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EtimologiaModifica

Il nome del genere deriva dal fatto che le larve inducono nelle piante ospiti la formazione di cecidi (altrimenti noti come "galle"), entro cui si sviluppano con maggiore protezione dai predatori.[3][4][5]

DescrizioneModifica

AdultoModifica

Si tratta di piccole falene con nervatura alare di tipo eteroneuro, ma apparato riproduttore femminile provvisto di un'unica apertura per l'accoppiamento e per l'ovodeposizione.[4][6][7][8]

CapoModifica

Il capo è piccolo, con occhi grandi e ravvicinati al vertice; gli ocelli sono assenti, come pure i chaetosemata; i palpi mascellari sono rudimentali, così come quelli labiali; la spirotromba è assente, come pure la sutura epicraniale.[1][4][8][9]

Le antenne sono lunghe quanto il corpo, sottili e ciliate.[3]

ToraceModifica

Le ali sono sublanceolate e brunastre. Si può osservare una riduzione del sistema legato al settore radiale (Rs) nell'ala posteriore, con anastomosi di Sc ed R dal quarto basale fino al termen, ed Rs non ramificata; sempre nell'ala posteriore, la venatura anale è singola e non ramificata. L'accoppiamento alare è di tipo frenato (assente nei maschi), mentre è presente l'apparato di connessione tra ala anteriore e metatorace; si può inoltre riscontrare un ponte precoxale.[1][3][4][8][9][10][11][12][13]

L'apertura alare è compresa tra 12 e 26 mm, a seconda della specie.[3]

Nelle zampe, gli speroni tibiali hanno formula 0-2-4; i tarsi sono costituiti da cinque tarsomeri, tra cui quello basale risulta molto allungato; unghie e pulvilli appaiono ridotti.[1][4][6][8][9]

AddomeModifica

Manca il processo tergosternale sul primo segmento addominale, osservabile di regola negli Adeloidea, caratteristica che viene considerata una riduzione evolutiva secondaria.[4][6][8][14][15]

L'apparato genitale maschile rivela, su ogni valva, una struttura a pettine detta pectinifer.[4][6][8][9]

Nel genitale femminile, l'ovopositore è ben sviluppato e perforante, al fine di permettere l'inserimento delle uova all'interno dei tessuti fogliari della pianta ospite.[4][6][8][9]

UovoModifica

Le uova, inserite singolarmente nei tessuti della pianta ospite, assumono la forma della "tasca" che le ospita.[4]

LarvaModifica

Nel bruco, che di regola possiede un capo prognato, gli stemmata sono completamente assenti, mentre si osservano diverse setole secondarie.[4][8][16]

Le zampe toraciche, così come le pseudozampe, appaiono mancanti e sostituite da calli ambulacrali.[4][6][8][16]

PupaModifica

La pupa, che appare giallastra e subcilindrica, è adectica e obtecta.[1][3][4][8][16]

BiologiaModifica

Le larve dei membri di questo genere sono responsabili della formazione di cecidi nei tessuti delle piante ospiti.[4][16]

AlimentazioneModifica

Le specie di questo genere attaccano varie piante ospiti:[5][17]

ParassitoidismoModifica

I bruchi di questo taxon possono essere vittime di parassitoidismo da parte di vari imenotteri:[18][19][20]

Distribuzione e habitatModifica

 
Il genere Cecidoses è presente in Cile, Argentina e Uruguay (in verde scuro) e nel Brasile meridionale (la fascia colorata di verde più chiaro, sulla destra)

L'areale del genere Cecidoses è esclusivamente neotropicale, e in particolare si limita al cosiddetto Cono Sud: Cile, Argentina, Uruguay e sud del Brasile.[1][2][3][21][22]

L'habitat è rappresentato da boschi e foreste a latifoglie.[3][4]

TassonomiaModifica

Cecidoses e Cecidoses eremita furono descritti il 16 aprile 1835[1] da Curtis come possibili membri della famiglia Tortricidae, e poi nuovamente descritti dallo stesso autore il 3 dicembre 1835,[23] sempre con la stessa collocazione tassonomica. Cecidoses fu assunto come genere tipo dei Cecidosidae da Brèthes nel 1916[3] e fu quindi trasferito negli Yponomeutidae da Fletcher nel 1929.[24] Becker lo spostò in seguito all'interno degli Incurvariidae nel 1977.[8] Fu quindi incluso nuovamente nei Cecidosidae da Stehr nel 1987[16] e da Davis in Kristensen, nel 1999.[15][25]

SinonimiModifica

Sono noti i seguenti sinonimi:[2]

  • Clistoses Kieffer & Jörgensen, 1910 - Zentbl. Bakt. ParasitKde (Abt. 2) 27: 381[26] - specie tipo: Clistoses artifex Kieffer & Jörgensen, 1910 - Zentbl. Bakt. ParasitKde (Abt. 2) 27: 381
  • Eucecidoses Brèthes, 1916 - An. Soc. cient. argent. 82: 138[3] - specie tipo: Eucecidoses minutanus Brèthes, 1916 - An. Soc. cient. argent. 82: 138[3]
  • Oliera Brèthes, 1916 - An. Soc. cient. argent. 82: 139[3] - specie tipo: Oliera argentinana Brèthes, 1916 - An. Soc. cient. argent. 82: 139[3]

