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Castello di Castel d'Ario
Castello di Castellaro
Castel d'Ario-Castello.JPG
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
CittàCastel d'Ario
Coordinate45°11′28″N 10°58′33″E / 45.191111°N 10.975833°E45.191111; 10.975833Coordinate: 45°11′28″N 10°58′33″E / 45.191111°N 10.975833°E45.191111; 10.975833
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Castel d'Ario
Informazioni generali
TipoCastello medievale
CostruzioneXI secolo-XIII secolo
MaterialeCiottoli, malta, laterizio
Primo proprietarioPrincipato vescovile di Trento
DemolizioneXVIII secolo
Condizione attualeparzialmente in rovina
Proprietario attualeComune di Castel d'Ario
Visitabile
Informazioni militari
Funzione strategicadifesa del borgo
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Castel d'Ario, lapide commemorativa posta sul castello.

Il castello di Castel d'Ario (Castellaro fino al 1867), è un'antica roccaforte risalente al X secolo situata nel centro storico di Castel d'Ario, in provincia di Mantova, che conserva inalterato l'originario impianto urbanistico, oltre ad alcuni edifici e opere difensive, tra cui le cinque torri.

Fu da sempre importante baluardo per le terre di confine per gli Scaligeri, i Bonacolsi e i Gonzaga.

All'interno del castello sorge la Torre della Fame così chiamata perché, a metà Ottocento furono trovati in essa alcuni scheletri, fatti risalire a membri della famiglia di Francesco Pico della Mirandola e dei nipoti e del figlio di Rinaldo Bonacolsi, Francesco, ivi rinchiusi e lasciati morire di fame. Una lapide sulla porta del castello ricorda questa vicenda.[1]
All'interno della torre venne anche rinchiuso nel 1484 Evangelista Gonzaga accusato e poi scagionato di aver tramato una congiura contro il marchese Francesco II Gonzaga.

Documentazione certa comprova che il noto architetto Luca Fancelli si occupò di lavori di restauro eseguiti tra il novembre 1478 ed il giugno 1484.

Il palazzo pretorio, unico edificio recentemente restaurato, è utilizzato come luogo di rappresentanza e sede della biblioteca comunale. Al uso interno sono stati portati alla luce importanti affreschi trecenteschi riferiti alla signoria scaligera.

Indice

NoteModifica

  1. ^ La lapide recita: "QUI TRATTI IN CATENE NEL 1321 SPEGNEVA LA FAME FRANCESCO PICO E I FIGLIUOLI - NEL 1328 LA PROLE E I NEPOTI DI PASSERINO BONACOLSI - DALL'ORRIDA MUDA CHE NE HA RISPETTATO I CEPPI E LE OSSA RIECHEGGI CON VINDICE PIETÀ PER LE VITTIME UN GRIDO DI ESECRAZIONE AI TIRANNI".

BibliografiaModifica

  • Enzo Boriani, Castelli e torri dei Gonzaga nel territorio mantovano, Brescia, 1969.
  • Gabriella Mantovani, Il castello di Castel d'Ario, Mantova, 2012, Sometti.

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