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Castellalto
comune
Castellalto – Stemma Castellalto – Bandiera
Castellalto – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Teramo-Stemma.svg Teramo
Amministrazione
SindacoVincenzo Di Marco[1] (Lista Civica Insieme per Castellalto) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate42°40′37.62″N 13°49′04.14″E / 42.677117°N 13.817817°E42.677117; 13.817817 (Castellalto)Coordinate: 42°40′37.62″N 13°49′04.14″E / 42.677117°N 13.817817°E42.677117; 13.817817 (Castellalto)
Altitudine492 m s.l.m.
Superficie34,18 km²
Abitanti7 575[2] (30-6-2017)
Densità221,62 ab./km²
FrazioniCampogrande, Casemolino, Castelbasso, Castelnuovo Vomano, Feudo, Fosso Cupo, Guzzano, Mulano, Petriccione, San Cipriano, San Gervasio, Santa Lucia, Villa Torre, Villa Zaccheo
Comuni confinantiBellante, Canzano, Cellino Attanasio, Cermignano, Mosciano Sant'Angelo, Notaresco, Teramo
Altre informazioni
Cod. postale64020
Prefisso0861
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT067011
Cod. catastaleC128
TargaTE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanticastellaltesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castellalto
Castellalto
Castellalto – Mappa
Posizione del comune di Castellalto all'interno della provincia di Teramo
Sito istituzionale

Castellalto è un comune italiano di 7.575 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo.

Il comune fa parte della Comunità montana del Vomano, Fino e Piomba. Il capoluogo è sito sulla cima di un colle, in posizione panoramica, lungo il crinale tra le vallate del Tordino e la Valle del Vomano.

Indice

StoriaModifica

 
Piazza Mercato

Il reperto più antico del paese è un bronzetto italico all'ellenistica, del III-II secolo a.C., rinvenuto nel 1987 presso il Tordino, in contrada Cesemolino. Si tratta di una statuetta di 10 cm, raffigurante Ercole rivestito di pelle di leone, annodata al collo, e probabilmente era un oggetto votivo di un tempio. Dunque si ipotizza un insediamento italico presso contrada Cesemolino, occupato dalla popolazione dei Pretuzi; tale bronzetto si trova oggi nel Museo archeologico Nazionale di Chieti.

Età romana, periodo medievale, gli Acquaviva e fatti moderniModifica

Ulteriori insediamenti si installarono presso Castellalto, ma furono per lo più villaggi rurali o ville romane, visti i reperti di tegole, coppi, anfore, fuseruole di telaio. In Villa San Pietro sono stati trovati vari coppi provvisti da Quinto, marchio di fabbrica della forneria locale. Questi marchi presentano 3 tipologie, riconducibili ad un tale Cluvio Commodo, parente di Gaio Cluvio Basso, testimoniato a Tortoreto nel CIL, X, l'imprenditore proprietario della fabbrica di coppi.

A Cesemolino fu rinvenuta una domus. Dell'epoca tardo romana è un fregio presente nella chiesetta di Villa Torre, incastonato nella nuova chiesa di San Michele. Doveva essere una delle prime chiese erette nel Medioevo, era detta "Sant'Angelo ad Leporerium" (V secolo); alto medievale è un fregio del IX secolo posto sulla volta di un portoncino della parrocchia di San Giovanni, di provenienza ignota, collocato ivi nel 1761. A Castelnuovo Vomano, moderna frazione pianeggiante sul fiume, sono stati trovati reperti fittili, a Pianvilla, e a Feudo di Montepietro, non lontano dalla chiesa di Santa Maria a Melano e a nord del cimitero di Castelbasso.

La fondazione del castello di Castellalto è ascrivibile alla discesa longobarda e poi franca nel VIII-IX secolo, sotto anche l'influenza dei monaci Benedettini, poiché il territorio fu nel X secolo fu tra i possedimenti di San Clemente a Casauria, quando venne edificata in località Guardia la chiesa di San Clemente al Vomano (Notaresco). Nei documenti il castello è citato come "Castrum Vetus Trasmundi", di proprietà dell'abbazia di Sant'Attone, località vicino Teramo; successivamente è citato come "Castrum Vetus Monaciscum", riferimento al borgo fortificato di Castelbasso, di proprietà dell'abbazia di Casauria.

