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Castellazzo de' Stampi

frazione del comune italiano di Corbetta
Castellazzo de' Stampi
frazione
Castellazzo de' Stampi
Castellazzo de' Stampi – Veduta
Uno scorcio del centro storico di Castellazzo de' Stampi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.svg Milano
ComuneCorbetta-Stemma.png Corbetta
Territorio
Coordinate45°28′25″N 8°55′34″E / 45.473611°N 8.926111°E45.473611; 8.926111 (Castellazzo de' Stampi)Coordinate: 45°28′25″N 8°55′34″E / 45.473611°N 8.926111°E45.473611; 8.926111 (Castellazzo de' Stampi)
Altitudine139 m s.l.m.
Superficie0,3227 km²
Abitanti965 (2011)
Densità2 990,39 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale20011
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Nome abitanticastellazzesi o corbettesi
Patronosan Giuseppe
Giorno festivo19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castellazzo de' Stampi
Castellazzo de' Stampi

Castellazzo de' Stampi (noto anche come Castellazzo di Corbetta, Castellasc de Corbetta in dialetto locale, AFI: [kasˌteˈlaʃ de kurˈbɛta], localmente Castillasc, AFI: [kasˌti'laʃ]) è una frazione di Corbetta in provincia di Milano di 965 abitanti (2011), distante 2,37 km dal centro storico del comune di appartenenza. È sovente indicato anche con l'appellativo di Castellazzo di Corbetta, per distinguerlo dal vicino ed omonimo centro abitato di Castellazzo de' Barzi, frazione di Robecco sul Naviglio.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il borgo di Castellazzo è caratterizzato da un ambiente prevalentemente pianeggiante, tipico della Pianura padana, con avvallamenti solo nei pressi di fontanili e corsi d'acqua, prevalentemente adatto a boschi o coltivazioni, che occupano quasi i 3/4 del territorio della frazione.

Il territorio di Castellazzo confina ad ovest e a sud con Corbetta, a est con Vittuone, a nord con la località di Cascina Pobbia.

Milano è il centro di maggior rilievo più vicino da cui dista una ventina di chilometri anche se per importanza e disponibilità di servizi il centro più vicino può essere considerato Magenta.

Geologia ed idrografiaModifica

Il terreno è geologicamente composto da terreni alluvionati terrazzati e da depositi eolici oltre che da travertini, la cui formazione è da ricondurre al Pleistocene (2,58 milioni - 11.700 anni fa).

Idrograficamente è notevole la presenza in gran quantità di risorgive naturali costituenti uno degli aspetti principali del borgo; questi, che avevano un tempo ampia rilevanza economica per l'agricoltura, costituiscono oggi una delle attrazioni principali del Parco Agricolo Sud Milano.

SismologiaModifica

Dal punto di vista sismico Castellazzo presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4[1] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale. Nella sua storia l'abitato ha risentito di cinque terremoti: quello del 1397 (5,37 ML), quello del 1895 (4,63 ML), quello del 2009 (2,3 ML), quello del 2011 (2,1 ML) e quello del 2013 (2,4 ML)[2].

ClimaModifica

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura max. media (°C) 5.4 8.1 13.0 17.6 21.8 26.3 29.2 27.6 23.9 17.4 10.6 6.4 17.3
Temperatura min. media (°C) 0.8 2.7 6.1 9.6 13.3 17.1 19.9 19.0 16.2 11.2 6.0 1.6 10.3
Piogge (mm) 79 73 77 47 34 20 7 35 76 83 127 109 64
Umidità relativa (%) 86 78 71 75 72 71 71 72 74 81 85 86 66,5
Eliofania assoluta (ore) 2.9 3.7 4.6 5.6 6.9 7.1 8.1 7.3 5.2 4.1 2.4 2.3 5
Venti (dir.-nodi) NW 2.3 SE 2.4 SE 2.6 SE 2.8 SW 2.7 SW 2.6 SW 2.5 SE 2.4 E 2.3 E 2.3 SE 2.3 NW 2.2 2.4

Castellazzo ha il clima caratteristico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che risentono di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.
Fenomeni estremi si sono verificati durante la famosa nevicata del 1956 che investì la Pianura padana, ma anche in occasione delle ondate di caldo degli ultimi anni.

StoriaModifica

Dalle origini al SeicentoModifica

 
Matteo I Visconti, Signore di Milano, marito di Bonacossa Borri.

Le prime tracce di esistenza del piccolo borgo risalgono all'età celtica e poi romana, quando il territorio di Castellazzo de' Stampi era utilizzato per il pascolo degli armenti della vicina Corbetta, di cui era un Vicus. Dopo il periodo imperiale, inizia per Castellazzo una nuova era sotto la sapiente guida di San Mona, Vescovo di Milano, appartenente alla nobile famiglia corbettese dei Borri. Grazie a questa famiglia, infatti, col periodo medievale, Castellazzo conoscerà un vero e proprio boom non solo economico (sviluppò un solido sistema agricolo che riuscì a persistere quasi inalterato per diversi secoli) ma anche militare.

