Cavalieri templari

Cavalieri medioevali, autori delle crociate religiose
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Ordine dei templari
Pauperes commilitones Christi templique Salomonis
Knights Templar Cross.svg
La Croce templare, simbolo per eccellenza dell'ordine
Tipologiaordine religioso cavalleresco
MottoNon nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam
Statuscessato
Istituzione1099/1119 circa
Primo capoHugues de Payns
Cessazione1312
Ultimo capoJacques de Molay
Motivo della cessazioneSoppressione dell'ordine ad opera di Filippo IV di Francia e requisizione di tutti i suoi beni
Ordine più altoGran maestro

Quello dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis ("Poveri compagni d'armi di Cristo e del tempio di Salomone"), meglio noti come cavalieri templari o semplicemente templari, fu uno dei primi[N 1] e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medievali.

La nascita dell'ordine si colloca nella Terrasanta al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata indetta nel 1096. In quell'epoca le strade della Terrasanta erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, che venivano spesso assaliti e depredati. Per difendere i luoghi santi e i pellegrini, nacquero diversi ordini religiosi. Intorno al 1118-1119 un gruppo di cavalieri decise di fondare il nucleo originario dell'ordine templare, dandosi il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme. L'ordine venne ufficializzato nel 1129, assumendo una regola monastica, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Il doppio ruolo di monaci e combattenti, che contraddistinse l'ordine templare negli anni della sua maturità, suscitò naturalmente perplessità in ambito cristiano.[1]

L'ordine templare si dedicò nel corso del tempo anche ad attività agricole, creando un grande sistema produttivo, e ad attività finanziarie, gestendo i beni dei pellegrini e arrivando a costituire il più avanzato e capillare sistema bancario dell'epoca. Cresciuto nei secoli in potere e ricchezza, l'ordine si inimicò il re di Francia Filippo il Bello e andò incontro, attraverso un drammatico processo iniziato nel 1307, alla dissoluzione definitiva nel 1312, a seguito della bolla Vox in excelso di papa Clemente V che sospese l'ordine in via amministrativa. Le recenti ricerche storiche hanno rivelato in maniera inequivocabile che il papa Clemente V in realtà così facendo decise di non decidere: non voleva creare un nuovo scisma con la corona francese (come minacciato da Filippo il Bello) così, per evitarlo, sospese l'ordine del Tempio senza condannarlo.

Nell'immaginario popolare la figura dei templari rimane controversa a causa delle tante leggende nate tra il XVIII e il XIX secolo che parlano di strani riti e di un legame con la massoneria (nata circa 400 anni dopo la sospensione dell'ordine). In realtà tutte queste leggende sono frutto dell'immaginario collettivo dei movimenti culturali dell'illuminismo, del romanticismo e della massoneria che hanno dipinto l'ordine dei templari in maniera così fosca senza aver condotto degli accurati studi storici e per attaccare la Chiesa cattolica. In epoca recente tutti questi falsi miti sono stati sconfessati dagli atti del processo che sono stati studiati a fondo e hanno rivelato che in realtà le accuse erano montate ad hoc sulla base di confessioni estorte con la tortura dall'inquisizione francese che a sua volta era stata manipolata da Guillaume de Nogaret, guardasigilli di Filippo il Bello, per permettere al re di impossessarsi degli ingenti averi appartenenti all'ordine del Tempio e per sanare l'enorme debito contratto dallo stesso re di Francia nei confronti dell'ordine stesso. Infatti la legge canonica del tempo prevedeva che chi veniva accusato di eresia perdeva tutti i crediti contratti e tutti i propri averi.[2]

StoriaModifica

OrigineModifica

Contesto religioso e politico-militareModifica

 
Papa Urbano II predica la crociata, miniatura delle Grandes Chroniques de France di Jean Fouquet

Tra l'XI e il XII secolo, la rinascita del monachesimo cristiano vide la fondazione di numerosi ordini religiosi, in particolare con i frati conversi che promossero tra loro il lavoro manuale e il rinnovamento della vita collegiale adottando la regola di Sant'Agostino.[3] È in questo contesto religioso che la Chiesa cattolica ha incoraggiato i cavalieri del tempo a diventare milizie Christi, "cavalieri di Cristo", al fine di combattere gli infedeli in Terrasanta.[4]

Il 27 novembre 1095, papa Urbano II, nel corso del decimo giorno del concilio di Clermont tenne un discorso in cui fece un appello ai presenti perché si recassero in Terrasanta a riconquistare Gerusalemme a quel tempo in mano ai turchi selgiuchidi. Il papa ricordò ai presenti di come i pellegrini cristiani in viaggio verso Gerusalemme fossero regolarmente vittime di atrocità e persino di omicidi e come l'imperatore di Costantinopoli Alessio I Comneno avesse chiesto il loro aiuto per fermare l'espansione dei turchi.[5]

L'appello del papa non rimase inascoltato e in poco tempo una spedizione di cavalieri, anticipata da altre spontanee, prese la via verso l'Oriente per quella che passerà alla storia come “prima crociata”. L'impresa si concluse con il successo dei cristiani quando, il 15 luglio 1099, le truppe di Goffredo di Buglione presero Gerusalemme dopo oltre un mese di assedio.[5] Oltre alla conquista della città Santa, i cristiani dettero vita ai primi quattro stati crociati ove si insediarono: la contea di Edessa, il principato di Antiochia, il regno di Gerusalemme e la contea di Tripoli.[6][7]

Nascita dell'ordineModifica

 
Un ipotetico ritratto ottocentesco di Hugues de Payns, fondatore dell'ordine dei templari

Fin da subito si presentò il problema di come difendere i luoghi santi e dare un passaggio sicuro alle migliaia di pellegrini che giungevano da tutta Europa. Nacquero così diversi ordini religiosi che si prefissero l'obiettivo di garantire l'incolumità dei devoti. Il primo fu l'Ordine dei canonici del santo Sepolcro, fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione. Subito dopo vennero a costituirsi quello di San Giovanni dell'Ospedale e quello del Tempio, che, secondo teorie non da tutti accettate, risalirebbe agli anni 1119-1120.[8]

In quell'epoca si riteneva che le strade della Terrasanta fossero infestate da predoni e fanatici musulmani, che assalivano e depredavano i pellegrini[9]. Nel 1099 i cristiani riconquistarono la Terrasanta in mano ai musulmani. Sebbene la città di Gerusalemme fosse relativamente sicura sotto il controllo dei cristiani, non si poteva dire lo stesso dell'Oltremare.[10] Banditi e saccheggiatori appostati sulle rotte principali predavano in maniera costante i pellegrini cristiani, i quali venivano massacrati anche in gruppi molto numerosi, mentre tentavano di recarsi dalla costa di Giaffa verso l'interno della Terrasanta.[10]

Hugues de Payns, futuro fondatore e primo maestro dell'Ordine del Tempio, venne per la prima volta in Terrasanta nel 1104 per accompagnare il conte Hugues de Champagne, quindi in pellegrinaggio.[11] Ritornato nel 1107, decise di stabilirsi nel 1114, e insieme al compagno d'armi Goffredo di Saint-Omer e ad alcuni altri cavalieri, decise di fondare il nucleo originario dell'ordine templare, dandosi il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare la città santa.[12] La penuria di documenti dell'epoca rende complicata l'esatta ricostruzione dei primi anni dell'Ordine del Tempio.[13] Stando a ritrovamenti recenti, la dissoluzione dei templari nei primi anni di attività risultò assai vicina dal concretizzarsi, soprattutto alla morte di Hugues di Panys:[14] a prodigarsi perché ciò non avvenisse fu Bernardo di Chiaravalle, intervenendo a loro favore nel De laude novae militae nel 1128.[14] Una testimonianza del periodo precedente alla morte del primo Gran maestro è la seguente:

«Durante il suo splendido regno [l'Autore sta parlando di Goffredo di Buglione] alcuni [cavalieri o crociati] decisero di non tornare fra le ombre del mondo, dopo aver così intensamente sofferto per la gloria di Dio. Di fronte ai principi dell'armata di Dio essi si votarono al Tempio del Signore, con questa regola: avrebbero rinunciato al mondo, donato i beni personali, rendendosi liberi di perseguire la purità e conducendo una vita comunitaria, con abiti dimessi, usando le armi solo per difendere le terre dagli attacchi incalzanti dei pagani, quando la necessità lo richiedeva.»

(Simone di St. Bertin, Gesta degli Abati di San Bertino, annali, c. 1140[15])
 
Baldovino II cede la sede del Tempio di Salomone a Hugues de Payns e Gaudefroy de Saint-Homer. Miniatura da Histoire d'Outre-Mer di Guglielmo di Tiro, XIII secolo

Con queste parole il cronista Simone di Saint Bertin, in data anteriore alla sua morte, 1140, documenta la nascita del gruppo di cavalieri che si votarono al Tempio del Signore.[16] Simone è contemporaneo agli eventi di cui tratta e, sulla base delle sue parole, pone la data di nascita dell'ordine nel 1099, prima della morte di Goffredo di Buglione, che aveva rifiutato di essere re della città santa, per assumere il titolo di Avvocato del Santo Sepolcro.[17][18] Simone segnala la presenza di questa nuova milizia votatasi al Tempio, la quale adottava gli identici costumi dei templari come noti oggi.[16]

«Nello stesso anno (1118), alcuni nobili cavalieri, pieni di devozione per Dio, religiosi e timorati di Dio, rimettendosi nelle mani del signore patriarca per servire Cristo, professarono di voler vivere perpetuamente secondo le consuetudini delle regole dei canonici, osservando la castità e l'obbedienza e rifiutando ogni proprietà. Tra loro i primi e i principali furono questi due uomini venerabili, Hugues de Payns e Goffredo di Santo Aldemaro…»

(Guglielmo di Tiro, Historia rerum in partibus transmarinis gestarum (La storia delle gesta in Oltremare), c. 1184)

In queste righe[N 2], scritte alla fine del XII secolo, Guglielmo di Tiro narra i primi anni dei pauperes milites Christi. La sua Historia, però, compilata successivamente alla fondazione della Nova Militia e durante il regno di Amalrico I di Gerusalemme (1162-1174), come quella di Giacomo di Vitry, vescovo di San Giovanni d'Acri (Historia orientalis seu Hierosolymitani scritta nel XIII secolo) non conobbe gli anni in cui i primi cristiani giunsero in Outremer per la riconquista della Terrasanta e non vide la nascita di quegli Ordini che tanti onori meritarono sul campo.