I feudatari di Castellalto vennero indicati sino al XV secolo, come di "Castro Veteri". Castelbasso in quest'epoca passò dai benedettini di Casauria ai duchi di Atri, la famiglia Acquaviva (dal 1294 al 1494); in quest'anno anche Castrum Veteri Trasmundi entra nel governo degli Acquaviva; poi Castelbasso andrà ai Valignani di Chieti per 7000 ducati e poi ai Ricci di Macerata, degli Acquaviva si conserva lo stemma su un palazzo al centro di Castellalto. Nel 1813 divenne un municipio, incluso nel distretto di Teramo in Abruzzo Ulteriore I, includendo come frazione Castelbasso. Nel secondo dopoguerra a valle si sviluppò la piccola frazione di Castelnuovo a Vomano, insieme alla storica frazione di San Cipriano, divenendo il principale nucleo economico e demografico del comune teramano.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa parrocchiale di San Giovanni EvangelistaModifica

Principale chiesa di Castellalto, fu eretta alla fine del XVI secolo sopra una preesistente, e restaurata nel XVIII secolo in stile barocco; l'ultimo restauro è del 2010, dopo il sisma dell'Aquila del 2009, riconsacrata nel 2011. Vi si entra lateralmente attraverso un portale di pietra del 1584 e sormontato da timpano classico; il portale ha arco a tutto sesto entro una cornice rettangolare in cui è incisa la data di ultimazione con il. motto "hec pateat mundo porta, sed alta nobis". L'interno è a navata unica, ricco di stucchi e di arredi lignei del 1780. Nella cantoria sulla parete dell'altare si trova l'organo a canne.

Chiesa della Madonna degli AngeliModifica

Seconda chiesa di Castellalto, fuori le mura, è detta anche "della Santissima Annunziata"; fu completata nel XVII secolo, anche se rifatta a più riprese, eretta nel 1580 in origine, è stata restaurata per l'ultima volta dopo il terremoto aquilano del 2009. Si presenta in stile semplice come chiesa campestre, con copertura a capanna, esterno in laterizio, il campaniletto è a vela; sui lati ci sono dei contrafforti per rinforzare la struttura, la facciata ha dei finestroni strombati, il portale è semplice in laterizio, sormontato da finestra centrale. L'interno è a navata unica, con stucchi.

Chiesa di San Michele a Villa TorreModifica

La chiesa è moderna, e sorge sopra un'antica cappella del V secolo dedicata all'Arcangelo; di essa si conserva solo un fregio floreale in pietra, rimontato sulla facciata; la chiesa degli anni '60 è in alterizio, con copertura a capanna, sulla facciata si trova il portale architravato preceduto da un piccolo nartece, poi vi sono due finestre rettangolari con arco a tutto sesto, e in cima in centro un finestrone a oculo. Il campanile è a vela, ospita una campana, l'interno è ad aula unica, che termina con il presbiterio rialzato, di interesse la statua dell'Arcangelo.

Chiesa dei Santi Antonio e Vincenzo a CastelnuovoModifica

Moderna parrocchia di frazione Castelnuovo a Vomano, è stata realizzata nel 1989 rielaborando lo stile classico delle chiese di campagna, senza nuove e avveniristiche geometrie dell'architettura contemporanea. L'ingresso è preceduto da un piccolo porticato delimitato da tre archi a tutto sesto che poggiano su quattro colonnine rastremate; un grande oculo centrale con mosaico a vetro dà luce all'interno; sul fianco si erge il monumentale campanile a torre a forma di pilastro cruciforme con conci di pietra regolari, con cuspide. L'interno a navata unica è molto semplice, ed è una interpretazione del neoclassicismo.

Borgo medievale di CastelbassoModifica

 
Stemma di Castelbasso

Le origini di Castelbasso risalgono al VI-VII secolo, quando divenne castro longobardo. Di proprietà dell'abbazia di San Clemente a Casauria per mezzo della chiesa di San Clemente al Vomano, nel Chronicon Casauriense è citato come "Castello Vecclo", oppure "Castrum Monacisco"; i feudatari nel 1046-47 erano Adelberto e Raimondo; nel XV secolo appartenne al ducato di Atri per mezzo degli Acquaviva, che però un secolo dopo lo vendettero ai Valignani di Chieti. Giovanni Andrea Valignano il 14 settembre 1652 cedette il feudo, detto "Castelvecchio a Basso" nell'atto notarile, a don Amico Ricic da Macerata, che divenne marchese nel 1657 con onorificenza concessa da Filippo IV di Spagna. Nel 1806 Castelbasso divenne università indipendente da Castellalto, ma nel 1813 tornò a far parte del comune.


