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Cattedrale di Santo Stefano (Concordia Sagittaria)

Cattedrale di Santo Stefano Protomartire
Concordia Sagittaria Cattedrale.jpg
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàConcordia Sagittaria
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareStefano protomartire
Diocesi Concordia-Pordenone
Inizio costruzioneIV secolo
CompletamentoXV secolo
Sito web

Coordinate: 45°45′21.6″N 12°50′42.72″E / 45.756°N 12.8452°E45.756; 12.8452

La cattedrale di Santo Stefano Protomartire è la chiesa principale di Concordia Sagittaria, nella città metropolitana di Venezia, cattedrale della diocesi di Concordia-Pordenone.

StoriaModifica

L'attuale cattedrale non è che l'ultima di una serie di cattedrali che sono state edificate nel tempo a Concordia Sagittaria. La prima risale alla fine del IV secolo, era chiamata basilica apostolorum, fu consacrata nel 389 da san Cromazio e fu distrutta dall'invasione unna del 452. La successiva cattedrale fu sommersa da una piena del fiume Lemene a metà del VI secolo. Altre cattedrali sorsero nell'XI e XIV secolo.

L'ultima costruzione, che ancora oggi possiamo ammirare, risale al 1466, voluta dal vescovo Antonio Feletto. La chiesa fu ultimata nel XIX secolo, con la costruzione del coro. All'inizio del Novecento, durante l'episcopato di Francesco Isola, fu costruita l'attuale facciata ed aggiunta la cappella dei martiri, con la cripta dove si conservano le loro reliquie. Il 17 febbraio 2018 la cappella dei martiri è stata dichiarata santuario diocesano dal vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini.

Nell'ultimo secolo, due parroci della cattedrale sono diventati vescovi: Celso Costantini, poi cardinale, e Livio Corazza.

L'anniversario della dedicazione della cattedrale si celebra il 4 agosto.

DescrizioneModifica

L'attuale cattedrale è sorta intorno alla metà del X secolo durante l'episcopato del vescovo Alberico. Soltanto nel 1466 l'edificio assunse strutturalmente l'aspetto attuale.

EsternoModifica

 
L'abside e il campanile

L'esterno della chiesa presenta un paramento murario con mattoni a vista. Al centro della facciata, a salienti, si apre il portale, sormontato dal rosone circolare; in corrispondenza di ciascuna delle due navate laterali vi è una monofora a tutto sesto.

CampanileModifica

Sul fianco sinistro della chiesa si erge il campanile del XII secolo, alto 28 metri, con due ordini di bifore su ciascuna facciata. Le tre campane principali sono "fisse" vennero fuse nel 1954 e sono dedicate all'Immacolata, a Santo Stefano e ai martiri concordiesi; la più grande porta il nome "Concordia".

CanonicaModifica

L'attuale canonica, posta sul retro della Cattedrale, fu costruita come sede vescovile, intorno al 1450 in stile gotico veneziano. Nel corso dei secoli subì rifacimenti e trasformazioni. Si possono ancora ammirare, al primo piano, eleganti monofore trilobate.

BattisteroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battistero di Concordia Sagittaria.
 
Il battistero.
 
Affreschi del battistero.

La realizzazione del battistero fu voluta da Regimpoto, vescovo di Concordia, e fu eseguita tra il 1089 ed il 1105. Restaurato nel 1890. L'edificio ha pianta a croce greca con tre absidi su tre lati e l'atrio di ingresso sul quarto. È di stile bizantino. Sopra il quadrato centrale è presente un tamburo circolare con monofore. All'interno vi sono numerosi affreschi risalenti all'inizio del XII secolo.

InternoModifica

L'interno della cattedrale è a pianta a croce latina con tre navate separate da due file di archi a tutto sesto poggianti su pilastri quadrangolari con semicolonne.

Nei pressi del portale maggiore vi è una acquasantiera in marmo greco del I secolo d.C.. Sul muro di destra del presbiterio un affresco raffigurante la Crocifissione (1467-1547); gli stalli lignei del coro, invece, risalgono al XVI secolo; sulla parete destra dell'abside il monumento funebre rinascimentale dei vescovi di Concordia Francesco e Giovanni Algertino; l'altare maggiore è in stile barocco. Nella cappella dei santi martiri concordiesi, ampliata all'inizio del XX secolo dal futuro cardinale Celso Costantini, vi è una pala di Alessandro Varotari detto il Padovanino. L'ampliamento ha portato anche all'allungamento della navata. Per far questo la facciata è stata distrutta per poi essere di nuovo ricostruita fedele all'originale. I segni di questo ampliamento sono visibili dall'interno per via del diverso materiale con cui sono state erette le aggiuntive colonne e per un solco volutamente lasciato sul muro che stava ad indicare il punto in cui si interrompeva la navata.

Organo a canneModifica

L'organo è stato costruito nel 2008 dalla ditta Zanin di Codroipo (su progetto di Daniele Toffolo e Francesco Zanin), riutilizzando le canne dello strumento costruito dalla medesima ditta nel 1940, ma ampliandone la disposizione fonica originaria e portandolo a trasmissione meccanica diretta (per tastiere e pedaliera); i registri, invece, sono a trasmissione elettrica. L'organo possiede 34 registri per 1778 canne.

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