Concilio di TroyesModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Concilio di Troyes.
 
Bernardo di Chiaravalle, miniatura in un manoscritto del 1267 circa

Alla fine del suo viaggio in Occidente, e dopo aver consegnato il messaggio del re di Gerusalemme a Bernardo di Chiaravalle in cui si chiedeva di intercedere affinché i templari ottenessero l'approvazione e il sostegno del papa, Hugues de Payns si recò a prendere parte al concilio di Troyes, così chiamato perché ebbe luogo nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Troyes.[19]

Il 13 gennaio 1129, il consiglio si aprì alla presenza di numerose personalità religiose i cui nomi apparvero nel prologo di quella che sarà la prima regola dell'ordine.[20] Tra esse ci furono il legato del papa in Francia, il cardinale Matteo di Albano, svariati abati cistercensi e cluniacensi, l'arcivescovo di Reims, Guglielmo II di Nevers, Hugues de Panys e Tebaldo II di Champagne.[21][22]

Tra i vari risultati del consiglio, vi fu la fondazione dell'Ordine dei cavalieri templari che venne dotato di una propria regola alla cui base vi era la regola di San Benedetto con alcuni prestiti da quella agostiniana. Una volta che questa venne adottata si rese necessario sottoporla a Stefano di Chartres, patriarca latino di Gerusalemme.

Questa regola, successivamente conosciuta come "Regola primitiva", rappresenta uno dei pochi documenti coevi dell'epoca di fondazione dell'ordine[N 3]; di seguito un estratto di essa:

(LA)

«Nos ergo cum omni granulazione, ac fraterna pietate precibusque Magistri Hugonis, in que prӕdicta militai sumpsit exordium, cùm Spiritu Sancto intimante ex diversis ultramontanӕ provinciӕ mansionibus, in solemnitates S. Hilarij, anno 1128 ab incarnato Dei folio, ab inchoatione prӕdictӕ militiӕ nono, ad Trecas, Deo Duce, in usum convenimmo, et modum, et observantiam Ordinis Equestris per singola Capitula, ex ore ipsius prӕdicti Magisteri Hugonis audire meruimus, ac iuta notitiam exiguitatis nostrӕ scientiӕ, quod nobis videbatur bonum, et utile, collaudavimus»

(IT)

«...pertanto, in letizia e fratellanza, su richiesta del maestro Ugo, dal quale fu fondata, per grazia dello Spirito Santo, convenimmo a Troyes da diverse province al di là delle montagne, nel giorno di S. Ilario, nell'anno 1128 dall'incarnazione di Cristo, essendo trascorsi nove anni dalla fondazione del suddetto Ordine, ci riunimmo a Troyes, sotto la guida di Dio, dove avemmo la grazia di conoscere la regola dell'Ordine equestre, capitolo per capitolo, dalla bocca dello stesso Maestro Ugo. Pur nella nostra modesta conoscenza, approvammo ciò che ci appariva buono e utile.»

(Regola dei Templari)

Scritta in antico francese, essa includeva la traduzione dell'originaria Regola latina che non sarebbe stata facilmente compresa, visto che molte reclute templari non conoscevano tale lingua.[23] Secondo gli studiosi, i manoscritti originali della Regola templare in latino furono distrutti durante gli arresti in Francia avvenuti nel 1307.[23] In merito alla questione relativa alla data di fondazione dell'ordine, il terzo capoverso del prologo di questa regola si riferisce al 1119, ma lascia aperta la possibilità che l'inizio delle attività di protezione dei pellegrini possa essere avvenuta anche in tempi precedenti:[24]

Gli elementi di incertezza sono molteplici e gli studiosi non sono concordi sull'interpretazione di questi documenti. Anche il numero esatto dei cavalieri che vi aderirono è oggetto congetture non sempre concordi. Mentre il testo della Regola parla di sei cavalieri, la tradizione parla di nove cavalieri ("Nove uomini aderirono a questo patto santo e servirono per nove anni in abiti laici che i credenti avevano dato loro in elemosina.")[25][N 4], ma tale numero avrebbe un significato soprattutto allegorico.[26] La scarsa disponibilità di documenti non esime gli studiosi dal tracciare, comunque, una storia della sua fondazione, stando a testimonianze e scritti successivi, e alle motivazioni che spinsero alcuni cavalieri ad abbandonare gli agi di corte e ad abbracciare la povertà.[16] Alcuni studiosi, comunque, collocano ufficialmente la fondazione nel 1118/1119.[25][27][28][26] Sarebbe stato in quell'anno che il re Baldovino II di Gerusalemme avrebbe dato, secondo Giacomo di Vitry nella sua Historia orientalis seu Hierosolymitana, ai "poveri cavalieri di Cristo" alcuni locali del palazzo reale, presso la moschea di al-Aqsā, situata in prossimità del Tempio di Salomone, dal quale l'ordine prese il nome.[26][29] Resta comunque possibile che, pur senza una fondazione formale, i cavalieri possano aver iniziato a operare fin dal 1099.[senza fonte]

L'ordine, in ogni caso, assunse reale importanza solo a partire dal 1126, in seguito al viaggio compiuto in Europa dal Maestro Ugo e con l'ingresso del conte Ugo di Champagne, quando iniziarono a pervenire donazioni e lasciti.[30]

Riconoscimento papaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Omne Datum Optimum, Milites Templi e Militia Dei.

Ulteriore definizione del ruolo e delle prerogative dell'ordine fu espressa nel 1138 dalla bolla Omne Datum Optimum di Innocenzo II emanata quando il Maestro dell'ordine era Robert de Craon e considerata l'atto istituivo dell'ordine.[31] La bolla fu di vitale importanza per l'ordine dei cavalieri templari perché sancì la totale indipendenza del suo operato essendo soggetti solo all'autorità papale, l'essere esente dal pagare tasse e gabelle, di avere un proprio clero e di beneficiare della protezione apostolica.[32] Tale documento creò anche attriti con il clero regolare che portò a molti conflitti di interesse tra i templari e i sacerdoti che portarono a mettere più volte in discussione la bolla stessa, tanto che dovette essere confermata ben dodici volte tra il 1154 e il 1194,

La bolla Milites Templi, promulgata il 9 gennaio 1144[33] da papa Celestino II concedeva ulteriori privilegi, tra cui il permesso ai cappellani dei templari di officiare una volta all'anno in regioni o città interdette, "per l'onore e il rispetto della loro cavalleria", oltre che di raccogliere questue.[34]

Con la bolla Militia Dei, pubblicata da papa Eugenio III il 7 aprile 1145,[33] venne permesso ai templari di costruire i propri oratori, ma anche di avere una completa indipendenza dal clero secolare attraverso il diritto di raccogliere le decime e seppellire i loro morti nei propri cimiteri. Inoltre, la protezione apostolica fu estesa ai parenti dei templari, alle loro proprietà e perfino a chi lavorava per loro come i loro contadini. I templari presentarono denunce al papa riguardo al fatto che il clero pretendessero un terzo dell'eredità di coloro che desideravano essere sepolti nei cimiteri dell'ordine; con la bolla Dilecti filii venne ordinato al clero di accontentarsi di solo di un quarto delle eredità.[35][34]

Attività in TerrasantaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Crociate.

La parabola storica dei cavalieri templari è strettamente connessa con lo svolgimento delle Crociate. Se la fondazione dell'ordine trova le sue ragioni nelle vicende legate alla conquista di Gerusalemme, lo svolgersi delle Crociate determina il suo sviluppo e vede i Cavalieri sempre più coinvolti negli eventi bellici. La fine dei templari, al di là degli episodi sconcertanti che la caratterizzano, è la naturale conseguenza del termine dell'avventura in Terrasanta. Seppure con qualche approssimazione, è pertanto possibile tracciare una sequenza della loro storia militare sulla base dello svolgersi delle varie Crociate.[36]

Le prime due crociateModifica

 
La presa di Gerusalemme del 1099, da un manoscritto medievale

La prima crociata, la cui fase bellica durò dal 1096 al 1099, non vide i templari in veste di corpo combattente, non essendo ancora stato creato formalmente il loro ordine. Fu solo negli anni seguenti che essi organizzarono il loro contingente e si impegnarono prevalentemente nella protezione armata dei pellegrini. In tale veste i Cavalieri ricevettero i riconoscimenti e i favori dei primi re di Gerusalemme, fra i quali l'assegnazione dei locali presso la Moschea al-Aqsa, da parte di Baldovino I, re di Gerusalemme, e le prime donazioni in terre e di denaro. Solo verso il 1125 l'ambiente religioso europeo e i governanti di Gerusalemme si resero conto della loro potenzialità bellica. Il Maestro Hugues de Payns fu inviato sul continente europeo, dal 1125 al 1129, per raccogliere adesioni, donazioni e denaro.[N 5]

Il primo scontro militare a cui partecipano dei templari è riportato dal cronista inglese Matteo Paris, si verifica nel 1133 e si risolve in una sconfitta. Un secondo scontro coinvolge la guarnigione di Gerusalemme chiamata a respingere un attacco di predatori beduini e turcomanni a sud di Betlemme; anche questa volta l'esito è nefasto.

La seconda crociata (1147), indetta per il recupero della contea di Edessa, caduta in mano turca, fu predicata da Bernardo di Chiaravalle che, dopo le esitazioni dei primi tempi, sembrava aver sposato la causa dei Crociati.[37] Fu condotta da Luigi VII di Francia e dall'imperatore Corrado III di Svevia.[38] Nell'estate del 1147 i templari guidati da Everard des Barres, loro precettore in Francia, si dimostrano decisivi nel riportare all'ordine l'esercito di Luigi VII che, in seguito a numerose imboscate turche nei pressi del monte Honaz, era finito allo sbaraglio e rischiava di essere massacrato dalle frecce turche. Dopo aver riportato la disciplina nei ranghi dell'esercito francese, alcuni gruppi di soldati guidati ciascuno da un templare riescono prima a proteggersi dalle frecce creando colonne protette da scudi triangolari ai fianchi, poi a infliggere pesanti perdite ai turchi nel corso di diverse sortite, fino a raggiungere la salvezza nel porto di Antalya da cui poi l'esercito si imbarcherà per Antiochia.[38]

Un attacco a Damasco (1148) in cui partecipò anche un gruppo di templari guidati dal maestro Robert de Craon ebbe un secondo insuccesso e pose praticamente fine all'avventura di Luigi VII e Corrado III.[39]

L'assedio di AscalonaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Ascalona (1153).
 
Miniatura che racconta l'assedio di Ascalona; nonostante la vittoria cristiana i templari vennero massacrati

Terminata così la seconda crociata, negli anni seguenti i templari evolsero in un corpo combattente a tutti gli effetti. Protessero le forze crociate in rotta dopo la sconfitta di Cadmos (1148) e di Inab (1149)[40] ed entrarono di Gaza (1149).[41] Contemporaneamente si andava consolidandosi una fitta rete di castelli e di guarnigioni a loro affidata.[42]

Nel frattempo, re Baldovino, deciso a riscattare il fallimento dell'assedio di Damasco, decise di sferrare un attacco ad Ascalona. Il maestro dell'ordine, Bernard de Tramelay appoggiò l'iniziativa del re e, il 16 agosto 1153, l'assedio della città ebbe iniziò. Il combattimento si risolse in un massacro per i templari che, entrati in città al seguito del maestro, vennero tutti uccisi dai difensori egiziani.[43]

Questo episodio sollevò molte controversie poiché alcuni sostennero che i templari erano entrati da soli in città per appropriarsi di tutti i beni mentre altri ritenevano che volessero associare all'ordine di un fatto d'armi di successo.

Nonostante tutto ciò, Ascalona cadde il 22 agosto 1153[44] e i cavalieri templari elessero un nuovo Maestro nella persona di André de Montbard che accettò la carica per contrastare l'elezione di un altro cavaliere, Guglielmo II di Chanaleilles, figlio di Guglielmo I, uno degli eroi della prima crociata, favorito del re Luigi VII di Francia e che avrebbe permesso alla corona di Francia di controllare l'ordine.

Il 25 novembre 1177 venne combattuta la battaglia di Montgisard, vicino a Ramla, una delle prime del sedicenne giovane re di Gerusalemme Baldovino IV. Le truppe del re vennero rinforzate da ottanta templari provenienti da Gaza a marce forzate; questa alleanza di forze riuscì ad avere la meglio sull'esercito di Saladino.

La battaglia di Hattin e la caduta di GerusalemmeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Hattin.
 
Guido di Lusignano rende le armi a Saladino dopo la disastrosa battaglia di Hattin

La comparsa di Salah ad Din, il Saladino, capace di dare maggiore coordinamento alle forze musulmane locali, cambiò lo scenario della regione, portando alla disfatta nella battaglia di Hattin 1187, dopo la quale i templari prigionieri furono ferocemente massacrati[45]) e alla caduta di Gerusalemme. In precedenza gli Ordini cavallereschi avevano già subito una terribile sconfitta nella battaglia di Cresson.[46] Dopo la morte del re Baldovino V, Guido di Lusignano ascese al trono di Gerusalemme grazie al matrimonio con Sibilla d'Angiò, sorella del re Baldovino IV. Su consiglio dei templari e degli ospitalieri, Guido si mosse con l'esercito per attaccare i musulmani. Poiché il clima era particolarmente arido e l'unica zona ove i crociati potevano rifornirsi d'acqua era a Hattin, vicino a Tiberiade, il re condusse le sue truppe in questa direzione.[47]

Il 4 luglio 1187, Saladino circondò i cristiani nel corso della battaglia di Hattin, facendo prigioniero quasi l'intero esercito di circa quindicimila uomini, così come lo stesso re. Saladino fece giustiziare tutti i templari catturati per via del fatto che, secondo la Regola di San Bernardo, non potevano godere del diritto di riscatto, così come avvenne per gli ospitalieri; solo il maestro dei templari, Gérard de Ridefort, venne risparmiato. Dopo avere conquistato altre città cristiane, il 2 ottobre Saladino fece il suo ingresso trionfale a Gerusalemme che nel frattempo si era arresa al condottiero curdo.[48]

Terza crociata e la battaglia di ArsufModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Terza crociata e Battaglia di Arsuf.

Nel tentativo di riconquistare Gerusalemme e di contrastare i successi del Saladino fu indetta da papa Gregorio VIII nel 1187 una terza crociata, denominata "crociata dei re" in quanto vide la partecipazione di Federico Barbarossa, Filippo II Augusto, re di Francia e Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra. Nel 1191 i templari si stabilirono ad Acri, riconquistata da re Riccardo, e nel settembre dello stesso anno, insieme agli ospitalieri contribuirono in modo decisivo alla battaglia di Arsuf, dove il Saladino fu sconfitto e con lui il mito della sua invincibilità.[49] Nel 1192 i templari acquistarono l'isola di Cipro, che, a seguito di una sanguinosa rivolta, a loro volta la vendettero a Guido di Lusignano, che ne fondò un regno.[50]

Successive crociateModifica

 
Assedio di Damietta durate la quinta crociata

Quella che solitamente viene individuata come la quinta crociata ebbe come obiettivo della spedizione l'Egitto: i vari corpi di spedizione raggiunsero Damietta nel 1218. Il tentativo di conquistare la città vide coinvolti i templari, ma la situazione strategica e tattica fu talmente sfavorevole che nel 1221 l'esercito cristiano rinunciò all'impresa. I templari, che pure persero il Maestro nei combattimenti, tennero una condotta non sempre limpida[51] e si attirarono ostilità e polemiche che sarebbero riemerse per secoli, comparendo anche nei versi della Divina Commedia.[N 6]

Nel 1225 l'imperatore Federico II decise di recarsi in Terrasanta per riconquistare Gerusalemme. L'evento, usualmente indicato come sesta crociata, fu condotto sul campo diplomatico e ottenne realmente la riconquista pacifica della Città Santa. Federico si autonominò re.[52] Con la sola eccezione della corte imperiale, l'intera vicenda suscitò un'ostilità generale, sia in campo islamico sia in campo cristiano. Si creò un conflitto insanabile fra l'imperatore e i templari, che avevano perso, oltre al ruolo ormai consolidato sui campi di battaglia, anche i diritti sui locali del Tempio, a causa degli accordi stipulati dall'imperatore.[36] Nel 1244 l'impazienza di alcuni comandanti cristiani condusse il grosso delle forze crociate in un tragico scontro con forze islamiche inferiori, per numero e per organizzazione, ad al-Harbiyya (o La Forbie). Nonostante il vantaggio numerico dei crociati, la loro sconfitta fu totale: dei trecento cavalieri templari riuscirono a salvarsi solo una trentina di uomini.[36] I vantaggi ottenuti durante anni di diplomazia, accortamente gestiti dagli ordini religiosi cavallereschi e dai templari in particolare, furono azzerati, riconducendo i cristiani del Medio Oriente in uno stato di profonda e disastrosa crisi.[53]

 
Luigi IX il Santo, re di Francia. Interpretò autenticamente il significato della crociata

Una successiva serie di spedizioni in Terrasanta, sotto la guida di Luigi IX di Francia, ebbe inizio nel 1249.[36] Gli storici usano distinguere due episodi diversi, indicandoli come settima e ottava crociata. Le navi cristiane si diressero verso l'Egitto e Damietta, ancora in mani islamiche, fu rapidamente riconquistata. Sull'onda di questa vittoria i franchi non seguirono i consigli dei templari, ma si gettarono sulla città di Mansura, senza le necessarie precauzioni (1250). Il disastro fu totale. Dei duecentonovanta cavalieri templari che avevano partecipato al combattimento pur avendo ripetutamente cercato di dissuadere i comandanti franchi, se ne salvarono solo cinque.[36] Ma la tragedia continuò: in fase di ritirata i soldati cristiani furono attaccati e decimati. I prigionieri furono così numerosi (e fra questi il re Luigi) da creare un grave problema logistico ai vincitori. Nel 1266 avvenne la caduta di Safed, per opera di un cavaliere traditore. Luigi IX promosse una seconda spedizione, indicata come ottava Crociata. La spedizione partì da Aigues-Mortes nel luglio del 1270. Il re sbarcò a Tunisi assieme al fratello Carlo I d'Angiò, ma l'assedio si prolungò molto: la peste e la dissenteria decimarono l'esercito e uccisero lo stesso re nell'agosto dello stesso anno.[36]

Nel 1291 cadde definitivamente San Giovanni d'Acri e con il massacro di almeno 60 000 cristiani che ne conseguì, i templari decisero di evacuare Tortosa e Athlit. Nel 1302 la perdita di Ruad e il massacro della guarnigione templare pose definitivamente fine alle Crociate e all'avventura dei cristiani in Terrasanta. Sporadici tentativi e velleitari pronunciamenti dei decenni successivi non avrebbero incitato nessuno a prendere nuovamente le armi in nome della fede. La ragione stessa dell'esistenza dei Poveri Cavalieri aveva cessato di esistere.

Caduta e sospensioneModifica

 
Filippo IV di Francia detto "il Bello"

Dopo la caduta di San Giovanni d'Acri nel 1291, trecento baroni crociati, francesi e germanici, alla guida di Giovanni di Montfort (Maestro dei templari) sbarcarono a Cipro e qui vissero come monaci eremiti (distribuiti in vari eremi), onorati e tenuti per santi dalla popolazione locale. L'ordine, comunque, dopo la definitiva perdita degli Stati Latini in Terrasanta, si avviò al tramonto: la ragione fondamentale per la quale era nato, due secoli prima, era ormai venuta meno. Il suo scioglimento, tuttavia, non fu mosso per via ordinaria dalla Santa Chiesa, ma attraverso una serie di accuse infamanti esposte dal re di Francia Filippo IV il Bello, desideroso di azzerare i propri debiti e impossessarsi del patrimonio templare, riducendo nel contempo il potere della Chiesa.[54][55]

Il 14 settembre 1307 il re inviò messaggi sigillati a tutti i balivi, siniscalchi e soldati del regno ordinando l'arresto dei templari e la confisca dei loro beni, che vennero eseguiti il venerdì 13 ottobre 1307. La mossa riuscì in quanto fu astutamente avviata in contemporanea contro tutte le sedi templari di Francia; i cavalieri, convocati con la scusa di accertamenti fiscali, vennero tutti arrestati.[56]

Le accuse che investirono il Tempio erano infamanti: sodomia, eresia, idolatria. Vennero in particolare accusati di adorare una misteriosa divinità pagana, il Bafometto (o Banfometto, forse la storpiatura in lingua occitana di Maometto). Vennero biasimati anche per aver intrattenuto rapporti giudicati troppo amichevoli con i signori musulmani, arrivando con alcuni di loro, come Usama ibn Munqidh, a porgergli veri e propri favori, come quello di concedergli di pregare nella Cupola della Roccia, benché già trasformata in chiesa cristiana. Nelle carceri del re gli arrestati furono torturati finché non iniziarono ad ammettere l'eresia. Il 22 novembre 1307 il papa Clemente V, di fronte alle confessioni, con la bolla Pastoralis præminentiæ ordinò a sua volta l'arresto dei templari in tutta la cristianità.[56]

