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Cattedrale di Maria Santissima Annunziata
Acirealeren eliza 1.JPG
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàAcireale-Stemma.png Acireale
Religionecattolica
TitolareMaria
Diocesi Acireale
Stile architettonicocomposito
Inizio costruzioneXVI secolo
Completamento1889
Sito web

Coordinate: 37°36′47.3″N 15°09′57.3″E / 37.613139°N 15.165917°E37.613139; 15.165917

La cattedrale di Maria Santissima Annunziata è ubicata nell'articolata piazza del Duomo, su cui prospetta anche la basilica minore pontificia dei Santi Pietro e Paolo, nel centro storico di Acireale.

CultoModifica

StoriaModifica

Epoca aragoneseModifica

Nel XV secolo il primo edificio era costituito da una sola cappella a tre mura, contigua all'edificio attuale sul lato nord, dove si venerava un'immagine dell'Annunziata.

Epoca spagnolaModifica

Nel 1532 si procedette all'abbattimento della cappella e alla sua ricostruzione in forme più ampie, con navate laterali e torre campanaria.

La costruzione del Duomo attuale fu deliberata dal municipio l'8 ottobre 1597, iniziando l'anno successivo. In uno dei quattro grandi pilastri che sostengono la cupola, quello di nord-est, entro un cartiglio scolpito nella pietra lavica ad altezza d'uomo è segnata la data "1600". Tutto il complesso ha subito dal 1598 continui ampliamenti e modifiche, fino a raggiungere l'aspetto attuale con le ultime modifiche concluse nel 1889.

Epoca contemporaneaModifica

Fu elevata a cattedrale nel 1872, anno in cui venne istituita la diocesi di Acireale e nell'agosto 1948 ottenne da papa Pio XII la dignità di basilica minore.[1]

EsternoModifica

 
Veduta notturna.

La chiesa è a croce latina, a tre navate e, dopo l'erezione della diocesi, è stata congiunta nel 1874-1878 da un cavalcavia al Palazzo vescovile a nord, progettato dall'architetto Carlo Cocuccio, operazione urbanistica singolare che unisce due proprietà sostanzialmente private sovrastando la via pubblica. Il complesso di cattedrale, palazzo vescovile, edifici ecclesiastici su via Genuardi e loro corti interne congiunte alla basilica dei santi Pietro e Paolo costituisce una vera e propria cittadella. Di notevole pregio, su via Genuardi, è l'atrio che immette nel complesso.

Il prospetto venne realizzato a partire dal XVII secolo. Il gruppo scultorio del portale marmoreo, rappresentante l'Annunciazione, fu realizzato nella bottega messinese di Placido Blandamonte nel 1668 - 1672,[2] portato per mare fino a Santa Maria La Scala e da qui trainato ad Aci per le impervie salite.

I due campanili svettanti ai lati della facciata, pur identici, non sono coevi. Il campanile a destra del prospetto, che richiama stilemi gotico-normanni, di cui si hanno notizie dal 1544, ha seguito tutte le vicende costruttive della chiesa ed ebbe anche funzione di torre d'avvistamento. Il campanile del lato nord, a sinistra, il rosone, la loggia a colonnine e le restanti decorazioni del prospetto sono invece in stile neogotico, realizzati nel 1887-1889 su progetto di Sebastiano Ittar (ma non è da escludere il contributo dell'architetto Paolo Pantellaro) con modifiche di Giovan Battista Filippo Basile (padre del maestro del liberty siciliano Ernesto Basile).

La cupola, iniziata nel 1655, fu completata solo nel 1732, su progetto dell'architetto Paolo Amico[3].

InternoModifica

 
Campanili.
 
Cupola.

