'Alto Sangro.

AutobusModifica

Castel di Sangro è collegato mediante una rete di trasporto pubblico con Roma, Napoli, Pescara, il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e Avezzano.

FerrovieModifica

 
La stazione FS di Castel di Sangro

La stazione di Castel di Sangro era connessa con due linee ferroviarie oggi non più in funzione:

  • Sangritana (Castel di Sangro - Lanciano), gestita dalla società omonima, ebbe importanza strategica durante la Seconda guerra mondiale. Successivamente, in seguito sia al processo di spopolamento della valle del Sangro che alla apertura della superstrada Fondovalle Sangro, venne chiusa al traffico ferroviario. Fino alla metà del XX secolo la Sangritana era armata con binari a scartamento ridotto. Nel 2011 è stato avviato il processo di smantellamento dei binari e dei tralicci.
  • Ferrovia Sulmona-Isernia, gestita da RFI, dal 2011 non è più in funzione per gli stessi motivi che hanno portato alla chiusura della Sangritana.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 2004 Roberto Fiocca Centro-destra Sindaco
14 giugno 2004 31 maggio 2015 Umberto Murolo Il Popolo della Libertà Sindaco
1º giugno 2015 in carica Angelo Caruso Centro-destra Sindaco

GemellaggiModifica

  Kentville, dal 2017

SportModifica

 
Lo Stadio Teofilo Patini.

A Castel di Sangro ha sede la società di calcio Associazione Sportiva Dilettantistica Castel di Sangro che ha disputato anche la serie B dal 1996 al 1998.

Impianti sportiviModifica

A Castel di Sangro si trovano lo stadio di calcio intitolato a Teofilo Patini, un palazzetto dello sport e diversi campi da tennis.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Davide Boccia, Fonetica del dialetto di Castel di Sangro (AQ), in Academia.edu.. URL consultato il 21 giugno 2017.
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 16.
  6. ^ Apre l'ultimo tratto di superstrada Molise raggiungibile in 15 minuti - Cronaca - il Centro

BibliografiaModifica

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  • Savastano Cosimo, Amore amore e parleme d'amore, Pescara 1966, Attraverso l'Abruzzo.
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  • Savastano Cosimo, Teofilo Patini e la sua gente, L'Aquila 1982, Japadre.
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  • Savastano Cosimo, Chi chiu: poesie nell'antica lingua di Castel di Sangro, Sant'Atto di Teramo 1994, Edigrafital.
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  • Savastano Cosimo, Jummelle de parole: poesie nell'antica lingua di Castel di Sangro, Sant’ Atto di Teramo 2000, Edigrafital.
  • Savastano Cosimo, La Pinacoteca civica T. Patini in Castel di Sangro, Castel di Sangro 2007.
  • Savastano Cosimo, Patrioti dell'Alto Sangro, Castelli 2014, Verdone Editore.
  • Teti Alessandro, Castel di Sangro, 13 maggio 1815. Una battaglia dimenticata, Trento 2015, Edizioni del Faro.

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