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Castello di Monselice
Monselice castello2.jpg
Ingresso al castello e Castelletto
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàMonselice-Stemma.png Monselice
Coordinate45°14′30.3″N 11°45′09.4″E / 45.24175°N 11.752611°E45.24175; 11.752611Coordinate: 45°14′30.3″N 11°45′09.4″E / 45.24175°N 11.752611°E45.24175; 11.752611
Informazioni generali
StileRomanico, Gotico
CostruzioneXI secolo-XVIII secolo
MaterialeCiottoli, trachite, mattoni
VisitabileVisitabile tutti i giorni, dal lunedì alla domenica. Le visite guidate partono alle ore 9.00 - 10.00 - 11.00 - 15.00 - 16.00 - 17.00
Informazioni militari
Funzione strategicaDifesa del territorio, militare
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Il castello di Monselice è un complesso di edifici composto di quattro nuclei principali, più una rocca, tutti edificati e ristrutturati tra l'undicesimo e il sedicesimo secolo. La parte più antica, sulla destra entrando dal portone nella Corte Grande, è il Castelletto, con l'annessa Casa Romanica, edificati tra l'XI e il XII secolo. Sulla sinistra sorge la massiccia sagoma della torre di Ezzelino, del XIII secolo. Al centro, come nucleo di collegamento fra i due edifici esistenti, viene realizzato nel XV secolo il Palazzo Marcello. Sulla cima della collina sorge una rocca edificata da Ezzelino III da Romano su ordine dell'imperatore Federico II di Svevia.

Infine la biblioteca del castello, che sorge sull'ampia spianata antistante la torre di Ezzelino, ricavata in un edificio preesistente alla fine del XVI secolo. La torre è costruita da Ezzelino III da Romano nel XIII secolo, nell'ambito di un potenziamento militare-difensivo della seconda cerchia di mura della città. All'inizio del XIV secolo, quando la città viene conquistata dai Carraresi, i grandi stanzoni del palazzo di Ezzelino vengono suddivisi in sale di minori dimensioni, parzialmente adibite ad abitazione civile.

Indice

StoriaModifica

Storia anticaModifica

 
La torre di Ezzelino

Nel corso del XIV secolo i Carraresi riutilizzano anche la parte più antica del complesso, realizzando nella Casa Romanica una grande sala del consiglio e costruiscono all'interno del castello tre caratteristici e monumentali camini veneti, che possiamo ammirare a tutt'oggi.

Dopo la conquista di Monselice da parte della Repubblica di Venezia, nel XV secolo, il castello passa in proprietà alla nobile famiglia dei Marcello che ne completa la trasformazione in residenza civile, edificando il palazzetto di collegamento fra la torre di Ezzelino e la parte romanica. In questo edificio di bello stile gotico, allargato al piano intermedio della torre, i Marcello ricavano la loro residenza privata. La configurazione definitiva del castello, così come la vediamo oggi, è già quasi completa alla fine del Quattrocento: mancano solo la biblioteca, del tardo Cinquecento, la sistemazione del cortile veneziano interno e la cappella privata della famiglia edificata nel Settecento.

Nei primi anni dell'Ottocento la proprietà del castello passa dai Marcello ad altre famiglie dell'aristocrazia locale e incomincia un lento e inarrestabile degrado di tutto il complesso, con la spogliazione di mobili ed oggetti dell'arredo interno. Alla fine del secolo la proprietà passa ai conti Giraldi, da cui perviene per asse ereditario alla famiglia Cini. Nel corso della prima guerra mondiale il castello viene requisito per scopi militari dal Regio Esercito, che lo lascerà, completamente devastato, nel 1919.

Il restauroModifica

 
Il castello dall'inizio della salita

È il conte Vittorio Cini che comincia a pensare, negli anni trenta, a un radicale restauro e ripristino di tutto il complesso, da adibire a sua residenza di rappresentanza. L'idea si concretizza nel 1935, quando un'équipe di tecnici e restauratori comincia a lavorare sotto l'attenta direzione dell'architetto Nino Barbantini. L'équipe procede prima a un restauro completo di tutti gli edifici e successivamente all'arredo di tutte le sale interne, con mobili, oggetti, e arazzi, rigorosamente appartenuti alle epoche di costruzione dei singoli edifici, terminando il gigantesco lavoro nel 1942. L'idea guida di questo straordinario ripristino non è stata quella di creare un museo storico ma di portare idealmente l'ospite o il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo. Tutto è infatti al suo posto nelle singole stanze: tavoli, sedie, quadri, letti, soprammobili, attrezzi da cucina, in una magica atmosfera, come se per incanto dovessero riapparire gli antichi abitatori di questi luoghi, dal Medioevo al Rinascimento, per riprenderne possesso e riviverci le gesta eroiche o quotidiane delle loro epoche.

Nel 1954, il castello è teatro di una spettacolare rapina da parte di tre malviventi, che ne scavalcano le mura, impadronendosi di numerosi pezzi di pregio[1].

Dal 1981 il complesso è passato in proprietà alla Regione Veneto ed è aperto al pubblico da marzo a novembre.

NoteModifica

  1. ^ Così i ladri espugnarono la fortezza, in La Notte, 23 febbraio 1954.

BibliografiaModifica

  • Maurizio De Marco, Monselice e il suo Castello, edizione 2004

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