L'interno è stato modificato nello stile predominante nel XVIII secolo, anche in seguito al terremoto del 1693 e a quello del 1783. In un ambiente della controfacciata, a sinistra, è esposto il fercolo che accoglie il simulacro di Santa Venera nel periodo dei festeggiamenti, di argento cesellato, perfezionato a partire dal 1659. Artefici lo scultore Girolamo Carnazza insieme all'orafo Mario D'Angelo nel 1660. L'opera sarà portata a termine circa un secolo dopo da un altro messinese, Vito Blandano.

La volta della navata centrale, decorata da Giuseppe Sciuti nel 1907 con l'aiuto del discepolo Primo Panciroli[2] è scandita dalle scene raffiguranti l'Orchestra degli Angeli, il Coro delle Vergini, la Gloria degli Angeli portanti i simboli di Santa Venera, l'Annunciazione, la Fede, l'Eterno Padre con Profeti (di tali episodi la Pinacoteca Zelantea custodisce i disegni preparatori). Di Francesco Patané (Acireale 1902 - 1980) le sei lunette con Santi nella navata centrale.

Nella navata centrale, a destra, è posto un elegante pulpito ligneo ottocentesco.

Navata destraModifica

Navata sinistraModifica

  • Primo altare, di San Tommaso. Sopra l'altare è custodito il dipinto raffigurante l'Incredulità di San Tommaso ritratto con Santa Maria Maddalena, opera di Giacinto Platania.
  • Secondo altare, di Sant'Antonio di Padova. Sopra l'altare è custodito il dipinto raffigurante Sant'Antonio di Padova, opera di Giacinto Platania.[2]
  • Terza campata : Varco.
  • Quarto altare, di Sant'Anna. Sopra l'altare è custodito il dipinto raffigurante Maria Bambina ritratta con Sant'Anna e San Gioacchino, opera di Pietro Paolo Vasta.
  • Quinto altare, dell'immacolata Concezione. Sopra l'altare è custodito il dipinto raffigurante Maria Immacolata, opera di Antonino Bonaccorsi.

TransettoModifica

  • Braccio destro: nella volta la Gloria di santa Venera, affresco di P.P.Vasta. Nella parete sud del transetto si apre la Cappella di Santa Venera: nel grandioso ambiente risalente al 1658 decorato con ricche cornici e modanature dal romano Girolamo Baragioli (non si hanno altre notizie al riguardo) intorno al 1697, si conservano l'urna reliquiario e il busto della Santa, opera dell'argentiere messinese Mario D'Angelo e modellato da Antonino Finocchiaro (1651 - 1655). Gli affreschi furono eseguiti nel 1712 da Antonio Filocamo con la realizzazione della Predicazione di Santa Venera e il Martirio di Santa Venera.[4][2] Le statue in stucco raffiguranti Santa Tecla a sinistra e Santa Rosalia a destra, furono realizzate da Giuseppe D'Amico nel 1729. La fastosa cornice comprende timpani, mensole aggettanti e vasi acroteriali sostenuti da colonne tortili, ovunque è trionfo d'arabeschi, festoni e ghirlande di fiori e frutta. Sul cartiglio campeggia l'iscrizione:
"VENERÆ VENERANDÆ PARASCEVI - CONCIVI - PRÆDICATIONE AC SANGUINE HOSTIUM - FIDEI VICTRICI - REGALIS CIVITAS AMPLISSIMA D.D."
Nella volta del transetto destro è realizzato il dipinto a fresco Gloria di Santa Venera di Pietro Paolo Vasta.

Nella volta e nella lunetta Glorificazione dell'Agnello Mistico, Nozze di Cana (1737), del Vasta. Permangono nel transetto piccole zone con pitture slavate di Venerando Costanzo detto il Varbazza.

  • Pennacchi di sostegno della cupola: i Quattro Evangelisti , del Vasta, nel periodo compreso tra il 1736 e il 1739.[2]

Absidi minoriModifica

  • Abside destra: Cappella del Santissimo Crocifisso. L'ambiente vantava gli affreschi eseguiti nel 1689 da Baldassare Grasso, pitture e struttura commissionate dalla Confraternita degli Agonizzanti rovinate dal terremoto del 1693.[2] Nella cassa dell'altare è esposto in una singolare teca lo scheletro di San Clemente (non meglio identificato).
  • Abside sinistra: Cappella del Santissimo Sacramento.

