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Una cellula dendritica

Le cellule dendritiche (Dendritic Cell, DC) sono cellule APC specializzate nella cattura di antigeni (Ag). Le DC possono internalizzare l'antigene e processarlo per la sua presentazione ai linfociti T, oppure mantenerlo sulla loro superficie in forma nativa e disponibile ai linfociti B specifici per quel determinato antigene.

StoriaModifica

Furono identificate per la prima volta nel 1973, quando Ralph Steinman riuscì ad individuarle in una cavia da laboratorio, nella milza. Proprio in quell'occasione vennero considerate come cellule del sistema immunitario. La loro coltivazione fu resa possibile solo nel 1992 da Jacques Banchereau. Per quanto riguarda la loro citotossicità le scoperte sono avvenute negli anni successivi portando nel 1996 la scoperta su dei topi.

MorfologiaModifica

A particolari livelli di sviluppo, danno origine a estensioni ramificate, i dendriti, che danno alla cellula il suo nome. Ad ogni modo, queste non hanno alcuna particolare relazioni con i neuroni, i quali posseggono ugualmente simili appendici. Cellule dendritiche immature vengono anche chiamate "cellule velate", nel quale caso posseggono estesi 'veli' citoplasmatici piuttosto che dendriti.

TipiModifica

I due tipi principali sono: le DC convenzionali e le DC plasmacitoidi. Ogni DC può poi essere classificata come matura o immatura a seconda che abbia o meno incontrato l'antigene. Le cellule immature in genere non possono attivare i linfociti T, ma possono esporre antigeni self per selezionare quelli più autoreattivi (e quindi pericolosi).

DC convenzionaliModifica

Le cellule dendritiche convenzionali (precedentemente note come DC mieloidi) derivano da progenitori midollari e costituiscono la maggiore sottopopolazione di DC. Hanno la capacità unica di migrare negli organi linfoidi secondari dopo aver incontrato l'antigene per esporlo sulla superficie ed attivare i linfociti T. Le dendritiche presenti negli epiteli sono denominate cellule di Langerhans, mentre negli altri tessuti DC interstiziali o dermiche. Negli epiteli le cellule di Langerhans, pur costituendo meno dell'1% delle cellule totali coprono con i loro prolungamenti il 25% della superficie cutanea.

Si suddividono in tre tipologie:

  • CDc+: 0,4% nel sangue;
  • CD141+: 0,2% nel sangue;
  • SLAN DC: 1,2% nel sague.

Le cellule cDC producono soprattutto TNF, INF-λ , IFN-β e IL-12. Presentano recettori come TLR4 e TLR3, che attraverso IRF3 porta alla produzione di IFN-β, oltre che RLR come RIG-1 e MDA5 che riconoscono Dan virale e attivano TBK1 e IKKε.

DC plasmacitoidiModifica

Le cellule dendritiche plasmacitoidi, pur avendo un'origine mieloide, assomigliano alle plasmacellule e subiscono una trasformazione morfologica dopo attivazione. Di numero limitato sono presenti nelle zone T della milza e dei linfonodi dove secernono grandi quantità di IFN di tipo I.

Sono specializzate nella produzione di altissimi livelli di IFN-α (durante infezioni virali) in risposta a stimoli captati grazie a recettori come TLR7, TLR9, TLR8. Inoltre si è visto che presentano pure RLR e recettori di DNA citoplasmatico come DHX36, DHX9. I recettori portano all'attivazione della via My88 dipendente e quindi attiva NF-κB e IRF7.

DC follicolariModifica

Le cellule dendritiche follicolari si trovano solamente nei follicoli linfoidi e presentano diverse differenze rispetto alle altre DC. Innanzitutto esprimono diversi recettori per il complemento (come CR2) e per le Fc delle immunoglobuline. Non sono di origine midollare e non esprimono molecole MHC di classe II. Presentano comunque lunghi processi citoplasmatici che però vanno a formare un'intelaiatura che fa da base per il centro germinativo dei follicoli. I linfociti B che proliferano con elevata velocità vanno a costituire una zona più scura nel centro germinativo che presenta poche FDC. I pochi linfociti B non proliferanti, invece, migrano verso la zona chiara del centro, ricca di FDC, con le quali entrano in contatto insieme ai linfociti T follicolari.

FunzioniModifica

Le cellule dendritiche sono presenti in piccole quantità nei tessuti a contatto con l'ambiente esterno, principalmente la pelle (dove si trova un particolare tipo di cellula dendritica chiamata Cellula di Langerhans) e il rivestimento interno del naso, polmoni, stomaco e intestino. Possono anche essere trovate in uno stato immaturo nel sangue. Una volta attivate, migrano nei tessuti linfoidi dove interagiscono con le cellule T e le cellule B per dare avvio e configurare la risposta immunitaria adattativa. Le cellule dendritiche perlustrano le superfici corporee fagocitando i patogeni invasori, ad esempio un batterio. Sono cellule APC ovvero cellule che presentano l'antigene, essenziali per l'attivazione della risposta immunitaria specifica mediata dai linfociti.

BibliografiaModifica

  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  • Abbas, Lichtman, Pillai. Immunologia cellulare e molecolare, ELSEVIER, 2012
  • Wheater Istologia e anatomia microscopica V Edizione ELSEVIER 2009 pag. 212 ISBN 978-88-214-2967-5

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