Castello di Celle

Castello di Celle
(Schloss Celle)
Celler Schloss.png
Ubicazione
Stato attualeGermania Germania
RegioneBassa Sassonia
CittàCelle
Coordinate52°37′26.04″N 10°04′39″E / 52.6239°N 10.0775°E52.6239; 10.0775Coordinate: 52°37′26.04″N 10°04′39″E / 52.6239°N 10.0775°E52.6239; 10.0775
Informazioni generali
Tiporesidenza
Stilerinascimentale, barocco
Costruzione1292-XVII secolo
Primo proprietarioOttone II il Severo
Condizione attualeAperto al pubblico
Sito webwww.schloss-celle.de/
Informazioni militari
Noteresidenza del ducato di Braunschweig-Lüneburg dal 1378 al 1705.
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Il castello di Celle (in tedesco: Schloss Celle o Celler Schloss) è un castello in stile rinascimentale e barocco[1] della cittadina tedesca di Celle, nella Landa di Luneburgo (Lüneburger Heide), in Bassa Sassonia (Germania nord-occidentale): il castello, costruito nella forma attuale tra il XVI - XVII secolo[2], ma le cui origini risalgono al 1292[3][4] (è quindi il più antico edificio della città[1]), fu residenza dei duchi di Braunschweig-Lüneburg per quasi tre secoli e mezzo, dal 1378 al 1705[4][5][6]

Il castello di Celle nel 1654
La regina Carolina Matilde di Danimarca, morta nel Castello di Celle nel 1755

CaratteristicheModifica

Il castello è a pianta quadrilatera racchiusa da torri risalenti al XVI secolo.[2] La facciata è ornata da frontoni del 1660 - 1680 che seguono lo stile del Rinascimento del Weser.[2]

Nel castello si trovano, tra l'altro, lo Schlosstheater, un piccolo teatro, fatto costruire dai duchi di Braunschweig-Lüneburg nel 1674 e considerato il più antico teatro di corte della Germania, una cappella risalente al 1485 con arredi rinascimentali, e il Residenzmuseum, parte del Bomann-Museum, dedicato alla storia del Regno degli Hannover.[1][2][7]

StoriaModifica

Il castello di Celle venne fondato originariamente come torre (Wehrturm) - dalle caratteristiche accomunabili ai cosiddetti castelli acquatici o Wasserschlösser - destinata a proteggere un guado attraverso il fiume Aller. Questa prima fortificazione, nota inizialmente come "Kellu", fu eretta dai conti Brunoni intorno all'anno 980 d.C.

Un secondo edificio precursore del castello - rielaborazione della precedente torre - fu eretto nel 1292 per volere del duca Ottone II Severo.[3][4] Ne facevano ancora parte le volte dei sotterranei così come i piani inferiori. I resti ti tale costruzione si trovano oggi al di sotto del teatro del castello. La rocca è attestata per la prima volta nel 1318 come „Castrum Celle“.[1]

In seguito alla Guerra di successione luneburghese, i duchi di Braunschweig-Luneburgo si trasferirono dalla stessa Luneburgo a Celle. Prima conseguenza dello spostamento di capitale fu l'inizio di importanti lavori di rifacimento delle mura e dei fossati: a partire dal 1378 la precedente fortezza dunque inizia la trasformazione in castello.[4][5]

Nel 1705, il castello smise di essere la residenza ufficiale del Ducato di Braunschweig-Luneburgo.[4][5] L'ultimo duca che vi risiedette fu Giorgio Guglielmo (1624 - 1705).[6]

Nel 1775, il castello fu "teatro" della morte della venticinquenne regina di Danimarca Carolina Matilde, che, essendosi resa colpevole di adulterio, fu ivi rinchiusa dal fratello, re Giorgio III d'Inghilterra.[1][3]


Punti d'interesseModifica

SchlosstheaterModifica

CappellaModifica

La cappella gotica risale al 1485.[2]

Fu ricostruita in stile manierista su progetto di Jan de Vos, autore anche di 76 dei dipinti (tra cui spicca "La Crocifissione") che la decorano.[5]

ResidenzmuseumModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Region Celle: Das Herzogschloss in Celle
  2. ^ a b c d e A.A.V.V., Germania Nord, Touring Club Italiano, 2003 - 2009
  3. ^ a b c A.A.V.V., Guida Express - Germania, Sitigrass, 2006, p. 334
  4. ^ a b c d e A.A.V.V., Germania [Deutschland], Karl Baedecker, Ostfildern - De Agostini, Novara, 1992, p. 115
  5. ^ a b c d Egert-Romanowska - Omilanowska, Małgorzata, Germania, Dorling Kindersley, London, 2000 - Mondadori, Milano, 2002, p. 427
  6. ^ a b Marco Polo - Lüneburger Heide, Mairdumont, Ostfildern, 2006, p. 44
  7. ^ Ivory, Michael, Le Guide Traveler di National Geograpghic - Germania, National Geographic Society, New York, 2004 - White Star, Vercelli, 2005, p. 134

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Collegamenti esterniModifica

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