Il 12 agosto 1308 venne promulgata da papa Clemente V la bolla Faciens misericordiam in cui furono definite le accuse portate contro il Tempio. Il re fece avviare dal 1308 sino al 1312, grazie anche alla debolezza di papa Clemente V, diversi processi tesi a dimostrare le colpe dei cavalieri rosso-crociati di Parigi, Brindisi, Penne, Chieti e Cipro.[56] Nel generale clima di condanna ci fu l'eccezione rappresentata da Rinaldo da Concorezzo, arcivescovo di Ravenna e responsabile del processo per l'Italia settentrionale: egli assolse i cavalieri e condannò l'uso della tortura per estorcere confessioni (concilio provinciale di Ravenna, 1311).[56]

 
Il rogo sul quale arsero vivi l'ultimo Maestro Jacques de Molay e Geoffrey de Charnay, acceso su di un'isoletta sulla Senna a Parigi, davanti alla Cattedrale di Notre-Dame, il 18 marzo 1314 (manoscritto della fine del XIV secolo)

L'ordine fu ufficialmente sospeso in via amministrativa con la bolla Vox in excelso[57] del 3 aprile 1312 e i suoi beni trasferiti ai cavalieri ospitalieri il 2 maggio seguente (bolla Ad providam). Jacques de Molay, l'ultimo maestro dell'ordine, il quale in un primo momento aveva confermato le accuse, le ritrattò, venendo arso sul rogo assieme a Geoffrey de Charnay il 18 marzo 1314 davanti alla cattedrale di Parigi, sull'isola della Senna detta dei giudei.[56]

Filippo il Bello distrusse il sistema bancario dei templari, e, benché una bolla papale avesse trasferito tutti gli averi dei templari agli ospitalieri, riuscì ad addurre a sé parte del tesoro. Questi eventi e le originali operazioni bancarie dei templari sui beni depositati, che furono improvvisamente mobilitati, costituirono due dei molti passaggi verso un sistema di stampo militare per riprendere il controllo delle finanze europee, rimuovendo questo potere dalle mani della Chiesa. Visto il destino dei templari, gli Ospitalieri di San Giovanni furono ugualmente convinti a cessare le proprie operazioni bancarie.[58]

Molti sovrani e nobili inizialmente sostennero i cavalieri e dissolsero l'ordine nei loro reami solo quando fu loro comandato da papa Clemente V. Roberto I, re degli Scoti, era già stato scomunicato per altri motivi e quindi non era disposto a prestare attenzione ai comandi papali; di conseguenza, molti membri dell'ordine fuggirono in Scozia; in Portogallo i cavalieri e il patrimonio del loro ordine confluirono in un nuovo ordine, fondato col permesso del papa[N 7] per combattere contro i mori nell'Algarve, l'Ordine del Cristo.[58] Il principe Enrico il Navigatore (1394 - 1460) guidò per vent'anni, fino alla propria morte, tale ordine, utilizzandone il denaro[N 8] per organizzare la prima scuola per navigatori, preparando la via alla supremazia marittima portoghese che porterà alle grandi esplorazioni cinquecentesche.[58] In Spagna, dove il re di Castiglia a sua volta si opponeva all'incorporazione del patrimonio templare da parte dell'Ordine degli Ospitalieri, l'Ordine di Montesa subentrò a quello dei templari.[senza fonte]

Organizzazione e diffusione dei templariModifica

 
Portale di una commenda templare a Chanonat (Puy-de-Dôme, Francia)
 
Ricostruzione di una commenda templare, quella di Coulommiers nella regione dell'Île-de-France

Il sistema templareModifica

Nel corso della sua esistenza l'Ordine Templare svolse sostanzialmente tre azioni, oltre a quella religiosa: l'attività militare, la coltivazione delle terre, la gestione di sistemi economici e finanziari. Queste azioni furono consentite dalla formazione di un'imponente struttura territoriale, organizzativa ed economica, che interessò non solo il Vicino Oriente, ma anche una grande parte delle regioni europee.[senza fonte] Il mantenimento di un ingente gruppo di armati in Terrasanta richiedeva infatti un adeguato sforzo produttivo[59] anche sul continente europeo, non solo per rifornire di vettovagliamenti le milizie, ma soprattutto per sostenere i costi legati alle armi, ai cavalli,[60] alla flotta navale,[61] alle attrezzature di servizio e alla costruzione di edifici e fortificazioni.[senza fonte]

Tunica e simboli

I templari erano identificabili per la loro sopravveste bianca, nera, o bigia (con mantello bianco solo per i fratelli cavalieri), alla quale in seguito si aggiunse una distinta croce patente rossa, ricamata sul lato sinistro.

Tale croce era di piccole dimensioni (come ben si evince dalle rappresentazioni dell'epoca) e non di grandi dimensioni sul torace o sulla schiena, come si vede invece in varie rappresentazioni ottocentesche o nella filmografia moderna.

Fra i simboli dei templari vi era il beauceant, caratterizzato appunto dalla croce patente rossa in campo bianco e nero.

I templari usarono in realtà una cospicua parte delle loro ricchezze per costruire numerose fortificazioni in tutta la Terrasanta.[62] In questa prospettiva la crescita dell'Ordine, che inizialmente si era retto sulle donazioni dei primi cavalieri, fu ben presto accentuata dal favore del papa Innocenzo III, che aveva concesso all'Ordine la totale indipendenza dal potere temporale, compreso l'esonero dal pagamento di tasse e gabelle, oltre al privilegio di rendere conto solo al pontefice in persona e alla possibilità di esigere le decime.[senza fonte]

La presenza dei templari sul territorio di entrambi i continenti, asiatico ed europeo, era assicurata dalle diverse sedi templari: le Precettorie, le Mansioni e le Case fortezza o “Capitanerie” (queste ultime due meno importanti delle Precettorie), largamente autonome dal punto di vista gestionale[63] Precettorie e Mansioni distribuite in Oriente e in Occidente, Capitanerie soprattutto in Terrasanta.[senza fonte]

Nelle grandi capitali (Parigi, Londra, Roma e altre) vi erano le Case, ognuna delle quali aveva il controllo di una delle sette grandi province dall'Inghilterra alle coste dalmate in cui i templari avevano diviso la loro organizzazione monastica.[64] Al massimo del loro fulgore arrivarono presumibilmente ad avere migliaia di sedi,[N 9] distribuite capillarmente in tutta Europa e Medio Oriente, il che indica la loro notevole influenza economica e politica nel periodo delle Crociate.

Dal punto di vista organizzativo, si potevano distinguere sommariamente quattro tipologie di confratelli:

Vari gradi di responsabilità di comando e amministrazione erano attribuiti al Maestro (Gran Maestro secondo una dizione diffusa ma inesatta), ai Commendatari, ai Siniscalchi, ai Marescialli, ai Gonfalonieri e ad altri ruoli.[65] Alcuni confratelli si occupavano esclusivamente di attività bancarie, in quanto l'ordine trattava frequentemente il denaro e le merci preziose connessi con lo svolgimento delle Crociate. La parte più significativa dei Cavalieri templari si dedicava tuttavia alle azioni militari ed erano probabilmente le unità da combattimento meglio addestrate e disciplinate del proprio tempo,[66] precursori dei moderni corpi speciali o unità d'élite, identificabili, almeno per quanto riguarda i Templari delle origini, in una forma embrionale dei corpi di protezione civile e di difesa civile.[senza fonte] A sostegno del corpo militare dell'ordine venivano aggregate truppe ausiliarie, anche mercenarie, come i Turcopoli.[67] Ciascun cavaliere disponeva sempre di due o tre sergenti che lo accompagnavano in battaglia e un gruppo di sei o sette scudieri per assisterlo sia in tempo di pace che di guerra, nonché di più cavalli.[senza fonte]

A differenza della totalità degli altri ordini monacali, non sembra che i templari abbiano dedicato una parte significativa del loro tempo all'elaborazione di testi o documenti, religiosi o d'altro genere: a parte le copie della Regola che ci sono pervenute, non lasciarono tracce consistenti del loro pensiero;[68] in ogni caso, la damnatio memoriae a cui furono soggetti avrebbe nel tempo cancellato le loro produzioni. Il maggiore influsso dei Templari non fu comunque di tipo militare, quanto piuttosto di tipo culturale ed economico sotto il profilo della diffusione di strumenti economico-finanziari, con la distribuzione del reddito attraverso la creazione di posti di lavoro: con le abbazie ed i loro terreni agricoli, con la costruzione delle cattedrali, l'ordine portò sviluppo e lavoro in molte parti dell'Europa medioevale, attraverso un'estesa rete di succursali. Molti governi europei (ed italiani in particolare) ricorsero ai loro servizi per ottenere finanziamenti, per gestire le contabilità e le finanze pubbliche.[senza fonte]

La RegolaModifica

 
Una raffigurazione tipica dei cavalieri templari in un manoscritto inglese del 1250

Le prime testimonianze sulla nascita dei Templari non consentono di definire con certezza se essi si fossero aggregati sulla base di una regola precisa. Solo durante il Concilio di Troyes del 1129 essi assunsero una regola di forma monastica, avallata anche dall'appoggio di Bernardo di Chiaravalle, sostanzialmente basata su alcuni elementi della Regola benedettina.[senza fonte]

Della Regola Templare originale possediamo alcuni esemplari, redatti in latino, in quel periodo storico lingua ufficiale usata nei testi formali, religiosi e laici.[69][70] Versioni successive privilegiano invece la lingua francese antica.[N 11] I testi che ci sono pervenuti conservano le tracce di un rimaneggiamento: agli originali cinquanta capitoli, formalmente conclusi dall'esortazione di osservanza rivolta ai destinatari, risultano aggiunti altri ventidue capitoli, una sorta di appendice, dotata di un secondo prologo.