Qui venne infatti eretta una primitiva struttura difensiva corrispondente grossomodo all'attuale Corte Grande (Curta Granda): Bonacossa, figlia di Squarcino di Lanfranco dei Borri, moglie di Matteo I Visconti, Signore di Milano, era infatti originaria di queste terre e riservò la stessa Castellazzo come provvigione personale per sé e per i propri eredi.[3]

 
San Carlo Borromeo

Nel Quattrocento, l'area viene denotata per la forte presenza di boschi, il che consentì alla vicina Corbetta di usufruire di quantità di legname sufficienti a sviluppare non solo l'industria del legno, ma anche di incrementare la produzione del locale vino bianco.

Nel 1525 il borgo subì le conseguenze della peste "importata" dalle truppe dell'esercito francese, il quale era disceso in Italia con l'ammiraglio Guillaume Gouffier de Bonnivet per scacciare dal Ducato di Milano gli spagnoli insediatisi e con essi il loro beniamino, il duca Francesco II Sforza. Nel medesimo periodo, Massimiliano Stampa, divenuto Marchese di Soncino e feudatario di altri borghi del milanese, divenne feudatario anche di Castellazzo, che si trovava non lontano da uno dei suoi possedimenti più rilevanti, il castello di Cusago. Per tutto il Seicento, a Castellazzo fu forte ancora la presenza spagnola, ma anche il conforto religioso giunto con lo stabilirsi della congregazione dei frati Umiliati a Corbetta e nella vicina Sedriano, dove era stato fondato un ospedale per conto del loro ordine.

Il 22 novembre 1577 si ricorda a Castellazzo il passaggio della visita pastorale di san Carlo Borromeo [4], nell'intento di recarsi a Corbetta, rafforzata da un'ulteriore visita risalente al 17 giugno 1581. Con il declino del dominio spagnolo, si fece ancora forte il terrore della peste che a Castellazzo ed a Corbetta scoppiò già dal 1629, uccidendo gran parte della popolazione e costringendo molti ad arruolarsi nelle truppe spagnole di istanza nelle Fiandre per sfuggire all'imminente pericolo che andava diffondendosi nel rimanere in città.

Il Comune di Castellazzo de' StampiModifica

Nei registri di censimento del Ducato di Milano, nel 1558 (il cosiddetto "Catasto Carlo V") Castellazzo de' Stampi risulta compreso nella pieve di Corbetta ed era un piccolo comune prevalentemente agricolo. Nel 1751 già emerge che il comune contava una popolazione di 45 individui nel territorio, a cui venivano aggiunti gli abitanti della frazione di Cascina Pobbia che le era unita sotto l'aspetto fiscale. Il comune era fisicamente retto da un console comunale, con le funzioni di regolare l'ordine pubblico e la gestione degli affari della comunità, aiutato in questo da un incaricato del Ducato che si preoccupava di registrare le spese annuali e procedere poi alla riscossione delle tasse (era chiamato "ragionatto milanese").[5]

In questo periodo il comune ricadeva sotto la giurisdizione del vicario del governatore generale che si trovava nella regione del Seprio con sede a Gallarate ed ovviamente ricadeva anche sotto la giurisdizione del Podestà di Milano, presso il quale il console, ogni anno, doveva fare giuramento. Nel "Compartimento territoriale specificante le cassine" del 1751, Castellazzo de Stampi era indicato come un comune autonomo ed indipendente, mentre nell'"Indice delle Pievi e Comunità dello Stato di Milano" del 1753 si trovava compreso nei territori amministrati dal comune di Bugo (oggi frazione di Ozzero). Nel 1757, grazie al Catasto Teresiano del territorio di Milano, Castellazzo de Stampi venne aggregato definitivamente al comune di Cascina Pobbia, a sua volta compreso nel territorio della Pieve di Corbetta (10 giugno 1757).[5] Il comune di Cascina Pobbia venne compreso in quello di Corbetta nel 1880.[6]

Il Settecento e l'OttocentoModifica

 
Il Conte Carlo Archinto.

Il Settecento fu l'epoca di dominio dei grandi proprietari terrieri che a Castellazzo erano essenzialmente i Borri, gli Archinto (in particolare possidente di rilievo fu Carlo Archinto, conte di Tainate), i Carcano, i Frisiani e gli Stampa. In particolare questi ultimi si garantirono formalmente l'infeudazione del borgo attraverso il pagamento di una somma alla Regia Camera di Milano, com'era in uso all'epoca. L'agglomerato urbano ottenne così il predicato di "de' Stampi" che ancora oggi lo definisce storicamente.