Porte urbicheModifica

Sino da Medioevo al XVII secolo il feudo rivestì importanza strategica nel controllo del Vomano; il sistema difensivo è ancora oggi molto ben conservato, si conserva un torrione nella parte alta, accanto l'ex castello, da cui parte la cinta muraria a forma di goccia, adagiata sul declivio del colle con andamento nord sud; nella cinta rimane questo torrione a scarpata possente, e due porte di accesso

  • Porta sud: è costruita in laterizio e pietra sbozzata. Di stile rinascimentale, è caratterizzata da due arcate l'una posta sopra l'altra e dalla sommità decorata da merlature.
  • Porta est o della Marina: è un torrione difensivo con arcata a tutto sesto, visibile da dentro le mura. L'entrata esterna è quadrata e la sommità della torre è decorata da simboli Guelfi e da beccatelli aragonesi.

Chiesa dei Santi Pietro e Andrea ApostoliModifica

La chiesa fu consacrata nel 1338, e ha un elegante portale trecentesco strombato e costolonato. Le bucature della facciata si alternano tra rettangoli e un rosone. La sommità dei due lati esterni è decorata da beccatelli.

Il campanile era a torre, ma poi è stato demolito parzialmente per essere a vela. L'interno medievale è molto ricco di affreschi sulle volte che celebrano il trionfo di Cristo. Il pulpito policromo è in marmo, mentre le colonne delle tre navate forse sono state ricavate da un tempio romano. I dipinti sono barocchi e mostrano uno la Natività e quello sull'altare san Pietro.

L'interno della chiesa è a pianta quasi quadrata, denota lo stile romanico della costruzione che è suddivisa in tre navate con archi a tutto sesto sorretti da grandi colonne in mattoni. Una grande pala del XVII secolo raffigurante S. Gennaro[3] domina la parete centrale della chiesa. A sinistra dell’altare maggiore si trova l’altare dedicato alla Madonna del Rosario, con altra pala settecentesca, a seguire l'altare di giuspatronato dei Clemente[4]. La grande pala, sopra l'altare, raffigura la Madonna del Carmelo[5]. A destra dell’altare maggiore si trova un antico battistero di marmo, scolpito a forma di calice con, scolpito nel nodo lo stemma dei Clemente, donato da Don Gian Domenico Clemente, arciprete, nel 1589.

Sopra la porta d'ingresso della chiesa, in una cantoria in legno si trova l'organo a canne costruito nel 1760 da Adriano Fedri, fine esempio di arte organaria del centro-italiana del '700[6].

Palazzo ClementeModifica

Edificio del Sec. XVI con vincolo tutela del Ministero dei Beni Culturali[7]

Servizi amministrativiModifica

Dal 20 aprile 2009 anche il comune di Castellalto contribuisce alla raccolta differenziata; è infatti entrato in funzione il servizio di raccolta "porta a porta".

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

 


AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 13 maggio 2001 Lucio Ricci Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [9][10]
14 maggio 2001 15 maggio 2011 Gabriele Ruggieri Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [11][12]
16 maggio 2011 in carica Vincenzo Di Marco Lista Civica Insieme per Castellalto Sindaco [1]

SportModifica

CalcioModifica

Le principali squadre di calcio del comune sono:

  • A.S.D. Castellalto, che militava nel girone A abruzzese di Promozione fino all'estate 2016, quando con il cambio di denominazione in Real Giulianova ha di fatto ceduto il titolo sportivo ad una nuova società. I colori sociali erano l'azzurro ed il bianco. È nata nel 2003.
  • Pol. Torrese, società di Villa Torre di Castellalto, militante nel campionato di Eccellenza.
  • Castelnuovo Vomano, militante in Prima Categoria.
  • Real Castelnuovo, società di Seconda Categoria.
  • Casemolino, società di Seconda Categoria.
  • Real Castellalto, società di Seconda Categoria

NoteModifica

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 15 maggio 2011, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  3. ^ Nel cartiglio si legge il nome del donatore: dottor fisico Gennaro Emidij
  4. ^ I Clemente, famiglia di nobiltà di toga, si trasferì da Napoli nella prima metà del '500
  5. ^ In basso a sinistra il committente nobile Ganimede Clemente,
  6. ^ Organo della chiesa dei SS. Pietro e Andrea in Cultura : rete della cultura abruzzese, su regione.abruzzo.it. URL consultato il 7 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2018).
  7. ^ fondazionemenegaz.it, http://www.fondazionemenegaz.it/fondazione/fondazione/palazzo-clemente/.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 giugno 1993, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 aprile 1997, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 maggio 2001, su elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 maggio 2006, su elezionistorico.interno.it.

BibliografiaModifica

  • Castellalto. Un incontro tra storia e arte, a cura dell'Istituto comprensivo di Castellalto e del Liceo Artistico di Teramo, 2004 (vi sono pubblicati la storia e i disegni ad acquerello su scorci e personaggi del comune di Castellato);
  • Castelbasso, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 8, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 79-87, SBN IT\ICCU\TER\0031816.

Voci correlateModifica

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