I tre classici voti degli ordini monastici - povertà, obbedienza e castità – non risultano esplicitamente espressi. La formulazione della castità appare solo nei capitoli dell'appendice e sembra soprattutto volta a scoraggiare la convivenza fra fratres e sorores (cap. 56), implicitamente ammessa però come usanza pregressa, da evitare per il futuro. Risulta esplicito il consenso all'ingresso degli uomini sposati (cap. 55) e alla possibilità di un'adesione temporanea all'Ordine, sostanzialmente inconciliabile con una castità permanente. Si scoraggia poi, sempre in appendice, la frequentazione e l'intimità con donne, madri comprese (cap. 72). In merito alla povertà, si esortano i cavalieri a donare tutti i loro beni (solo metà se sposati) a sostegno dell'Ordine, consentendo però il possesso di terre e l'asservimento di uomini e agricoltori (cap. 51).[senza fonte]

In altri testi posteriori si ammette anzi che sia giustificata la pratica del bottino di guerra.[N 12] In relazione all'obbedienza, appare chiaro l'intento di conservare una disciplina collettiva, con limiti soprattutto indirizzati all'ostentazione degli abiti e degli accessori, al decoro personale, alle regole quotidiane, alla preghiera, all'alimentazione e alla solidarietà collettiva. Preciso è il divieto alla pratica di atti di violenza superflua (caccia e uso di archi e balestre - cap. 46 e 47).[senza fonte] Le successive versioni della regola pervenute, redatte in francese, risultano molto più dettagliate e ricche di prescrizioni inerenti soprattutto la vita militare, risultando più adatte a un ordine ormai altamente strutturato.[71]

Crescita dell'Ordine e ramificazione in EuropaModifica

 
Possedimenti dell'ordine dei cavalieri templari in Europa intorno al 1300

Per oltre due secoli, i Cavalieri templari, grazie anche ai concili loro favorevoli (Concilio Pisano, 1135 e Lateranense II, 1139), acquisirono - attraverso lasciti, donazioni e altre forme di liberalità laiche ed ecclesiastiche - terre, castelli, casali in quantità tali da farli diventare l'Ordine più potente, dunque invidiato e temuto, dell'epoca. La bolla pontificia Omne Datum Optimum di Innocenzo II del 29 marzo 1139 fu di vitale importanza per l'Ordine dei cavalieri templari perché sancì la totale indipendenza del suo operato e l'essere esente dal pagare tasse e gabelle. Essi avviarono con meticolosità e professionalità la loro organizzazione nell'intero Occidente, trasformandolo in un gran magazzino per l'approvvigionamento dell'Oltremare, costituendo in tutti gli Stati d'Europa propri insediamenti agricoli, economici e politici.[senza fonte]

 
Cavalieri templari che giocano a scacchi in un manoscritto del 1283

Grandi insediamenti ed edilizia templareModifica

Un alone di leggenda ha sempre circondato le attività templari nel campo dell'edificazione di grandi strutture militari e religiose. Il mito delle segrete tecnologie, trovate nelle fondamenta del Tempio e utilizzate dai templari per realizzare opere edilizie eccezionali, non poggia su nessun dato reale[72], ma certamente trova una certa comprensibile suggestione nelle imponenti opere realizzate in Terrasanta per presidiare il territorio, dai monti dell'Amano, fino alle regioni a sud di Gerusalemme.[senza fonte]

Strutture militariModifica

 
Destroit, primo insediamento fortificato templare. Legenda 1: entrata;
2: tetto di avvistamento;
3: cisterna;
4: scale;
5: cortile;
6: fossato;
7: mangiatoie;
8: stalla.

In campo militare, come gli altri Ordini cavallereschi, i Templari realizzarono castelli, ribāṭ[N 13], cittadelle fortificate, posti di guardia in genere, con caratteristiche di grande solidità e di notevole funzionalità bellica. Da questi presidi erano pronti a partire piccoli drappelli o grandi corpi militari, per le azioni di soccorso o di protezione dei pellegrini e degli eserciti cristiani.[senza fonte]

Gli insediamenti più significativi furono, secondo i dati disponibili, oltre quaranta, distribuiti strategicamente sui confini della Terrasanta, in prossimità delle vie di comunicazione più frequentate o delle aree militarmente più critiche. Parte di essi era localizzato nella zona settentrionale, nella regione di Antiochia, partendo dal mare e giungendo ad est oltre il gruppo di rilievi del monte Amano.[senza fonte] Fra essi rivestiva particolare importanza Bagras, in prossimità del passo di Belen.[73] Più a sud, non lontano da Tripoli, si trovavano Tortosa, Al-Arimah e Chastel Blanc (Safita). In Galilea furono affidati ai Templari i castelli di Safed e di Chastellet, presso il Guado di Giacobbe.[senza fonte] In prossimità del mare si localizzavano Atlit e Destroit, quest'ultimo ritenuto storicamente il primo presidio dei Templari.[74] Oltre il Giordano si localizzava Ahamant.[75] Lungo la costa i Cavalieri Templari disponevano anche di strutture fortificate ad Acri, a Cesarea, ad Ascalona, a Tripoli.

Sotto il profilo strategico, i più importanti erano ritenuti Bagras, Tortosa e Safed, ma l'intera rete consentiva un controllo capillare del territorio. Il piccolo isolotto di Ruad, arido e privo di sorgenti d'acqua, ma potentemente fortificato, fu l'ultimo ad essere abbandonato dai Templari, nel 1303, sotto l'impeto degli invasori Mamelucchi.[senza fonte]

Edifici religiosiModifica

Bolle e documenti religiosi riguardanti l'Ordine Templare
  • 1129 - Atti del Concilio di Troyes: Approvazione della Regola da parte dei Padri Conciliari
  • 1130 circa – De laude novae militiae ad Milites Templi: San Bernardo loda la nuova cavalleria e consacra i Templari
  • 1135 - Concilio di Pisa: Ratifica della Regola e concessioni ai Templari
  • 29 marzo 1139 - Omne Datum Optimum: Papa Innocenzo II approva la regola ed accorda la protezione papale.
  • 9 giugno 1144 - Milites Templi: Celestino II fornisce protezione ecclesiastica e sollecita elargizioni.
  • 7 aprile 1145 - Militia Dei: Papa Eugenio III concede di raccogliere decime e sepoltura autonoma. Il pontefice concede anche l'uso della croce patente.
  • 22 novembre 1307 - Pastoralis Praeminentiae: Clemente V ordina l'arresto dei Cavalieri e la confisca dei beni.
  • 12 agosto 1308 - Faciens Misericordiam: Clemente V dispone la procedura per perseguire i Templari.
  • 12 agosto 1308 - Regnans in Coelis: Clemente V convoca il Concilio di Vienne per discutere dei Templari.
  • 1312 - Concilio di Vienne: 20 marzo: si decide la soppressione dell'Ordine.
  • 22 marzo 1312 - Vox in Excelso: Clemente V scioglie l'ordine dei Cavalieri Templari.
  • 2 maggio 1312 - Ad Providam Christi Vicarii: Clemente V concede le proprietà dei Templari agli Ospitalieri.
  • 6 maggio 1312 - Considerantes Dudum: Clemente V - Definisce le sorti dei confessi e dei relapsi.

Se l'architettura militare si localizza prevalentemente in Terrasanta, l'edilizia religiosa trova importanti realizzazioni anche nelle regioni europee. Esiste una molteplice varietà di chiostri, chiese e cappelle che in genere risentono delle forme architettoniche proprie dei tempi e dei luoghi di edificazione.[N 14] Fra queste possono essere citate le modeste cappelle di Frosini, nel senese, di Magrigne, presso St. Laurent d'Arce, di Santa Croce ad Ascoli Piceno, di San Bevignate a Perugia. Di maggiore dimensione e di più ricca fattura, si possono citare Santa Maria La Major, di Villamuriel di Cerrato, Santa Maria La Blanca, di Villalcazar de Sirga, di San Pietro alla Magione a Siena, di San Jacopo in Campo Corbolini a Firenze. Più articolato è il complesso di Ognissanti a Trani, considerato un insediamento non solo religioso ma anche militare, preesistente alla creazione dell'Ordine utilizzato fin dai tempi della Prima Crociata, per l'imbarco delle truppe crociate, e poi passato alla gestione templare. Occorre tuttavia precisare che tale complesso è ritenuto templare solo dalla tradizione, non vi è alcun documento nel quale si menzionino legami tra l'abbazia di Ognissanti e i cavalieri del Tempio.[N 15]

Un secondo gruppo di chiese e cappelle, di grande rilevanza architettonica, appare più chiaramente ispirato alla forma ottagonale della Cupola della Roccia, che i Templari osservarono a lungo sulla spianata del Tempio, a Gerusalemme, in prossimità della loro residenza nella Moschea Al-Aqsà. Il nome Templari con cui i Cavalieri sono popolari allude infatti al loro storico quartier generale non lontano dalla Cupola della Roccia (Qubbat al-Sakhrā'), santuario islamico in cima al Monte Moriah a Gerusalemme. L'area circostante è sacra ad ebrei e cristiani come Monte del Tempio così come ai musulmani, che usano il nome di Monte Majid (o al-Ḥaram al-Šarīf). Si credeva erroneamente che la Cupola della Roccia e la vicina moschea di Al-Aqsà costituissero i resti del biblico Tempio di Gerusalemme. Il Templum Domini con la sua pianta centrale, di forma ottagonale divenne il modello per molte chiese edificate successivamente dai Cavalieri.[senza fonte] Fra queste realizzazioni si annoverano: Santa Maria di Eunate, in Spagna, la Cappella templare di Laon, la Cappella Templare di Metz, la Round Church del Tempio di Londra, San Michele di Fulda (Germania), la Cappella di Athlit, Vera Cruz di Segovia.[76]

Organizzazione agricolaModifica

In funzione delle attività militari i templari crearono un grande sistema agricolo e produttivo. Le aziende agrarie del Tempio si chiamavano casali, grange, masserie.[77] I casali della Puglia talora ricordavano le fattorie fortificate d'Oltremare.[78] I templari davano da lavorare le loro terre a concessionari (conductores); ma, dove il personale delle commende rurali era più numeroso, essi coltivavano direttamente il suolo. In tal caso, secondo il modello cistercense, si ricorreva per il lavoro dei campi ai membri più umili dell'ordine, quando non addirittura alla manodopera servile, rappresentata dai contadini Saraceni del regno di Sicilia o di Siria.[78] L'allevamento del bestiame da carne, da latte, da lana e da lavoro costituiva una voce primaria nel bilancio del Tempio: le fertili campagne della Puglia offrivano ricchi pascoli alle mandrie di buoi e bufali di proprietà dei templari, mentre in Toscana le loro greggi di pecore praticavano la transumanza; allevamenti di suini nei boschi del Tempio erano infine segnalati in Piemonte, come in Sicilia. Le colture più diffuse erano quelle dei cereali, della vite, dei legumi. Generalmente in Italia la produzione agricola dell'ordine serviva al consumo interno, le eccedenze erano destinate alla vendita e parte del ricavato veniva versato al tesoro centrale sotto forma di responsiones;[78] ma è soprattutto dai porti della Puglia che nella seconda metà del Duecento salpavano navi cariche di cereali e legumi, per andare a rifornire le case dei templari in Siria, rese sempre più dipendenti dalle occidentali sotto l'aspetto alimentare a causa della progressiva perdita di territori e aree coltivabili a vantaggio dei Saraceni. Dopo la catastrofe del 1291 divenne Cipro la destinazione delle vettovaglie pugliesi.[78]

