Castello di Carew

Castello di Carew
Carew Castle
Carew Castle across Mill Pond.JPG
Stato attualeRegno Unito Regno Unito
Regione/area/distrettoGalles
CittàCarew
Coordinate51°41′54.38″N 4°49′50.37″W / 51.698439°N 4.830659°W51.698439; -4.830659
Mappa di localizzazione: Regno Unito
Castello di Carew
Informazioni generali
Tipofortezza
Costruzione1100 ca.-fine XVI secolo
Visitabile
Sito webwww.carewcastle.com
Informazioni militari
Occupantifamiglia Carew
http://www.castlexplorer.co.uk/wales/carew/carew.html
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Il castello di Carew (in inglese: Carew Castle) è un castello in rovina della cittadina gallese di Carew, nel Pembrokeshire (Galles sud-occidentale), eretto agli inizi del XII secolo[1][2][3][4][5][6][7][8] come fortezza normanna[1][2][3][4][5][6][7][8] e trasformato successivamente in residenza elisabettiana in stile Tudor[1][2][3][4][5][6][7][8]. Si tratta di una delle fortezze più imponenti del Galles meridionale.[4]

Carew (Galles): il castello
Il castello di Carew visto da est
Un'ala interna del castello

DescrizioneModifica

Il castello di Carew è situato in cima ad una collina[4] lungo il corso del fiume Carew[2][4][6], nei pressi del mulino a marea della città[5].

Nell'architettura del castello, costruito in arenaria[7], si evidenziano vari stili architettonici[7].

Della fortezza originaria rimane soltanto una torre, la cosiddetta Old Tower, situata nell'ala orientale[1][3], mentre tre torri e la cappella sono originarie del XIII secolo[2].

L'attuale entrata del castello è situata nell'ala orientale.[4]

All'entrata del castello si trova, la cosiddetta croce di Carew (Carew Cross), una croce celtica alta circa 4 metri e risalente all'XI secolo.[4][6][7][9]

All'interno del castello vivono varie specie di pipistrelli, tra cui una specie protetta, il rinolofo maggiore.[7][8][9]

Nei mesi estivi, all'esterno del castello si svolgono spettacoli teatrali e rievocazioni di eventi bellici.[7][9]

StoriaModifica

Nel luogo dove ora sorge il castello di Carew fu costruito nell'Età del Bronzo un forte con cinque fossati.[2][5]

La fortezza originaria, un motte e bailey, fu costruita intorno all'anno 1100 per volere di Gerald di Windsor, conestabile del Pembrokeshire alle dipendenze di re Enrico I d'Inghilterra.[1][2][3][4][5][6][7][8] Il sito era stato donato a Gerarld in dote nel 1095, quando sposò Helen Nest, figlia di Rhys ap Tewdwr, ultimo re gallese, e considerata la donna più bella del Galles.[2][3][5]

Nel 1109, il figlio di un principe gallese, Owain ap Cadwgan, affascinato dalla bellezza di Nest, scalò - a quanto si dice - le mura del castello, riuscendo a rapirla.[2][5] Soltanto sei anni dopo, Gerald di Windsor sarebbe riuscito a riprendersi sua moglie, dopo aver ucciso Owain in battaglia.[2][5]

Nella metà del XII secolo, il figlio di Gerald, William, che aveva assunto il nome di "de Carew", fece incorporare nell'edificio un'ampia sala.[3]

Le prime menzioni del castello risalgono tuttavia al 1212, quando vi soggiornò re Giovanni, durante il suo viaggio verso l'Irlanda.[1][4]

Nel corso del XIII secolo, il castello fu completamente ricostruito per volere di Sir Nicholas Carew.[1][2][3][4]

La potente famiglia Carew fu però costretta, a causa di problemi finanziari seguiti alla pestilenza nota come Black Death, ad ipotecare il castello nel 1480.[1][3] Il nuovo proprietario divenne così Rhys ap Thomas, che aveva acquisito potere sostenendo i re di York durante la Guerra delle due rose.[1][3][6]: quest'ultimo (che nel 1531 sarebbe stato condannato da re Enrico VII d'Inghilterra per alto tradimento[3]) ordinò l'ampliamento del castello, facendovi aggiungere lussuosi appartamenti in stile Tudor[3][6].

Nel 1558 il castello fu affittato da Sir John Perrot, che era ritenuto uno dei figli illegittimi di re Enrico VIII d'Inghilterra.[1][2][3][4]

Perrot fece intraprendere nuovi lavori di ristrutturazione, che portarono alla demolizione della torre dell'ala nord-orientale e della muraglia settentrionale e alla realizzazione di varie stanze.[1][3][4] Perrot non fece però in tempo a veder terminati i lavori, in quanto morì per cause naturali nella Torre di Londra, dopo essere stato condannato per alto tradimento nel 1591.[1][2][4]

Nel 1607 il castello tornò di proprietà della famiglia Carew.[1]

Tra i proprietari del castello nel corso del XII castello, vi sarebbe stato Sir Roland Rhees, noto per la sua crudeltà.[3] Stando a quanto si tramanda Rhees, era proprietario di una bertuccia di nome Satana, che una notte avrebbe liberato per inseguire un commerciante, presentatosi al castello con la metà del denaro dovuto, e che sarebbe poi morto per lo spavento.[3]

Nel corso della guerra civile inglese, il castello di Carew fu però occupato sia dalle truppe monarchiche che da quelle repubblicane[1] e tornò nuovamente ad essere occupato dalla famiglia Carew nel 1660[1].

Nel 1688/1690 il castello fu definitivamente abbandonato dalla famiglia Carew[1][2][7][8], che si trasferì a Crowcombe Court, nel Somerset [1].

 
Il castello di Carew in un dipinto del 1790-1810 attribuito a Hendrik Frans de Cort

LeggendeModifica

Il castello sarebbe abitato da tre fantasmi, tra cui quello di Helen Nest e quello di Roland Rhees.[6]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Carew Castle, su castlexplorer.co.uk.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Carew Castle, su britainexpress.com.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Carew Castle & Tidal Mill, Pembrokeshire, su tourist-information-uk.com (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2015).
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n Carew Castle, su castlewales.com.
  5. ^ a b c d e f g h i Carew Castle and Tidal Mill, su visitpembrokeshire.com (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2016).
  6. ^ a b c d e f g h i Carew Castle, su medieval-castle.com.
  7. ^ a b c d e f g h i j King, John, Galles, Lonely Planet, Victoria - EDT, Torino, 2001, p. 244
  8. ^ a b c d e f Dragicevich - Atkinson, Galles, Lonely Planet, Victoria - EDT, Torino, 2011, p. 139
  9. ^ a b c Dragicevich - Atkinson, op. cit., p. 140

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica