Castello di Spezzano

castello nel comune italiano di Fiorano Modenese (MO)

Il castello di Spezzano, detto anche rocca Coccapani, è la struttura militare più importante del territorio di Fiorano Modenese, sede, inoltre, del Museo della ceramica e dell'acetaia comunale.

Castello di Spezzano
Castro Spezani
Framestorming 01.jpg
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
CittàFiorano Modenese
Indirizzovia del Castello 12‒14 ‒ Spezzano ‒ Fiorano Modenese (MO)
Coordinate44°31′18.31″N 10°50′48.12″E / 44.521752°N 10.846699°E44.521752; 10.846699
Mappa di localizzazione: Italia
Castello di Spezzano
Informazioni generali
CostruzioneXI secolo-XVI secolo
Proprietario attualecomune di Fiorano Modenese
Visitabilesi
Sito webPagina sul sito comunale
Gianna Dotti Messori e Alberto Venturi, Fiorano Modenese oggi, da settemila anni, con le fotografie di Beppe Zagaglia, Fiorano Modenese, 2001.
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

StoriaModifica

 
Castello di Spezzano, angolo nord-est

L'edificio esiste, probabilmente, dall'XI secolo anche se i primi documenti che ufficialmente ne parlano sono più recenti. Il più antico è in Sacramentum Extimatoris, una rubrica degli statuti del comune di Modena del 1225, in cui viene chiamato Castro Spezani[1][2]. In epoca medioevale il complesso si presentava con un mastio, le torri, la cinta muraria, qualche casa, il pozzo interno alle mura, granai, fienili, magazzini ed una cappella dedicata a Sant'Agata[2]. Nel 300 venne scavato il fossato e l'ingresso era sovrastato da una torre con ponte levatoio[1]. Il ponte levatoio fu demolito e ricostruito nel 1795 per via del suo grave stato di degrado[2].

Il castello svolse, almeno fino al XV secolo, la funzione di difendere e proteggere la popolazione oltre che costituire un ottimo luogo d'osservazione per l'arrivo dei nemici grazie alla sua collocazione geografica. La sua capacità di difesa militare venne messa sicuramente alla prova il 19 maggio 1355 quando resistette per quindici giorni ad un assedio di duemila cavalli e mille fanti degli estensi senza che gli invasori riuscissero ad espugnarlo[1][2].

 
Spezzano: il castello ed il borgo "del Poggio"

Nel 1393 il marchese di Ferrara Alberto V d'Este concesse in feudo il castello a Marco I Pio, signore di Carpi[1]. Nello stesso anno Alberto venne a mancare e Niccolò III d'Este, succeduto al padre Alberto, riconfermò il feudo a Marco I Pio nel 1405[3].

Nei primi anni del 1500 Alessandro Pio di Savoia ereditò dal padre Giberto II il castello di Spezzano e decise di renderlo una delle cinque sedi podestarili[1]. Da questo momento in avanti il maniero iniziò il suo percorso che lo porterà ad essere sempre meno utilizzato per scopi militari e sempre più come residenza politico-amministrativa del signore. Marco Pio decise di fare costruire il suo palazzo sulle mura ed i lavori iniziarono nel 1529[3].

Sul finire del XVI secolo, Marco III Pio di Savoia era signore di Sassuolo e quindi anche di Fiorano e Spezzano, nell'esercizio del suo potere decise di fare demolire la cappella dedicata a Sant'Agata e di utilizzare il materiale così prodotto per la costruzione del palazzo nel castello di Spezzano[2][3].

 
Castello di Spezzano, cappella: altare con paliotto in scagliola, opera dell'artista Giammarco Mazzelli nel 1699

Alla morte di Marco III Pio di Savoia, nel 1599, il castello passò al duca di Modena e Reggio Cesare d'Este, alla cui casata rimase per trent'anni fino a che, nel 1629, l'intero feudo e la rocca passarono al marchese Guido Coccapani[1]. Alfonso Coccapani, figlio di Guido, prese formalmente possesso di Fiorano all'inizio di giugno 1651. Spezzano rimase il capoluogo del marchesato, ed in particolare il Castello di Spezzano fu residenza del governatore o podestà o commissario agli ordini del marchese e che lo rappresentava tanto nell'amministrazione civile che in quella giudiziale[4]. Dopo di lui lo ereditò Filippo Antonio Coccapani (1660 - 1723). Coccapani decise di fare costruire una cappella dedicata a Maria Vergine, fece costruire nel 1699 un altare con paliotto dell'artista carpigiano Giammarco Mazzelli[2].

Quando Filippo Antonio Coccapani morì il 5 marzo 1723 il castello passò quindi al figlio Luigi che lo mantenne fino alla sua morte nel 1755[4]. A Luigi succedette il figlio Ludovico Coccapani, ultimo feudatario di Spezzano.

Nel 1797 il castello ottenne il titolo di Rocca o palazzo nazionale[1].

A partire dal 1809 cessa l'autonomia di Spezzano che viene accorpata al Comune di Sassuolo e di conseguenza ha fine ogni funzione pubblica ancora in essere del castello che diventa esclusivamente residenza della famiglia Coccapani in affitto dal regio demanio[5]. Nel 1811 Luigi Maria Coccapani riottenne la proprietà del castello per decreto reale[5]. Nel periodo che va dal 1862 al 1890, i Coccapani effettuarono consistenti restauri ed ampliamenti della struttura.

Nei primi del 1900 la proprietà del castello passò ai conti Pignatti Morano[1].

Nel 1982 il comune di Fiorano Modenese lo acquistò rendendolo di proprietà pubblica.

Cronologia dei proprietariModifica

 
Castello di Spezzano, interno: fondale in cuoio dipinto illustrante lo stemma della famiglia Coccapani Bevilacqua

Di seguito è riportata la cronologia dei proprietari noti.

A partire dal Proprietario
... ignoto
XI secolo signoria dei Da Spezzano[1][6]
XIII secolo signoria dei Da Castello[1][6]
1393 Marco I Pio
...
1499 Giberto II Pio di Savoia
1500 Alessandro Pio di Savoia
1527 Enea Pio di Savoia
1525 Giberto III Pio di Savoia
1554 Ercole Pio di Savoia
1571 Marco III Pio di Savoia
(con reggenza dello zio Enea fino al 1594)
1599 Cesare d'Este
1629 Guido Coccapani
1651 Alfonso Coccapani
1660 Filippo Antonio Coccapani
1723 Luigi Coccapani
1755 Ludovico Coccapani
1796 regio demanio
1811 Luigi Maria Coccapani
...
inizi 1900 Pignatti Morano
...
1982 comune di Fiorano Modenese

Camera della RagioneModifica

La camera della Ragione, situata poco dopo l'ingresso dal ponte levatoio sulla sinistra, venne utilizzata fin dal 1629 per le riunioni del consiglio comunale[7]. La stanza nei primi anni del 1600 era arredata con due scrivanie di noce e tre sedie più un grande banco per scrivere, all'interno era inoltre custodito, con tanto di lucchetti, un baule contenente i registri dell'Estimo, i verbali delle deliberazioni consiliari, il codice delle leggi ed i registri delle spese e delle entrate[7].

Nella seconda metà del 1800 la camera della Ragione venne destinata a contenere una collezione di armi antiche che venne donata da Paolo Coccapani Imperiali al Museo Civico di Modena nel 1898[7].

Galleria delle battaglieModifica

 
Castello di Spezzano, fronte settentrionale

Al primo piano del castello, nella parte nobile, si trova la "Galleria delle battaglie". Si tratta di un corridoio affrescato restaurato e riportato alla luce nel 1992 poiché in precedenza era stato ricoperto e quindi non visibile. Gli affreschi raffigurano le gesta che Alfonso I d'Este duca di Ferrara, Modena e Reggio fece realizzare tra il 1527 ed il 1531[1]. Enea Pio commissionò i dipinti per celebrare le più importanti imprese di Alfonso I d'Este a cui la famiglia Pio aveva partecipato, come la battaglia di Polesella del 1509 o la battaglia di Ravenna del 1512[1].

Sala delle veduteModifica

 
Una delle vedute della sala raffigurante il palazzo ducale di Sassuolo

Situata al piano terra si trova la sala più grande del castello denominata "Sala delle vedute", così chiamata per gli importanti affreschi rappresentanti appunto "vedute" delle località dei dintorni così com'erano nella seconda metà del XVI secolo. Le cinquantasette immagini furono scelte per magnificare la potenza dei Pio mostrando tutti i loro possedimenti ripartiti nelle cinque podesterie di Sassuolo, Spezzano, Formigine, Brandola e Soliera. L'artista Cesare Baglione le dipinse su commissione del signore di Sassuolo Marco III Pio di Savoia che considerava il maniero sua residenza estiva e preferita. I dipinti furono realizzati probabilmente tra il 1595 ed il 1596[8]. Gli affreschi furono restaurati per la prima volta nel 1735 dal marchese Luigi Coccapani, poi nell'Ottocento ed anche nel 1990[1].