Attività bancarieModifica

I templari entrarono nelle attività bancarie quasi per caso. Quando dei nuovi membri si univano all'ordine, generalmente donavano a esso ingenti somme di denaro o proprietà, poiché tutti dovevano prendere il voto di povertà. Grazie anche ai vari privilegi papali, la potenza finanziaria dei Cavalieri fu assicurata dall'inizio. Poiché i templari mantenevano denaro contante in tutte le loro case e templi, fu nel 1135 che l'ordine cominciò a prestare soldi ai pellegrini spagnoli che desideravano viaggiare fino alla Terra Santa.[79]

Il coinvolgimento dei Cavalieri nelle attività bancarie crebbe nel tempo verso una nuova base per il finanziamento, dato che fornivano anche servizi di intermediazione bancaria.[79]

Sotto l'aspetto economico-finanziario, i templari rivestirono un ruolo così importante da arrivare a "prestare" agli stati occidentali ingenti somme di denaro e gestire perfino "le casse" di stati come la Francia.[79]

Un'indicazione dei loro potenti legami politici è che il coinvolgimento dei templari nell'usura non portò a particolari controversie all'interno dell'ordine e nella Chiesa in generale. Il problema dell'interesse fu generalmente eluso grazie ai complicati tassi di cambio delle valute e grazie a un accordo con cui i templari detenevano i diritti della produzione sulle proprietà ipotecate.[79]

Le connessioni politiche dei templari e la consapevolezza della natura eminentemente cittadina e commerciale delle comunità d'oltremare portarono l'ordine a raggiungere una posizione significativa di potenza, sia in Europa sia in Terrasanta. Il loro successo attrasse la preoccupazione di molti altri Ordini, come pure della nobiltà e delle nascenti grandi monarchie europee, le quali a quel tempo cercavano di monopolizzare il controllo del denaro e delle banche, dopo un lungo periodo nel quale la società civile, non escludendo la Chiesa e i suoi ordini, aveva dominato le attività finanziarie. Le tenute dei templari erano estese sia in Europa sia nel Medio Oriente e tra queste vi fu, per un certo periodo, l'intera isola di Cipro.[79]

Sistema navaleModifica

La necessità di trasporto delle vettovaglie, degli uomini, dei cavalli e delle armi generò la necessità di istituire un vasto e articolato sistema di navigazione, sia per i templari sia per gli altri Ordini cavallereschi.[80] Si ricorse sostanzialmente alle due principali categorie di navi in uso nel medioevo:

  • Le navi lunghe (galee) destinate agli scopi bellici, dalle forme allungate, spinte soprattutto dai remi, con l'eventuale ausilio di una vela, in genere la vela latina, triangolare, reintrodotta dagli arabi, che permetteva di navigare parzialmente contro vento. Gli equipaggi giungevano fino a 250 uomini, in genere prigionieri di guerra resi schiavi e incatenati permanentemente ai remi.
  • Le navi tonde erano destinate fondamentalmente al trasporto di materiali e, occasionalmente, di truppe e animali. Corte, tozze e panciute, era mosse a vela e aveva un equipaggio più ridotto, Nel caso specifico del trasporto dei cavalli le navi erano attrezzate con un grande portellone laterale, che permetteva di movimentare gli animali. Durante il viaggio le fessure del portellone venivano accuratamente calafatate.

Le navi degli Ordini cavallereschi si prestarono occasionalmente anche ad attività corsare e di pirateria.[81]

Diffusione in ItaliaModifica

La vastissima diffusione delle sedi dell'ordine, in Europa e anche in Italia, fu legata anzitutto alla necessità di mantenere attiva in Terrasanta la forza combattente, in termini economici e finanziari. La maggioranza degli insediamenti era rivolta alle colture agricole, ma non mancavano le sedi dedicate alla gestione amministrativa delle proprietà, al reclutamento, o al controllo di attività complementari, come l'allevamento di cavalli da trasporto e da combattimento, o le attività metallurgiche connesse con la produzione di armi. La presenza delle sedi templari in Italia ammontava ad almeno 200 località, dal nord al sud.[82]

Nel nord si annoveravano, fra gli altri, Milano[83], Pavia[84], Piacenza[84], Mantova[85], Novara[84], Ferrara, Genova[84], Torino[84], Trieste, Venezia. Fra gli edifici dell'Ordine tuttora meglio conservati si segnala la commenda di Castel Negrino, ad Aicurzio. Vasta la diffusione in Toscana, dove rivestiva un particolare ruolo la sede di Frosini, nel senese, in prossimità delle Colline Metallifere, dove si estraevano metalli di particolare interesse e valore commerciale, ferro, rame e allume.

In Italia centrale si trovavano gli insediamenti di Roma, di Civitavecchia, di Ancona, di Perugia. Se la presenza nel nord rivestiva un aspetto eminentemente agricolo, le sedi più meridionali erano spesso connesse con i trasferimenti verso la Terrasanta.

L'Ordine approdò precocemente anche nel Regno di Sicilia e vi si diffuse in epoca normanna, successivamente al 1139, anno in cui fu raggiunta la pace tra Ruggero II d'Altavilla (fedele alla causa di Anacleto II) e Innocenzo II.[senza fonte] La Puglia fu la regione italiana che prima fra le altre accolse le domus gerosolimitane rosso-crociate grazie all'importanza strategica e commerciale dei suoi porti e delle sue città.[86] Tutto il Meridione d'Italia venne compreso inizialmente nella provincia templare d'Apulia e, solo in epoca sveva, indicato quale provincia d'Apulia e Sicilia.[86] Tra le prime fondazioni dell'ordine, oltre quella di Trani, va ricordata la casa di Molfetta (documentata nel 1148), Minervino Murge (documentata con un atto di proprietà, infatti, qui un gruppo di templari acquistò dei terreni coltivabili), Barletta (1169), Matera (1170), Venosa, Brindisi (1169) con possedimenti nel leccese, Bari, Andria, Foggia (nel periodo di transizione normanno-svevo), Troia (anteriore al 1190), Salpi (documentata nel 1196)[87] e Monopoli (documentata nel 1292).[senza fonte] Tra le sedi più importanti, va menzionata la Casa templare di Barletta, che ricoprì il ruolo di Casa Provinciale sino al processo del 1312.[82] In Abruzzo e Molise si pensi a Chieti, Penne, Termoli e Vasto.[87]

Al 2017, dichiaravano di non essere più un ordine religioso, ma un sodalizio che non si ispirava direttamente all'«omonimo abolito dal Papa già nel XIV secolo». Il percorso di iniziazione prevede i seguenti gradi: novizio, armiger, soldato, cavaliere di grazia e di giustizia, supervisore. Le finalità includono il supporto dei pellegrini e la restituzione al culto delle chiese sconsacrate[non chiaro] anche mediante contatti coontnui con i ministri del tempio.[88]

Ordini moderni e rivendicazioni di discendenzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Neotemplarismo.
 
Il sigillo dei templari: i due cavalieri che condividono la cavalcatura sono stati interpretati come simbolo di povertà o della dualità del monaco/soldato

Alla tradizione dei cavalieri templari si rifanno numerosi e variegati gruppi e associazioni, talora rivendicando una qualche forma di derivazione diretta dall'ordine. Si tratta di un fenomeno moderno che va sotto il nome di templarismo o neotemplarismo, sorto a partire dal XVIII secolo in Francia, in coincidenza con la diffusione dell'Illuminismo.[89]

Il legame fra massoneria e templarismo, riletto come una società iniziatica segreta, iniziò a essere costruito dal nuovo corso spiritualista della Muratoria settecentesca. Nel 1803, Napoleone Bonaparte unitamente al suo entourage di dignitari e sacerdoti massonici celebrarono a Parigi un rito di assoluzione riabilitazione della figura storica di Jacques de Molay. Alla fine del XVIII secolo, il periodico di riferimento italiano Rivista Massonica tendeva ad assimilare i seguaci di Garibaldi ai nuovi Templari.[90]
Nel XXI secolo, il ricercatore Domenico Lancianese ha assimilato i Templari alla Libera Muratoria per l'aspirazione ideale ad una pacifica convivenza e a una sinarchia ecumenica di popoli liberi e eguali, in confronto continuo con il Medio Oriente islamico ed ebraico.[91] Secondo Piero Vitellaro Zuccarello, la maggior parte degli storici e accademici non aveva preso in considerazione la natura di società segreta e fratellanza mistica dell'ordine templare, i suoi rapporti intimi con l'élite spiritualista islamica, la componente satanista (adorazione di un idolo con la testa barbuta, la pratica omosessuali, i baci rituali fra ombelico-zona sacrovertebrale-bocca, la messa priva di consacrazione eucaristica, la formula rituale di abiura di Cristo e della croce)[92]

, nonché i profondi rapporti con la setta degli Assassini8 agosto 2020[senza fonte],


Le moderne associazioni neotemplari sono laiche e, sebbene si rifacciano ai valori religiosi cristiani e caritativi, non hanno alcun tipo di riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa cattolica.[N 16][senza fonte]Dal 2012, però, una di queste realtà di aggregazione laicali ha iniziato a ottenere un vasto consenso locale in numerose diocesi italiane: l'associazione Templari Cattolici d'Italia, infatti, vanta da alcuni anni l'autorizzazione a operare e il riconoscimento diocesano da parte di almeno sette vescovi di grandi città italiane, tra cui Verona, Napoli, Ascoli Piceno, e altre [93].

