Castello di Rivoli

castello di Rivoli, Italia
Castello di Rivoli
Castellorivoli5.jpg
Visione di insieme
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàRivoli
IndirizzoPiazza Mafalda di Savoia
Coordinate45°04′12.1″N 7°30′36.9″E / 45.070028°N 7.51025°E45.070028; 7.51025Coordinate: 45°04′12.1″N 7°30′36.9″E / 45.070028°N 7.51025°E45.070028; 7.51025
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneIX-X secolo
Uso[[Museo d'arte contemporanea, Residenza Sabauda Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco
Realizzazione
ArchitettoAscanio Vittozzi
Carlo
Amedeo di Castellamonte
Michelangelo Garove Filippo Juvarra Carlo Randoni Andrea Bruno
ProprietarioComune di Rivoli in comodato alla Regione Piemonte
CommittenteCasa Savoia
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Castello di Rivoli
(EN) Residences of the Royal House of Savoy
CastelloRivoli.JPG
Tipoarchitettonico
CriterioC (i) (ii) (iv) (v)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1997
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea è sede del Museo d'Arte Contemporanea ospitato all'interno di un edificio di interesse storico situato, Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco a Rivoli, circa 15 km a ovest di Torino, in Piemonte.

Storia e descrizioneModifica

Una primitiva costruzione risale, con ogni probabilità, al IX secolo, posta a guardia sopra il piccolo rilievo collinare dietro il centro storico di Rivoli; un primo documento scritto è del 1159, in un diploma con il quale l'imperatore Federico I Barbarossa cedeva i territori rivolesi ai vescovi di Torino. Tuttavia, sul finire del XII secolo, i Savoia ne presero possesso, in quanto posizione strategica tra Torino e la Val di Susa.

Fu poi Amedeo IV di Savoia, intorno al 1245, a far costruire una vera struttura fortificata. Nel XV secolo, vi transitò qui la Sacra Sindone, per la prima volta in Piemonte. Già in possesso dei Savoia dal 1457, la Sacra reliquia fu spesso spostata a protezione da guerre e trafugatori. La duchessa Jolanda ne ordinò una breve ostensione rivolese, prima dell'ostensione presso Pinerolo, durante la Pasqua del 1478, e il rientro del Lenzuolo a Chambéry.

La costruzione del castelloModifica

Con il trattato di Cateau-Cambrésis del 1559, venne stabilito che il duca Emanuele Filiberto I di Savoia non potesse abitare in Torino finché non avesse avuto un erede maschio. È proprio per questo motivo, che la primitiva fortificazione venne modificata e ingrandita a residenza provvisoria del duca. Il progetto di ampliamento fu dato ad Ascanio Vitozzi, tuttavia, nel 1562, il duca Testa di Ferro ebbe l'erede tanto atteso (Carlo Emanuele I), ed entrò in Torino.
Il progetto vitozziano fu ripreso e parzialmente modificato, qualche decennio dopo, da Carlo ed Amedeo di Castellamonte, ed i lavori si dissero conclusi nel 1644. Tutto il complesso fu concepito a pianta rettangolare, quindi sviluppato in altezza, partendo da un piano rialzato rispetto alla base, a sua volta sovrastato da altri due piani. Nelle stesso periodo venne realizzata la cosiddetta Manica Lunga. Si tratta di un edificio più basso e distaccato dal castello, connesso soltanto da un passaggio pedonale, molto stretto e lungo ben 120 metri in direzione sud-ovest-ovest. La Manica serviva come luogo di rappresentanza, pinacoteca sabauda, scuderie e alloggi per la servitù.

All'inizio del XVIII secolo, sia il castello sia la Manica, vennero incendiati e saccheggiati dai francesi, a causa della guerra di successione spagnola. Dopo l'assedio del 1706, Vittorio Amedeo II di Savoia riprese il possesso dei territori e ordinò la ristrutturazione dei danni subiti, affidando dapprima i lavori ad Michelangelo Garove, che ingrandì la "Manica Lunga", poi, dopo la morte di questi, ad Antonio Bertola. Quest'ultimo seguì i cantieri ancora per tre anni, finché non intervenne Filippo Juvarra nel 1716; il celebre architetto infatti, aveva in mente un grandioso progetto, ma i lavori non furono completati. Furono finiti soltanto gli ampliamenti delle due ali simmetriche orientali, ma fu lasciata una facciata incompiuta. Nel 1730, Vittorio Amedeo II visse qui la sua pazzia: pur avendo abdicato in favore del figlio, non ne volle sapere di lasciar perdere gli affari, e cercò di spodestare Carlo Emanuele III, il quale, di concerto con il suo ministro il marchese Ormea, decise di rinchiudere il padre nella residenza rivolese. Per l'occasione, l'edificio venne nuovamente modificato: furono aggiunte grate alle finestre e fu chiuso l'accesso alla Manica Lunga. Nel 1794 poi, furono eseguiti alcuni rimaneggiamenti da parte di Carlo Randoni, per un uso almeno parziale della residenza.

Nel 1863 poi, il castello fu affittato all'amministrazione comunale rivolese, che ne fece una caserma militare, per la cifra di 2.000 lire al mese. Nel 1883 quindi, venne direttamente acquistato dal Comune di Rivoli, per la cifra di 100.000 lire. Venne qui trasferita la biblioteca civica, e vennero conservati alcuni mobili ai Savoia, mentre il resto dell'edificio rimase caserma.

La seconda guerra mondiale distrusse buona parte degli edifici: i primi interventi architettonici post-bellici furono fatti con la semplice intenzione di non far crollare definitivamente la struttura.

Nel 1946 Il Castello fu adibito a Casinò Municipale. Assiduo frequentatore della roulette era Vittorio De Sica. Il Casinò chiuse dopo pochi mesi.[1]

In vista dei festeggiamenti per il centenario dell’Unità d’Italia, grazie all’interessamento di Umberto Chierici, il soprintendente ai Monumenti del Piemonte, anche al Castello di Rivoli vengono destinati dei fondi per il restauro. I primi rilievi vengono realizzati dal giovane architetto torinese Andrea Bruno. Purtroppo l’iniziativa non verrà portata a termine dato che i fondi impegnati bastavano a malapena per riparare i danni della struttura. Qualche anno dopo, nel 1967, lo stesso Bruno procederà ad abbattere le parti marcescenti dell’atrio, realizzate ad inizio ‘900.

L’edificio nel 1978 versava in condizioni disastrose, le infiltrazioni d’acqua avevano intaccato i muri, le volte, i dipinti, gli stucchi, causando i primi crolli. Al secondo piano il cedimento di una volta farà si che la Regione Piemonte decidesse di prendere in carico l’edificio per 30 anni, impegnandosi a restaurarlo e poi aprirlo al pubblico.

I lavori prendono il via nell’agosto del 1979 per concludersi con l’inaugurazione del Museo d’Arte Contemporanea il 18 dicembre del 1984.

La scelta del restauro fu quella di mantenere le testimonianze superstiti dando importanza a tutti i momenti della vita del Castello, partendo dall’interruzione del cantiere juvarriano, passando per il lavoro di fine settecento di Carlo Randoni sino agli interventi per i militari.

Andrea Bruno evita di realizzare falsificazioni e completamenti, rispettando l’architettura, che diventa immagine reale della storia e delle vicissitudini della struttura. Ed ecco che esternamente come internamente sono stati conservati stucchi, cornici, dipinti danneggiati dalle ingiurie del tempo e dall’ incuria degli uomini.

Il restauro, per fornire ai visitatori un senso di finito della residenza sabauda, prevede per due sale l’esempio di integrazione. La scelta è ricaduta su una sala al primo piano appartenente al periodo juvarriano, dove viene realizzato il pavimento seguendo i progetti d’archivio, l’altra posta al secondo, appartenente alla stagione randoniana di fine settecento.

Bruno passa poi a valorizzare l’atrio non finito, ad installare lo sporto panoramico che sbuca dalla grande parete in mattoni del Castello, la grande scala sospesa, come anche la passerella che permette di passare sopra alla grande volta della sala 18, mettendo in dialogo passato e contemporaneità.

Una parte delle sale non presenta alcuna decorazione, e cede il passo a quelle connotate dagli ambienti che possiedono ricche decorazioni e che rimandano ai fasti della dinastia e ai momenti importanti vissuti da questa a Rivoli.

Parallelamente si procede, qualche tempo dopo, a restaurare la Manica Lunga, il luogo destinato all’esposizione delle collezioni di pittura di Carlo Emanuele I. A differenza del Castello, qui le scale e gli ascensori sono collocati all’esterno, vengono concepiti trasparenti per dar modo al visitatore di osservare la struttura non finita dall’alto. Andrea Bruno, pioniere nel concepirne la reversibilità, impiega ex-novo materiali moderni, sottolineando nuovamente questo rapporto tra contemporaneo e passato.

A Rivoli contenitore e contenuto dialogano insieme, i frescanti del passato dialogano con gli artisti di oggi.

