Apri il menu principale
Castello di Chenal
Tour Chenal
Castello di Chenal e rocce.jpg
Ubicazione
StatoSavoie flag.svg Contea di Savoia
Stato attualeItalia Italia
RegioneValle d'Aosta Valle d'Aosta
CittàMontjovet
Coordinate45°43′48.8″N 7°40′18.7″E / 45.730222°N 7.671861°E45.730222; 7.671861Coordinate: 45°43′48.8″N 7°40′18.7″E / 45.730222°N 7.671861°E45.730222; 7.671861
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Chenal
Informazioni generali
TipoCastello romanico
CostruzioneXIII secolo-XV secolo
Condizione attualeLiberamente visitabile
Visitabile
Il castello sul sito della Regione Valle d'Aosta
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Il castello di Chenal o tour Chenal, è un castello valdostano che si trova nella frazione di Chenal a pochi chilometri dal comune di Montjovet.

Indice

Cenni storiciModifica

Il castello di Chenal sorge all'interno del sito archeologico di Chenal, che conserva numerose incisioni rupestri, pietre coppellate preistoriche e croci di probabile epoca medievale.

 
Incisione rupestre all'interno della cinta muraria del castello.

Il castello venne fatto costruire verso la metà del XIII secolo dalla famiglia dei signori di Chenal, poi passato in dote ad Alexia, unica figlia dell'ultimo signore di Chenal, che lo portò al marito Ebalo I di Challant della famiglia Challant. Eretto strategicamente a picco sul sistema di faglie a rigetto verticale dell'"Ospizio Sottile", su di una roccia montonata "serpentinitica[1] e in contatto visivo col vicino castello di Saint-Germain a cui era ancillare, fu essenzialmente un posto di blocco militare durante tutto il periodo medioevale.[2]

Nel 1438 il conte Francesco di Challant vendette il castello ad Amedeo VII di Savoia.[2]

Attualmente il castello è allo stato di rudere dopo secoli di abbandono.[2]

ArchitetturaModifica

 
Piantina del castello (Carlo Nigra)

Il castello è costruito in pietra: in parte con rocce di serpentinite, pietra reperibile localmente ma poco adatta alla messa in opera per la scarsa resistenza e la facilità di sfaldatura e di rottura sotto carico, in parte con granito del Monte Bianco, ottimo materiale da costruzione che venne ricavato dai massi erratici trasportati dal ghiacciaio balteo, particolarmente usato per le strutture portanti come gli angoli o gli archi d'ingresso in forma naturale o appena sbozzata.[3]

Ciò che resta dell'edificio ha una pianta essenzialmente quadrangolare con delle mura esterne danneggiate. La parte più importante del complesso è costituita dai resti di una torre quadrata di sei metri per lato che aveva le funzioni di torre d'avvistamento sulla depressione sottostante il castello che ospitava la principale via di collegamento della zona.[2]

Entro le mura si conservano anche i resti di alcuni fabbricati di servizio.[4]

NoteModifica

  1. ^ Francesco Prinetti, p. 27 e 51.
  2. ^ a b c d Descrizione su www.finesettimana.it, su finesettimana.it. URL consultato il 5 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2011).
  3. ^ Francesco Prinetti, p. 26 e 188.
  4. ^ Mauro Minola, Beppe Ronco, p.23.

BibliografiaModifica

  • Mauro Minola, Beppe Ronco, Valle d'Aosta. Castelli e fortificazioni, Varese, Macchione ed., 2002, p. 23, ISBN 88-8340-116-6.
  • André Zanotto, Castelli valdostani, Quart (AO), Musumeci, 2002 [1980], ISBN 88-7032-049-9.
  • Francesco Prinetti, Andar per sassi. Le rocce alpine fra natura e cultura. Valle d'Aosta, Canavese, Valsesia, Quart (AO), Musumeci, 2010, p. 26, ISBN 978-88-7032-857-8. (fonte)
  • Carlo Nigra, Torri e castelli e case forti del Piemonte dal 1000 al secolo XVI. La Valle d'Aosta, Quart (AO), Musumeci, 1974, p. 32.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Valle d'Aosta: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Valle d'Aosta