Altri gruppi neotemplari sono invece caratterizzati da uno stampo massonico e, specie nel mondo anglosassone, da un'aperta ostilità nei confronti della Chiesa cattolica. Occorre anche tenere presente che papa Clemente V con la bolla Vox in excelso, emessa durante il Concilio di Vienne del 1312, con la quale sospendeva l'Ordine del Tempio, ha espressamente proibito qualsiasi forma di ricostituzione dello stesso, sotto pena di automatica scomunica, in modo perenne e irrevocabile.[N 17]

Altra caratteristica che accomuna molti dei gruppi neotemplari è poi un'alta conflittualità l'uno rispetto all'altro, dato che molti di essi rivendicano di essere gli unici "autentici" eredi degli antichi templari, a scapito degli altri.[senza fonte] Non esiste tuttavia alcuna prova storicamente accertata della sopravvivenza dell'Ordine Templare dopo il 1314, né del resto appare possibile tracciare, dopo quasi sette secoli dall'abolizione di tale ordine religioso da parte del papa, una qualche forma di discendenza storicamente valida.[2]

Molti gruppi neotemplari sostengono la tradizione che l'ordine sarebbe sopravvissuto nascostamente anche dopo la morte dell'ultimo Maestro, Jacques de Molay, il quale prima di affrontare il rogo avrebbe affidato la propria carica al cavaliere Jean-Marc Larménius (o de l'Armenie). Quest'ultimo avrebbe redatto un documento, la cosiddetta Charta di Larménius, che successivamente sarebbe stata via via firmata dai Maestri segreti succeduti nel tempo. La gran parte degli storici tuttavia non riconosce l'autenticità del documento.

L'idea di una nascosta continuazione dell'ordine dei templari si è diffusa anche nella massoneria, in particolare in Francia e in Germania, e in alcuni casi riti massonici (come il Rito scozzese antico ed accettato e il Rito Scozzese Rettificato) adottano riferimenti templari. Alcuni ritengono che i templari siano all'origine sia dei riti che di vari rami cavallereschi della massoneria ma, malgrado alcuni storici abbiano tentato di disegnare una successione tra i due fenomeni storici, un collegamento di questo tipo non è mai stato provato; taluni studiosi che si sono occupati del problema, come Michele Moramarco, sono tassativi nel rigettare la "leggenda templare".[senza fonte] La tesi di una prosecuzione segreta dell'ordine è stata definita da specialisti di storia medievale quali Régine Pernoud come «completamente demenziale» e legata a pretese e leggende «uniformemente sciocche».[2][94]

LeggendeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Leggende sui Templari.
 
Rotolo in pergamena con il sigillo dei templari

La rapida successione dell'ultimo diretto re della dinastia dei Capetingi di Francia tra il 1314 e il 1328, i tre figli di Filippo il Bello, ha portato molti a credere che la dinastia fosse maledetta, da cui il nome di "re maledetti" (rois maudits).[95] Infatti Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell'ordine, mentre giaceva sulla pira, avrebbe maledetto il re Filippo e addirittura il Papa, profetizzando che sarebbero morti presto. Clemente in effetti morì un mese dopo di dissenteria e Filippo il Bello fu stroncato nel dicembre successivo dalle conseguenze di una caduta da cavallo.[96] I commentatori dell'epoca, compiaciuti da un simile sviluppo della vicenda, riportavano spesso questa storia nelle loro cronache. Poiché, inoltre, sempre al momento della morte sul rogo, Jacques de Molay avrebbe dannato la casa di Francia "fino alla tredicesima generazione", in tempi più recenti si è diffusa la leggenda secondo cui l'esecuzione di Luigi XVI durante la Rivoluzione francese - che pose fine in qualche modo alla monarchia assoluta in Francia - sarebbe stata il coronamento della vendetta dei templari (alcuni storici sensazionalisti dell'epoca riportarono la notizia che il boia Charles-Henri Sanson, prima di calare la ghigliottina sulla testa del sovrano, gli avrebbe mormorato: «Io sono un Templare, e sono qui per portare a compimento la vendetta di Jacques de Molay»).[97]

In realtà i Cavalieri templari in seguito alla loro scomparsa cessarono ben presto di fare notizia: già alla fine del XIV secolo ci si era dimenticati di loro e della loro triste fine.[98] Solo molti secoli dopo, durante l'Illuminismo, il tema dei templari tornò in auge e la fama degli antichi cavalieri fu sommersa da leggende riguardanti segreti e misteri che si vogliono tramandati da prescelti fin dai tempi antichi. Forse i più noti sono quelli riguardanti il Santo Graal, l'Arca dell'Alleanza e i segreti delle costruzioni. Alcuni autori dicono che il Santo Graal sarebbe stato ritrovato dall'ordine e portato in Scozia nel corso della caduta dell'ordine nel 1307, e che ciò che ne rimane sarebbe sepolto sotto la Cappella di Rosslyn. Altre voci sostengono che l'ordine avrebbe ritrovato anche l'Arca dell'Alleanza, lo scrigno che conteneva gli oggetti sacri dell'antico Israele, compresa l'"asta di Aronne" e le tavole di pietra scolpite da Dio con i Dieci comandamenti.[95]

 
Stemma dei Gonzaga dal 1433 con la croce patente rossa, simbolo forse dei cavalieri templari[85]

Questi miti sono connessi con la lunga occupazione, da parte dell'ordine, del Monte del Tempio a Gerusalemme come loro quartier generale. Alcuni autori[N 18] sostengono che avrebbero scoperto i segreti dei maestri costruttori che avevano costruito il tempio originale e il secondo tempio, nascosti lì assieme alla conoscenza che l'Arca sarebbe stata spostata in Etiopia prima della distruzione del primo tempio. Viene fatta allusione a questo in rappresentazioni nella Cattedrale di Chartres (considerata con le cattedrali di Amiens e di Reims come uno degli esempi migliori di gotico), sulla cui costruzione ha avuto grande influenza Bernardo di Chiaravalle, che fu egualmente influente nella formazione dell'ordine.[95] Ulteriori collegamenti sia sulla ricerca da parte dell'ordine dell'Arca sia della relativa scoperta degli antichi segreti del costruire sono suggeriti dall'esistenza della chiesa monolitica di San Giorgio (Bet Giorgis) a Lalibela in Etiopia, tuttora esistente, la cui costruzione è erroneamente attribuita ai templari. Vi è allo stesso modo una chiesa sotterranea che risale allo stesso periodo ad Aubeterre in Francia. Si stanno poi sviluppando speculazioni sulla possibilità che i Cavalieri templari avessero intrapreso viaggi in America prima di Colombo.[95] Alcuni ricercatori e appassionati di esoterismo ed ermetismo hanno sostenuto che l'ordine sarebbe stato depositario di "conoscenze segrete".[2] Secondo costoro, nei 200 anni della loro storia i monaci-militari si sarebbero rivelati anche un'organizzazione sapienziale esoterica e occultistica, custode di conoscenze iniziatiche.[95] Inoltre, in quest'ottica, i templari sono stati collegati ad altri argomenti leggendari o fortemente controversi come Rosacroce, Priorato di Sion, Rex Deus,[99] catarismo, ermetismo, gnosticismo, Esseni e, infine, a reliquie o supposti insegnamenti perduti di Gesù, tra cui la Sacra Sindone[N 19] o il "testamento di Giuda". Alcuni ipotizzano che i Cavalieri del Tempio avrebbero avuto legami, oltre che con la tradizione esoterica di ispirazione cristiana ed ebraica, anche con organizzazioni mistico-esoteriche ispirate all'Islamismo tra cui quella dei Nizariti.[95]

La grande quantità di testi non rigorosi su questo tipo di teorie ha portato Umberto Eco ad affermare che "l'unico modo per riconoscere se un libro sui templari è serio è controllare se finisce col 1314, data in cui il loro Gran Maestro viene bruciato sul rogo."[100]

Forse l'unico mistero di cui si debba fare approfondimento è come un ordine di guerrieri esperti con un esercito senza precedenti si sia lasciato distruggere senza abbozzare la più timida reazione, benché le avvisaglie di cospirazioni nei loro confronti da parte di Filippo il Bello ci fossero e fossero note. Con ogni probabilità, non si ribellarono perché il papa aveva tolto loro il suo appoggio ed essi, essendo un ordine cristiano e il simbolo della lotta per la fede, non vollero opporsi alla decisione di Clemente V, di cui rispettavano e riconoscevano l'autorità papale.[95] I Gonzaga, a partire del 1433, inserirono nel loro stemma la croce patente rossa, simbolo forse del Cavalieri templari.[85]

I templari nelle opere di fantasiaModifica

 
Ricostruzione stereotipata dell'aspetto di un Cavaliere del Tempio (museo Duinenabdij, Koksijde, Belgio)

La suggestione per i Cavalieri templari e i misteri che sono stati a loro collegati (come il Graal) è un elemento centrale della trama di varie opere di fantasia, dai romanzi ai film, dai fumetti alle serie televisive. Celebri esempi ne sono il romanzo di Pierre Klossowski Il Bafometto (1965), il romanzo di Umberto Eco Il pendolo di Foucault (1988), il romanzo di Steve Berry L'ultima cospirazione (2006) e il film Indiana Jones e l'ultima crociata di Steven Spielberg (1989).

Una delle prime opere di fantasia interamente dedicata a quest'ordine è I figli della valle (Die Söhne des Thales, 1806) di Zacharias Werner, uno dei principali tragediografi del primo romanticismo tedesco e autore di numerosi drammi fatalistici. I sei atti di questo lunghissimo dramma sono imperniati sulla fine dell'ordine dei Templari, alla vigilia della partenza dell'ultimo Maestro per la Francia dove troverà la morte. Al centro dell'opera spicca la figura carismatica di Jacques de Molay, con la sua rettitudine morale condotta fino all'estremo sacrificio. Il dramma suggerisce altresì un legame dei Cavalieri con i massoni (nella descrizione dettagliatissima, sebbene un po' fantasiosa, del cerimoniale di ammissione dei nuovi adepti che, per quanto basato sui documenti dell'epoca, presenta numerosi riferimenti a riti esoterici, soprattutto alla figura di Baphomet ed è per di più ambientato in una cripta sotterranea); allude anche a una possibile sopravvivenza dell'ordine dopo la sua soppressione: alcuni testi fondamentali per l'ordine vengono infatti trafugati in segreto dal Gran Maestro e dai suoi sei sapienti e portati in Francia. Viene inoltre introdotta la figura di Robert d'Heredon, nobile scozzese espulso dall'ordine, che sarà presente all'esecuzione di Molay e porterà con sé i preziosi testi nella sua Madrepatria, dove secondo alcune leggende sarebbero ancora custoditi.

