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Coordinate: 11°41′50″N 165°16′19″E / 11.697222°N 165.271944°E11.697222; 165.271944

Fotografia del fungo atomico provocato dalla bomba

Castle Bravo è il nome in codice assegnato al test nucleare effettuato da parte degli Stati Uniti d'America che ebbe luogo il 1º marzo 1954 nell'atollo di Bikini[1], con la detonazione di un dispositivo termonucleare a fusione con combustibile solido di circa mille volte superiore alla potenza delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki al termine della Seconda guerra mondiale.

Indice

Problematiche del testModifica

L'esplosione eccedette di quasi tre volte la potenza prevista, a causa delle proprietà all'epoca sconosciute del litio-7, ampiamente presente nell'ordigno. La bomba aveva come combustibile una miscela di circa il 40% di litio-6, che doveva far innescare la reazione termonucleare, e del 60% di litio-7, che veniva considerato inerte. Sottoposto alla grande energia dell'esplosione, però, l'isotopo litio-7 decade in litio-6, con il risultato di fornire combustibile non previsto alla reazione.

La bomba era di tipo "trifase"; infatti 10 dei 15 megatoni furono dovuti al compressore di uranio naturale utilizzato nel dispositivo, cui fu dato il nome "shrimp" (gambero). La differenza con l'enorme dispositivo "Mike" (operazione "Ivy"), oltre alle relative ridotte dimensioni (che permettevano il trasporto nella stiva di un bombardiere B-52 o nella testata di un missile Titan I), era nel tipo di carburante di fusione (idruro di litio) e nell'involucro, in alluminio anziché in acciaio.

Il "fungo atomico" prodotto da Bravo raggiunse un'altezza di quasi 15 km ed un diametro di circa 12 km nel giro di neanche un minuto; dopo dieci minuti, l'altezza arrivò a 40 km e il diametro a 100 km. Il fallout radioattivo, amplificato dal fatto che Bravo fu fatto esplodere praticamente al suolo, a causa di venti sfavorevoli (rilevati ma non considerati un fattore decisivo per annullare o posticipare il test) raggiunse i vicini atolli di Rongrik e Rongelap e anche un peschereccio giapponese, il Daigo Fukuryu Maru,che si trovava fuori dalla zona considerata pericolosa.

Tracce di radioattività causate dal test Bravo furono rilevate in Australia, India, Giappone e parte degli USA occidentali e dell'Europa.

Castle Bravo fu la quinta esplosione nucleare per potenza della storia. Essa infatti fu superata dalla cosiddetta "Bomba Zar" (~50 Mt), esplosa il 30 ottobre 1961, dal Test 291 (un ordigno dalla potenza stimata in ~24.2 Mt) esploso nel 1962, e da due ulteriori test tenutisi il medesimo anno, la cui potenza è stimata uguale o poco superiore ai 20 Mt, tutti detonati dall'Unione Sovietica sull'isola Novaja Zemlja (Mar Glaciale Artico).

Conseguenze sugli abitantiModifica

Gli abitanti degli atolli di Rongrik e Utirik, sottovento rispetto a Bikini, non furono evacuati anzitempo, come era stato fatto per i test precedenti. I 67.000 abitanti raggiunti dal fallout radioattivo ne subirono le conseguenze.

Responsabilità civile e penaleModifica

RisarcimentiModifica

Nel 1975 iniziò il processo con il quale i governanti delle Isole Marshall chiedevano agli Stati Uniti i danni del loro operato sul territorio dei tre atolli. Non è stato ancora del tutto accertato se l'incidente avvenne in modo del tutto accidentale o se, come sostiene la Repubblica delle Isole Marshall, fosse stato programmato dagli Stati Uniti per studiare gli effetti che le radiazioni avrebbero avuto su ecosistema e persone. Effettivamente sembra che gli statunitensi sapessero già prima di detonare la bomba che i venti avrebbero portato le radiazioni sui due atolli, per mezzo degli stessi meteorologi americani che si trovavano su di essi e che furono esposti alle radiazioni. Immediatamente dopo la detonazione, quando le radiazioni si stavano dirigendo sui tre atolli, la nave antiradiazioni della marina americana avrebbe avuto il tempo di caricare a bordo la popolazione che vi abitava, ma ricevette l'ordine di allontanarsi immediatamente dal luogo. La vicenda è stata ricostruita nel documentario Half Life del regista australiano Dennis O'Rourke.

Il 25 aprile 2014 il governo delle Isole Marshall ha agito in giudizio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia contro nove paesi (tra cui gli Stati Uniti) inadempienti agli obblighi di disarmo nucleare precedentemente assunti[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) 1 MARCH 1954 - CASTLE BRAVO. Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization.
  2. ^ Le Marshall ferite fanno causa ai giganti della bomba atomica. Olimpio Guido. Corriere della sera. Archivio storico. 27 aprile 2014.

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