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Castelceriolo

frazione del comune italiano di Alessandria
Castelceriolo
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
ComuneAlessandria-Stemma.png Alessandria
Territorio
Coordinate44°55′10″N 8°42′12″E / 44.919444°N 8.703333°E44.919444; 8.703333 (Castelceriolo)Coordinate: 44°55′10″N 8°42′12″E / 44.919444°N 8.703333°E44.919444; 8.703333 (Castelceriolo)
Abitanti1 697[1] (31/12/2011)
Altre informazioni
Cod. postale15122
Prefisso0131
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiCastelceriolesi
Patronosan Giorgio, san Rocco
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelceriolo
Castelceriolo

Castelceriolo è una frazione del comune di Alessandria, situato ad est del territorio comunale sulla riva destra della Bormida e confina con i territori di Lobbi, San Giuliano Nuovo e Spinetta Marengo anch'essi frazioni di Alessandria. Il borgo sorge ad un'altitudine di 93 metri s.l.m. sul declino della Fraschetta verso il Po ad una distanza di circa 8 km dalla città di Alessandria. Castelceriolo comprende il centro del paese raggruppato intorno alla chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio, la frazione di Cascinali Foco ed alcune cascine limitrofe. Le strade principali sono: via Ollearo, via Desaix, via Sale, via Buffalora, via San Giuliano Nuovo. Il paese consta di due piazze: piazza delle Scuole, piazzetta San Rocco e le abitazioni sono in genere a due piani, adiacenti fra loro con muri in prevalenza ancora composti di terra, ossia le case di terra.

StoriaModifica

OriginiModifica

L'agglomerato della borgata di Castelceriolo ha origini antichissime, come stanno a dimostrare alcune scarse rovine romane e gli abbondanti giacimenti di anfore vinarie dell'epoca romana venute alla luce nel passato. Ad un'antichità più remota appartengono gli strumenti e le rudimentali armi in selce levigata trovati nel sottosuolo: essi testimoniano che già in tempi preistorici in questa terra c'era un insediamento umano. Quando l'agglomerato di capanne prese l'aspetto definitivo di paese, fu protetto dal castello edificato nel XII secolo.

Secolo XVModifica

Nel 1468, la ricca famiglia Ghilini ebbero dal Duca di Milano il feudo di Castelceriolo. Giuliano I Ghilini († 1474) e il fratello Giovanni II († 1483), furono i primi Signori di Castelceriolo prendendo domicilio nel castello, possente ma degradato. Il 27 marzo 1480, con atto notarile rogato dal notaio Tebaldo Brosi di Asti, Margherita Birago - moglie di Giuliano I, disereda il figlio Francesco († 1511) per la divisione dei beni di Castelceriolo, ed il 13 dicembre di quello stesso anno Margherita e suo figlio Andrea († 1517), fratello di Francesco diseredato, vendettero per 1500 ducati d'oro a Gerolamo Guasco la loro parte - ossia la quarta parte - dei beni di Castelceriolo (ad esclusione del castello), Pietra Marazzi e Montecastello. Il figlio di Giuliano I, Francesco, restaurò il castello destinandogli la configurazione di fortezza con torre e torrette, circondata da un profondo fossato allagabile sormontato dal ponte levatoio.

 
Disegno[2] del Castello di Castelceriolo al tempo di Giuliano II Ghilini (XVI secolo)
 
Vista del Castello

Secolo XVIModifica

Il 15 agosto 1527 il francese Odet de Foix, conte di Lautrec, diede ordine ai capitani alessandrini Giorgio e Luigi Baratta di impadronirsi del castello e del paese. Giuliano II Ghilini († 1531), signore di Castelceriolo e capitano di lance sotto Carlo V, aumentò in fretta le difese e, nonostante De Foix si fosse impadronito già di Alessandria, non poté prendere Castelceriolo. Vi fu un altro episodio qualche decennio più tardi, nel 1555, quando gli armati del duca di Alba, al soldo della Spagna, danneggiarono furiosamente Castelceriolo, tagliando i fitti boschi e saccheggiando i casolari. Con la morte di Giuliano III Ghilini, avvenuta nel 1562, si spense un ramo dei signori di Castelceriolo e suo zio Manfredo II († 1577) ottiene l'intera giurisdizione di Castelceriolo. Sotto Manfredo II, il ducale magistrato delle entrate di Milano rinuncia, nel 1581, ad ogni diritto di regalie su Castelceriolo in quanto feudo antico della famiglia Ghilini.