Una serie italiana a fumetti che ha esplorato a lungo i luoghi legati ai templari e i miti connessi è Martin Mystère, il detective dell'impossibile ideato da Alfredo Castelli nel 1982. Di recente l'interesse per il mito templare si è ulteriormente diffuso grazie alla sua riproposizione nel romanzo di Dan Brown intitolato Il codice da Vinci (The Da Vinci Code, 2003), trasposto in un film omonimo nel 2006, nel film Il mistero dei Templari - National Treasure (National Treasure, 2004) e nelle miniserie televisive La maledizione dei Templari (2005) e Knightfall (2017).

I templari sono divenuti anche un tema dei videogiochi, come nella serie di Broken Sword (dal 1996) e nell'avventura tridimensionale Time Gate: il segreto dei Templari (1996), in Knights of the Temple: Infernal Crusade (2004), in Deus Ex: Invisible War e nella serie di Assassin's Creed (dal 2007), dove combattono una guerra millenaria contro gli Assassini.

Un altro mondo in cui sono presenti i templari è quello dei Gioco di ruolo, con I Cavalieri del Tempio.[senza fonte]

Gran maestri dell'Ordine del TempioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Maestri dell'Ordine templare.
 
Jacques de Molay in una cromolitografia ottocentesca di Chevauchet
  1. Hugues de Payns (1120-24 maggio 1136)
  2. Robert de Craon (1136-13 gennaio 1147)
  3. Everard des Barres (1147-1151)
  4. Bernard de Tremelay (1151-1153)
  5. André de Montbard (1153-17 gennaio 1156)
  6. Bertrand de Blanchefort (1156-1169)
  7. Philippe de Milly (1169-3 aprile 1171)
  8. Eudes de Saint-Amand (1171-18 ottobre 1179)
  9. Arnau de Torroja (1179-30 settembre 1184)
  10. Gérard de Ridefort (1184-1º ottobre 1189)
  11. Robert de Sablé (1189-13 gennaio 1193)
  12. Gilbert Hérail (1193-20 dicembre 1200)
  13. Philippe de Plaissis (1201-12 novembre 1209)
  14. Guillaume de Chartres (1209-26 agosto 1218)
  15. Pierre de Montaigu (1218-1232)
  16. Armand de Périgord (1232-1244)
  17. Richard de Bures (1244-1247) (?)
  18. Guillaume de Sonnac (1247-3 luglio 1250)
  19. Renaud de Vichiers (1250-19 gennaio 1252)
  20. Thomas Bérard (1252-25 marzo 1273)
  21. Guillaume de Beaujeu (1273-18 maggio 1291)
  22. Thibaud Gaudin (1291-16 aprile 1292)
  23. Jacques de Molay (1292-18 marzo 1314)

NoteModifica

EsplicativeModifica

  1. ^ Solo l'Ordine dei canonici del Santo Sepolcro era sorto prima, nel 1100.
  2. ^ Guilelmus Tyrensis - Historia rerum in partibus transmarinis gestarum – Guilelmus Tyrensis - Chronique [de] Guillaume de Tyr / édition critique par R.B.C. Huygens; identification des sources historiques et détermination des dates par H.E. Mayer et G. Rösch. - Turnholti: Typographi Brepols, 1986, p. 553: Eodem anno quidam nobiles viri de equestri ordine, deo devoti, religiosi et timentes deum, in manu domini patriarchi Christi servizio se mancipantes, more canonicorum regularium in castigate et obedientia et sine proprio velle perpetuo vivere professi shunt. Inter quod primi et precipui fuerunt viri venerabiles Hugo de Paganis et Gaufridus de Sancto Aldemaro.
  3. ^ Lo studio completo dedicato alla regola del Tempio è certamente quello che Gustav Schnurer pone come introduzione alla sua edizione. Tuttavia le recenti ricerche di Rudolf Hiestand hanno davvero distrutto il fondamento stesso della tesi di Schnurer. Il nucleo della teoria di Schnurer si fonda su questo postulato: il nome del patriarca di Gerusalemme citato nel prologo della regola, Stefano, è stato aggiunto dopo il concilio di Troyes. Nel 1128, il patriarca era Gormond […] Ma la scoperta di Rudolf Hiestand cambia completamente […] il concilio di Troyes ha avuto luogo il 13 gennaio del 1129 e non del 1128, perché nella Champagne l'anno cominciava o il 25 marzo, o all'Annunciazione, o a Pasqua, in ogni caso dopo il 13 gennaio. Al momento del concilio, Gormond era già morto e Stefano era già stato eletto patriarca di Gerusalemme. In Cerrini, p. 88.
  4. ^ Giacomo di Vitry, Historia orientalis seu Hierosolymitani; citazione tratta da Bauer, p. 13. Guglielmo di Tiro afferma fossero non nisi novem espressione non del tutto convincente, interpretata come solo nove.
  5. ^ Runcimann, p. 432. - Robertus de Torigny, Chronica, Ed. Léopold Delisle 1872, (Publications del la Société de l'histoirede Normandie, Rouen 1872-1873) p. 178: Illos quos Hugo de Paganis secum duxerat ad Jerusalem, male contingit. In vigilia Sancti Nicholai a paucis paganorum multi christianorum devicti sunt, cum antea soleret e contrario contingere. - Bartholomaeus de Cotton - Historia anglicana (AD 449-1298) Ed. H.R. Luard (Londra 1859) p. 62: "Eodem anno interfecti sunt omnes milites Templi. Eodem anno tenebrae factae sunt in Anglia..." - Cit. anche da Marie Louise Bulst Thiele Sacrae Domus Militiae Templi Hierosolymitani Magistri Ed. Volumnia, Perugia, 2004, p. 29.
  6. ^ Inferno, canto XIV, verso 103 e seguenti: Dentro dal monte sta dritto un gran veglio, - che tien volte le spalle inver Damiata - e Roma guarda come süo speglio. Fra le varie interpretazioni di questi versi, potrebbe essere contenuto un riferimento alla vicenda di Damietta. Dante Alighieri fu sempre sensibile alla vicenda dei Templari. Fece riferimento a loro in vari punti della Commedia e fu ritenuto, da fonti esoteriche, terziario dell'Ordine templare. Si veda, in proposito il testo di Robert John, Dante templare[senza fonte].
  7. ^ Il nuovo Ordine venne approvato con la bolla Ad ea ex quibus del 14 marzo 1319 da papa Giovanni XXII
  8. ^ Nel 1460 re Alfonso V garantì ai Cavalieri dell'Ordine del Cristo il 5% delle rendite delle terre africane del regno del Portogallo.
  9. ^ Barber, p. 266 Si parla di 9 000 feudi, di cui almeno 200 in Italia.
  10. ^ Dal francese "sergents" a sua volta dal latino "servientes", letteralmente "servi": da Helen Nicholson, Knight Templars, Oxford, Osprey, 2004.
  11. ^ La vita dell'Ordine del Tempio fu regolata, in fasi successive, dai seguenti documenti:
    • la Regola primitiva, scritta in latino, approvata dal Concilio di Troyes nel 1129;
    • la versione francese, con varianti, della Regola latina, scritta intorno al 1140;
    • i Retraits, raccolta di usi e costumi dell'Ordine, redatta intorno al 1165;
    • gli Status hiérarchiques, che trattano principalmente delle cerimonie, scritti intorno al 1240-1250;
    • gli Egards relativi alla disciplina, scritti intorno al 1257-1267.
  12. ^ Ne sono testimonianza la Lettera di Ugo e la Lettera di Guigo. In Cerrini, pp. 28-19.
  13. ^ Ribat è vocabolo arabo che definisce una struttura volta alla difesa delle frontiere, abitata da volontari organizzati su base religiosa e monacale.
  14. ^ Di particolare completezza in materia, si veda Viti, 1995a.
  15. ^ Si veda quanto riportato in F. Bramato, Il Templum Domini e la Militia Templi nella diocesi di Trani. Elementi e prospettive per la ricerca, in Barletta crocevia degli ordini religioso-cavallereschi medioevali. Seminario di studio, Barletta 16 giugno 1996, Taranto 1997, pagg. 57-60 e V. Ricci, La chiesa di Ognissanti di Trani non fu templare, in Cronache medievali, n. 32, 2010, pagg. 7-11.
  16. ^ Come più volte l'Osservatore Romano ha precisato, la Santa Sede riconosce ufficialmente e tutela solamente il Sovrano militare ordine di Malta e l'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nel 2005 il cardinale vicario Camillo Ruini ha invitato le chiese della diocesi di Roma a non ospitare le cerimonie dei cosiddetti gruppi neotemplari, dichiarando esplicitamente che la Chiesa riconosce solo il "Sovrano militare ordine di Malta e l'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. (*Andrea Tornielli, "Riti, cavalieri e scomuniche: è la guerra dei Templari italiani" articolo da Il Giornale del 1º luglio 2005.)
  17. ^ Ecco cosa dice un passo finale della bolla: …Anche in altri casi, pur senza colpa dei frati, la chiesa romana qualche volta ha soppresso ordini di importanza assai maggiore per motivi senza paragone più modesti di quelli accennati, pertanto con amarezza e dolore, non con sentenza definitiva, ma con provvedimento apostolico, noi, con l'approvazione del santo concilio, sopprimiamo l'ordine dei Templari, la sua regola, il suo abito e il suo nome, con decreto assoluto, perenne, proibendolo per sempre, e vietando severamente che qualcuno, in seguito, entri in esso, ne assuma l'abito, lo porti, e intenda comportarsi da Templare. Se poi qualcuno facesse diversamente, incorra la sentenza di scomunica ipso facto….
  18. ^ Si veda in proposito il già citato testo: Christopher Knight e Robert Lomas, La chiave di Hiram, Ed. Mondadori
  19. ^ E sono sempre aperte le ricerche per sapere se veramente i Templari abbiano custodito la Sindone, come sostiene Barbara Frale dell'Archivio Segreto Vaticano (I Templari e la sindone di Cristo, Bologna, Il Mulino, 2009 - ISBN 978-88-15-13157-7). Nel 2011 uno storico dell'università di Torino, Andrea Nicolotti, ha sostenuto in "Templari e la Sindone, Storia di un falso, Salerno, 2011 - ISBN 978-88-8402-720-7" la falsità di tutti gli argomenti proposti da Frale

BibliograficheModifica

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  73. ^ Barber, p. 98.
  74. ^ Pernoud, p. 9.
  75. ^ Barber, per questi insediamenti, da p. 96 a 108.
  76. ^ Viti, 1995a, pp. 41, 169, 31, 164, 214, 236, 248, 27, 46, 50, 59, 63, 75, 117.
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