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Castrocielo
comune
Castrocielo – Stemma Castrocielo – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
SindacoFilippo Materiale (lista civica) dal 29-5-2006
Territorio
Coordinate41°32′N 13°42′E / 41.533333°N 13.7°E41.533333; 13.7 (Castrocielo)Coordinate: 41°32′N 13°42′E / 41.533333°N 13.7°E41.533333; 13.7 (Castrocielo)
Altitudine250 m s.l.m.
Superficie27,92 km²
Abitanti4 010[1] (28-2-2017)
Densità143,62 ab./km²
Comuni confinantiAquino, Colle San Magno, Piedimonte San Germano, Pontecorvo, Roccasecca
Altre informazioni
Cod. postale03030
Prefisso0776
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT060022
Cod. catastaleC340
TargaFR
Cl. sismicazona 2A (sismicità media)
Nome abitanticastrocielesi
Patronosanta Lucia
Giorno festivo13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castrocielo
Castrocielo
Castrocielo – Mappa
Posizione del comune di Castrocielo nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Castrocielo è un comune italiano di 4 010 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio, e ricade nell'area storica nota come Alta Terra di Lavoro e nella Valle Latina.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il paese di Castrocielo si trova sui 250 m s.l.m., delle ultime propaggini del Massiccio del Monte Cairo, che si affacciano sulla piana della valle del Liri, e fa parte della regione storica di Terra di Lavoro.

Il territorio comunale, per la maggior parte compreso nella valle, si presenta pianeggiante e fortemente antropizzato, per la secolare attività agricola dell'uomo. Diventa collinare in prossimità del Massiccio, raggiungendo i 732 metri con la vetta del Monte Castrocielo.

Nel territorio comunale scorre il ruscello Le forme d'Acquino, che si origina sui versanti del Monte Cairo, e confluisce nel Liri, in un tratto tra Pontecorvo e San Giorgio a Liri.

ClimaModifica

Classificazione climatica: zona D, 1585 GR/G

StoriaModifica

Le origini di Castrocielo risalgono alla fine del VI secolo d.C., quando gruppi di famiglie Aquinati, dopo la distruzione della loro città ad opera dei Longobardi, si ridussero ad abitare sulla sommità del Monte Asprano.

Il luogo era stato chiamato, sia per l'altezza del sito che per la presenza di fortificazioni, "Castrum Coeli" (lat. Castrum, -i n. "Fortezza" e Coelum, -i n. "cielo")[2]. Quando nel 994, il ventottesimo Abate di Montecassino, Mansone, che da poco aveva avuto il possesso dell'intero territorio, salì sulla montagna per erigervi fortificazioni, vi trovò «nonnulla veterum… aedificia», e diede inizio alla costruzione di un nuovo castrum, in un primo tempo interrotta per mancanza di acqua. Normalmente, si fa risalire a lui la fondazione di Castrocielo, fissata all'anno 996.

Nonostante la posizione arroccata e le difficili condizioni del luogo in cui sorgeva, il pagus- anche a causa delle numerose scorrerie dei saraceni che continuavano ad affliggere la Valle del Liri- si estese sempre più, fino a raggiungere il massimo intorno al 1020/1030.

Terminato il periodo delle incursioni, la popolazione cominciò a scendere a valle, in cerca di condizioni di vita più agevoli e di terre da coltivare: una parte scese a Nord-Est fondando il paese di Colle San Magno con la relativa frazione di Cantalupo; un'altra parte scese invece nella valletta a Sud, formando due abitati: uno, più grande, sulle pendici del Monte Asprano e a nord di un fossato presente nella valletta, cui fu dato il nome di Palazzolo in virtù dei resti di un palacium, attualmente identificato con una delle numerose ville di epoca romana che sorgevano sulla via Casilina; a sud dello stesso fossato, accanto ad un piccolo monastero femminile benedettino- la cui presenza era documentata sin dal 1134[3]- cui fu dato il nome di Campo. Già nel 1603 erano rimaste sulla montagna solo 12 famiglie, che presto scesero a valle.

 
Panorama sul paese storico di Castrocielo

Il nome del paese, col tempo, venne modificato in Castro Cielo Palazzolo o Palazzolo di Castrocielo: tale denominazione è tuttora richiamata dalle lettere "C C P" presenti nello stemma del comune.

Per tutto il medioevo, Castrocielo fu conteso fra l'Abbazia di Montecassino e i Conti di Aquino- e, negli eventuali vuoti di potere, fu posseduto anche da fedelissimi dei sovrani che si alternarono nel dominio della zona.[4] Nel 1583, Castrocielo fu acquistato dai Boncompagni, che mantennero il feudo fino al 1796, quando passò sotto il controllo regio[4].

In seguito alla Spedizione dei Mille (1860) e con l'ufficializzazione della nascita del Regno d'Italia (17 marzo 1861) Castrocielo è entrato a far parte dello Stato Italiano. Confluito originariamente nella Provincia di Caserta, nel 1927 venne attribuito alla neofondata Provincia di Frosinone[5].