Passato quasi indenne dalle epoche rivoluzionaria e napoleonica, il piccolo borgo di Castellazzo de' Stampi si ritrovò di colpo catapultato nel neonato Regno Lombardo-Veneto (1815) il quale apportò subito innovative riforme anche per le campagne: già dal 1833, nella vicina località di Cascina Pobbia, venne eretta la prima scuola rurale del territorio, diretta dalla parrocchia di Corbetta.[7]

Nel 1855, si segnala che a Castellazzo "...le case sono costruite di muro, coperte di coppi con opportuni legnami. Non si tengono mercati, ne fiere, essendo il borgo generalmente agricolo..."[8] Gran parte delle proprietà terriere, dopo l'estinzione della famiglia Borri nel primo decennio dell'Ottocento, erano state suddivise tra i maggiori proprietari terrieri della borghesia cittadina corbettese, rappresentata in prima linea dai Mussi (Francesco Mussi, filantropo e zio della moglie di Carlo Dossi, il quale ne ereditò in seguito la residenza a Corbetta), il quale vantava nel territorio castellazzese vasti appezzamenti di terreno. Contemporaneamente si ebbero nella medesima epoca i primi acquisti da parte dei contadini locali.

La Battaglia di MagentaModifica

 
Il Generale Manfredo Fanti, le cui brigate entrarono a Castellazzo dopo la vittoria alla Battaglia di Magenta.

Seguendo le sorti della vicina Corbetta e degli altri paesi limitrofi, anche Castellazzo de' Stampi dovette affrontare i lunghi giorni di incertezze caratterizzati dalla Battaglia di Magenta, tenutasi appunto nella vicina città.

La Corte Grande, ancora una volta protagonista degli avvenimenti storici della vita di Castellazzo: essa accolse le truppe austriache della brigata "Palffy" (guidate per l'appunto dal conte ungherese Aloys Pállfy de Erdöd), la quale era composta dal 12º reggimento degli ussari "Conte Haller" su quattro squadroni, dal 1º reggimento degli ulani "Conte Civaòrt" su sette squadroni e dalla 9ª batteria a cavallo del 3º reggimento. Tali corpi d'armata non presero mai parte agli scontri di Magenta e coprirono semplicemente la ritirata agli austriaci quando, dopo la vittoria franco-piemontese del 4 giugno di quell'anno furono costretti alla fuga.[9] Essi erano comandati dal Generale Alessandro di Mensdorff. A Castellazzo, verso la sera della battaglia, giunsero i bersaglieri della brigata "Piemonte", del Generale Mollard della 2ª Divisione del Generale Manfredo Fanti.

L'8 giugno 1859 Vittorio Emanuele II e Napoleone III fecero il loro solenne ingresso a Milano, prendendo possesso della Lombardia, strappata dopo oltre un secolo e mezzo al dominio austriaco.[9]

Dal Regno d'Italia ai giorni nostriModifica

 
Opere di canalizzazione realizzate dal Canale Villoresi nell'Ottocento presso la Cascina Calati, sulla strada per Castellazzo de' Stampi

L'ingresso di Castellazzo de' Stampi nel Regno d'Italia, favorì notevolmente lo sviluppo della sua economia: per prima cosa, nel 1886, giunse anche a Castellazzo un tratto del Canale Villoresi, una delle più grandi innovazioni ottocentesche nel campo dell'irrigazione della Lombardia, a cui si aggiunse, tra il 1879 ed il 1880, la costruzione della tranvia interurbana a vapore Milano – Magenta/Castano Primo la quale correva non lontano dalla frazione.

Con l'inizio del nuovo secolo, venne inaugurata la nuova sede del circolo locale, detto appunto Circulìn, che sorgeva originariamente nel complesso della Cascina Nuova e che rappresentava l'unico punto di ritrovo attivo nel piccolo centro agricolo. Attivo era anche il settecentesco forno situato nel centro del cortile della Corte Grande.

 
L'ex centrale ENEL a Castellazzo de' Stampi

Tra gli anni venti e trenta del XX secolo, inoltre, Castellazzo ricevette una nuova spinta all'agricoltura, primaria necessità che si era proposto il partito fascista per le aree rurali, inaugurando la famosa battaglia del grano, a cui si affiancò anche un primo complesso industriale, che a Castellazzo sorse non lontano dalla centralissima Piazza San Carlo: esso consisteva in una palazzina di stile che accoglieva una stazione ENEL per lo smistamento dell'energia elettrica e per magazzinaggio. Parallelamente a questo, presero a svilupparsi altre attività commerciali, prevalentemente a conduzione familiare, tra cui spiccava una prima rivendita sale e tabacchi.

Nel 1948, inoltre, il vecchio circolo venne trasferito in una nuova sede, spostandosi nell'attuale Via Fiume dove rimase stabile per quasi mezzo secolo, sino alla sua definitiva chiusura nel 1991; nel periodo di massimo splendore arrivò a contare oltre 80 soci.