La Missione del Castello di Rivoli Museo d'Arte ContemporaneaModifica

La missione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è quella di promuovere la comprensione della nostra epoca attraverso l’arte e la cultura, coinvolgendo il pubblico locale e internazionale per favorire la crescita sociale e civile del territorio nel quale opera. Oltre a collezionare ed esporre opere d’arte, il Museo è un centro per la creatività, la ricerca, l’educazione e lo sviluppo della cultura soprattutto nel campo dell’arte contemporanea in una riflessione sul presente che passa attraverso una relazione dinamica col passato. Il Castello di Rivoli è inoltre un punto di riferimento per il mondo artistico, stabilendo per la prima volta in Italia il modello di un museo dedicato al contemporaneo. Con le sue esposizioni innovative e le sue radicali performance artistiche, dalla sua fondazione nel 1984, il Museo d’Arte Contemporanea si è sviluppato tenendo conto dell’unicità dell’edificio barocco che lo ospita. Progettato nel 1718 da Filippo Juvarra, il Castello è costante fonte di ispirazione per gli artisti invitati, stimolando la creazione di nuove opere pensate specificamente per la Collezione Permanente del Museo.

Agendo sia negli spazi fisici del Castello sia in quelli virtuali, come il suo sito Internet e altre piattaforme digitali, il Museo è un centro vitale per la sperimentazione, che promuove significativi artisti di più generazioni, molteplici provenienze geografiche e culturali. Il Museo dà vita a questo processo curando una coerente programmazione espositiva e di eventi pubblici che, oltre a rendere fruibile la Collezione, include l’organizzazione di mostre temporanee inedite e interdisciplinari.

Conservare ed esporre opere d’arte è un compito centrale del museo ma – da solo – non è sufficiente per le funzioni e gli obiettivi di un museo d’arte contemporanea del XXI secolo. Un’identità che si forma attraverso l’incontro e l’apertura esige infatti un rinnovamento ininterrotto, in sintonia con la rapida e profonda evoluzione della società.

Uno dei caratteri distintivi del Castello di Rivoli è l’attenzione nei confronti di diversi campi espressivi; il Museo collabora attivamente con altre istituzioni culturali ospitando rappresentazioni teatrali, concerti, rassegne cinematografiche così come seminari e conferenze. Promuove inoltre simposi e tavole rotonde dedicate ad altre discipline come la letteratura, la filosofia, la musica e ad aree  quali ad esempio il restauro, la conservazione, comprendendo anche le scienze fisiche e naturali.

Operando sul territorio piemontese e in dialogo con numerose istituzioni museali italiane e internazionali, con il suo Dipartimento Curatoriale, il Dipartimento Educazione, il Centro di Ricerca, la Biblioteca, gli archivi e il centro multimediale, il Castello di Rivoli opera come imprescindibile centro di cultura artistica contribuendo alla sua diffusione, valorizzazione e studio attraverso la produzione di cataloghi e pubblicazioni di elevato valore scientifico e avanzati programmi educativi.

La Collezione include opere di proprietà del Museo, opere in deposito a lungo termine acquistate per il Museo da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, opere provenienti dalla Fondazione Rivetti e, più recentemente, dalla Collezione Cerruti. La Collezione video è stata acquistata grazie al supporto di Compagnia di San Paolo.

Il Museo ha il sostegno della Regione Piemonte, Fondazione CRT, Città di Torino, Città di Rivoli e di altri patrocinatori e benefattori.

Mostre dal 1984 a oggiModifica

                    Ouverture. Arte Contemporanea

dal 19 dicembre 1984

Giovanni Anselmo - Richard Long - Per Kirkeby

dicembre 1984 – marzo 1985

Bernd & Hilla Becher. Fördertürme - Chevalements - Mineheads - Castelletti di estrazione

12 luglio – 25 agosto 1985

Rennweg. Christian Ludwig Attersee - Gunter Brus - Hermann Nitsch - Walter Pichler - Arnulf Rainer

25 ottobre – 1 dicembre 1985

Gilbert & George. Death - Hope - Life – Fear

dal 24 ottobre 1985


Nicola De Maria . Cinque o sei lance spezzate a favaore del coraggio e della virtù

dal 18 dicembre 1985


Il museo sperimentale di Torino. Arte italiana degli anni Sessanta nelle collezioni della Galleria Civica d'Arte Moderna

