Cavalieri di Solamnia

I Cavalieri di Solamnia sono un ordine cavalleresco fittizio nato all'interno della saga fantasy Dragonlance, affiancata all'omonima ambientazione per il gioco di ruolo fantasy Dungeons & Dragons.

L'ordine prende il nome dal leggendario fondatore dei cavalieri stessi, Vinas Solamnus, che diede il nome anche alla terra di Solamnia.

StoriaModifica

Vinas Solamnus fu un generale dell'esercito dell'Impero di Ergoth, e combatté per esso sino al giorno in cui non fu mandato a sedare una ribellione nella regione più orientale da esso governata. Dopo mesi di combattimenti il sopraggiungere dell'inverno bloccò temporaneamente la campagna. Nei mesi di inattività Solamnus studiò la causa dei ribelli, ed arrivò a maturare la convinzione che fosse giusta. Egli marciò dunque verso Daltigoth, capitale dell'Ergoth, e guidò il suo esercito nella Ribellione della Rosa o Guerra delle Lacrime di Ghiaccio.

Dopo aver sconfitto l'Impero, Solamnus decise di passare qualche tempo da solo in meditazione. Fu allora che il dio Paladine gli mandò una visione, nella quale si prospettava la creazione di un esercito diviso in tre ordini, ciascuno dei quali fosse devoto ad un dio differente. Fu così fondata la Solamnia, una vasta nazione che si estende per gran parte del Nord di Ansalon. Il gioiello alla sua corona è la superba città di Palanthas, racchiusa fra i Monti Vingaard, che è accessibile via terra soltanto passando per la Torre del Sommo Chierico.

Un tempo amati e rispettati da tutti, i Cavalieri di Solamnia subirono un calo di popolarità dopo il Cataclisma, non avendo potuto far niente per aiutare la popolazione colpita da questo orribile disastro. La loro reputazione è tuttavia migliorata lentamente nel corso dei secoli, anche se non ha mai più raggiunto i livelli eccelsi di prima della tragedia. Da sempre estremamente diffidenti nei confronti della magia, talvolta fino al razzismo, i Cavalieri hanno visto, con il passare dei secoli, un notevole impoverimento del loro stile di vita per quanto riguarda i saggi principi morali che lo guidavano prima del Cataclisma: con la progressiva involuzione dei Cavalieri, il Codice e la Misura si sono ridotti ad una semplice serie di regole imprescindibili, troppo rigide ed antiquate per permettere loro di affrontare con successo le minacce degli Eserciti dei Draghi.

Nell'intera storia dell'ordine, solo due donne sono riuscite ad entrare nell'Ordine dei Cavalieri, e di queste soltanto una ha raggiunto i ranghi più elevati: si tratta di Laurana, il Generale Dorato, che difese la città di Palanthas contro l'attacco guidato da Kitiara, nel corso dell'ultima fase della Guerra delle Lance.

Il Codice e la MisuraModifica

Il Codice e la Misura sono un insieme di regole, scritte da Vinas Solamnus e conservate in trentasette volumi da 300 pagine ciascuno[1], che dirigono severamente la vita di ogni Cavaliere. In questi libri viene minuziosamente spiegata la linea di condotta che un Cavaliere deve osservare in qualsiasi situazione, sia in tempo di pace che di guerra.

Il Codice rappresenta il giuramento che ogni Cavaliere deve fare al momento di entrare nell'ordine, e che deve rispettare per tutta la vita:

«Est Sularus Oth Mithas (Il mio onore è la mia vita).»

(Giuramento Solamnico)

«La Misura di un Cavaliere è data da quanto bene egli applichi il Codice. Noi giudichiamo un Cavaliere contro la Misura tramite la Misura. La Misura della Rosa parla con Divina Saggezza tra Cavalieri. La Misura della Spada parla con la disciplina dell’Onore tra Cavalieri. La Misura della Corona parla con la disciplina della Lealtà e dell’Obbedienza.»

(La Misura)