Secolo XVIIModifica

Vi furono altri due momenti difficili per Castelceriolo. Il primo nel giugno del 1625 quando le truppe tedesche presero stanza a Castelceriolo usando prepotenza sulle persone e sugli averi[3]; il secondo, nel luglio 1657, i cavalleggeri ed i moschettieri di Spagna e di Alessandria calarono nelle campagne castelceriolesi per far man bassa dei raccolti, appiccando poi incendi che danneggiarono i campi, le case e lo stesso castello.

Secolo XVIIIModifica

Nel 1722, con il passaggio di Alessandria a casa Savoia dopo il trattato di Utrecht, i Ghilini perdettero il feudo che fu incamerato. Restarono alla famiglia alcune privative poi definitivamente riscattate dal governo nel 1824. Il 5 gennaio 1745, per volontà del re di Sardegna Carlo Emanuele III di Savoia, il feudo fu dato al nobile uditore tortonese Antonio Zenone, in titolo di Comitale.

Secolo XIXModifica

L'area sulla quale sorge il paese è stata una dei teatri di una delle più importanti battaglie verso la fine della storia moderna combattuta tra gli austriaci e i francesi. Durante la battaglia di Marengo, avvenuta il 14 giugno 1800, Castelceriolo fu attraversato da truppe austriache dirette verso Sale e da divisioni francesi dirette a San Giuliano Nuovo. Nel giugno di cinque anni più tardi Giuseppina di Beauharnais volle assistere alla rievocazione storica della Battaglia di Marengo: il palco imperiale fu allestito nella zona che da allora fu chiamata Regione Trono. Con la morte di Cristoforo II Ghilini nel 1810 si estingue il ramo dei Signori di Castelceriolo. Il 2 maggio 1791 Daria Delfina Ghilini, figlia di Manfredo III ultima del ramo dei signori di Castelceriolo ed erede dei possedimenti di Castelceriolo, sposa Carlo Gabriele Balbo Bertone Conte di Sambuy dando così vita ad un nuovo ramo, quello dei Ghilini-Sambuy. In seguito il castello spettò, nelle divisioni testamentarie, all'ultimogenito di Daria Delfina - Manfredo - che lasciata la carriera diplomatica nel 1851, iniziò l'opera di restauro del castello - per due terzi distrutto - e riedificò la chiesetta che già esisteva in antico al suo interno. Il 28 settembre 1885 è da notificare un grave incendio che distrusse il paese e gettò in grande difficoltà circa settecento persone. Fu allestito un carro di beneficenza che girava per Alessandria a raccogliere quanto la gente fosse stata in grado di donare per il vicino paese; il soccorso fu generoso. Laura Balbo Bertone contessa di Sambuy, figlia di Manfredo, sposa il 10 maggio 1870 il conte Gaetano Galli della Loggia i quali terminarono le opere di restauro del castello, che in seguito passò alla casa dei conti Calvi di Bergolo.

Secolo XXModifica

Castelceriolo ha dato il suo tributo di caduti nelle due guerre mondiali: ad essi è dedicato il monumento di piazza San Rocco.

Genealogia dei Signori di CastelcerioloModifica

 
Signori di Castelceriolo
Cristoforo I
di Giovanni I
Giovanni II
1483
Bartolomeo
1459
Giuliano I
1474
Manfredo I
1479
Andrea
1517
Francesco
1511
G. Bartolomeo
*14661508
Giovanni Antonio I
1527
Giovanni Giacomo
1529
Pietro
?-?
Fortunato
?-?
Giuliano II
1531
Giacomo
?-?
Ottaviano
1548
Manfredo II
1577
Giovanni Alberto
1539
Franc. Maria
1529
Cristoforo
?-?
Cristoforo
?-?
Cristoforo
?-?
Giov. Antonio II
*15581616
Giuliano III
1562
Francesco
1560
Manfredo
*15901630
Cristoforo
*15941628
F. Gerolamo I
*15991656
Giov. Tommaso I
*16341681
Manfredo
?-?
Cristoforo
?-?
Bartolomeo
?-?
F. Gerolamo II
*16591723
Giov. Antonio I
*16611700
Giuseppe
*16701737
Giov. Tommaso II
*16951770
Manfredo III
*17221801
F. Gerolamo
*17271784
Cristoforo II
*17311810
Giovanni Antonio
1805
Daria Delfina
*17731836
?
*17681768
Giovanni Tommaso
*17881807
Ramo Ghilini-Sambuy-Galli
Daria Delfina
di Manfredo III
[4]
Vittorio Amedeo
*17921846
Carlo
*17951827
Emilio
*18001872
Callisto
*18021865
Manfredo
*18071874
Ernesto
*? †1827
Carlo Alberto
*18261845
Ernesto
*18371909
Callisto
1843
Edoardo[5]
*1854 †?
Laura
*18491933
Gaetano Galli[6]
*18311898
Vittorio Carlo
*18671943
Luigi
*18731945
Alberto
*18771895
Filippo
*18791941
Federico
*18831944
Marco
*1880 †?
Manfredo
*18731881
Ernesto
*19051907
Manfredo Carlo
*19171917
Emanuele
*19211948
Carlo Ernesto
*19182003
Giov. Alberto
*19222006
Vittorio Amedeo
*1920
Raimondo
*1924
Filippo
*1956
Amedeo
*1966
Andrea
*1967
Costantino
*1969
Benvenuto
*1948
Aimone
*1951
Manfredo
*1955
Pietro
*1998
Giovanni
*1999
Costantino
*1988

ToponimoModifica

Difficile stabilire l'origine del nome; lo storico Girolamo Ghilini lo attribuisce alla venerazione per la Madonna chiamata dal popolo Santa Maria Ceriola, la cui immagine era custodita nella cappella del castello. Lo storiografo Giuseppe Antonio Chenna sostiene che il luogo fosse denominato Castrociliorio o Castrociriolio mentre Mons. Carlo Torriani sostiene che il nome derivi dalle successive trascrizioni fatte dagli amanuensi, cattivi lettori di scritti poco decifrabili.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Vista del Castello
 
Vista del Castello

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di San Giorgio. La chiesa parrocchiale. La chiesa è stata decorata ed affrescata dal pittore Rodolfo Gambini.
  • Chiesa di San Rocco. È la sede della veneranda Confraternita di San Rocco di Castelceriolo.

Architetture civiliModifica

  • Il Castello. Edificato nel secolo XII, subì nei secoli distruzioni e ricostruzioni, e venne restaurato nella forma attuale dal conte Gaetano Galli della Loggia, che seguendo antichi documenti rinforzò la facciata e le torri che coronò con nuove merlature ghibelline. Ripristinò i bastioni e l'antico fossato riportando la poderosa costruzione al suo antico splendore. Riveste tuttora, con la sua mole imponente e scenografica, notevole valore storico ed artistico.

CulturaModifica

EventiModifica

  • Festa Patronale di San Giorgio - 23 aprile (la festa è anticipata o posticipata alla domenica più prossima)
  • Festa Patronale di San Rocco - 16 agosto (la festa è generalmente posticipata alla domenica seguente)

Infrastrutture e trasportiModifica

Tra il 1880 e il 1933 Castelceriolo fu servito dalla tranvia Alessandria-Sale.

NoteModifica

  1. ^ Popolazione Residente Suddivisa per Sobborghi e Quartieri Città tav.4
  2. ^ Lucio Bassi, Ghilini. Il palazzo e la sua storia, Alessandria, Provincia di Alessandria, 1989, p. 13.
  3. ^ Gesta barbariche furono compiute nel 1643 da truppe italiane e nel 1644 ancora dai tedeschi.
  4. ^ il 2 maggio 1791 Daria Delfina Ghilini sposa Carlo Gabriele Balbo Bertone, Conte di Sambuy (1765-1828)
  5. ^ Altri 5 fratelli senza discendenza: Carlo (*18381863), Federico (*1840 †?), Emilio (*18421868), Ferdinando (*1844 †?), Vittorio (*18461876)
  6. ^ Gaetano Galli dei conti della Loggia

BibliografiaModifica

  • Francesco Guasco, Tav I-IX, in Tavole genealogiche di famiglie nobili alessandrine e Monferrine dal secolo IX al XX, volume VI, Alessandria, 1930.
  • Lucio Bassi, Ghilini. Il palazzo e la sua storia, Alessandria, Provincia di Alessandria, 1989.

Voci correlateModifica