Al 1953 corrispose la data di fondazione della Chiesa dei Santi Giuseppe ed Alfonso (poi detta semplicemente di San Giuseppe) che sorse in centro al paese, come luogo di culto della frazione.[10]

Feudatari ed enti governativi Castellazzo de' StampiModifica

Si precisa che tra parentesi è indicato il periodo di reggenza, effettiva o formale che sia, e non la data di nascita e morte dei singoli soggetti.[11]

Feudatari (1270-1558)Modifica

 
Ludovico Sforza, detto il Moro, uno dei più famosi tra i feudatari delle terre di Castellazzo de' Stampi (Pala Sforzesca)
Feudalità vacante
Feudalità vacante
Repubblica Ambrosiana - comune libero (1447-1450)

Titolari formali (1558-1970)Modifica

L'elenco comprende coloro che dal 1558, pur non conservando la signoria diretta sui territori di Castellazzo de' Stampi, se ne riservarono il titolo perlopiù a livello onorifico, sino all'estinzione della casata dei Casati Stampa di Soncino, ultimi eredi del titolo di signori di Castellazzo. Dal 1946 terminò ufficialmente l'uso dei titoli nobiliari con l'abolizione della monarchia.

  • Massimiliano II (1558-1596), III Marchese di Soncino
  • Ermes II (1596-1621), IC Marchese di Soncino
  • Massimiliano III (1621-1659), V Marchese di Soncino, condannato alla pena capitale ed alla confisca dei beni per 2 omicidi
  • Giovanni I (1659-1678), VI Marchese di Soncino
  • Massimiliano IV (1678-1693), VII Marchese di Soncino
  • Giuseppe I (1693-1735), VIII Marchese di Soncino
  • Massimiliano V Giovanni (1735-1769), IX Marchese di Soncino
  • Massimiliano VI Giuseppe (1769-1818), X Marchese di Soncino, Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea
  • Massimiliano VII Giovanni (1818-1858), XI Marchese di Soncino
  • Massimiliano VIII Cesare (1858-1876), XII Marchese di Soncino
Passaggio dell'eredità degli Stampa ai Casati, che aggiungono il cognome di Casati Stampa nella persona di Camillo Casati Stampa di Soncino che ufficiosamente detiene il titolo dal 1876 al 1892
  • Camillo I (1892-1946), Marchese di Casate
  • Camillo II (1946-1970), Marchese di Casate, suicidatosi [1]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Chiesa dei Santi Giuseppe e AlfonsoModifica

 
La facciata della chiesa dei Santi Giuseppe e Alfonso a Castellazzo de' Stampi

La chiesetta dei Santi Giuseppe e Alfonso (detta semplicemente di San Giuseppe) nella frazione di Castellazzo de' Stampi venne costruita tra il 1955 ed il 1957 per soddisfare le esigenze della frazione, che nell'ultima metà del secolo si è espansa notevolmente. Il culto di San Giuseppe nella frazione si era sviluppato infatti in epoche remote e la visita del cardinale Pozzobonelli nel XVIII secolo testimoniò già l'esistenza di un'immagine votiva nella cascina principale della frazione, detta Curta Granda.[3] La dedicazione anche a Sant'Alfonso, si deve invece alla donazione del terreno, eseguita per conto di Alfonso Marmonti, benemerito cittadino locale.[3] La costruzione di questa chiesa, sopperì all'abbattimento di un altro luogo di culto dell'area, un tempo rappresentato dalla chiesa della Cascina Nuova, dedicata al Sacro Cuore, risalente ai primi del novecento (venne consacrata nel 1927), abbattuta negli anni settanta con la cascina stessa ma già caduta in disuso dagli anni '50.[12]

 
Interno della chiesa con l'altare maggiore con la pala dedicata a San Giuseppe

L'esterno, in forme semplici, è rappresentato da una struttura a capanna (che negli anni '70 andò a sostituire la precedente con tetto a botte) ed è decorato unicamente dalla presenza di una piccola tettoia in legno e tegole sovrastante l'ingresso alla chiesa, sopra la quale si trova una croce marmorea dipinta. La struttura dispone anche di un piccolo campanile laterale, al concerto di una campana.

L'interno è decorato con alcuni affreschi alle pareti che rappresentano riquadri architettonici e dalla presenza di lesene scanalate di stile corinzio di colore bianco e oro che fingono di sostenere la struttura e dalle statue di San Giuseppe, della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù.[3] La volta, a botte, introduce dall'ingresso sino all'area dell'altare, che è distinto dal resto della cappella da un'elegante balaustra di marmo grigio e da un ulteriore arco a tutto sesto in senso trasversale, che introduce al presbiterio. L'altare per le celebrazioni, in marmo grigio, è stato costruito in forme moderne e si trova sopraelevato su una piattaforma di marmo nero e marmo rosso di Verona rispetto al pubblico mentre quello preconciliare si trova addossato alla parete, sovrastato da una grande pala d'altare d'epoca raffigurante "San Giuseppe che tiene per mano Gesù Bambino", affiancato da quattro ampie monofore a vetrate azzurre che danno luce all'interno della cappella. La chiesetta dispone anche di una piccola sacrestia e di piccolo appezzamento di terra in funzione di giardino retrostante l'edificio, e si trova nei pressi dell'unica piazza della frazione, Piazza San Carlo.