«Sii sempre pronto con l'armatura indosso eccetto quando riposi la notte. Qualunque cosa tu faccia procura di guadagnare onore e reputazione di onestà. Difendi i poveri ed i deboli. Difendi coloro che non possono difendersi da soli. Non fare mai nulla che possa offendere o danneggiare il prossimo. Sii preparato a combattere in difesa del tuo onore , del tuo credo e per la tua patria. Lavora per l'onore piuttosto che per vantaggio personale. Non mancare mai una promessa. Tieni alto l'onore tuo e della tua patria anche a costo della vita. Meglio morire con onore che vivere con ignominia. La cavalleria richiede che vengano rispettati i comandamenti di dio e della cavalleria stessa. Un cavaliere si dimostra sempre un gentiluomo ed un gentiluomo è colui che segue le regole della cavalleria. Altruismo: Non siamo nati per noi stessi ma per far del bene agli altri. Abnegazione: Rischia tutto, pure la tua vita per salvare qualsiasi altra persona. Bontà d'animo: Fa del bene senza guardare a chi lo fai e senza tornaconto. Generosità: Sii generoso con il tuo prossimo. Retribuzione: Un cavaliere non accetta mai un pagamento per un'opera di bene ma gli è concesso di chiedere una giusta paga per un lavoro ben svolto. Amicizia: Un cavaliere è amico e fratello di ogni altro cavaliere. Gentilezza: Un cavaliere è sempre gentile con chiunque esso incontri. Cortesia verso le donne: Un cavaliere non permetterà mai un sopruso o un torto ad una donna anche a costo della sua vita. Egli difende qualsiasi donna, giovane o vecchia che sia. Egli starà sempre alla destra della donna per avere la mano "forte" pronta al combattimento. Ringraziamento : Un cavaliere ringrazia sempre per ogni buona azione ricevuta. Pensa come se non dovessi morire mai e vivi come se dovessi morire domani. Onestà: Ad un uomo d'onore si può affidare qualsiasi cosa essendo sicuri che lui non se ne approprierà. Fedeltà: La più alta è verso dio poi verso la patria, poi verso i superiori. Obbedienza: Un cavaliere è portato ad obbedire ad ogni comando di un qualsiasi suo superiore. Disciplina: Un cavaliere è portato ad obbedire senza discutere e dando il massimo di sé per quella azione. Umiltà: Un cavaliere è portato ad essere il più umile fra gli uomini; un cavaliere non trarrà mai vanto dalle sue imprese di qualsiasi genere. Coraggio: Un cavaliere è sempre coraggioso qualsiasi sia il pericolo che deve affrontare e si butterà in esso senza pensare alla morte. Forza d'animo: Un cavaliere non si darà mai per morto fino a quando non lo sarà realmente; sarà sempre pronto a resistere fino all'ultimo. Controllo di sé: Un cavaliere non perderà mai la calma e non si mostrerà mai adirato essendo questo un disonore. Buon carattere: Un cavaliere è pronto a non imprecare per qualsiasi cosa possa essergli accaduta. Religione: Ama il tuo dio e servilo ed ama il tuo prossimo e servilo. Portamento: Un cavaliere avrà sempre un portamento maestoso. Un Cavaliere è colui che segue queste regole e ne fa tesoro; chiunque non segua alla lettera queste leggi non è e mai sarà un Cavaliere.»

(Codice Cavalleresco)

Organizzazione gerarchicaModifica

Secondo la Misura[2], le figure a capo dell'Ordine dovrebbero sempre essere tre, e cioè il Gran Maestro, il Sommo Chierico e il Giudice Supremo. La scomparsa dei veri chierici nella notte precedente al Cataclisma, ha però fatto in modo che nessuno abbia mai più occupato con effettivo diritto la carica di Sommo Chierico sino a dopo la Guerra delle Lance. Inoltre, anche le altre due cariche sono divenute estremamente precarie, e sono state occupate ad interim da Lord Cavalieri qualsiasi.

Ordine della CoronaModifica

il più basso ordine dei cavalieri, il suo simbolo è una corona. I Cavalieri della Corona sono i cavalieri più inesperti e giovani. Essi costituiscono il grosso dell'esercito Solamnico. È durante il periodo in cui i cavalieri appartengono a quest'ordine che a loro viene insegnato ad essere leali e onesti, a servire gli dei del bene e a lavorare per migliorare la loro causa. Viene loro anche insegnato obbedire ai superiori. L'ideale Cavaliere della Corona è umile. Alcuni dei più importanti e rispettati Cavalieri Solamnici erano Cavalieri della Corona, compresi Huma Dragonbane e Sturm Brightblade. Il dio Habbakuk era il protettore di questo ordine fino a quando Kiri-Jolith fu fatto patrono di tutti i cavalieri di Solamnia. Il capo della Corona è noto come il Gran maestro dei Cavalieri di Solamnia.

Ordine della SpadaModifica

I Cavalieri della Spada si sono dimostrati abili combattenti. È possibile per uno scudiero raggiungere questo rango solo se dimostra un notevole grado di abilità. A questi cavalieri è concessa da Kiri-Jolith, loro dio protettore, la capacità di guarigione minore. Ai Cavalieri della Spada sono insegnati il coraggio e l'eroismo: infatti, loro sono in costante lotta contro il male. Il rappresentante dell'Ordine della Spada del Consiglio è conosciuto come il Sommo Chierico dei Cavalieri di Solamnia. I Cavalieri della Spada sono conosciuti per la loro grande fede.

Ordine della RosaModifica

È l'ordine più alto dei cavalieri. Di solito vi appartengono i cavalieri di nobili origini. Il suo simbolo è una rosa. È molto difficile avere i requisiti per diventare un cavaliere della rosa, infatti essi sono il ramo più piccolo del Cavalierato e partecipano raramente alle battaglie, tranne che nei ruoli di comando. A causa della loro fede estrema in Paladine, la loro divinità protettrice, sono in grado di scacciare i non morti con la preghiera. Essi sono anche immuni a qualsiasi forma di paura. La pratica di queste magie concesse loro da Paladine è diventata sempre meno comune, soprattutto dopo che l'Alto Chierico ha iniziato la sua campagna contro l'Ordine dell'Alta Stregoneria. Perché un Cavaliere della Spada riesca a diventare un Cavaliere della Rosa, oltre a passare le prove richieste, deve ottenere il voto favorevole di tutti i membri attuali dell'Ordine. Il rappresentante dell'Ordine della Rosa nel Conclave è conosciuto come il Giudice Supremo dei Cavalieri di Solamnia.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Margaret Weis, Tracy Hickman, Book 3, chapter 2, The Knights Trials, in The Annotated Chronicles, prima edizione, Wizards of the Coast, 1999, p. 760, ISBN 0-7869-1870-5.
  2. ^ Margaret Weis, Tracy Hickman, Capitolo secondo, Le prove dei Cavalieri, in I draghi della notte d'inverno, Milano, Armenia, 1989 [1985], p. 377, ISBN 88-344-1016-5.

BibliografiaModifica