Altare maggioreModifica

Il presbiterio balaustrato è rialzato e raccordato al pavimento dell'aula da una scalinata di sette gradini. Sul lato sinistro si staglia la cattedra vescovile.

Sull'altare maggiore in marmo rosso di Taormina, è collocata la tela raffigurante l'Annunciazione realizzata dal pittore messinese Antonio Filocamo nel 1711.

Gli affreschi che decorano le pareti dell'abside sono opera di Paolo, Gaetano e Antonio Filocamo. I quadroni raccontano episodi della vita di Maria, da sinistra: il Riposo durante la fuga in Egitto, lo Sposalizio della Vergine, la Presentazione di Gesù al tempio, la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Visita di Maria a Santa Elisabetta, la Presentazione di Maria al tempio e Gesù tra i dottori del tempio.

Nel catino absidale è rappresentata l'Assunzione di Maria al cielo, nella volta l'Incoronazione di Maria tra Angeli e Santi. Nel primo sono riconoscibili personaggi dell'Antico Testamento: Davide con l'arpa, Mosè con le tavole della Legge, Isaia con la fiamma, Aronne con l'incensiere e Giosuè con lo scudo ornato da un sole. Nel secondo gruppo sono presenti le sante vergini Tecla e Caterina d'Alessandria e Santa Venera, Sant'Agata, Santa Lucia e Santa Rosalia.

Nella parete sinistra si identificano San Sebastiano e San Giovanni Battista, a destra i fondatori dei diversi ordini religiosi. Fanno da cornice schiere di angeli, in alto la Santissima Trinità.

Coro.

Altre opereModifica

Quasi tutti i dipinti di Giacinto Platania furono riformati da Pietro Paolo Vasta.

La meridianaModifica

In rilievo nel pavimento del transetto si trova una meridiana realizzata da Christian Heinrich Friedrich Peters (1843) ed ornata con i simboli dello zodiaco da Giovanni Francesco Boccaccini.[2]

L'elenco dei siti ospitanti le installazioni di meridiane: la cattedrale di Maria Santissima Annunziata di Acireale, la Scuola Tecnica Regia di Caltanissetta, la chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo di Castiglione di Sicilia, il duomo di Santa Maria Assunta di Castroreale, la chiesa di San Nicolò l'Arena di Catania, la basilica cattedrale protometropolitana della Santa Vergine Maria Assunta di Messina, il duomo di San Giorgio di Modica, la cattedrale metropolitana della Santa Vergine Maria Assunta di Palermo.

Confraternita degli AgonizzantiModifica

Sodalizio attestato presso il luogo di culto.

Palazzo vescovileModifica

Seminario vescovileModifica

Francesco Patanè è l'artefice della decorazione della cappella del seminario vescovile acese, opera realizzata negli anni 1938 - 1939.[2]

NoteModifica

  1. ^ Catholic.org Basilicas in Italy
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o "ACCADEMIA DI SCIENZE LETTERE E BELLE ARTI DEGLI ZELANTI E DEI DAFNICI DI ACIREALE" - "Brevi note sulla pittura in Acireale", Elenco e dislocazione opere. [1]
  3. ^ "Egli inchinava all'ornare del Vanvitelli", ne dice il Vigo.[senza fonte]
  4. ^ Grano - Hackert, pp. 214.

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Raciti Romeo, Acireale e dintorni - Guida storico monumentale, Acireale, 1927.
  • Gaetano Gravagno, La loggia giuratoria e le basiliche di Acireale, vicende delle fabbriche, Bonanno editore, Acireale, 1989.
  • (IT) "Guida d'Italia" - "Sicilia", Touring Club Italiano. URL consultato il 1º marzo 2019.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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