La chiesa accoglie settimanalmente la messa domenicale. Qui, annualmente, si svolge la messa in onore di San Giuseppe, patrono della frazione. La chiesa, attualmente, non gode di un'amministrazione parrocchiale propria realizzata in loco e come tale (così come nelle altre chiese definite "sussidiarie") si basa sull'amministrazione dei sacramenti operata dalla Chiesa Prepositurale di San Vittore Martire di Corbetta.

Architetture civiliModifica

La Curta GrandaModifica

 
L'antico ingresso alla Curta Granda l'unico conservatosi intatto dal Settecento

La Curta Granda (o Corte Grande o Cascina Grande) è tra le cascine più importanti di Castellazzo de' Stampi e la maggiore per valenza storica e culturale. Essa sorse nel 1775 per volontà della famiglia Borri, che smantellò l'antico castello del XIII secolo per adibirlo a costruzione rurale. L'evento è ancora oggi ricordato da una epigrafe scolpita su una lastra di serizzo posta sull'antico ingresso principale, visibile dall'attuale Piazza San Carlo. Malgrado questo il complesso mantenne la medesima planimetria del precedente edificio, a corte chiusa, con alcune strutture difensive come piccole torrette che permanevano ancora nell'Ottocento e che erano utilizzate come piccionaie.[3]

La struttura, subì profondi cambiamenti a partire proprio dall'Ottocento, con la frazionatura degli appartamenti interni conseguenti alla vendita operata dalla famiglia Borri ai Salazar di Vittuone e poi agli eredi di questi, i nobili Venini. La corte interna, ampia e spaziosa, presenta il complesso delle stalle ubicato lontano dalle abitazioni, una pompa per l'acqua a mano e un forno settecentesco con la volta interna interamente in cotto, unico e splendido esempio dell'area del corbettese.

Sino all'Ottocento, essa ha rappresentato praticamente l'unico nucleo abitativo dell'intera area del centro di Castellazzo de' Stampi ed era con tutta probabilità anche la sede ufficiale del Console comunale che sovrintendeva all'amministrazione del comune di Castellazzo sino al 1757.

Cascina CarolinaModifica

 
Il porticato della Cascina Carolina col dipinto ottocentesco

Sicuramente una delle più belle e meglio conservate dell'area, sebbene non antica quanto la precedente, la Cascina Carolina rappresenta oggi un nucleo fondamentale per l'architettura rurale corbettese.

Costruita su due livelli abitativi scanditi da arcate in mattoni a vista finemente decorate in un gioco di luci ed ombre, la cascina dispone anche di ampie stalle che si propongono al visitatore lungo la strada principale che la collega con la Curta Granda e la vicina Cascina Marzorata.

Il nucleo è noto soprattutto per ospitare una delle più famose immagini votive del castellazzese e senz'altro la più ricca di storia: l'affresco, risalente con tutta probabilità all'Ottocento, è di autore ignoto e probabilmente popolare e rappresenta San Carlo Borromeo in atteggiamento di offerta verso la Madonna col Bambino, indubbiamente a ricordare non solo la presenza ed il forte valore religioso della Madonna del Santuario di Corbetta, ma soprattutto la visita del Santo Cardinale avvenuta sul finire del XVI secolo.

Cascina Cucca o CalzolariModifica

Splendida cascina risalente al XVIII secolo, la Cascina Cucca deriva il proprio nome dai vari passaggi di proprietà succedutisi nel corso dei secoli: essa fu inizialmente eretta dalla famiglia dei Calzolari, proprietari terrieri locali, e passò poi ai Cucchi di Corbetta.

L'edificio, a pianta a "L" si distingue particolarmente per l'area padronale che presenta decorazioni raffinate come finestre ad arco a sesto acuto con vetri colorati e cornici marcapiano in pietra.

L'economia e le cascineModifica

L'economia del paese è stata in passato quasi esclusivamente agricola e lo è in buona parte ancora oggi, in particolare con coltivazioni di cereali quali frumento e mais, anche se diffuso permane essere l'allevamento praticato nelle cascine, in particolare di bovini e suini. Un tempo si coltivavano in maniera intensiva anche riso, segale, avena, ravizzone, colza, lino, canapa, oltre a rinomati allevamenti di bachi da seta.

I principali centri economici del borgo, oltre alla piazza, erano le cascine, le quali si estendevano numerose sul territorio e che ancora oggi si possono enumerare: Corte Grande, Nuova (oggi abbattuta), Mussi o Carcano, Cucca o de' Cucchi, Eta (oggi abbattuta), Carlotta, Carolina, Bertana, da la Mésa e Bottesina.

Rientravano nell'orbita castellazzese anche le vicine cascine Marzorata e Sant'Antonio, comprese nel territorio di Vittuone. Verso Corbetta, comprese nel territorio comunale della città, si trovano anche le cascine Novella e Caprera che ebbero influenza per lungo tempo su Castellazzo de' Stampi.

