Castra di Amba Aradam-Ipponio

accampamento legionario romano
Castra di Amba Aradam-Ipponio
Roma
Civiltàromana
Utilizzoimperatori romani
Stileromano
EpocaII secolo d.C.
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneRoma
Dimensioni
Superficie1 753[1] 
Scavi
Data scoperta2015
Date scavi2015-in corso
Amministrazione
PatrimonioCentro storico di Roma
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°52′57.58″N 12°30′10.03″E / 41.882662°N 12.502785°E41.882662; 12.502785

I Castra di Amba Aradam-Ipponio erano un accampamento legionario a Roma (Italia), probabilmente risalenti all’epoca dell’imperatore Adriano[1].

StoriaModifica

I Castra sono stati rinvenuti durante gli scavi archeologici, condotti nella stazione Amba Aradam-Ipponio, a novembre-dicembre 2015 e riprese nel marzo 2016[1]. L'area occupa 1750 mq, e, a ܃9 metri di profondità, è stato rinvenuto parte di un castrum, risalente alla prima metà del II secolo, probabilmente all'epoca di Adriano[1]. Il castrum è composto da un lungo corridoio centrale ai cui lati sono rinvenuti 39 ambienti di 16 mq, 25 dei quali quadrangolari, provvisti di pavimenti in mosaico con tessere bianche/nere e alle pareti intonaci affrescati[1].

All'interno dell'edificio sono stati rinvenuti anche tubature in piombo, interrate durante la costruzione delle Mura aureliane, probabilmente a scopo difensivo, grazie anche all'ausilio di una spianata priva di costruzioni che permetteva di proteggersi dai nemici[1]. Il castrum fu costruito lungo un corso d'acqua che correva parallelo alle successive Mura aureliane, l'Aqua Crabra, che, secondo l'archeologa Simona Morretta, "serviva per irrigare gli orti e poi si dirigeva verso il Tevere".[1][2] Inoltre, nel 2018, sono stati rinvenuti anche "mosaici bianchi e a figure nere, geometrie, alberi, un satiro e un amorino che lottano o danzano sotto un tralcio d'uva, un uccello su un ramo, un'antica fontana", insieme ad "altri due edifici della caserma con i dormitori dei soldati imperiali del II secolo", a 12 metri di profondità, un'area di servizio e la cosiddetta domus del centurione[2]. Secondo l'archeologa Rossella Rea "tutta la struttura potrebbe essere una di quelle che sappiamo ospitavano milizie speciali, i servizi segreti dell'imperatore"[2].

Oltre alla domus, sono stati rinvenuti anche "i resti di una scala che serviva, nell'ultimo periodo, per salire al piano superiore, con uffici o altri dormitori di soldati" e un'area di servizio, seguita da "pavimenti in mattoncini, vasche, canalizzazioni dell'acqua e una soglia in blocchi di travertino", servita, probabilmente, "per accogliere delle merci da conservare", oltre a oggetti in legno, "resti di tavole usate per le fondazioni, travi e travetti dei carpentieri di allora buttati dentro delle fosse e pure coperture di piccoli canali, anelli d'oro, un manico d'avorio intarsiato di un pugnale, amuleti e i bolli laterizi".[2]

NoteModifica