L'attuale nome di Castrocielo è stato attribuito definitivamente al paese da un Regio Decreto di Umberto I, controfirmato dal Guardasigilli Zanardelli, emesso a S. Anna di Valdieri il 16 agosto 1882. Tale rinominazione è entrata in vigore a partire dal 1º settembre del medesimo anno[6].

Come molti paesi dell'Italia centro-meridionale, Castrocielo ha conosciuto una forte emigrazione, sia verso l'estero che verso il nord Italia.

Durante l'occupazione tedesca, nel corso della Seconda guerra mondiale (luglio 1943 – maggio 1944), Castrocielo- distante meno di 20 km dalla Linea Gustav- e la sua popolazione hanno sofferto soprusi e devastazioni di ogni genere, e circa il 50% degli edifici venne danneggiato; le colline e le montagne intorno al paese si sono prestate a fungere da rifugio a molti civili inermi.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al merito civile
«Centro strategicamente importante, durante l'ultimo conflitto mondiale, subì ogni sorta di violenza dalle truppe tedesche occupanti e continui e devastanti bombardamenti da parte alleata che causarono la morte di numerosissimi cittadini e la totale distruzione dell'abitato. Splendido esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Castrocielo (FR), 1943 - 1944

Il Presidente Della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con Decreto in data 10 marzo 2004, ha concesso l'alta onorificenza della “Medaglia d'argento al merito civile” da lui personalmente apposta sul Gonfalone il 15 marzo 2004, a Cassino, in occasione della ricorrenza del 60º anniversario della distruzione di Montecassino ad opera degli alleati.

StemmaModifica

Questa è la descrizione ufficiale dello stemma del Comune di Castrocielo: “d'argento, al Castello di rosso, murato e chiuso di nero, torricellato da tre pezzi, il centrale più elevato, merlati alla guelfa”, con sovraimpresse le lettere CCP a ricordare l'antico nome di Castro Cielo Palazzolo.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Santuario dedicato a Santa Lucia
  • "Monacato", antico convento delle monache benedettine sito nella frazione di Villa Euchelia
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa della Madonna di Castrocielo sul Monte Asprano

Aree naturaliModifica

  • Laghetto di Capodacqua

Luoghi di interesse archeologicoModifica

  • Villa Euchelia
  • Scavi dell'antica città di Aquinum

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 

ReligioneModifica

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Tradizioni e folcloreModifica

  • Palio delle Contrade, agosto.
  • Festa di Santa Lucia, 13 dicembre.

CulturaModifica

EconomiaModifica

IndustriaModifica

L'attività industriale di Castrocielo è stata, per lungo tempo, connessa alla produzione di sapone per la Scala. Nel 2003 il gruppo Deco Industrie acquista lo stabilimento e il marchio. Nel 2010 lo stabilimento viene chiuso, attualmente ė adibito a complesso industriale per aziende medio-piccole.

Nel 2015, la multinazionale Nestlé ha aperto un nuovo stabilimento per la produzione di acqua minerale a marchio Nestlè vera.

AgricolturaModifica

Castrocielo rientra nella zona di produzione della mozzarella di bufala campana.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Castrocielo è servita dall'Autostrada A1, che attraversa il territorio comunale, tramite l'uscita Castocielo - Pontecorvo. La strada provinciale 628 Leuciana (SP 628) collega Castrocielo a Pontecorvo.

AmministrazioneModifica

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Castrocielo passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Sindaco in carica è Filippo Materiale, eletto il 16/05/2011 a capo di una lista civica di centrosinistra[8]. Questi era già stato sindaco del paese dal 1971 al 2001, cedendo poi il testimone per il decennio 2001-2011- periodo in cui ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Provincia di Frosinone- alla figlia Laura[9].

Altre informazioni amministrativeModifica

SportModifica

  • A.S.D. Castrocielo Calcio è la locale squadra di calcio.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ G. B. Conte-E. Pianezzola, Dizionario della lingua latina, ed. Le Monnier
  3. ^ Il Lazio Paese per paese, ed. Bonechi, Firenze, 1992
  4. ^ a b Ibidem.
  5. ^ Sito istituzionale della Provincia di Frosinone, http://www.provincia.fr.it/sxshowcontent.aspx?sxl1=2&sxl2=13&sxl3=
  6. ^ R.D. n. 962 del 16 agosto 1882, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 211, di sabato 9 settembre 1882
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Comune di Castrocielo: Sindaco e Amministrazione Comunale
  9. ^ Elezioni comunali 2006

Bibliografia generaleModifica

  • Notizie storiche su Castrocielo, Bernardo Bertani, 2000
  • Il Lazio paese per paese, ed. Bonechi, Firenze, 1992

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Collegamenti esterniModifica

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