Col tempo le attività economiche sul borgo sono andate drasticamente riducendosi: un tempo, infatti, si trovavano a Castellazzo, oltre alla già citata centrale ENEL, anche il circolo locale, un'osteria e una rivendita di sali e tabacchi.[13] Oggi, l'unico esercizio commerciale aperto nella frazione, situato nella centralissima Piazza San Carlo, è un bar-pizzeria. Un po' più lontano dal centro, alla Cascina Cucca, è posto l'unico pub della frazione. Altre attività imprenditoriali sono costituite da diverse ditte che si occupano di levigazione di pavimenti, di impianti elettronici a basso consumo energetico e di antennistica.

Lo stemmaModifica

 
Stemma dei Conti Stampa presente nel Palazzo della Ragione di Milano in riferimento a Guido Antonio Stampa, magistrato delle strade.

L'antico stemma del Comune di Castellazzo de' Stampi, corrispondeva sostanzialmente a quello gentilizio dei conti Stampa, feudatari del borgo. Esso consisteva in un inquartato di cui al primo ed al quarto partito spicca un campo d'oro all'aquila di nero, mentre al secondo ed al terzo si trova un partito di verde e d'argento ad un castello o torre (a seconda delle versioni), al naturale, merlato alla ghibellina, sulla partizione.

Dalla soppressione del comune nel 1757 e sino al 1993 lo stemma della frazione, ha coinciso con quello del comune di Corbetta, mentre proprio dalla data di fondazione del comitato di frazione, è stato creato il nuovo simbolo che ancora oggi campeggia nella cotta d'arme del borgo: esso consiste in un campo d'argento alla spiga dorata, uscente da due frecce verdi incurvate, unite in un'unica punta verso il basso. La spiga è indubbiamente l'elemento più forte dello stemma, che accompagnando il gesto delle frecce, radica la frazione e i suoi abitanti alla tradizione agricola del borgo ed alla sua attenzione alla natura.

Il fontanile BorraModifica

 
Il fontanile Borra dopo i recenti restauri (durante la nevicata del dicembre 2008).

Una delle maggiori attrazioni che sicuramente hanno contribuito a rendere celebre Castellazzo de' Stampi sul territorio corbettese, è indubbiamente il fontanile principale che scorre sui suoi territori: la Borra. Esso ha origini molto remote e viene segnalato come corso d'acqua per la prima volta nel 1269 sui rilievi delle acque realizzati sul territorio per l'escavazione del non lontano Naviglio Grande. Esso prendeva tradizionalmente nome dalla famiglia Borri (come si è detto maggiore proprietaria delle terre di Castellazzo da epoche remote) oppure, secondo un'etimologia latina, dal termine borro che stava ad indicare per l'appunto un corso d'acqua.[3]

Dai rilievi comunali realizzati in materia nel 2006 è emerso che ad oggi, il fontanile di Castellazzo è il meglio conservato sul territorio comunale di Corbetta, anche a seguito delle opere di restauro naturalistico-conservativo apportate negli ultimi anni dal comitato locale.

Anche nei recenti restauri, l'intervento dell'uomo si è ridotto al minimo: per rendere più piacevole l'ambiente sono stati creati spazi di ritrovo e un percorso che consenta di illustrare da vicino l'intero corso della "testa" del fontanile, attraversandolo attraverso un piccolo ponte di legno, che costeggia anche una terrazza panoramica da cui è possibile godere un panorama d'insieme del complesso naturalistico. Tracce dell'antica urbanizzazione del fontanile (risalenti soprattutto alla fine dell'Ottocento) si possono trovare lungo tutto il suo percorso, e in particolare sull'antico attraversamento del corso d'acqua, posto a circa 300 metri dall'attuale ponte in legno, seminascosto dalle fronde degli alberi, che consiste ancora oggi in un grande lastrone di granito accompagnato da un segnalivello per controllare l'innalzamento del letto del fontanile. Nei pressi, si può ammirare anche un ponte sopraelevato per consentire il passaggio dell'acqua d'irrigazione proveniente da Corbetta verso i campi di Castellazzo de' Stampi.

Fauna e flora nel fontanile BorraModifica

 
Un airone cinerino

L'area del fontanile, che si estende per quasi un chilometro anche nel territorio corbettese, è stata dichiarata riserva naturale e come tale ospita al proprio interno numerose specie animali tipiche: tra i pesci si riscontrano cavedani, carpe, scazzoni, carassi, vaironi, alborelle, sanguinerole e ghiozzi, mentre tra i volatili fanno la loro comparsa gallinelle d'acqua, germani, aironi, poiane, cormorani, picchi e civette, oltre alla presenza di scoiattoli della specie grigia nordamericana e nutrie. Ultimamente hanno fatto il loro ingresso al fontanile anche due cigni reali.