dicembre 1985 – febbraio 1986


Frank O. Gehry

26 marzo – 11 maggio 1986


Modus Vivendi. Ulay & Marina Abramovic 1980-1985

18 aprile – 8 giugno 1986


Camp five. Hamish Fulton

18 aprile – 8 giugno 1986

Lucio Fontana. La cultura dell'occhio

20 giugno – 28 settembre 1986


Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre

19 dicembre 1986 – 29 marzo 1987


Ouverture II. Sul Museo

maggio 1987

Carl Andre. Sculture

22 maggio – 6 settembre 1987


Karel Appel. Dipinti, sculture e collages

9 ottobre – 29 novembre 1987


Standing Sculpture

17 dicembre 1987 – 30 aprile 1988


Donald Judd, Richard Paul Lohse, Klaud Mettig

4 giugno – 30 settembre 1988


Joan Mirò. Viaggio delle figure

4 giugno – 18 settembre 1988


Jannis Kounellis

28 ottobre 1988 – 12 febbraio 1989


Alberto Giacometti

6 dicembre 1988 – 26 febbraio 1989


James Lee Byars. The Palace of Good Luck

12 aprile – 11 giugno 1989

Piano Nobile. Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Francesco Lo Savio, Piero Manzoni, Mimmo Rotella, Emilio Vedova

aprile – settembre 1989


Luciano Fabro

28 giugno – 17 settembre 1989


Domenico Bianchi, Alan Charlton, Günther Förg, Barbara Kruger, Toon Verhoef

6 ottobre – 3 dicembre 1989


Arnulf Rainer

15 febbraio – 29 aprile 1990


Mario Merz. Terra elevata o la storia del disegno

15 maggio – 23 settembre 1990


Capolavori su carta. Opere espressioniste dal Museum Ludwig di Colonia: la collezione Josef Haubrich

21 settembre – 2 dicembre 1990


Arte & Arte. Dara Birnbaum, Rebecca Horn, Sol LeWitt, Michelangelo Pistoletto, Alberto Savinio, Cindy Sherman, Ettore Spalletti

15 febbraio – 31 maggio 1991


Letteratura Artistica: Documenti del Novecento in Italia

5 aprile – 31 maggio 1991


Anteprima 1 : Giulio Paolini

4 maggio – 30 giugno 1991


Sguardo di Medusa. Jean-Marc Bustamante, Clegg  & Guttmann, Peter Fischli/David Weiss, Günther Förg, Andreas Gursky, Thomas Ruff, Andres Serrano, Laurie Simmons, Thomas Struth, Jeff Wall

5 luglio – 27 settembre 1991


Burri. Cellotex 91

2 ottobre – 27 settembre 1991


Giuseppe Penone

15 novembre 1991 – 9 febbraio 1992


Nuove acquisizioni : Carla Accardi, Pier Paolo Calzolari, Richard Longi, Fausto Melotti

11 dicembre 1991


Anteprima 2 : Wim Delvoye

12 dicembre 1991 – 26 gennaio 1992


Piero Manzoni

6 febbraio – 3 maggio 1992


Anteprima 3 : Marco Bagnoli

27 marzo – 31 maggio 1992


Jan Vercruysse. Tombeaux (Stanza)

27 marzo – 31 maggio 1992


Post Human

2 ottobre – 22 novembre 1992


Anteprima 4 : Guillaume Bijl

2 ottobre  – 22 novembre 1992


Mario Giacomelli

2 ottobre – 29 novembre 1992


Anteprima 5 : Annette Lemieux

10 dicembre 1992 – 10 gennaio 1993


Un'avventura internazionale. Torino e le arti 1950-1970

5 febbraio – 25 aprile 1993

Da Brancusi a Boltanski. Fotografie d'artista 1920-1940

1 ottobre – 28 novembre 1993


Enzo Cucchi

1 ottobre – 31 dicembre 1993


Keith Haring

3 febbraio – 30 aprile 1994


Gabetti e Isola. Architetture

10 marzo – 24 aprile 1994


Carla Accardi

24 giugno – 28 agosto 1994


Soggetto Soggetto. Una nuova relazione nell'arte oggi

24 giugno – 28 agosto 1994


Pier Paolo Calzolari

23 settembre – 20 novembre 1994


Helmut Newton

23 settembre – 27 novembre 1994


L'Orizzonte. Da Chagall a Picasso, da Pollock a Cragg. Capolavori della Collezione dello Stedelijk Museum di Amsterdam

18 dicembre 1994 – 23 aprile 1995


Joel-Peter Witkin

5 giugno – 17 settembre 1995


Marlene Dumas / Francis Bacon

5 giugno – 1 ottobre 1995

Haim Steinbach

27 ottobre – 31 dicembre 1995


Max Neuhaus. Evocare l'udibile

27 ottobre – 31 dicembre 1995


Collezionismo a Torino

15 febbraio – 21 aprile 1996


Collezioni di Francia

15 febbraio – 21 aprile 1996


Max Ernst - Sculture

16 maggio – 15 settembre 1996


Il logos del corpo vivente. Quattordici artiste tedesche

16 maggio – 15 settembre 1996


Bertrand Lavier

17 ottobre 1996 – 12 gennaio 1997


Collaborations : Warhol-Basquiat-Clemente

17 ottobre 1996 – 19 gennaio 1997


On Kawara

20 febbraio – 20 aprile 1997


Sipario. Balla, De Chirico, Savinio, Picasso, Paolini, Cucchi

20 febbraio – 25 maggio 1997


Andy Warhol. Dipinti per bambini

20 febbraio – 29 giugno 1997


Pittura italiana da Collezioni italiane. Alighiero&Boetti, Anselmo, Arienti, Burri, Clemente, De Maria, Griffa, Lo Savio, Marisaldi, Merz, Pisani, Toderi

5 giugno – 21 settembre 1997


Anton Corbijn

5 giugno – 28 settembre 1997

Maurizio Cattelan. Tre installazioni per il Castello

25 settembre 1997 - 18 gennaio 1998


Arte Americana 1975-1995 dal Whitney Museum of American Art. Identità multiple

20 ottobre 1997 – 18 gennaio 1998

Cara Accardi. Installazione per i bambini

4 febbraio – 3 maggio 1998

Martin Kippenberger. Respektive 1997-1976

10 febbraio – 13 aprile 1998


Sunshine & Noir. Arte a Los Angeles 1960-1997

8 maggio – 23 agosto 1998


Grazia Toderi

17 ottobre – 20 dicembre 1998


Emilio Vedova

17 ottobre 1998 – 17 gennaio 1999


Enrica Borghi. La Regina, installazione per i bambini

21 dicembre 1998 – 30 maggio 1999


Nuovo allestimento della Collezione permanente

24 marzo 1999


Mona Hatoum

24 marzo – 23 maggio 1999


Olafur Eliasson. Un progetto per il Castello

24 marzo – 23 maggio 1999


Helmut Newton per la Manica Lunga

24 marzo – 30 maggio 1999


Giulio Paolini. Padiglione dell'Aurora

6 maggio 1999


Andreas Gursky. Fotografie 1994-1998

4 giugno – 12 settembre 1999


Alessandra Tesi. Un progetto per il Castello

4 giugno – 12 settembre 1999


David Salle

1 ottobre – 12 dicembre 1999


Elizabeth Peyton. Un progetto per il Castello

1 ottobre 1999 – 16 gennaio 2000


Quotidiana. Immagini della vita di ogni giorno nell’arte del XX secolo

5 febbraio – 21 maggio 2000


Hannah Starkey. Un progetto per il Castello

5 febbraio – 21 maggio 2000


Roni Horn

21 aprile – 18 giugno 2000


Paola Pivi

21 aprile – 18 giugno 2000


Merce Cunningham

29 giugno – 10 settembre 2000


Mirror’s Edge. Il bordo dello specchio

5 ottobre 2000 – 14 gennaio 2001



Franz Ackermann B.I.T. (Back in Town)