Prigioni / Acetaia comunaleModifica

Nella torre pentagonale nell'angolo sud-est vi erano quattro prigioni destinate alla detenzione dei condannati. Le prigioni erano posizionate verticalmente una per piano, quasi tutte senza finestre e prive di servizi igienici[7]. I prigionieri fecero delle incisioni sule pareti delle celle, alcune delle quali tuttora visibili grazie al rinvenimento durante i restauri di fine 1900.

Inaugurata nel 2008 l'ex prigione collocata più in alto è stata adibita dall'amministrazione di Fiorano Modenese ad acetaia comunale[9]. In questa sala sono presenti tre batterie di botti comunali per la produzione dell'Aceto Balsamico Tradizionale[9]. Nel castello di Spezzano, dal 2005, vengono organizzati dei corsi annuali di degustazione ed avvicinamento all'aceto balsamico nel mese di ottobre[9].

Museo della ceramicaModifica

 
Castello di Spezzano, ala meridionale
 
Mostra della ceramica situata all'interno del castello

Il museo della ceramica raccoglie reperti originali, ricostruzioni e laboratori per raccontare l'evoluzione della tecnologia produttiva della maiolica. Il museo è stato aperto al pubblico per la prima volta nel luglio del 1998[1] inizialmente con un'unica sezione dedicata al periodo storico più antico. Dal maggio 1999, al termine dei lavori di ristrutturazione del castello di Spezzano, è stata introdotta anche una seconda sezione, che illustra la tradizione ceramica dal periodo medievale all’industrializzazione contemporanea[10].

Sezione storicaModifica

La sezione storica del Museo della Ceramica nasce con l’obiettivo di illustrare la storia millenaria della produzione ceramica del territorio del distretto della ceramica modenese, capirne lo sviluppo e disegnare un percorso che possa far comprendere non solo l’evoluzione dei tipi, delle forme e del gusto di decorare la ceramica, ma anche le tecniche utilizzate per produrre la ceramica e gli strumenti utilizzati per la foggiatura e cottura della ceramica, dalle prime produzioni neolitiche a quelle contemporanee[11].

La sezione storica si apre con una sala dedicata alla cultura di Fiorano ovvero alla fase più antica del neolitico in Italia con reperti provenienti dagli scavi effettuati negli anni quaranta da Fernando Malavolti in località Fornaci Carani[12]. I resti dell'insediamento neolitico si trovarono ad oltre 4 metri di profondità ed erano composti da fondi di capanne, pozzetti, focolari, strumenti in selce, manufatti in pietra verde levigata oltre a reperti ceramici[12].

Nel maggio 1999[1] nella sezione storica furono aggiunti anche i rinvenimenti datati a partire dal neolitico fino all'epoca romana.

Sezione attualeModifica

La sezione attuale è frutto della stretta collaborazione tra l’amministrazione comunale di Fiorano Modenese e importanti gruppi industriali del distretto ceramico, che partecipano esponendo alcuni prodotti emblematici sotto il profilo tecnologico, artistico e del successo commerciale. Le sale della sezione attuale si propongono di creare un raccordo concreto tra il passato e la dinamica e tumultuosa attività del distretto industriale ceramico, situato in Emilia-Romagna, nella valle del Secchia, tra le città di Modena e Reggio Emilia[13].

Sezione contemporaneaModifica

Dal settembre 2004[14] la sezione contemporanea viene costantemente aggiornata ed abbraccia gli anni a partire dal 2000 in poi. I materiali esposti nella sezione contemporanea del Museo sono stati principalmente acquisiti a partire dal 1997. Gli allestimenti, in stile minimale e ideati appositamente per l’esibizione di opere contemporanee, sono opera dell’architetto Giovanni Levanti, mentre le illustrazioni relative ai processi della ceramica, sia quelli tradizionali sia quelli più moderni e tecnologici, sono di Giovanni Cimatti.

La sezione contemporanea si nutre delle opere inviate da artisti, designer e architetti alle varie edizioni della Biennale della Ceramica che dal 1997 sono indette dal Museo della Ceramica. Ciò permette di completare le collezioni del Museo con una raccolta di opere contemporanee di qualità, completando così un ciclo espositivo che, dai primordi della produzione ceramica, arriva fino agli esiti di massima sofisticazione dal punto di vista tecnologico ed espressivo nell’utilizzo dei materiali ceramici.

Nella sezione contemporanea sono state individuate quattro grandi aree: artistica, design, ceramiche d’architettura e innovazione e ricerca tecnologica[15].

Sezione manodoperaModifica

Il 13 aprile 2014[16] è stata inaugurata la sezione manodopera che oltre alla raccolta di materiale e reperti storici è dotata di un allestimento multimediale interattivo con il visitatore che può quindi interagire con il museo per accedere a filmati ed audio oltre che visionare oggetti e macchinari. La sezione occupa 300 m² ed è situata nei sotterranei del castello di Spezzano[16].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Gianna Dotti Messori e Alberto Venturi, Il Castello di Spezzano, in Fiorano Modenese oggi, da settemila anni, con le fotografie di Beppe Zagaglia, Fiorano Modenese, 2001, pp. 103-114.
  2. ^ a b c d e f Gianna Dotti Messori, Il castello, in Spezzano una comunità, un castello, Fiorano Modenese, Comune di Fiorano Modenese, 1990, pp. 25-30, ISBN non esistente.
  3. ^ a b c Gianna Dotti Messori, Il Palazzo dei Pio e la chiesa di S. Giovanni Evangelista, in Spezzano una comunità, un castello, Fiorano Modenese, Comune di Fiorano Modenese, 1990, pp. 43-47, ISBN non esistente.
  4. ^ a b Guido Bucciardi, Il feudo Coccapani, in Fiorano nelle vicende storiche del castello e del santuario dalle origini al 1859, Tipografia Pontificia ed Arcivescovale dell'"Immacolata Concezione", 1934, pp. 167-204.
  5. ^ a b Gianna Dotti Messori, Epilogo, in Spezzano una comunità, un castello, Fiorano Modenese, Comune di Fiorano Modenese, 1990, pp. 107-110, ISBN non esistente.
  6. ^ a b "Spezzano: le origini e il castello" sul sito comunale Archiviato il 26 dicembre 2015 in Internet Archive.
  7. ^ a b c d Gianna Dotti Messori, La Comunità di Spezzano, in Spezzano una comunità, un castello, Fiorano Modenese, Comune di Fiorano Modenese, 1990, pp. 65-72, ISBN non esistente.
  8. ^ "La Sala delle Vedute" sul sito comunale Archiviato il 26 dicembre 2015 in Internet Archive.
  9. ^ a b c Acetaia comunale nel castello di Spezzano Archiviato il 17 novembre 2015 in Internet Archive.
  10. ^ Gianna Dotti Messori, Il museo della Ceramica di Fiorano Modenese da una storia territoriale al contesto europeo, in Il museo della ceramica di Fiorano Modenese. Dal Focolare al distretto Industriale, Ayuntamiento de Onda e Comune di Fiorano Modenese, 2004, p. 27.
  11. ^ Donato Labate, La Sezione Storica del Museo della Ceramica di Fiorano Modenese, in Il museo della ceramica di Fiorano Modenese. Dal Focolare al distretto Industriale, Ayuntamiento de Onda e Comune di Fiorano Modenese, 2004, p. 31.
  12. ^ a b Gianna Dotti Messori e Alberto Venturi, Archeologia, in Fiorano Modenese oggi, da settemila anni, con le fotografie di Beppe Zagaglia, Fiorano Modenese, 2001, pp. 43-48.
  13. ^ Tullio Sorrentino, L’Età Attuale, in Il museo della ceramica di Fiorano Modenese. Dal Focolare al distretto Industriale, Ayuntamiento de Onda e Comune di Fiorano Modenese,, 2004, pp. 47-48.
  14. ^ Raccolta contemporanea del museo della ceramica sul sito del comune di Fiorano Modenese, su comune.fiorano-modenese.mo.it. URL consultato il 4 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2015).
  15. ^ Rolando Giovannini, La Raccolta Contemporanea, in Il museo della ceramica di Fiorano Modenese. Dal Focolare al distretto Industriale, Ayuntamiento de Onda e Comune di Fiorano Modenese, 2004, pp. 61-66.
  16. ^ a b Museo della ceramica sul sito del comune di Fiorano Modenese, su comune.fiorano-modenese.mo.it. URL consultato il 4 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2015).

BibliografiaModifica

  • Gianna Dotti Messori, Spezzano una comunità, un castello, Fiorano Modenese, Comune di Fiorano Modenese, 1990, ISBN non esistente.
  • Gianna Dotti Messori e Alberto Venturi, Fiorano Modenese oggi, da settemila anni, con le fotografie di Beppe Zagaglia, Fiorano Modenese, 2001.
  • Francesco Ceccarelli-Maria Teresa Sambin De Norcen, Lo Stato dipinto. La Sala delle Vedute nel castello di Spezzano, Marsilio, Venezia 2011.

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