Per quanto riguarda le specie arboree presenti nell'area del fontanile, la più diffusa è certamente dal XVIII secolo la robinia, la quale però in questo ambiente accompagna anche alcune altre specie autoctone note ai più come melo, sambuco, nespolo, nocciolo, quercia, gelso, acero, noce, pruno, agrifoglio, salice piangente, castagno, betulla, o altre oggi meno diffuse quali frassini, biancospini, ontani, bagolari, ibischi, gelsi di carta, calicanti, pitosfori, corbezzoli, azzeruoli. Sono presenti diffusamente fiori spontanei di sottobosco come la Dactylorhiza romana. Sono presenti moltissime piante d'acqua come la Lemna minor, il Ceratophyllum demersum, la Chara hispida, la Egeria densa o la Vallisneria gigantea.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Durante l'ultimo censimento del 2011 Castellazzo de' Stampi contava 965 abitanti (497 maschi e 468 femmine), compresi nel totale dei 17.830 residenti nel comune di Corbetta.

Nella sua storia, il piccolo borgo ha sempre avuto un'evoluzione demografica tutto sommato crescente, nella quale si registra un picco iniziale dal 1881 al 1911 per via dell'industrializzazione del vicino paese di Corbetta che portò nuovi cittadini e nuovi posti di lavoro anche per i residenti a Castellazzo, tra le due guerre si assiste ad un periodo di stasi che terminerà con il boom economico, dove si ebbe un'ulteriore ripresa della crescita della popolazione.

Gli ultimi censimenti comunali, hanno ravvisato un notevole aumento della popolazione (quasi il 50%) sul suolo castellazzese, essenzialmente per la presenza di nuove unità abitative costruite.

"Abitanti censiti"

 

Età della popolazione (2011)

 

EtnieModifica

Provenienza della popolazione straniera residente
(dati ISTAT al 31 dicembre 2012[14])
  Venezuela 2
  Marocco 1
  Kuwait 1
  Slovenia 1
  Brasile 1

Risiedono a Castellazzo de' Stampi 6 cittadini stranieri, ovvero il 0,51% della popolazione totale.[15]

Lingue e dialettiModifica

Nella frazione è relativamente diffuso il dialetto milanese, mentre è molto presente il dialetto corbettese che differisce dal primo in più punti. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il corbettese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti.[16].

ReligioneModifica

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nella frazione è presente una chiesa sussidiaria cattolica (appartenente alla parrocchia di Corbetta, nell'Arcidiocesi di Milano).

Il Comitato di Castellazzo de' StampiModifica

Nel 1993, sulle ceneri di un precedente Circulìn, opera il Comitato di Frazione di Castellazzo de' Stampi, un'associazione di privati finalizzata alla promozione del territorio e alla tutela delle sue tradizioni. In tali attività il comitato si affianca all'amministrazione comunale di Corbetta pur rimanendo un organismo apolitico. Il comitato di frazione pubblica il trimestrale Abassavoce, distribuito sul territorio della frazione, trattante tematiche di interesse locale e comunale. Nei consigli comunali, il comitato di frazione si avvale della figura del Consigliere delegato per i rapporti con le frazioni, oltre al rapporto diretto tra presidenza del comitato e sindaco.

  • Sede del Comitato di Quartiere - G. Di Vittorio, 1 - 20011 Corbetta (MI)
  • e-mail: comitato.castellazzo@tiscali.it
  • e-mail redazione notiziario: redazione.abassavoce@castellazzodestampi.org

Elenco dei presidenti del Comitato di Frazione di Castellazzo de' StampiModifica

nome carica dal al
Marco Ceruti presidente 1993 in carica

Eventi e culturaModifica

 
La caratteristica processione con la statua di San Giuseppe a Castellazzo de' Stampi
 
Il suggestivo presepe sul fontanile Borra

I principali eventi di Castellazzo includono le seguenti iniziative:

  • 6 gennaio: Festa della Befana
  • 17 gennaio: Falò di Sant'Antonio
  • 19 marzo: Festa patronale di San Giuseppe
  • inizio giugno: Premio Territorio e Premio Culturale Città di Corbetta: consegna dei premi annuali ai benemeriti del borgo e iniziative culturali
  • inizio novembre: Castagnata: castagne e musica presso il parco comunale di Via Zara
  • 8 dicembre: accensione del presepio sul fontanile
  • 25 dicembre - Natale: alla mattina festa in piazza, panettone e vin brulé. Processione al presepio sull'acqua del fontanile e benedizione natalizia. Santa Messa.

IstruzioneModifica

La frazione di Castellazzo de' Stampi non dispone di istituti scolastici. La scuola più vicina era un tempo sita nella vicina località di Cascina Pobbia dove era sorta nell'Ottocento rimanendo attiva sino agli anni '60 del Novecento. Attualmente le uniche alternative sono da ricercarsi nei paesi vicini, soprattutto a Corbetta, Vittuone e Magenta.