SpecieModifica

Il genere comprende tre specie, diffuse in America Meridionale:[2]

ConservazioneModifica

Nessuna specie appartenente a questo genere è stata inserita nella Lista rossa IUCN[27]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i (ENLA) Curtis, J., On a species of moth found inhabiting the galls of a plant near to Montevideo (PDF), in Proceedings of the Zoological Society of London (Londra, Richard Taylor), Parte III, 16 aprile 1835, p. 19, ISSN 2397-5504 (WC · ACNP), LCCN 86640225, OCLC 1779524. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  2. ^ a b c d (EN) Giusti, A., Cecidoses, su The Global Lepidoptera Names Index, Londra, Natural History Museum, 6 agosto 2004, ISSN 2405-8858 (WC · ACNP), OCLC 223993023. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n (ESFR) Brèthes, J., Estudio fito-zoológico sobre algunos lepidópteros argentinos productores de agallas (PDF), in Anales de la Sociedad Cientifica argentina (Buenos Aires, Casa Editora de Coni Hermanos), vol. 82, 1916, pp. 132, 138 e 139, ISSN 0037-8437 (WC · ACNP), LCCN 18004381, OCLC 63606412. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n (EN) Scoble, M. J., Early Heteroneura, in The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum, 2011 [1992], pp. 213-219, ISBN 978-0-19-854952-9, LCCN 92004297, OCLC 25282932.
  5. ^ a b (DE) Wille, J., Cecidoses eremita Curt. und ihre galle an Schinus dependens Ortega (abstract), in Zeitschrift für Morphologie und Ökologie der Tiere (Berlin, Springer-Verlag), vol. 7, 1-2, marzo 1927, pp. 1-101, ISSN 0720-213X (WC · ACNP), LCCN 2007204769, OCLC 4668094158. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  6. ^ a b c d e f (EN) Davis, D. R. and Gentili, P., Andesianidae, a new family of monotrysian moths (Lepidoptera:Andesianoidea) from austral South America (PDF), in Invertebrate Systematics (Collingwood, Victoria, CSIRO Publishing), vol. 17, nº 1, 24 marzo 2003, pp. 15-26, DOI:10.1071/IS02006, ISSN 1445-5226 (WC · ACNP), OCLC 441542380. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  7. ^ (EN) Dugdale, J. S., Female Genital Configuration in the Classification of Lepidoptera (PDF), in New Zealand Journal of Zoology (Wellington), vol. 1, nº 2, 1974, pp. 127-146, DOI:10.1080/03014223.1974.9517821, ISSN 1175-8821 (WC · ACNP), OCLC 60524666. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  8. ^ a b c d e f g h i j k (PL) Becker, V. O., The taxonomic position of the Cecidosidae. Brèthes (Lepidoptera), in Polskie pismo entomologiczne. Seria B: Entomologia stosowana (Wrocław, Państowowe Wydawn. Naukowe), vol. 47, 1977, pp. 84, ISSN 0554-6060 (WC · ACNP), OCLC 5453738.
  9. ^ a b c d e (EN) Nielsen, E. S. & Davis, D. R., The first southern hemisphere prodoxid and the phylogeny of the Incurvarioidea (Lepidoptera) (PDF), in Systematic Entomology (Oxford, Blackwell Science), vol. 10, nº 3, luglio 1985, pp. 307-322, ISSN 0307-6970 (WC · ACNP), OCLC 4646400693. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  10. ^ (EN) Nielsen, E. S. & Kristensen, N. P., The Australian moth family Lophocoronidae and the basal phylogeny of the Lepidoptera-Glossata (abstract), in Invertebrate Taxonomy (Melbourne, CSIRO), vol. 10, nº 6, 1996, pp. 1199-1302, DOI:10.1071/IT9961199, ISSN 0818-0164 (WC · ACNP), OCLC 842755705. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  11. ^ (EN) Brock, J. P., A contribution towards an understanding of the morphology and phylogeny of the Ditrysian Lepidoptera (abstract), in Journal of Natural History (Londra, Taylor & Francis), vol. 5, nº 1, 1971, pp. 29-102, DOI:10.1080/00222937100770031, ISSN 0022-2933 (WC · ACNP), LCCN 68007383, OCLC 363169739. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  12. ^ (EN) Kristensen, N. P., Studies on the morphology and systematics of primitive Lepidoptera (Insecta) (abstract), in Steenstrupia (Copenaghen, Zoologisk Museum), vol. 10, nº 5, 1984, pp. 141-191, ISSN 0375-2909 (WC · ACNP), LCCN 78641716, OCLC 35420370. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  13. ^ (EN) Davis, D. R., A New Family of Monotrysian Moths from Austral South America (Lepidoptera: Palaephatidae), with a Phylogenetic Review of the Monotrysia (PDF), in Smithsonian Contributions to Zoology (Washington D.C., Smithsonian Institution Press), vol. 434, 1986, pp. iv, 202, DOI:10.5479/si.00810282.434, ISSN 0081-0282 (WC · ACNP), LCCN 85600307, OCLC 12974725. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  14. ^ (EN) Kyrki, J., Adult abdominal sternum II in ditrysian tineoid superfamities - morphology and phylogenetic significance (Lepidoptera) (abstract), in Annales entomologici Fennici / Suomen hyönteistieteellinen aikakauskirja (Helsinki, Suomen Hyönteistieteellinen Seura), vol. 49, 1983, pp. 89-94, ISSN 0003-4428 (WC · ACNP), LCCN 91649455, OCLC 2734663. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  15. ^ a b (EN) Davis, D. R., The Monotrysian Heteroneura, in Kristensen, N. P. (Ed.) - Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, Kükenthal, W. (Ed.), Fischer, M. (Scientific Ed.), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, ristampa 2013, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp. 65 - 90, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  16. ^ a b c d e (EN) Davis, R. D. & Frack, D. C., Micropterigidae, Eriocraniidae, Acanthopteroctetidae, Nepticulidae, Opostegidae, Tischeriidae, Heliozelidae, Adelidae, Incurvariidae, Prodoxidae, Tineidae, Psychidae, Ochsenheimeriidae, Lyonetiidae, Gracillariidae, Epipyropidae, in Stehr, F. W. (Ed.). Immature Insects, vol. 1, seconda edizione, Dubuque, Iowa, Kendall/Hunt Pub. Co., 1991 [1987], pp. 341- 378, 456, 459, 460, ISBN 978-0-8403-3702-3, LCCN 85081922, OCLC 13784377.
  17. ^ (EN) NHM - Lista delle piante ospiti, su nhm.ac.uk. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  18. ^ (EN) Burks, R. A.; Gibson, G. A. P. & La Salle, J., Nomenclatural changes in Neotropical Eulophidae, Eupelmidae and Torymidae (Hymenoptera: Chalcidoidea) relating to parasitoids of Cecidoses eremita (Lepidoptera: Cecidosidae) (PDF) (abstract), in Zootaxa (Auckland, Nuova Zelanda, Magnolia Press), vol. 1082, 18 novembre 2005, pp. 45–55, ISSN 1175-5334 (WC · ACNP), OCLC 6946900556. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  19. ^ (EN) Cecidoses eremita, su Universal Chalcidoidea Database, Londra, NHM - Natural History Museum. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  20. ^ (EN) Cecidoses, su Home of Ichneumonoidea. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  21. ^ (EN) Nielsen, E. S., Primitive (non-ditrysian) Lepidoptera of the Andes: diversity, distribution, biology and phylogenetic relationships (PDF), in Journal of Research on the Lepidoptera (Arcadia, California, Lepidoptera Research Foundation), 1(suppl.), 1985, pp. 1-16, ISSN 0022-4324 (WC · ACNP), LCCN 2010202002, OCLC 1754781. URL consultato il 20 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  22. ^ (EN) Jenkins, P., Foto di Cecidoses eremita sul sito NHM, su NHM - Butterflies & Moths of the World - Generic Names and their Type-species, Londra, Natural History Museum. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  23. ^ (LAEN) Curtis, J., On a species of moth found inhabiting the galls of a plant near Monte Video (PDF), in Transactions of the Zoological Society of London (Londra, Richard Taylor), vol. 1, 3 dicembre 1835, pp. 312 e 313, ISSN 0084-5620 (WC · ACNP), LCCN 85640142, OCLC 1320750. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  24. ^ (EN) Fletcher, T. B., A list of the generic names used for Microlepidoptera, vol. 11, Calcutta, Government of Inda central publication branch, 1929, Memoirs of the Department of agriculture in India. Entomological series, p. 42, ISBN non esistente, OCLC 4545236.
  25. ^ (EN) Pitkin, B. and Jenkins, P., Cecidoses, su Butterflies and Moths of the World - Generic Names and their Type-species, Londra, Natural History Museum, OCLC 754945800. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  26. ^ (DE) Kieffer, J.-J. & Jörgensen, P., Gallen und Gallentiere aus Argentinien (abstract), in Zentralblatt für Bakteriologie und Parasitenkunde (Jena, Gustav Fischer), (2. Abt.) 27, 1910, p. 381, ISSN 0302-590X (WC · ACNP), OCLC 700900912. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  27. ^ (EN) International Union for Conservation of Nature and Natural Resources, IUCN Red List of Threatened Species. Version 2016-3, su IUCN 2016, Cambridge, IUCN Global Species Programme Red List Unit, ISSN 2307-8235 (WC · ACNP), OCLC 943528404. URL consultato il 20 dicembre 2016.

BibliografiaModifica

PubblicazioniModifica

TestiModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica