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Casteldelfino
comune
Casteldelfino – Stemma
Casteldelfino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoAlberto Anello (lista civica) dal 06/06/2016
Territorio
Coordinate44°35′26″N 7°04′15″E / 44.590556°N 7.070833°E44.590556; 7.070833 (Casteldelfino)Coordinate: 44°35′26″N 7°04′15″E / 44.590556°N 7.070833°E44.590556; 7.070833 (Casteldelfino)
Altitudine1,296 m s.l.m.
Superficie33,95 km²
Abitanti152[1] (30-11-2017)
Densità4,48 ab./km²
FrazioniAlboin, Bertines, Caldane, Puy, Pusterle, Rabioux, Serre, Torrette
Comuni confinantiBellino, Elva, Oncino, Pontechianale, Sampeyre
Altre informazioni
Cod. postale12020
Prefisso0175
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004047
Cod. catastaleC081
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanticasteldelfinesi
Patronosanta Margherita di Antiochia
Giorno festivoterza domenica di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casteldelfino
Casteldelfino
Casteldelfino – Mappa
Posizione di Casteldelfino nella provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Casteldelfino (Casteldelfin in piemontese, "La Vilo" nella variante locale[2], Chasteldeifin in occitano, Châteaudauphin in francese) è un comune italiano di 152 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte, situato in alta Valle Varaita.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il comune si trova a ridosso della zona in cui la Valle Varaita si sdoppia, proseguendo verso ovest con la valle di Bellino e verso nord-ovest con la valle Varaita di Pontechianale. Il territorio comunale si estende a monte sull'inizio di entrambi i rami della valle, mentre a valle scende per alcuni chilometri lungo il fiume Varaita. Il confine del territorio comunale è delimitato dalla cima delle Lobbie, dal colle di Sampeyre, dal colle della Bicocca e dalla punta del Cavallo.[3]

Nel territorio di Casteldelfino si trova una cospicua porzione del Bosco dell'Alevè, il più esteso bosco autoctono di pini cembri dell'Europa Occidentale. È zona protetta dall'Unione europea, come ugualmente protette sono le specie animali che vivono in questi luoghi. Nel bosco sono presenti molti sentieri che permettono ai turisti di perlustrarlo in tutta la sua ampiezza.[4]

Nel comune di Casteldelfino sorge una centrale idroelettrica, visibile per la grossa conduttura che discende dalla montagna, collegata con il lago artificiale di Pontechianale.[5]

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Casteldelfino.

StoriaModifica

Il paese era noto dal X secolo con il nome di Villa Sant'Eusebio. All'epoca si trovava più in basso rispetto alla posizione attuale, in prossimità della confluenza dei due rami del torrente Varaita.

Possedimento del Marchesato di Saluzzo, all'inizio del XIII secolo Villa Sant'Eusebio passò sotto il Delfinato, che ne mantenne il controllo da allora.[6]. Nel 1330 il Delfino Umberto II vi fece costruire un castello, i cui resti sono ancora visibili. Nel 1343 il territorio di Villa Sant'Eusebio, insieme a quelli di Bellino e Pontechianale (ovvero la cosiddetta Castellata), entrò a far parte della Repubblica degli Escartons, in quello che viene appunto definito Escartoun di Casteldelfino. Nel 1349 il Delfinato venne ceduto alla Francia, e Villa Sant'Eusebio diventò francese.[6]

Il borgo originale fu distrutto da una frana nel 1391; rimase in piedi solo la chiesa di Sant'Eusebio, ancora oggi esistente.[7] Il paese fu ricostruito più in alto, nella posizione che occupa attualmente, e nel 1431 prese il nome attuale di Casteldelfino, derivato appunto dal castello fatto costruire un secolo prima dal Delfino.[8]

Durante il XVI secolo, con l'annessione del Marchesato di Saluzzo alla Francia, vi fu una rapida espansione del Protestantesimo nelle valle, contrastata dalle truppe dei Savoia alla fine del secolo. Il territorio di Casteldelfino fu pesantemente interessato da queste attività.[8][9] Nel 1601 infatti, con il trattato di Lione, Casteldelfino era stata ceduta da Carlo Emanuele I al regno di Francia, insieme ad altri territori sabaudi, in cambio del marchesato di Saluzzo.[10]

