Castello di Poggiodiana

Castello di Poggiodiana
Ribera (AG) - Castello di Poggiodiana (4).jpg
I resti del castello
Ubicazione
StatoRegno di Sicilia
Stato attualeItalia Italia
RegioneSicilia
CittàRibera
Coordinate37°30′34.94″N 13°14′32.65″E / 37.509706°N 13.242403°E37.509706; 13.242403Coordinate: 37°30′34.94″N 13°14′32.65″E / 37.509706°N 13.242403°E37.509706; 13.242403
Mappa di localizzazione: Sicilia isola
Castello di Poggiodiana
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Condizione attualeRuderi
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Il castello di Poggiodiana, detto anche castello di Poggio Diana o castello di Misilcassino si trova a Ribera, in provincia di Agrigento ed è situato su una collina a circa 200 metri d'altezza.

StrutturaModifica

 
Castello di Poggiodiana. Particolare della torre
 
Castello di Poggiodiana

Del castello rimangono parte delle mura perimetrali e due torri, una quadrangolare e una cilindrica, di 25 metri di altezza e circa 30 metri di circonferenza, di particolare interesse per il caratteristico coronamento a beccatelli.

Sviluppato su circa 3000 di superficie con una pianta irregolare, dal lato nord svettava su uno strapiombo di oltre 300 metri, ai cui piedi scorre il fiume Verdura, ad est si scorge l'abitato di Ribera.

La fortezza era chiusa saldamente da un allineamento di fabbricati interni alti circa 20 metri e rinforzata da un secondo muro di difesa.

Da un portone a sesto acuto si raggiungeva un secondo cortile, dove insisteva il posto di guardia con l'alloggio degli armigeri e l'armeria, e si aprivano i magazzini e la scuderia. Dal cortile, grazie a delle scale, si saliva ai piani superiori, dove i Signori alloggiavano nei vasti appartamenti[1].

StoriaModifica

Il castello fu costruito nel XII secolo dai Normanni a difesa delle piccole comunità vicine e delle terre tra il Platani (Eraclea Minoa) e Triocala (Caltabellotta), e conosciuto fino al XIV secolo col nome saraceno di Misilcassino, ossia luogo di discesa a cavallo.

Concesso alla famiglia Maletta, da questi passò per eredità a Scaloro degli Uberti che resosi reo di fellonia si vide confiscare il castello che venne dato ai Monterosso per passare successivamente ai Chiaramonte[2] ed a Guglielmo Peralta[3].

Nel XV secolo passò in possesso dei conti Luna, in memoria di questi ha cambiato denominazione per prendere infine definitivamente l'appellativo di castello di Poggiodiana in onore della nobildonna Diana Moncada, figlia del principe di Paternò Luigi Guglielmo Moncada e moglie di Vincenzo Luna.

Il Castello e RiberaModifica

 
Stemma del Comune di Ribera, raffigurante la torre del Castello di Poggiodiana

Esiste un forte legame tra gli abitanti di Ribera ed il Castello di Poggiodiana.

La torre merlata è infatti raffigurata nello stemma del Comune che ha la seguente descrizione[4]:

«D'azzurro, al monte di tre cime di verde su cui sorge una torre d'oro, merlata alla ghibellina, mattonata, aperta e finestrata di nero sinistrata da un sole raggiante, pure d'oro. Motto: ALLAVAM-SIGNAT-ALBA»

La radio cittadina porta il nome di Radio Torre Ribera[5] (sempre in onore della torre del castello) ed in passato è anche esistita una emittente televisiva denominata Tele Torre Ribera[6].

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ I Castelli - CASTELLO DEI CONTI LUNA DI POGGIO DIANA (RIBERA), in TuttoAgrigento, sito turistico ed economico della Provincia di Agrigento. URL consultato il 17 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2007).
  2. ^ Antonino Marrone, Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390), 2006, p.431.
  3. ^ Ribera: Il Castello di Poggiodiana...e le altre torri del territorio, in CilibertoRibera.it. URL consultato il 17 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2011).
  4. ^ Decreto reale del 27 febbraio 1927.
  5. ^ Sito ufficiale, in Radio Torre Ribera. URL consultato il 17 ottobre 2009.
  6. ^ TV Memories. Le emittenti TV scomparse - Agrigento, in RadioTv Sicilia. URL consultato il 22 febbraio 2011.

BibliografiaModifica

  • Raimondo Lentini, Giuseppe Scaturro, Misilcassim seu Poggiodiana. Un castello a Ribera, Ribera, 1996.

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