Musica, spettacolo e cultura localeModifica

Durante l'anno in più occasioni la banda comunale di Corbetta si esibisce in concerti, tra i quali quello che si tiene in occasione dell'annuale "Premio Territorio". i gruppi di musica popolare e neomelodica sono attivi durante la Festa di San Giuseppe (19 marzo), occasione nella quale si riuniscono anche compagnie di teatro popolare e dialettale. In tali occasioni si sono anche allestite nel parco locale mostre di bonsai, motociclette d'epoca e altre manifestazioni.

SportModifica

Le attività sportive avvengono prevalentemente nel parco comunale di via Zara e presso il campo sportivo, il secondo del territorio comunale, dotato anche di un campo da bocce. A Castellazzo ha sede l'associazione ciclistica Veloclub di Corbetta. Annualmente, a livello sportivo, viene anche organizzata la corsa ciclistica del "Trofeo San Giuseppe" che percorre buona parte delle strade del borgo.

Infrastrutture e trasportiModifica

Castellazzo de' Stampi, assieme a Corbetta, è stato da sempre un punto di passaggio tra i due nodi principali dell'economia italiana, Milano e Torino, anche se solo negli ultimi due secoli si è sviluppato un sistema stradario efficiente che facesse del piccolo borgo un centro facilmente raggiungibile.

Castellazzo è raggiungibile:[17]

  • In auto

Autostrada Milano - Torino
uscita Arluno
Strada Provinciale
ex Strada Statale 11

Castellazzo de' Stampi non dispone di stazioni ferroviarie ne di fermate di autobus di linea ATM o ATINOM. La più vicina stazione ferroviaria, benché la frazione sia sita nel comune di Corbetta, è quella di Vittuone-Arluno, mentre la fermata ATM più vicina si trova nella località Cascina Pobbia.

La frazione gode però del servizio scuolabus promosso dal comune di Corbetta con due fermate (una in Piazza San Carlo e una presso Via Franciosti) e del servizio bus del sabato mattina, che consente ai molti anziani della frazione di raggiungere i punti più salienti della vicina Corbetta.

NoteModifica

  1. ^ Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it Archiviato il 18 aprile 2009 in Internet Archive..
  2. ^ vedi qui, su portaleabruzzo.com. URL consultato il 18 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2013).
  3. ^ a b c d e f Andrea Balzarotti, "Castellazzo de' Stampi - Volti di un borgo tra storia e natura", Amministrazione Comunale, Tipolitografia Crespi-Corbetta, 2008
  4. ^ Opuscolo sulla visita del Card. Borromeo (22 novembre 1577), Archivio Plebano della Collegiata di San Vittore Martire di Corbetta
  5. ^ a b Archivio Storico Lombardo, "Le istituzioni storiche sul territorio lombsrdo XIV-XIX secolo", Regione Lombardia, Direzione Generale Cultura, Milano, 2000
  6. ^ Archivio Comunale di Corbetta, Comune di Cassina Pobbia, 1880
  7. ^ Archivio Plebano di Corbetta, Varie, Cart.VII, Fasc. 1°
  8. ^ G. Mazzatinti "Inventari dei manoscritti delle biblioteche d'Italia", 1897
  9. ^ a b Ambrogio Viviani, Magenta, 4 giugno 1859 - Dalle ricerche la prima storia vera, Milano, 1997
  10. ^ Archivio Plebano di Corbetta, Chiese sussidiarie, Cart.III, Fasc. 2°
  11. ^ Per la famiglia Stampa di Soncino si veda qui Archiviato il 7 marzo 2016 in Internet Archive.
  12. ^ Simonetta Olivares, Vittuone - Frammenti di storia, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone, 1997
  13. ^ I tre esercizi commerciali sono citati nel volume "'Ndèm dònn - quando a Corbetta parlavano le campane" di Livio Aina, Ed. Zeisciu, Corbetta, 2004. ISBN 88-87405-09-3 e nel volume "Castellazzo de' Stampi - Volti di un borgo tra storia e natura" di Andrea Balzarotti, Amministrazione Comunale di Corbetta, Tipolitografia Crespi, Corbetta, 2008
  14. ^ DEMO ISTAT
  15. ^ dati Istat
  16. ^ Si veda in particolare Livio Aina, 'Ndèm dònn - quando a Corbetta parlavano le campane, 2004.
  17. ^ AG, La mia guida ecologica, numero 80, 2006

BibliografiaModifica

  • Archivio Storico Lombardo, "Le istituzioni storiche sul territorio lombsrdo XIV-XIX secolo", Regione Lombardia, Direzione Generale Cultura, Milano, 2000
  • Livio Aina, 'Ndèm dònn - quando a Corbetta parlavano le campane, Ed. Zeisciu, Corbetta, 2004. ISBN 88-87405-09-3
  • Andrea Balzarotti, Castellazzo de' Stampi - Volti di un borgo tra storia e natura, Amministrazione Comunale di Corbetta, Tipolitografia Crespi, Corbetta, 2008

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