5 ottobre 2000 – 14 gennaio 2001

Nuclei abitativi. Segno Arte – Archivio on Line di Michelangelo Pistoletto

18 novembre 2000 – 5 febbraio 2001


Arte povera in Collezione

6 dicembre 2000 – 2 dicembre 2001

Armando Testa

21 febbraio – 13 maggio 2001


Stefano Arienti. Il tempo considerato come una spirale di pietre semipreziose

21 febbraio – 10 giugno 2001


Musei per un nuovo millennio. Idee Progetti Edifici

30 maggio – 26 agosto 2001

Keiichi Tahara. Piemonte. Una definizione fotografica

30 maggio – 26 agosto 2001


Teresita Fernández

30 maggio - 16 settembre 2001


Anna Gaskell

17 ottobre 2001 – 13 gennaio 2002


Form Follows Fiction. Forma e finzione nell'arte di oggi

17 ottobre 2001 – 27 gennaio 2002


Shirin Neshat

30 gennaio – 5 maggio 2002


Francesco Vezzoli

30 gennaio – 5 maggio 2002


Wolfgang Tillmans

20 febbraio – 5 maggio 2002

Arte in video

30 aprile – 2 giugno 2002


The Rock Furniture

22 maggio – 1 settembre 2002


Bruna Esposito

22 maggio – 1 settembre 2002

Raymond Depardon. Piemonte. Una definizione fotografica

22 maggio – 1 settembre 2002


Francis Alÿs. Matrix 2

22 maggio – 1 settembre 2002

Nan Goldin. Il giardino del diavolo

23 ottobre 2002 – 12 gennaio 2003

Thomas Demand

23 ottobre 2002 – 26 gennaio 2003


Transavanguardia

13 novembre 2002 – 23 marzo 2003

I Moderni / The Moderns

16 aprile – 3 agosto 2003

Arata Isozaki: Electric Labyrinth

16 aprile – 24 agosto 2003

Alessandra Tesi

21 maggio – 29 giugno 2003

Janet Cardiff: le opere e le collaborazioni con George Bures-Miller

21 maggio – 31 agosto 2003

Vanessa Beecroft

8 ottobre 2003 – 25 gennaio 2004


Nel paese della pubblicità

5 novembre 2003 – 29 febbraio 2004

William Kentridge

10 gennaio – 29 febbraio 2004


Pierre Huyghe

21 aprile – 18 luglio 2004


Schermo delle mie brame. Come la pubblicità ha cambiato la vita degli italiani (1954 -2004)

7 luglio – 12 settembre 2004


Franz Kline (1910-1962)

20 ottobre 2004 – 30 gennaio 2005


Mario Merz

12 gennaio – 27 marzo 2005


nuove generazioni. Candice Breitz. Mother + Father (Madre + Padre)

16 febbraio – 24 aprile 2005


Volti nella folla. Immagini della vita moderna da Manet a oggi

6 aprile – 10 luglio 2005


nuove generazioni. Yang Fudong

2 giugno – 24 luglio 2005


Dall’occhio elettronico. Opere della collezione video del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

21 settembre – 16 ottobre 2005


T1. La sindrome di Pantagruel / The Pantagruel Syndrome

11 novembre 2005 – 19 marzo 2006


Concetto, Corpo e Sogno. Lawrence Weiner, Susan Hiller, Dan Graham, Joseph Kosuth, Joan Jonas

28 marzo – 30 luglio 2006


Libri, Books, Bücher

29 aprile – 30 luglio 2006


Carlo Mollino. Arabeschi

20 settembre 2006 – 7 gennaio 2007


Claes Oldenburg Coosje van Bruggen. Scultura per caso /  Sculpture by the Way

25 ottobre 2006 – 25 febbraio 2007


La Fabbrica Comunica. Cento anni d’industria torinese

15 novembre 2006 – 28 gennaio 2007


Manifesti, passioni e sentimenti. 60 anni di pubblicità e propaganda nella collezione di manifesti Dino Villani - Sipra

8 marzo – 29 aprile 2007

Dalla terra alla luna: metafore di viaggio

4 aprile - 26 agosto 2007


Una rosa non ha denti: Bruce Nauman negli anni Sessanta / A Rose Has No Teeth: Bruce Nauman in the 60s

23 maggio – 9 settembre 2007


Gilbert & George. La grande mostra / Major Exhibition

17 ottobre 2007 – 13 gennaio 2008


Dipingere la vita moderna / The Painting of Modern Life

6 febbraio – 4 maggio 2008


Una stanza tutta per sé / A Room of One’s Own

2 aprile 2008 – 18 gennaio 2009


Roberto Cuoghi. Šuillakku

6 maggio – 27 luglio / 2 - 28 settembre 2008


Per una collezione di fotografia. Acquisizioni per la GAM dal Progetto Arte Moderna e Contemporanea CRT

10 giugno – 31 agosto 2008


T2 - 50 Lune di Saturno / 50 Moons of Saturn

6 novembre 2008 – 1 febbraio 2009


Thomas Ruff

18 marzo – 21 giugno 2009


Che fare? / What is to be done?

Ana Prvacki, Nedko Solakov, Massimo Grimaldi, Mark Leckey,Dan Perjovschi

3 aprile – 21 giugno 2009

Gianni Colombo

16 settembre 2009 – 5 aprile 2010


tutto è connesso. ricerche e approfondimenti nell’arte dell’ultimo decennio attraverso la collezione

8 giugno 2010 – 9 gennaio 2011

Coinvolgimenti. Vito Acconci “Film=Landscape, Video=Close-Up”

8 giugno – 26 settembre 2010


Exhibition, Exhibition

21 settembre 2010 – 9 gennaio 2011


Philippe Parreno. From November 5 Until They Fall Down

5 novembre 2010


John McCracken

22 febbraio – 19 giugno 2011

Andro Wekua. A Neon Shadow

3 maggio – 4 settembre 2011

Tutto è connesso 2

24 maggio – 18 settembre 2011


Robin Rhode. Paries Pictus

20 settembre 2011

Arte Povera International

9 ottobre 2011 – 19 febbraio 2012


Le Scatole Viventi / The Living Boxes

9 ottobre 2011 – 29 aprile 2012


Russian Cosmos

17 dicembre 2011 – 26 febbraio 2012

Thomas Schütte. Frauen

22 maggio – 23 settembre 2012

Oltre il muro / Beyond The Wall

15 giugno 2012

La storia che non ho vissuto (testimone indiretto)

16 settembre – 18 novembre 2012


Paola Pivi. Tulkus 1880 to 2018

9 novembre 2012 - 6 gennaio 2013

Ana Mendieta. She Got Love

29 gennaio – 16 giugno 2013


Disobedience Archive (The Republic)

23 aprile – 30 giugno 2013


Marinella Senatore. Costruire Comunità

6 ottobre 2013 – 2 febbraio 2014


One Torino. Illy Present Future Award Exhibition

Naufus Ramírez-Figueroa – Vanessa Safavi – Santo Tolone

7 novembre 2013 – 12 gennaio 2014


Jan Dibbets. Un’altra fotografia / Another Photography

9 aprile – 13 luglio 2014


Ritratto dell’artista da giovane

10 giugno – 21 settembre 2014


Percorsi n._1. Gli italiani visti dalla televisione. Da Lascia o raddoppia? a Carosello

2 luglio – 16 novembre 2014

Sophie Calle. MAdRE

11 ottobre 2014 – 15 marzo 2015


Intenzione manifesta. Il disegno in tutte le sue forme

11 ottobre 2014 – 25 gennaio 2015


Illy Present Future Prize 2013 Exhibition

Caroline Achaintre & Fatma Bucak

6 novembre 2014 – 11 gennaio 2015


Tutttovero. La nostra città la nostra arte Torino 2015

25 aprile – 8 novembre 2015


Videocontaminazioni. Fiction / Reality

29 maggio – 2 agosto 2015


Andrea Bruno. Progettare l’esistente

26 giugno – 11 ottobre 2015


Uriel Orlow. Made / Unmade

26 giugno – 11 ottobre 2015


L’albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte. Lara Favaretto

10 ottobre 2015 – 10 gennaio 2016

Francesco Jodice. American Recordings

17 ottobre 2015 – 24 gennaio 2016


Paloma Varga Weisz. Root of a Dream

27 ottobre 2015 – 24 gennaio 2016


Illy Present Future Prize 2014 Exhibition

Rachel Rose

6 novembre 2015 – 10 gennaio 2016


Giovanni Anselmo. Mentre la mano indica, la luce focalizza, nella gravitazione universale si interferisce, la terra si orienta, le stelle si avvicinano di una spanna in più…

6 aprile – 25 settembre 2016

Ed Atkins

27 settembre 2016 – 29 gennaio 2017

Wael Shawky

3 novembre 2016 – 5 febbraio 2017


Illy Present Future Prize 2015 Exhibition

Alina Chaiderov

4 novembre 2016 – 5 marzo 2017


L’emozione dei COLORI nell’arte

In collaborazione con la GAM-Torino

14 marzo – 23 luglio 2017


Un taglio contemporaneo. Capolavori dalla Collezione permanente

25 luglio – 31 dicembre 2017


Anna Boghiguian

19 settembre – 7 gennaio 2018

Gilberto Zorio

2 novembre 2017 – 6 marzo 2018


Illy Present Future Prize 2016 Exhibition

Cécile B. Evans

3 novembre 2017 – 7 gennaio 2018


Metamorfosi – Lasciate che tutto vi accada

6 marzo – 2 settembre 2018


Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti

6 marzo 2018 – 4 novembre 2018


Nalini Malani: La rivolta dei morti. Retrospettiva 1969-2018. Parte II

18 settembre 2018 – 17 gennaio 2019


Ottobre 1968. “arte povera più azioni povere” agli Arsenali di Amalfi

13 ottobre 2018 – 31 marzo 2019


Hito Steyerl. The City of Broken Windows / La città delle finestre rotte

1 novembre 2018 – 1 settembre 2019


Cally Spooner. Everything Might Spill. Premio illy Present Future 2017

3 novembre 2018 – 6 gennaio 2019


Andy Warhol. Due capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti

22 gennaio – 22 aprile 2019


Cuore di tenebra – Castello di [[1]]

OGR – Officine Grandi Riparazioni, Torino

1 febbraio – 19 maggio 2019


Harald Szeemann: Museum of Obsessions / museo delle ossessioni

26 febbraio – 26 maggio 2019


Anri Sala AS YOU GO

26 febbraio – 23 giugno 2019


The Piedmont Pavilion

COMBO, Venezia

8 maggio 2019 – 20 luglio 2019


Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi alle opere della Collezione Cerruti. Capitolo 1

11 maggio 2019 – 5 gennaio 2020


Dall’argilla all’algoritmo. Arte e tecnologia. Dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Gallerie d’Italia, Milano

31 maggio – 8 settembre 2019


Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi alle opere della Collezione Cerruti. Capitolo 2

8 luglio 2019 – 5 gennaio 2020


Aria, Fiori, Sale. Opere dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

8 luglio – 26 ottobre 2019


D’après Leonardo

9 luglio 2019 – 5 gennaio 2020


Yuri Ancarani. Le radici della violenza

8 luglio – 10 novembre 2019


For an Imaginist Renewal of the World. Pellizza da Volpedo (Taner Ceylan), Pinot Gallizio (with Constant, Giorgio Gallizio, Asger Jorn, Jan Kotik and Piero Simondo), Piero Simondo, Mario Merz

Chiesa di San Domenico, Alba (CN)

23 settembre – 10 novembre 2019


CRRI / The Dena Archives

8 ottobre 2019 – 20 febbraio 2020


Michael Rakowitz. Legatura imperfetta

8 ottobre 2019 – 19 gennaio 2020


Marinella Senatore. The School of Narrative Dance, Johannesburg Una mostra e una parata

The Centre for the Less Good Idea, Johannesburg

10-27 ottobre 2019


Giuseppe Penone: Incidenze del vuoto

Complesso Monumentale di San Francesco, Cuneo

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

12 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020


Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa Omaggi alle opere della Collezione Cerruti. Capitolo 3 – Elisa Sighicelli, Lumenombra Lumenicta, 2019

31 ottobre 2019 – 19 gennaio 2020


Claudia Comte. Come crescere e avere sempre la stessa forma

31 ottobre 2019 – 12 luglio 2020


Premio Illy 2018 – Pedro Neves Marques in collaborazione con HAUT. Becoming Male in the Middle Ages

1 novembre 2019 – 23 febbraio 2020


Giorgio Morandi. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti

25 febbraio – 30 agosto 2020


James Richards. Alms for the Birds

25 febbraio – 30 agosto 2020

Renato Leotta. Sole

25 febbraio – 30 agosto 2020


Di fronte al collezionista. La collezione di Uli Sigg di arte contemporanea cinese

25 febbraio – 30 agosto 2020

Villa CerrutiModifica

Villa Cerruti, inaugurata a maggio 2019, custodisce la straordinaria collezione di Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015), imprenditore e collezionista scomparso nel 2015 all’età di 93 anni. Quasi trecento opere di pittura e scultura che spaziano dal medioevo al contemporaneo, a cui si aggiungono circa duecento libri rari e antichi dalle legature preziose, fondi oro, e più di trecento mobili e arredi tra i quali importanti tappeti e scrittoi di celebri ebanisti: un viaggio nella storia dell’arte, dai mobili alle arti antiche, dal Rinascimento all’Ottocento fino alla modernità, per una collezione privata di altissimo pregio, difficilmente

paragonabile ad altre in Europa e nel mondo. Capolavori che vanno dalle opere Bernardo Daddi e Pontormo a quelle di Renoir, Modigliani, Kandinsky, Klee, Boccioni, Balla e Magritte, per arrivare a Bacon, Burri, Warhol, De Dominicis e Paolini.

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, grazie a un accordo firmato nel luglio 2017 con la Fondazione Francesco Federico Cerruti, è il primo museo d’arte contemporanea al mondo a includere, nelle sue collezioni, una raccolta enciclopedica del passato. L’intenzione è di creare un modello nuovo di museo in cui l’arte del passato è osservata da prospettive contemporanee innescando un dialogo unico tra collezioni, artisti d’oggi e i capolavori del passato.


Villa Melano

Sotto il castello, esisteva un'antica costruzione conventuale dei Ordine dei frati cappuccini risalente al XII secolo; a causa dell'occupazione napoleonica in Torino agli inizi del XIX secolo, la struttura conventuale fu poi convertita a casa signorile, di cui l'ultimo proprietario fu tal Mario Melano, che morì nel 1926. La villa fu quindi lasciata in stato di abbandono, diventando un luogo di leggende e di misteri. Venne quindi parzialmente demolita nel 2011 per fare un albergo, tuttavia non ancora realizzato.

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UbicazioneModifica

Il castello si trova a Rivoli, in piazza Mafalda di Savoia (già piazza Castello).

NoteModifica

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