Nel 1628, durante la guerra di successione del Monferrato, le truppe del ducato di Savoia vi sconfissero le truppe francesi. Seguirono decenni di dominio incerto, durante i quali, nel 1690, vi fu anche la distruzione del castello.[11] Nel 1713, con il trattato di Utrecht, tutta la Castellata, compreso quindi Casteldelfino, tornò ai Savoia, entrando a far parte del regno di Sardegna. Con il cambio di dominazione, viene a cessare anche l'appartenenza della Castellata alla Repubblica degli Escartons.[6] Nel 1743 il territorio di Casteldelfino fu teatro di violenti scontri tra l'esercito savoiardo e le truppe franco-spagnole nel quadro della guerra di successione austriaca.[8]

Nel 1861 Casteldelfino fu il punto d'appoggio per la spedizione di William Mathews che il 30 agosto compì la prima ascensione del Monviso.[7]

Negli anni trenta del XX secolo, il territorio di Casteldelfino fu interessato dalle opere difensive del Vallo Alpino, linea di fortificazioni sul confine alpino della nazione. Le opere sono ancora visibili ed in gran parte visitabili.[12]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[13]

 


Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

MuseiModifica

Altri luoghiModifica

CulturaModifica

È uno dei paesi della Valle Varaita in cui si parla la lingua occitana.

Ricorrenze, feste e fiereModifica

  • la Casteldelfinando in fiore - Festa di Montagna la terza domenica di giugno;
  • la Notte bianca il terzo sabato di luglio;
  • la Festa patronale di Santa Margherita di Antiochia la terza domenica di luglio;
  • il Concerto di Ferragosto a quota 1300 il 15 agosto;
  • la Sagra del Miele e delle erbe curative il penultimo week-end di agosto;
  • il presepe vivente il 26 dicembre e la domenica successiva nel centro storico di Casteldelfino-Capoluogo.

EconomiaModifica

L'economia del comune di Casteldelfino è principalmente agricola; il turismo costituisce comunque un importante apporto economico.[7]

TurismoModifica

 
Cartello indicatore del Touring Club Italiano, anteriore al 1923.

Il capoluogo comunale è un valido punto d'appoggio per l'escursionismo, permettendo di raggiungere i monti di entrambi i rami della valle Varaita, e soprattutto il bosco dell'Alevè, il più grande bosco di pini cembri d'Europa, che si estende per larga parte sul territorio comunale.[8][15]

D'inverno, sono disponibili due piste per lo sci di fondo, per uno sviluppo di 2, 3, 5 e 12 km. Inoltre, vi sono due skilift per principianti, ed una pista naturale per pattinaggio su ghiaccio.[16]

Il comune offre una buona capacità ricettiva al turista.[17]

AmministrazioneModifica

 
Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Luciano Andrea Andreis Lista Civica Sindaco [18]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Luciano Andrea Andreis Indipendente Sindaco [18]
14 maggio 2001 27 maggio 2005 Bernardo Dao Lista civica Sindaco [18]
27 maggio 2005 30 maggio 2006 Giacomino Allais (vicesindaco) Indipendente Sindaco [18]
30 maggio 2006 15 maggio 2011 Domenico Amorisco Lista civica Sindaco [18]
16 maggio 2011 6 giugno 2016 Domenico Amorisco Lista civica: uniti per la vilo Sindaco [18]
6 giugno 2016 in carica Alberto Anello Lista civica Sindaco [18]

Altre informazioni amministrativeModifica

Casteldelfino faceva parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ genericamente definita "lingua occitana o occitano", ma nella parlata corrente detta "A nosto modo"
  3. ^ Si veda la cartografia ufficiale nazionale sul portale cartografico nazionale
  4. ^ Provincia di Cuneo - Guida dei sentieri alpini, vol. 1 (PDF)
  5. ^ ENEL - centrali in provincia di Cuneo[collegamento interrotto] (PDF)
  6. ^ a b c (FR) Histoire de Bellino - l'epoca del Delfinato
  7. ^ a b c ghironda.com - Casteldelfino
  8. ^ a b c d Comunità montana Valle Varaita - Casteldelfino
  9. ^ Comune di Pontechianale - storia Archiviato il 10 maggio 2009 in Internet Archive.
  10. ^ Francesco Cognasso, I Savoia, Milano, Corbaccio, 1999. ISBN 88-7972-135-6. p. 376
  11. ^ Comune di Casteldelfino - storia
  12. ^ Diego Vaschetto, Strade e sentieri del Vallo Alpino, Edizioni del Capricorno, Torino, 2008, ISBN 978-88-7707-101-9
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Comune di Casteldelfino - museo etnografico
  15. ^ sottolala.it - escursioni a Casteldelfino[collegamento interrotto]
  16. ^ Comune di Casteldelfino - itinerari
  17. ^ Comune di Casteldelfino - Attività
  18. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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