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Castellaro Lagusello

frazione del comune italiano di Monzambano
Castellaro Lagusello
frazione
Castellaro Lagusello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Mantova-Stemma.png Mantova
ComuneMonzambano-Stemma.png Monzambano
Territorio
Coordinate45°22′30″N 10°38′15″E / 45.375°N 10.6375°E45.375; 10.6375 (Castellaro Lagusello)Coordinate: 45°22′30″N 10°38′15″E / 45.375°N 10.6375°E45.375; 10.6375 (Castellaro Lagusello)
Altitudine115 m s.l.m.
Abitanti300
Altre informazioni
Cod. postale46040
Prefisso0376
Fuso orarioUTC+1
Patronosan Nicola
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castellaro Lagusello
Castellaro Lagusello
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi
(EN) Prehistoric Pile dwellings around the Alps
Castellaro Lagusello castello.jpg
TipoCulturali
Criterio(iii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2011
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Castellaro Lagusello (Castlàr in dialetto alto mantovano[1]) è una frazione di Monzambano.

Il borgo sorge su una piccola collina affacciata ad un lago a forma di cuore.

Il lago ed il castello, risalente al 1100-1200, danno il nome al piccolo borgo che fa parte dell'associazione de I borghi più belli d'Italia.

Dal 2011 la località Fondo Tacoli di Castellaro Lagusello, essendo uno dei 111 siti archeologici palafitticoli localizzati sulle Alpi e nelle aree contigue, è entrata a far parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO all'interno del sito sovranazionale denominato Antichi insediamenti sulle Alpi.

Indice

Origini del nomeModifica

Il nome di Castellaro Lagusello deriva da "castellaro" (recinto fortificato) e "lagusello" (laghetto).[2]

StoriaModifica

La costruzione del borgo fortificato si fa risalire all'XI-XII secolo, ma è in un documento di Papa Eugenio III del 1145, nel quale si riporta l'elenco delle pievi dipendenti dalla diocesi di Verona, che viene citata per la prima volta la plebem de Castellaro.

Il fortilizio fu a lungo mira dei Gonzaga nel Quattrocento, ma i marchesi mantovani non riuscirono a mantenerne uno stabile possesso, tanto che già a metà del secolo tornò sotto la Repubblica di Venezia nella provincia veronese attraverso il podestà di Peschiera. La Serenissima lo mise all’asta nel 1637 e fu acquistato con una somma 545 ducati dal conte Madernino Arrighi. L'attuale collocazione lombarda è dunque molto più recente e risale a Napoleone il quale, ceduto il Veneto all'Austria, trattenne a sè il borgo per esigenze di difesa militare.[3]

Lo stesso generale, nel suo piano di razionalizzazione amministrativa del 1803, annesse il paese a Monzambano. Dopo un iniziale tentennamento, il provvedimento fu definitivamente riconosciuto anche dagli austriaci con decreto governativo del 1 luglio 1816.[4]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Infrastrutture e trasportiModifica

NoteModifica

  1. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  2. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  3. ^ Repubblica di Venezia
  4. ^ 1816
  5. ^ Villa Arrighi.

BibliografiaModifica

  • Leandro Zoppè, Itinerari gonzagheschi, Milano, 1988, ISBN 88-85462-10-3.
  • Renato Bonaglia, Mantova, paese che vai..., Mantova, 1985. ISBN non esistente.
  • Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.

Voci correlateModifica

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