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Cella (Noceto)

frazione italiana della provincia di Parma
Cella
frazione
Cella – Veduta
Chiesa di Santa Maria Assunta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
ComuneNoceto-Stemma.png Noceto
Territorio
Coordinate44°46′02.14″N 10°05′15.76″E / 44.76726°N 10.08771°E44.76726; 10.08771 (Cella)Coordinate: 44°46′02.14″N 10°05′15.76″E / 44.76726°N 10.08771°E44.76726; 10.08771 (Cella)
Altitudine168 m s.l.m.
Abitanti58[2]
Altre informazioni
Cod. postale43015
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cella
Cella

Cella è una frazione del comune di Noceto, in provincia di Parma.

La località dista 6,87 km dal capoluogo.[1]

Geografia fisicaModifica

Il borgo sorge tra le colline dell'Appennino parmense alla quota di 168 m s.l.m.,[1] sulla sponda sinistra del torrente Recchio.[3]

StoriaModifica

Il territorio di Cella risultava abitato già durante l'età del bronzo, come testimoniato dal rinvenimento di alcuni reperti riferibili ai Terramaricoli.[4]

In epoca medievale Cella fu menzionata per la prima volta nel 1189, quando fu assegnata, insieme a numerose altre località del Parmense, al marchese Oberto I Pallavicino da parte dell'imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa.[5]

Nel 1348 Donnino Pallavicino ereditò dal padre Manfredino, in seguito alla divisione col fratello Oberto, i feudi di Zibello, Ravarano, Casola, Monte Palerio, Sant'Ilario Baganza, Cella e Parola.[6]

Nel 1360 il marchese Oberto Pallavicino ottenne conferma dell'investitura feudale dall'imperatore Carlo IV di Lussemburgo.[7]

Nel 1441 Niccolò Piccinino convinse Filippo Maria Visconti del tradimento di Rolando il Magnifico e si fece incaricare di conquistarne lo Stato Pallavicino; il Marchese fu costretto alla fuga[8] e tutte le sue proprietà furono incamerate dal Duca di Milano, che nel 1442 assegnò al condottiero il feudo di Costamezzana, con Cella e Borghetto, e numerosi altri nel Parmense, tra cui Solignano, Sant'Andrea, Taro, Miano, Varano Marchesi, Banzola, Visiano, Tabiano, Monte Manulo, Bargone, Gallinella, Felegara e Monte Palerio.[9] Alla morte del Piccinino, nel 1445 Filippo Maria investì del feudo i figli Jacopo e Francesco, ma pochi anni dopo la zona tornò nuovamente a Rolando il Magnifico.[10]

Alla morte del Marchese nel 1457, il castello di Costamezzana con le sue dipendenze fu assegnato al figlio Giovan Manfredo, marchese di Polesine,[11] che lo trasmise ai suoi discendenti; l'ultimo marchese Giulio morì nel 1600[12] e il feudo fu assorbito dalla Camera ducale di Parma.[13]

Nel 1625 il feudo di Cella e Costamezzana fu acquistato dal marchese Alessandro Bergonzi[14] e nel 1706 fu elevato rango di marchesato dal duca Francesco Farnese, che lo assegnò al governatore di Parma Benedetto Mischi; i suoi discendenti ne detennero i diritti fino alla loro abolizione sancita da Napoleone nel 1805.[15]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa di Santa Maria AssuntaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Assunta (Noceto).

Menzionata per la prima volta nel 1196, la pieve romanica fu aggregata nel 1601 alla nuova diocesi di Borgo San Donnino; completamente ricostruita in stile barocco tra il 1630 e il 1650 circa, fu decorata intorno alla metà del XVIII secolo; riassegnata alla diocesi di Parma nel 1963, fu restaurata tra il 1990 e il 2000. Al suo interno l'aula, sviluppata su una pianta centrale ellittica, è coperta da un'elaborata cupola affrescata a motivi geometrici; sul fondo del presbiterio l'ancona tardo-seicentesca sull'altare maggiore, riccamente decorata con putti e cariatidi, accoglie una statua lignea settecentesca raffigurante l'Immacolata Concezione.[16][17][4]

Croce del Monte PièModifica

Costruita nel 1998 e collocata sulla sommità del Monte Piè, la croce in ferro fu benedetta il 12 settembre di quell'anno dal vescovo di Fidenza Maurizio Galli; alta col basamento 10 m, è arricchita da una statua raffigurante la Regina della Pace, posta ai suoi piedi.[4]

NoteModifica

  1. ^ a b c La Frazione di Cella, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  2. ^ [1]
  3. ^ Molossi, p. 83.
  4. ^ a b c Cella, su www.comune.noceto.pr.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  5. ^ Affò, pp. 289-290.
  6. ^ Pezzana, 1837, pp. 14-15.
  7. ^ Pezzana, 1837, p. 64.
  8. ^ Pezzana, 1842, pp. 446-448.
  9. ^ Pezzana, 1842, p. 460.
  10. ^ Pezzana, 1842, p. 499.
  11. ^ Pezzana, 1847, p. 157.
  12. ^ Pallavicino Giulio, su www.comune.parma.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  13. ^ Castello di Costamezzana, su www.camminideuropa.eu. URL consultato il 16 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2016).
  14. ^ Bergonzi Alessandro, su www.comune.parma.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  15. ^ Costamezzana, su web.tiscali.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  16. ^ Fallini, Calidoni, Rapetti, Ughetti, p. 131.
  17. ^ Chiesa di Santa Maria Assunta "Cella, Noceto", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 16 marzo 2018.

BibliografiaModifica

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo secondo, Parma, Stamperia Carmignani, 1792.
  • Marco Fallini, Mario Calidoni, Caterina Rapetti, Luigi Ughetti, Terra di pievi, Parma, MUP Editore, 2006, ISBN 88-7847-021-X.
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo primo, Parma, Ducale Tipografia, 1837.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo terzo, Parma, Ducale Tipografia, 1847.

Voci correlateModifica

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